Riassunto: Progettare e Valutare nel Sociale, Università Politecnica delle Marche

Documento dall'Università Politecnica delle Marche su Progettare e Valutare nel Sociale. Il Pdf esplora i concetti chiave della progettazione sociale, gli approcci metodologici e le fasi del ciclo progettuale, inclusa l'ideazione e la pianificazione operativa.

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Riassunto Progettare E Valutare NEL Sociale
Progettazione e valutazione dei sistemi sociali (Università Politecnica delle Marche)
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PROGETTARE E VALUTARE NEL SOCIALE
CAPITOLO 1
COME CAMBIA LA PROGETTAZIONE NEL SOCIALE
1.1 LA PROGETTAZIONE SOCIALE
Il concetto di progettazione non è sempre appartenuto al mondo delle politiche e degli
interventi sociali. Deriva da culture altre, come dall’ingegneria e dall’architettura. La
PROGETTAZIONE potremmo definirlo come una prefigurazione dettagliata di quello
che sarà , che viene elaborato ex ante, per poterne assicurare la realizzazione e darvi
fondamento. Nell’azione sociale la progettazione è tesa a diventare un cambiamento.
In Italia si è iniziato a parlare di progettazione sociale intorno alla fine degli anni ’80
con i primi piani di lungo periodo,a livello nazionale e regionale, in materia sanitaria. In
seguito è progressivamente cresciuta sia teoricamente che sulla pratica a fronte di 4
fenomeni : STRUTTURA, INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE,BISOGNI
CRESCENTI che hanno spinto una ricerca strategica, NUOVE TECNICHE di direzione
aziendale. In anni precedenti abbiamo assistito a varie fasi di sviluppo,come la legge
285/97 sull’infanzia. La parola PROGETTAZIONE SOCIALE deriva dal latino e
significa gettare avanti, immaginare qualcosa che non c’è. In ambito
mitologico,possiamo rifarci al mito di Prometeo, ossia colui che pone il suo sguardo
avanti. Pertanto la progettazione è la speranza umana di migliorare la propria
condizione grazie all’uso del proprio intelletto. BOUTINET dice che la progettazione
prevede e identifica le strategie adeguate al raggiungimento di un cambiamento. Altri
autori interpretano la progettazione come un operazione di ricerca.
1.2 GLI APPROCCI ALLA PROGETTAZIONE SOCIALE
Esistono vari approcci :
- APPROCCIO RAZIONALE O RAZIONAL-SINOTTICO
Questo approccio contempla la capacità dell’uomo di risalire dagli effetti alle cause
determinanti. Si tratta di una visione meccanicistica in cui l’accento è sul problem
solving , ovvero la costruzione della soluzione (l’unica o la migliore). Il problema
viene affrontato in modo assoluto riconducendolo a uno schema di S->R e si avvale
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Riassunto Progettare E Valutare NEL Sociale Progettazione e valutazione dei sistemi sociali (Università Politecnica delle Marche) StuDocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Simona Pozzato (simona.pozzato1@tin.it)PROGETTARE E VALUTARE NEL SOCIALE

CAPITOLO 1

COME CAMBIA LA PROGETTAZIONE NEL SOCIALE

1.1 LA PROGETTAZIONE SOCIALE

Il concetto di progettazione non è sempre appartenuto al mondo delle politiche e degli interventi sociali. Deriva da culture altre, come dall'ingegneria e dall'architettura. La PROGETTAZIONE potremmo definirlo come una prefigurazione dettagliata di quello che sarà , che viene elaborato ex ante, per poterne assicurare la realizzazione e darvi fondamento. Nell'azione sociale la progettazione è tesa a diventare un cambiamento. In Italia si è iniziato a parlare di progettazione sociale intorno alla fine degli anni '80 con i primi piani di lungo periodo,a livello nazionale e regionale, in materia sanitaria. In seguito è progressivamente cresciuta sia teoricamente che sulla pratica a fronte di 4 fenomeni : STRUTTURA, INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE,BISOGNI CRESCENTI che hanno spinto una ricerca strategica, NUOVE TECNICHE di direzione aziendale. In anni precedenti abbiamo assistito a varie fasi di sviluppo,come la legge 285/97 sull'infanzia. La parola PROGETTAZIONE SOCIALE deriva dal latino e significa gettare avanti, immaginare qualcosa che non c'è. In ambito mitologico,possiamo rifarci al mito di Prometeo, ossia colui che pone il suo sguardo avanti. Pertanto la progettazione è la speranza umana di migliorare la propria condizione grazie all'uso del proprio intelletto. BOUTINET dice che la progettazione prevede e identifica le strategie adeguate al raggiungimento di un cambiamento. Altri autori interpretano la progettazione come un operazione di ricerca.

1.2 GLI APPROCCI ALLA PROGETTAZIONE SOCIALE

Esistono vari approcci :

  • APPROCCIO RAZIONALE O RAZIONAL-SINOTTICO Questo approccio contempla la capacità dell'uomo di risalire dagli effetti alle cause determinanti. Si tratta di una visione meccanicistica in cui l'accento è sul problem solving , ovvero la costruzione della soluzione (l'unica o la migliore). Il problema viene affrontato in modo assoluto riconducendolo a uno schema di S->R e si avvale This document is available free of charge on StuDocu.com Scaricato da Simona Pozzato (simona.pozzato1@tin.it)di un sapere specialistico. Questo approccio si basa su contesti di bassa complessità.
  • APPROCCIO DIALOGICO Ha un approccio del tipo costruttivista. La progettazione è intesa come co- costruzione , sostanzialmente di problem setting. Si basa sul cosa fare,non sul perché. Si ha una partecipazione e coinvolgimento da più punti di vista e si ha la possibilità di affrontare la progettazione solo attraverso un atteggiamento di costante ricerca. E' un approccio utilizzato in situazioni di progettazione in cui sono coinvolti diversi soggetti che rappresentano interessi e prospettive diverse rispetto al problema.

La cosa negativa del primo approccio è l'eccesso di semplificazione. Per il secondo è il dominio dell'indefinitezza. Secondo uno schema di Thomson- Tuden, è possibile cercare di identificare dove è possibile applicare questi approcci. Ci sono due elementi dove è possibile scegliere l'approccio più adeguato : il livello di conoscenza e la condivisione del problema su cui si vuole agire e la condivisione delle strategie. Quando i problemi sono poco conosciuti e anche le strategie, ha più efficacia l'approccio dialogico. Viceversa , laddove il problema è conosciuto siamo in un contesto in cui si utilizza di più l'approccio razionale.

1.3 IL CONTESTO PROGETTUALE

E' importante capire chi fa parte del progetto sociale.

  • CHI PROGETTA Il panorama dei soggetti è molto mutato,in passato apparteneva all' istituzione pubblica e al no profit, ora se ne occupano anche l'associazionismo e il volontariato. Non sono cambiati solo gli attori, è mutata anche la modalità di progettare nel sociale: sempre meno individuale . La costruzione di alleanze è sorretta dall'idea che aggregando le competenze migliori si possa rispondere più adeguatamente alla complessità del bisogno sociale. In Italia nelle Regioni gli interventi di progettazione ci sono,ma sono molto frammentari. Le esperienze che hanno stimolato di più sono state le leggi 285/97 e la 328/00. Un aspetto evolutivo è la crescente coincidenza tra chi progetta e chi attua l'intervento sociale. A partire dagli anni '80 abbiamo assistito al diffondersi di un divario tra i progettisti ( consulenti, esperti,etc) con forti competenze tecnico- metodologiche, ma senza alcuna esperienza da vicino dei problemi e gli attori sociali che avevano le qualità inverse. Scaricato da Simona Pozzato (simona.pozzato1@tin.it)
  • CHI FINANZIA Anche sul fronte di chi finanzia sono cambiate le cose. Non sono più solo i comuni, le aziende sanitarie,etc a farne parte, ma anche le organizzazioni private a valenza sociale come le ONG, le fondazioni bancarie e di impresa. Nell'attuale momento di crisi economica, i soggetti privati sono categorizzati come i salvatori degli interventi sociali. Un dato di conferma proviene dal secondo Welfare, da cosìdetto governo Cameron sulla big society. Oggi le risorse pubbliche non sono più sufficienti ed è necessario il concorso di risorse nuove per la promozione dei programmi sociali. E' in trasformazione anche il coinvolgimento del privato. In passato era molto più frequente che il finanziatore privato si muovesse più nella logica del benefattore,oggi questi soggetti diventano POLICY MAKER, non sono visti più come finanziatori- benefattori, ma anche come promotori diretti di politiche precise. Questi attori sono sempre più qualificati e vengono scelti in base alle selezioni con bandi, utilizzo di apparecchiature sofisticate,ad esempio schede e formulari. Ci sono anche elementi di rischio però : l'avvicinarsi di attori con culture diverse , più vicine all'approccio razionale, potrebbe far perdere l'accezione di ricerca e costruzione.
  • CHI BENEFICIA DELLA PROGETTAZIONE Un tempo la progettazione sociale era caratterizzata da un aspetto partecipativo, e questa partecipazione era estesa anche ad un singolo cittadino. Nel corso degli anni c'è stato una professionalizzazione . Oggi si stanno consolidando nuove possibilità di inclusione dei beneficiari dell'intervento anche all'interno del progetto . Quindi i beneficiari si rendono partecipi a sorpassare una situazione di disagio che da stimolo a una maggiore responsabilizzazione.

1.4 LA SFIDA DI PROGETTAZIONE PER IL NUOVO MILLENNIO

Ricercare più finanziatori porta però a una precarizzazione del sociale : è fondamentale progettare bene , presentare progetti a più finanziatori possibili e partecipare a più bandi . Tutto ciò porta a una frustrazione nell'idealità del lavoro sociale degli operatori, che fanno sempre più fatica a riconoscere una correlazione fra l'immaginato progettuale e la realizzazione del progetto stesso. In un contesto come quello attuale, in cui i diversi soggetti del welfare si trovano di fronte a una progressiva contrazione delle risorse a disposizione, la pratica progettuale dovrà vedere rafforzate alcune competenze come nella ricerca e nell'attivazione di risorse This document is available free of charge on StuDocu.com Scaricato da Simona Pozzato (simona.pozzato1@tin.it)alternative a quelle pubbliche e competenze nel governo e nella connessione tra i diversi soggetti coinvolgibili intorno al tema di interesse.

CAPITOLO 2 - SPUNTI METODOLOGICI PER PROGETTARE

2.1 SPUNTI METODOLOGICI PER PROGETTARE

A partire da esperienze concrete , diversi contributi della letteratura scientifica hanno concorso alla declinazione di possibili passaggi metodologici. IL PCM Il PCM o ciclo di progetto, rappresenta l'articolazione del processo di progettazione in una sequenza di fasi e costituisce il riferimento metodologico utilizzato ormai nella maggior parte dei contesti di promozione della progettazione. Introdotto nella seconda metà degli anni '90 con lo scopo di migliorare la qualità della progettazione,è stato elaborato dalla Commissione OECD di assistenza allo sviluppo a fronte di una serie di problematiche riscontrate nell'esperienza abituale di progettazione. Venivano evidenziati i seguenti limiti : difficoltà dei progetti a collocare le proprie proposte all'interno di un contesto chiaro e preciso, progettazione focalizzata sulla definizione delle attività da realizzare, declinazione di risultati non sempre verificabili, visione progettuale limitata al breve termine, elaborati documentali non sempre coerenti tra loro. Definendo il processo di progettazione in fasi consequenziali, il PCM propone l'assunzione di una logica sistemica attenta a ricercare e presidiare la coerenza fra una fase e l'altra. E' un modello fondato sulla ricerca di rapporti di causazione interna tra risorse impiegate, attività realizzate, etc. Il PCM si concentra sull'analisi del contesto, progettazione per obiettivi e non per attività, sostenibilità nel tempo, etc. L'elemento di innovazione è il PERSEGUIMENTO DI UNA MAGGIORE ADEGUATEZZA RISPETTO AI BISOGNI. Il ciclo di vita di un progetto è così :

  • PROGRAMMAZIONE
  • IDENTIFICAZIONE
  • FORMULAZIONE
  • FINANZIAMENTO
  • REALIZZAZIONE
  • VALUTAZIONE Scaricato da Simona Pozzato (simona.pozzato1@tin.it)

Per Programmazione si intende la fase a monte di un percorso progettuale, ossia quella delle decisioni politiche che identificano le macroaree di intervento su cui si chiede di attivare la progettazione. E' il macro-obiettivo. Per Identificazione si intende la fase di declinazione dell'idea-progetto specifica in cui si comincia a sviluppare l'idea progettuale, anche se non ancora dettagliata sul piano operativo. La formulazione è la fase in cui la proposta progettuale assume la sua forma definitiva, si ha la descrizione nel dettaglio. Poi si ha il Finanziamento, ovvero il momento in cui c'è chi eroga le risorse per la sua attuazione. A seguire si ha la fase di realizzazione e infine della valutazione. C'è stata una rielaborazione delle prime fasi del ciclo da parte di Leone e Prezza, si articolano le fasi iniziali da capo come : IDEAZIONE, ATTIVAZIONE E PROGETTAZIONE OPERATIVA. Le prime due fasi sono focalizzate a cercare l'oggetto di progettazione si approfondisce il fine della questione. La terza fase è dedicata alla definizione delle modalità di attuazione, cioè sul come. LE TECNICHE Nel tempo si sono sviluppate diverse tecniche e procedure operative nella logica del PCM, in particolare le tecniche della GOPP e il FLA. Esse rappresentano le uniche tecniche che valorizzano l'aspetto partecipato. L' UE ha iniziato a utilizzare questo tipo di strumenti e li ha introdotti in alcune iniziative comunitarie. Si tratta di tecniche di gestione partecipata alle diverse fasi del ciclo di progetto che facilitano la definizione dei differenti passaggi all'interno di un contesto multi attore. Il GOPP coinvolge dei portatori di interesse nelle fasi più significative del progetto. LE FASI DEL CICLO PROGETTUALE La prima fase è l' IDEAZIONE, essa non nasce da un vuoto, ma da un contesto. Il primo passaggio metodologico è quello di analizzare tale contesto per mettere a fuoco le implicazioni,vincoli e opportunità. La domanda da cui nasce la progettazione comprende delle valenze di tipo professionale, personale e politico, che influenzano il percorso progettuale. Il primo passaggio è quello di riconoscere queste valenze e significa mettere a fuoco alcuni elementi : chi chiede, cosa chiede,quali vincoli e quali opportunità scegliere. Una corretta analisi porterà al gruppo a trovare le condizioni migliori.

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