Documento di Formazione professionale sulla didattica del nuoto, con un focus sull'approccio educativo verso i bambini. Il Pdf descrive i ruoli dell'istruttore e le fasi di apprendimento dei vari stili, inclusi stile libero, dorso e rana, per la materia Educazione fisica.
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La programmazione serve ma deve essere una programmazione non vincolante e ripetitiva, su misura dei bambini, adattabile per ogni situazione in cui si cimenta l'allievo. L'infanzia è un periodo di tempo fondamentale al punto da condizionare l'intero ciclo di vita dove i bambini pensano liberamente e volano con la fantasia, per tali ragioni bisogna accompagnare il bambino in questa fase con il giusto metodo e con la giusta azione educativa.
Il nostro metodo di insegnare dal momento che operiamo per il bene dei nostri allievi deve essere un SISTEMA EDUCATIVO moralmente e culturalmente al pari delle loro aspettative. L'istruttore non deve insegnare solo il gesto tecnico, ma deve educare alla conoscenza di se stessi e degli altri. Egli non può abbandonare il fanciullo, anzi deve accoglierlo, stimolarlo e incoraggiarlo. L'istruttore deve seguire un modello che contiene i seguenti obiettivi:
L'ingresso in piscina determina una vera e propria separazione dalla famiglia. Questo distacco deve essere vissuto serenamente, così bisogna studiare le modalità più opportune per sostenere i fanciulli. Si deve creare un rapporto tra il fanciullo e l'ambiente, e l'istruttore deve mettersi nei panni di esso. Bisogna ascoltare il bambino, appoggiarlo nelle sue avventure acquatiche e farlo sentire partecipe assecondandolo. Il bambino che inizia il percorso in una scuola nuoto manifesta disagi di adattamento perché la realtà di una scuola nuoto presenta situazioni sconosciute per il piccolo, ad esempio:
Viene descritta questa realtà per far capire il quadro completo della realtà che percepisce un bambino la prima volta che vede un posto del genere. Diversi pedagogisti ci ricordano che se una persona è troppo angosciata o incerta nell'apprendere i significati di un ambiente nuovo da la prima risposta che ha in mente, quindi il bambino non avente energia sufficiente per affrontare le nuove proposte dagli istruttori, si rifugia come risposta in un atteggiamento di rifiuto ad ogni forma di partecipazione. Il rifiuto può essere:
Vere fobie, allievi privi di interesse, apatici che hanno difficoltà a comprendere qualsiasi cosa gli venga detta, forme di opposizione ovvero non mostrano collaborazione, forme di inibizione dovute al timore e alla paura di sprofondare,
A questo punto spetta all'insegnante capire il messaggio nascosto contenuto nelle parole del bambino e rispondere nella maniera più adeguata possibile. Non solo la presenza dell'istruttore deve essere formale ma sostanziale. Quindi far capire ai piccoli che la figura dell'istruttore può diventare rassicurante. L'osservazione può essere:
Occasionale: osservare casualmente un fanciullo appena immerso nel gruppo assegnatoci, di cui non conosciamo le potenzialità e siamo curiosi di verificare. Sistematica: è un'osservazione attenta e strutturata di fenomeni, comportamenti o eventi, con l'intento di raccogliere dati in modo preciso e ripetibile. L'osservazione è un modo per conoscere e valutare i soggetti e rispondere efficacemente ai loro bisogni.
Il gioco del far finta è considerato l'attività di gioco per eccellenza. Il gioco del far finta è una forma di gioco in cui i bambini utilizzano la fantasia per creare situazioni immaginarie, ruoli e scenari, o rappresentando eventi non reali. Questo tipo di gioco è fondamentale per losviluppo cognitivo sociale ed emotivo dei bambini, ed è un modo per esplorare e comprendere il mondo che li circonda.
La multilateralità è una strategia didattica finalizzata all'acquisizione di più esperienze motorie, dedicando grande attenzione allo sviluppo delle capacità senso-percettive (autonomia del fanciullo) e coordinative (controllo del movimento). Approccio multilaterale: permette al fanciullo di sviluppare una serie di competenze e abilità motorie, prima di concentrarsi al gesto tecnico preciso. L'istruttore così deve divertire i bambini con situazioni acquatiche originali e divertenti.
TROTTOLA: sta a simboleggiare l'evolversi del bambino in acqua. All'inizio la trottola ha tanti colori, poi quando viene girata dà vita ad un unico colore, ciò corrisponde al procedere sereno del bambino che dipenderà dall'istruttore.
Game zone è una zona di gioco concepita come un'autentica scacchiera pedagogica il cui solo obiettivo è la centralità del bambino all'interno del progetto educativo. La trottola del gioco si trasforma in GI-ZETA, un misterioso disco volante dove il bambino è al volante della sua autonomia, cioè si conclude con l'indipendenza e l'autonomia del fanciullo, che è in grado di spaziare attraverso la coordinazione dei movimenti che lo conducono a nuotare in modo consapevole e corretto. La game zone è composta da 6 aree:
C'è da stabilire un rapporto positivo con ambiente e persone. E' importante un'accoglienza adeguata già dalla segreteria della piscina, che deve stemperare l'arrivo delle prime ansie. Gli addetti devono essere sorridenti e accoglienti. Il passaggio al piano vasca è complesso, molto impegnativo. Il miglior metodo è l'attesa fiduciosa, insistere e forzare il bambino peggiora solo la situazione. Può essere d'aiuto una passeggiata attorno alle corsie per esplorare e curiosare anche i numerosi ausili didattici. I bambini che sono già in acqua sono d'aiuto perché esprimono spensieratezza e divertimento rompendo l'atmosfera pesante che ha chi ha paura.Per i nuovi arrivati vengono organizzati degli spazi dove collocarsi:
I veterani sono invece inseriti in piccoli gruppi in zone della vasca in cui gli istruttori conducono delle attività base. L'approccio è comunque differente: c'è chi pensa sia più adatta una vasca piccola per prendere con più semplicità confidenza con l'acqua e chi pensa che l'approccio diretto in acqua alte con appoggio al bordo sia un modo per confermare il "prima e meglio". Il ciclo ha termine con l'inserimento dei fanciulli nelle corsie dei nuotatori.
Il galleggiamento è una fase fondamentale è il dominio dell'acqua. Concetto di equilibrio in acqua che mette paura. La paura del lasciarsi andare viene inizialmente superata con l'utilizzo dei braccioli. Essi permettono di muoversi liberamente in acqua e ridurre al minimo il timore. Verranno tolti quando lo vorrà il bambino. Così inizia a fare dei brevi tragitti partendo dal bordo e arrivando al maestro agitando braccia e gambe. Deve esserci sintonia tra l'istruttore e il bambino e un rapporto basato sulla fiducia che elimina timori ed incertezze. Per favorire il galleggiamento si fa ricorso agli "animali marini": posizioni che i fanciulli devono assumere:
OBIETTIVI: Staccarsi dal bordo senza braccioli, padroneggiare la capacità di fermarsi e ripartire, muoversi senza la paura di sprofondare
La respirazione è una conquista complessa, che deve realizzarsi con piacere ed entusiasmo. L'obiettivo è quello di respirare senza alterare la propulsione determinata dall'azione simultanea di gambe e braccia, facendo in modo che la posizione sia il più orizzontale possibile. L'espirazione, che è la fase più complicata, potrà essere insegnata attraverso dei giochi sempre per stimolare la fantasia del fanciullo.
OBIETTIVI: più padronanza motoria, eseguire movimenti combinati con la rotazione del capo per respirare mantenendo una posizione idrodinamica. Accettazione dell'immersione di tutto il capo sia ad occhi chiusi o aperti, padronanza delle 2 fasi di respirazione.
La scoperta dell'ambiente subacqueo implica il pieno possesso delle 3 precedenti fasi. II bambino inizialmente ha paura del mondo subacqueo ma la curiosità e il desiderio di conoscere compensano Raccontando storie e organizzando giochi, l'istruttore induce i bambini ad esplorare sott'acqua raggiungendo il fondo della piscina. L'istruttore non deve partecipare o essere inducente ma assumere forme di un atteggiamento osservativo. Giochi da organizzare: