Documento dall'Università degli Studi Dell'insubria su Riassunto Eppur s'innova. Il Pdf, di Economia e livello universitario, riassume il libro di Luca De Biase, esplorando l'innovazione invisibile, il ruolo delle startup e l'impatto dell'intelligenza artificiale in Italia.
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Riassunto Eppur s'innova
Scienze della Comunicazione (Università degli Studi dell'Insubria)
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Downloaded by Cristina Accetta (accettacristina@gmail.com)Eppur s'innova
- Luca De Biase
Le parole "Italia" e "innovazioni" sembrano ancora incongruenti. Tuttavia, ci sono una
miriade di marchi italiani noti in tutto il mondo, icone dell'innovazione, come Arduino,
Ducati e Piaggio, Ferrari e Lamborghini, Yoox, Artemide, Gucci e Olivetti, ENEA Tech,
Dallara, Entopan, VisLab etc.
De Biase evidenzia soprattutto che "L'innovazione non è affatto un monolite", piuttosto è
un processo complesso, sfaccettato, multifattoriale e intergenerazionale, dove ogni cosa può
giocare un ruolo decisivo.
Termine "innovazione" è stato coniato da Arthur Tansley nel 1935 e lo definisce come "un
complesso dinamico di interazioni e scambi tra un ambiente e gli organismi che ne fanno
parte. L'innovazione è un sistema, e come ogni sistema ha il suo terroir"
L'Italia si trova in basso alle classifiche in fatto di paese innovativo. I dati della Commissione Europea
mostrano che l'Italia non brilla per niente, in particolare per quanto riguarda gli indicatori standard che
servono a valutare:
Eppure, le esportazioni italiane vanno bene, anzi, aumentano anche in periodi di crisi, come nella crisi
pandemica del 2020. Ci sono due ipotesi alternative: o le aziende italiane esportano prodotti "vecchi",
oppure hanno un modo tutto loro di innovare che non è registrato dagli indicatori internazionali standard >
nel corso del libro si andrà a studiare questa seconda ipotesi.
Nel passato c'è stato un fenomeno globale, ovvero la globalizzazione, che vedeva l'avvicinarsi di un duplice
pericolo:
Il report intitolato I limiti dello sviluppo, pubblicato nel 1972 dal MIT e dal Club di Roma, era un annuncio
del cambiamento di rotta che era necessario imprimere al sistema economico.
La storia che ci insegna che nel corso delle grandi trasformazioni il ruolo dell'innovazione ha garantito:
Almeno dal Duecento il commercio, la produzione, la finanza e il soft power italiano non cessano di farsi
notare in Europa, così come la fragilità della politica italiana.
L'ondata di rinnovamento globale che caratterizza questo nuovo Millennio porterà l'Italia
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Nel 2021 vanno ricordati eventi importanti per l'Italia:
Nel 2021 il Financial Times pubblicava un articolo pieno di ottimismo per il contributo del governo italiano
al contenimento della pandemia e alla forza della ripresa economica. In opposizione, negli stessi giorni, esce
un articolo dell'International Politics and Society, che sosteneva l'avanzata in Italia di forze politiche
potenzialmente distruttive dell'unità europea. Per cui in genere si ha un'idea dell'Italia non molto ottimista,
infatti alla fine dei due articoli si presentava la tipica domanda "La nuova stagione italiana durerà?".
La competitività non si mantiene soltanto innovando.
Alessandro Nuvolari e Michelangelo Vasta, nel loro articolo pubblicato da Cambridge University Press
con il titolo "The Ghost in the Attic? The Italian National Innovation System in Historical Perspective"
(1861-2011) propongono diversi scenari:
L'Italia, essendo un paese poco propenso alla ricerca e alla finanza, non sembra avere i presupposti
per l'innovazione.
L'Innovation Scoreboard del 2021 mostra che:
L'Italia non cessa di produrre beni che interessano sui mercati mondiali, e quindi riesce comunque a
mantenere la sua competitività.
Bisogna infatti ricordare che è tra le prime 5 destinazioni turistiche del mondo, con quasi 60milioni di
visitatori all'anno. Inoltre l'italiano è una delle lingue più studiate al mondo (anche se poco parlata), e i
prodotti sono particolarmente ricercati all'estero. Infatti presenta una quota del 2,8% dell'export globale (5°
posizione nella classifica globale).
!! La sua importanza culturale e attrattività sono superiori alla sua dimensione geografica.
Anche durante la pandemia da Covid-19 l'Italia si è dimostrata imprevedibile riguardo le esportazioni, come
emerge da diversi studi condotti da:
Ma c'è stata anche una maggiore concentrazione delle esportazioni per distretti industriali regionali.
Le esportazioni sono tornate al livello pre-covid nel 2021, ma il numero di esportatori significativi si è
ridotto dell'8% (da 137mila nel 2019 a 126mila nel 2021). I due terzi delle esportazioni italiane sono infatti
realizzati da 18mila imprese (lo 0,4% delle imprese italiane):
Questo ci fa capire che le differenze regionali sono estremamente importanti.
Ci sono settori per i quali gli italiani sono tra i leader mondiali:
A
dai brand dello stile e del design ai robot industriali
A
dalle auto e le barche di lusso all'alimentare di qualità.
E ci sono altri settori, come il digitale, nei quali i professionisti più in evidenza si contano sulle dita di
una mano.
In ogni caso, non cessano di emergere esperienze di innovatori italiani.
Tra le tante aziende e startup ricordiamo:
Quindi anche l'Italia continua a produrre le sue innovazioni, infatti ci sono ben 14mila startup censite dal
MISE - Ministero dello Sviluppo Economico.
Il primato italiano in questo senso verte su:
Ricordiamo aziende grandi come Luxottica, Ferrero, Barilla, Dallara, Ferrari, Lamborghini e Ducati. Ci
sono anche le Università, i musei, i fondi di investimento in venture capital e i territori a partecipare a questo
cambiamento innovativo.
Piuttosto, il problema dell'Italia, è la durata delle fasi di allineamento e crescita.
Il PNRR è un grosso piano di investimenti finanziati a debito e quindi deve generare crescita stabile
perché possa essere ripagato:
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Questo insieme di considerazioni preliminari serve a impostare una mappa concettuale, disegnata su alcune
ipotesi cardinali:
Alla base della ricerca di questo libro c'è l'ipotesi secondo la quale esiste un legame tra una cultura e il
modello di sviluppo dell'innovazione.
"Quando indaghiamo le dinamiche dell'innovazione, vogliamo trovare il modello di
comportamento che produce i migliori risultati, oppure pensiamo che esistano molti modelli giusti
per le diverse situazioni?"
Le ragioni del business finanziario in Occidente sembrano puntare nella prima direzione, anche se la
ragionevolezza di chi riconosce la varietà delle culture e dei sistemi di valori diffusi nel mondo sembrerebbe
invece indicare che la seconda ipotesi sia più credibile.
L'equilibrio tra i due approcci è l'obiettivo più sensato > il mercato autoregolato non esiste e l'assenza di
intervento pubblico non è un vantaggio. L'idea di un ordine universale guidato da un approccio unico
all'economia è irrealistica.
In sintesi, esiste un modello standard per descrivere un sistema capace di generare innovazione in modo
sistematico e significativo, e poi ci sono modelli alternativi.
Il modello standard prevede la generazione di nuove tecnologie che poi richiedono la loro "messa a terra".
L'innovazione vera e propria nasce nel momento in cui le novità proposte dagli imprenditori vengono
adottate dai consumatori/utenti. Il progresso emerge così dalla libertà di innovare la tecnologia.
Le condizioni di contorno fondamentali del modello standard devono essere altrettanto chiare: