Riassunto del libro Eppur s'innova di Luca De Biase, Uninsub

Documento dall'Università degli Studi Dell'insubria su Riassunto Eppur s'innova. Il Pdf, di Economia e livello universitario, riassume il libro di Luca De Biase, esplorando l'innovazione invisibile, il ruolo delle startup e l'impatto dell'intelligenza artificiale in Italia.

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28 pagine

Riassunto Eppur s'innova
Scienze della Comunicazione (Università degli Studi dell'Insubria)
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Eppur s’innova
- Luca De Biase
Le parole “Italia” e “innovazioni” sembrano ancora incongruenti. Tuttavia, ci sono una
miriade di marchi italiani noti in tutto il mondo, icone dell’innovazione, come Arduino,
Ducati e Piaggio, Ferrari e Lamborghini, Yoox, Artemide, Gucci e Olivetti, ENEA Tech,
Dallara, Entopan, VisLab etc.
De Biase evidenzia soprattutto che “L’innovazione non è affatto un monolite”, piuttosto è
un processo complesso, sfaccettato, multifattoriale e intergenerazionale, dove ogni cosa può
giocare un ruolo decisivo.
Termine “innovazione” è stato coniato da Arthur Tansley nel 1935 e lo definisce come “un
complesso dinamico di interazioni e scambi tra un ambiente e gli organismi che ne fanno
parte. L’innovazione è un sistema, e come ogni sistema ha il suo terroir
Capitolo Primo
L’innovazione invisibile
L’Italia si trova in basso alle classifiche in fatto di paese innovativo. I dati della Commissione Europea
mostrano che l’Italia non brilla per niente, in particolare per quanto riguarda gli indicatori standard che
servono a valutare:
- L’innovatività
- I finanziamenti alla ricerca
- I brevetti
- La presenza di venture capital
- Le competenze digitali
Eppure, le esportazioni italiane vanno bene, anzi, aumentano anche in periodi di crisi, come nella crisi
pandemica del 2020. Ci sono due ipotesi alternative: o le aziende italiane esportano prodotti "vecchi",
oppure hanno un modo tutto loro di innovare che non è registrato dagli indicatori internazionali standard >
nel corso del libro si andrà a studiare questa seconda ipotesi.
Nel passato c’è stato un fenomeno globale, ovvero la globalizzazione, che vedeva l’avvicinarsi di un duplice
pericolo:
- Il cambiamento climatico
- L’ineguaglianza sociale
Il report intitolato I limiti dello sviluppo, pubblicato nel 1972 dal MIT e dal Club di Roma, era un annuncio
del cambiamento di rotta che era necessario imprimere al sistema economico.
La storia che ci insegna che nel corso delle grandi trasformazioni il ruolo dell'innovazione ha garantito:
- l'adattamento al mutare delle circostanze
- e la ricerca di soluzioni che possano condurre verso un miglioramento complessivo
Almeno dal Duecento il commercio, la produzione, la finanza e il soft power italiano non cessano di farsi
notare in Europa, così come la fragilità della politica italiana.
L’ondata di rinnovamento globale che caratterizza questo nuovo Millennio porterà l’Italia
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Eppur s'innova

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Riassunto Eppur s'innova
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Downloaded by Cristina Accetta (accettacristina@gmail.com)Eppur s'innova
- Luca De Biase
Le parole "Italia" e "innovazioni" sembrano ancora incongruenti. Tuttavia, ci sono una
miriade di marchi italiani noti in tutto il mondo, icone dell'innovazione, come Arduino,
Ducati e Piaggio, Ferrari e Lamborghini, Yoox, Artemide, Gucci e Olivetti, ENEA Tech,
Dallara, Entopan, VisLab etc.
De Biase evidenzia soprattutto che "L'innovazione non è affatto un monolite", piuttosto è
un processo complesso, sfaccettato, multifattoriale e intergenerazionale, dove ogni cosa può
giocare un ruolo decisivo.
Termine "innovazione" è stato coniato da Arthur Tansley nel 1935 e lo definisce come "un
complesso dinamico di interazioni e scambi tra un ambiente e gli organismi che ne fanno
parte. L'innovazione è un sistema, e come ogni sistema ha il suo terroir"

L'innovazione invisibile

L'Italia si trova in basso alle classifiche in fatto di paese innovativo. I dati della Commissione Europea
mostrano che l'Italia non brilla per niente, in particolare per quanto riguarda gli indicatori standard che
servono a valutare:

  • L'innovatività
  • I finanziamenti alla ricerca
  • I brevetti
  • La presenza di venture capital
  • Le competenze digitali

Eppure, le esportazioni italiane vanno bene, anzi, aumentano anche in periodi di crisi, come nella crisi
pandemica del 2020. Ci sono due ipotesi alternative: o le aziende italiane esportano prodotti "vecchi",
oppure hanno un modo tutto loro di innovare che non è registrato dagli indicatori internazionali standard >
nel corso del libro si andrà a studiare questa seconda ipotesi.
Nel passato c'è stato un fenomeno globale, ovvero la globalizzazione, che vedeva l'avvicinarsi di un duplice
pericolo:

  • Il cambiamento climatico
  • L'ineguaglianza sociale

Il report intitolato I limiti dello sviluppo, pubblicato nel 1972 dal MIT e dal Club di Roma, era un annuncio
del cambiamento di rotta che era necessario imprimere al sistema economico.
La storia che ci insegna che nel corso delle grandi trasformazioni il ruolo dell'innovazione ha garantito:

  • l'adattamento al mutare delle circostanze
  • e la ricerca di soluzioni che possano condurre verso un miglioramento complessivo

Almeno dal Duecento il commercio, la produzione, la finanza e il soft power italiano non cessano di farsi
notare in Europa, così come la fragilità della politica italiana.
L'ondata di rinnovamento globale che caratterizza questo nuovo Millennio porterà l'Italia
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  1. a omologarsi
  2. oppure a valorizzare le sue differenze?

Nel 2021 vanno ricordati eventi importanti per l'Italia:

  • europei di calcio
  • europei di musica
  • olimpiadi

Nel 2021 il Financial Times pubblicava un articolo pieno di ottimismo per il contributo del governo italiano
al contenimento della pandemia e alla forza della ripresa economica. In opposizione, negli stessi giorni, esce
un articolo dell'International Politics and Society, che sosteneva l'avanzata in Italia di forze politiche
potenzialmente distruttive dell'unità europea. Per cui in genere si ha un'idea dell'Italia non molto ottimista,
infatti alla fine dei due articoli si presentava la tipica domanda "La nuova stagione italiana durerà?".
La competitività non si mantiene soltanto innovando.
Alessandro Nuvolari e Michelangelo Vasta, nel loro articolo pubblicato da Cambridge University Press
con il titolo "The Ghost in the Attic? The Italian National Innovation System in Historical Perspective"
(1861-2011) propongono diversi scenari:

  • Prima dell'euro, c'era un circolo vizioso che ha permesso alle aziende italiane di rimanere
    competitive, ma lasciandole spesso in condizioni di debolezza strutturale (bassi salari e bassa
    qualificazione del personale).
    Il circolo vizioso era reso possibile dalle vecchie lire, accompagnate da forte inflazione.
  • Con l'euro il discorso cambia. In uno scenario con bassa inflazione e moneta stabile, le aziende
    devono competere sulla qualità del prodotto e l'intensità del servizio e allo stesso tempo sono
    costrette ad essere fortemente innovative.

L'Italia, essendo un paese poco propenso alla ricerca e alla finanza, non sembra avere i presupposti
per l'innovazione.
L'Innovation Scoreboard del 2021 mostra che:

  • La Svezia rimane in testa in fatto di innovazione
  • L'Italia non è tra i leader dell'innovazione, ma è il paese più performante tra gli altri cinque paesi
    della classifica (Cipro, Estonia, Lituania, Grecia e appunto Italia)

L'Italia non cessa di produrre beni che interessano sui mercati mondiali, e quindi riesce comunque a
mantenere la sua competitività.
Bisogna infatti ricordare che è tra le prime 5 destinazioni turistiche del mondo, con quasi 60milioni di
visitatori all'anno. Inoltre l'italiano è una delle lingue più studiate al mondo (anche se poco parlata), e i
prodotti sono particolarmente ricercati all'estero. Infatti presenta una quota del 2,8% dell'export globale (5°
posizione nella classifica globale).
!! La sua importanza culturale e attrattività sono superiori alla sua dimensione geografica.
Anche durante la pandemia da Covid-19 l'Italia si è dimostrata imprevedibile riguardo le esportazioni, come
emerge da diversi studi condotti da:

  • ICE - "Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane"
    Aveva previsto che sarebbero ritornate ai livelli pre-covid nel 2022, ma il recupero è arrivato già nel
    2021
  • SACE
    Downloaded by Cristina Accetta (accettacristina@gmail.com)Conferma i dati di ICE.
    La reattività italiana si è confermata e le esportazioni sono ritornate a circa 480 miliardi di euro, con
    un aumento dell'11% rispetto all'anno precedente.
  • DESI
    Mostra che c'è stato un recupero sul piano dell'e-commerce nelle imprese italiane che, durante il
    lockdown, hanno finalmente preso in considerazione come forma di commercio.

Ma c'è stata anche una maggiore concentrazione delle esportazioni per distretti industriali regionali.
Le esportazioni sono tornate al livello pre-covid nel 2021, ma il numero di esportatori significativi si è
ridotto dell'8% (da 137mila nel 2019 a 126mila nel 2021). I due terzi delle esportazioni italiane sono infatti
realizzati da 18mila imprese (lo 0,4% delle imprese italiane):

  • Queste imprese esportano oltre il 50% del loro fatturato, radicate nel 60% dei casi in Lombardia,
    Veneto, Emilia-Romagna e Toscana.
  • Dal Mezzogiorno parte meno del 10% del valore esportato dalle imprese italiane.

Questo ci fa capire che le differenze regionali sono estremamente importanti.
Ci sono settori per i quali gli italiani sono tra i leader mondiali:
A
dai brand dello stile e del design ai robot industriali
A
dalle auto e le barche di lusso all'alimentare di qualità.
E ci sono altri settori, come il digitale, nei quali i professionisti più in evidenza si contano sulle dita di
una mano.
In ogni caso, non cessano di emergere esperienze di innovatori italiani.
Tra le tante aziende e startup ricordiamo:

  • Alpitronic > settore dell'auto elettrica
  • D-Orbit > azienda di logistica spaziale
  • ComoNext
  • Depop > piattaforma per la vendita di moda sul telefonino
  • Genenta > azienda biotech, che sviluppa terapie contro il cancro
  • Roboze > realizza stampanti 3D ad alte orestazioni

Quindi anche l'Italia continua a produrre le sue innovazioni, infatti ci sono ben 14mila startup censite dal
MISE - Ministero dello Sviluppo Economico.
Il primato italiano in questo senso verte su:

  • Produzione farmaceutica europea
  • Meccanica e meccatronica
  • Mondo agro-alimentare
  • Abbigliamento
  • Arredamento

Ricordiamo aziende grandi come Luxottica, Ferrero, Barilla, Dallara, Ferrari, Lamborghini e Ducati. Ci
sono anche le Università, i musei, i fondi di investimento in venture capital e i territori a partecipare a questo
cambiamento innovativo.
Piuttosto, il problema dell'Italia, è la durata delle fasi di allineamento e crescita.
Il PNRR è un grosso piano di investimenti finanziati a debito e quindi deve generare crescita stabile
perché possa essere ripagato:
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  • questi investimenti devono dunque andare su infrastrutture digitali capaci di liberare capacità
    innovativa, riforme normative e semplificazioni burocratiche che possano facilitare gli operatori
    economici onesti e attrarre gli investitori stranieri.
  • Se il PNRR per la fretta di spendere fosse usato solo per ridurre i costi delle imprese e alimentare
    consumi, esaurirebbe presto i suoi effetti, non genererebbe una crescita duratura e lascerebbe dietro
    di sé un problema di un debito ancora più gravoso per le prossime generazioni.

Questo insieme di considerazioni preliminari serve a impostare una mappa concettuale, disegnata su alcune
ipotesi cardinali:

  1. Si ipotizza che l'innovazione sia un processo in cui tutti i fenomeni possono cambiare da un contesto
    geo-dinamico all'altro. Cambiano le condizioni organizzative e le caratteristiche culturali di una
    popolazione rispetto ad un'altra.
  2. In sostanza, l'innovazione non è un insieme di novità. È un cambiamento profondo nella storia
    tecnologica, economica etc. Questo cambiamento avviene nel momento in cui il pubblico ne
    riconosce il valore e adotta l'innovazione
  3. Il processo innovativo richiede visione, sperimentazione, focalizzazione, investimenti e capacità
    interpretativa della realtà.

Alla base della ricerca di questo libro c'è l'ipotesi secondo la quale esiste un legame tra una cultura e il
modello di sviluppo dell'innovazione.

Le radici del modello italiano

"Quando indaghiamo le dinamiche dell'innovazione, vogliamo trovare il modello di
comportamento che produce i migliori risultati, oppure pensiamo che esistano molti modelli giusti
per le diverse situazioni?"
Le ragioni del business finanziario in Occidente sembrano puntare nella prima direzione, anche se la
ragionevolezza di chi riconosce la varietà delle culture e dei sistemi di valori diffusi nel mondo sembrerebbe
invece indicare che la seconda ipotesi sia più credibile.
L'equilibrio tra i due approcci è l'obiettivo più sensato > il mercato autoregolato non esiste e l'assenza di
intervento pubblico non è un vantaggio. L'idea di un ordine universale guidato da un approccio unico
all'economia è irrealistica.
In sintesi, esiste un modello standard per descrivere un sistema capace di generare innovazione in modo
sistematico e significativo, e poi ci sono modelli alternativi.
Il modello standard prevede la generazione di nuove tecnologie che poi richiedono la loro "messa a terra".
L'innovazione vera e propria nasce nel momento in cui le novità proposte dagli imprenditori vengono
adottate dai consumatori/utenti. Il progresso emerge così dalla libertà di innovare la tecnologia.
Le condizioni di contorno fondamentali del modello standard devono essere altrettanto chiare:

  • Il sistema giuridico e fiscale deve essere favorevole alla creazione di startup innovative
  • Serve una cultura d'impresa diffusa e capace di accettare il fallimento
  • Servono famiglie disposte a investire nella formazione dei giovani (materie tecniche, scientifiche,
    matematiche, ingegneristiche)
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