Documento dall'Università degli Studi di Milano-Bicocca su "Oltre il senso comune" di Laura Formenti e Davide Cino. Il Pdf, un riassunto di Psicologia, esplora la pedagogia della famiglia, i servizi per la disabilità-autismo, le dinamiche familiari nelle comunità per minori e la genitorialità in carcere.
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Riassunto libro: "Oltre il senso comune" di Laura Formenti, Davide Cino Pedagogia Università degli Studi di Milano-Bicocca (UNIMIB) 28 pag. Document shared on https://www.docsity.com/it/riassunto-libro-oltre-il-senso-comune-di-laura-formenti-davide-cino/11585737/OLTRE IL SENSO COMUNE UN VIAGGIO DI RICERCA NELLA PEDAGOGIA DELLA FAMIGLIA Laura Formenti, Davide Cino
Questo libro nasce dai materiali di un corso di Pedagogia della famiglia tenuto nell'anno accademico 2022/2023, dal titolo: "Lavorare con le famiglie nei servizi educativi e sociali: un approccio basato sulla ricerca". Il corso prevedeva la costruzione di un percorso di ricerca insieme agli studenti e alle studentesse intorno ai temi della pedagogia della famiglia e metteva in atto una didattica innovativa volta a rispondere alle seguenti domande: "Come lavorare con le famiglie nei servizi educativi e sociali? Quale atteggiamento e quali competenze potresti sviluppare per essere utile e per favorire il benessere e l'apprendimento di tutti i membri della famiglia?". In questo testo abbiamo un duplice intento: da un lato, ci proponiamo di costruire conoscenze utili per la comunità pedagogica, ripercorrendo e analizzando criticamente un processo di insegnamento/apprendimento fondato sulle teorie e metodi della pedagogia ecosistemico-critica. Il testo si basa su un modello pedagogico esplicito, per insegnare la pedagogia generale e sociale, costruendo una cornice epistemologica per la pedagogia della famiglia e mettendola alla prova nell'esperienza sul campo. Questa cornice interroga criticamente la nostra conoscenza della famiglia, le sue radici storico-culturali e discorsi sull'educazione che plasmano le pratiche e le politiche nei servizi socio educativi rivolti alle famiglie. Nel testo viene sfidata in particolare la dimensione del "dover essere"-normativa, retorica e ideologica-che costituisce ancora oggi la base di molti discorsi sull'educazione. Dall'altro lato ci rivolgiamo direttamente agli studenti e studentesse di Scienze dell'educazione ai professionisti che lavorano con le famiglie, poiché il testo si propone anche come manuale per i corsi di pedagogia della famiglia per la formazione continua; dunque vorrebbe essere uno strumento concreto nel sostenere l'apprendimento di chi legge. Quello che leggerai in queste pagine va ponderato, verificato, vagliato, verificato: Voi non cerchiamo di proporre una nuova ideologia della famiglia o di come "dovrebbe essere" il lavoro educativo, ma ti offriamo un metodo per identificare che cosa è forse inevitabilmente ideologico in ogni discorso pedagogico come potresti passare dal "dover essere" al "poter divenire".
Per la sistemica, l'apprendimento è qualcosa che avviene nello spazio tra le persone, non dentro la testa del singolo individuo. Inoltre, si tratta di un processo stratificato per livelli (Bateson, 1972), quindi comporta una complessità di azioni, interazioni, effetti e loro interpretazioni. Da qualche anno, il corso di pedagogia della famiglia di cui siamo responsabili (Laura Formenti come docente titolare, Davide Cino come vice) ha come obiettivi formativi le seguenti conoscenze e capacità e competenze:
Mentre le conoscenze sono espresse come un elenco di concetti e definizioni che possono essere trovati studiati in libri e articoli scientifici, le capacità e competenze sono descritte in forma di azioni (trovare, lavorare ecc.), cioè ci dicono che cosa dovremmo sapere fare alla fine del percorso formativo e quindi che cos'è il corso dovrebbe chiedere di fare per poter realizzare questi obiettivi. Un'azione si apprende solo esercitandola e correggendo il tiro se necessario. Il saper fare si impara solo facendo. Eppure si tratta di un principio ancora poco utilizzato in ambito accademico. Come mai? Da diversi anni si parla di didattica per competenze fin dalla scuola dell'infanzia, ma ancora oggi molti programmi sono elenchi di contenuti. Qui proviamo a mettere in atto una pedagogia dell'esperienza, radicata nell'azione e nell'interazione tra soggetto e mondo, tra soggetti diversi e con il contesto più ampio. Ti porteremo a interrogarti con curiosità su come funzionano le narrazioni dominanti riguardo la famiglia, narrazioni che tendono a proporsi come "naturali" ,"normali", che forse hai fatto tu e senza troppo pensarci hai interiorizzato a tal punto da non essere consapevole della loro esistenza e degli effetti che producono sulle tue azioni e comunicazioni. Presenteremo esempi delle attività di ricerca realizzate dagli studenti e studentesse nell'anno accademico 2022/2023. La pedagogia della famiglia si interroga, su come apprende, cambia comunica ed evolve un sistema familiare fatto di persone diverse per età, genere, sensibilità, ma unite da legami affettivi,materiali e simbolici e dal senso del "Noi".
Questo libro è anche l'esito di una ricerca sulla didattica universitaria nell'ottica dell'educazione degli adulti che Laura Formenti conduce da anni nei propri corsi. L'apprendimento basato sulla ricerca affonda le sue radici nel lavoro di John Dewey (1859-1952), filosofo pragmatista secondo il quale l'educazione scientifica avrebbe dovuto insegnare ad agire e pensare scientificamente, non a memorizzare contenuti. Fin dagli anni '60 del secolo scorso, un vasto movimento internazionale sviluppato i metodi dell'apprendere per scoperta e attraverso il fare. Tuttavia, quelle intuizioni hanno Document shared on https://www.docsity.com/it/riassunto-libro-oltre-il-senso-comune-di-laura-formenti-davide-cino/11585737/faticato a entrare nel mondo accademico e ancor più, nelle discipline umanistiche, sociali ed educative. La didattica research-based in università è una sfida interessante. Da qualche anno la comunità pedagogica italiana se ne sta occupando in riferimento alla formazione delle competenze di secondo livello degli educatori. Per questo abbiamo ritenuto utile documentare e analizzare i lavori dei gruppi e i cambiamenti avvenuti durante e dopo il corso. In queste poche righe sono concentrate diverse preoccupazioni pedagogiche: la prima è generale non riguarda solo gli studenti di Scienze dell'educazione, in quanto pone l'accento sulla qualità delle informazioni che usiamo e sulla capacità di ogni cittadino di interrogarsi sulla solidità e affidabilità di ciò che legge e ascolta, in particolare quando si parla di famiglia. La rete, i social media e talvolta purtroppo anche le pubblicazioni scientifiche propongono affermazioni ideologiche e luoghi comuni sulla "famiglia contemporanea". I discorsi dominanti riguardanti il funzionamento della famiglia "ben costruita", le affermazioni apodittiche sui bisogni educativi dei bambini (es. un bambino ha bisogno di una mamma e di un papà) non sono fondati su conoscenze rigorose, ma vengono costruiti e rafforzati quotidianamente dai vecchi e nuovi media della chiacchiera. Alcuni costrutti di senso comune, come la famiglia tradizionale, la buona genitorialità, l'istinto materno e il mito dell'unione familiare sono trattati nel discorso egemone come se fossero del tutto normali naturali, mentre si tratta di idee parziali, spesso mal definite, radicate nella cultura dominante. Qui si aggancia un'ulteriore preoccupazione, più specifica: un professionista, un laureato in Scienze dell'Educazione, dovrebbe essere capace di distinguere la chiacchiera dalla conoscenza fondata e quindi imparare a definire chiaramente criticamente i suoi oggetti di lavoro, i concetti e i metodi che usa. La terza preoccupazione pedagogica riguarda l'esercizio della professione di educatore: il lavoro più bello, difficile e mal compreso che si possa immaginare. Bello per chi crede nella relazione, nella possibilità di rendere questo mondo un po più giusto e vivibile, ma proprio per questo difficile: la realtà ci appare complessa, crudele e centrata sul capitalismo consumista, dove i più deboli vengono incolpati per la loro vulnerabilità. Fare l'educatore in questo scenario significa avere i piedi ben saldi a terra, radicati nei valori della giustizia sociale, della democrazia e dell'educazione emancipatrice. Il metodo che proponiamo riguarda dunque lo sviluppo di una competenza professionale nel presente e nel futuro.
In questo capitolo cerchiamo di definire che cosa possa significare per uno studente, educatore o anche un gruppo o equipe di professionisti, essere in ricerca e fare ricerca. Partiamo dalle considerazioni degli studenti per sottolineare che in questo testo diamo alla parola ricerca un significato ampio; non ci riferiamo infatti solo alla ricerca scientifica come attività socialmente definita, sostenuta dalle istituzioni accademiche e dagli enti accreditati, svolta da professionisti con un certo profilo. Oggi il percorso per diventare ricercatori è lungo e tortuoso: c'è stato un processo di professionalizzazione che implica una profilatura (competenze attese), un percorso formale per accedere alla carriera accademica e la valutazione dei prodotti della ricerca. Per essere in ricerca e fare ricerca non è necessario essere un ricercatore professionista. Al contrario, il presupposto che ha guidato questo progetto e ricercare sia un'attività umana imprescindibile e che questa attività diventi particolarmente interessante quando si tratta di indagare l'educare, una delle prerogative bio-socio- Document shared on https://www.docsity.com/it/riassunto-libro-oltre-il-senso-comune-di-laura-formenti-davide-cino/11585737/