Slide da Hub Kit - Sfide Globali - Nuova Edizione - Paesi Extraeuropei (hubscuola.it) su Agenda 2030 Obiettivo 6 Acqua Pulita e Servizi Igienico-sanitari. Il Pdf esplora il ruolo delle città nella gestione dell'acqua, la sua distribuzione storica e attuale, e le sfide legate ai cambiamenti climatici per la scuola superiore in Educazione ambientale.
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AGENDA 2030 OBIETTIVO 6
ACQUA PULITA E SERVIZI IGIENICO-SANITARI
AGENDA 1036
OBIETTIVO 6
ACQUA PULITA
E SERVIZI
IGIENICO
SANITARI
GARANTIRE A
POURDELE PULITA E
SANTAN EFFICIENT
ACQUA
POTABILE PER
(QUASI) TUTTI
ACQUAE
IGIENE. CHE
FARE?
PROTEGGERE
L'ACQUAPER
SALVARE & PIANETA
I TRAGUARDI
TERRE
DESERTE
CITTÀ E ACQUA
come e
CAMBIATA LA
DISTRIBUZIONE
DELLE ACQUE IN
CITT
ACQUE
SOTTERRANEE:
LA FONTE
INVISIBLE
LA CONVIVENZA TRA CITTÀ E
ACQUA, ALCUNI ESEMPI:
GENOVA
I DANNI
DELLE
ALLUVIONI
COMMESSA
LA CONYNTHIA
TRA CITTÀ &
ESCHAE
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Russnão per & Cresaggie
E IN ITALIA?
AGENDA 2030
OBIETTIVO 6
ACQUA PULITA
E SERVIZI
IGIENICO-SANIT
ARI
HUB Kit - Sfide Globali - Nuova Edizione - Paesi
extraeuropei (hubscuola.it)GARANTIRE A
TUTTI ACQUA
POTABILE PULITA E
SERVIZI
IGIENICO-SANITARI
EFFICIENTI
È l'obiettivo 6 indicato dall'Agenda 2030.
Questo obiettivo ha un ruolo centrale
nell'ambito del programma di sviluppo
sostenibile: le risorse di acqua dolce,
infatti, sono essenziali per la salute, la
sicurezza alimentare e la produzione
energetica; se ben gestite, possono quindi
contribuire alla lotta contro la povertà: per
questo il Goal 6 è in stretta relazione con
tutti gli altri obiettivi di sviluppo sostenibile.
ACQUA
POTABILE
PER (QUASI)
TUTTI
L'accesso a fonti sicure di acqua per la popolazione mondiale e
l'utilizzo per fini sanitari e igienici è in costante crescita: tra il 2000 e il
2017, è aumentata la popolazione mondiale che utilizza acqua
potabile in sicurezza (la percentuale dal 61% è arrivata al 71%).
Questo fenomeno incoraggiante è stato registrato, in particolare, in
Asia centrale e meridionale, nell'America Latina e nei Caraibi.
Secondo altri confortanti dati statistici del 2017, oggi 3 persone su 5
nel mondo hanno a disposizione un sistema di lavaggio per l'igiene
personale.
Nonostante questi significativi risultati, una lettura critica dei dati a
disposizione segnala che ancora oggi 785 milioni di persone non
possono usufruire dei servizi di base per l'acqua potabile e che
circa 3 miliardi non hanno la possibilità di lavarsi a casa propria:
segnali del permanere di situazioni di forte ingiustizia e
disuguaglianza.
Un altro dato significativo è il cosiddetto "water stress", cioè il
fenomeno per cui la domanda di acqua è superiore rispetto alla sua
naturale disponibilità. Secondo questo parametro, tutti i continenti
soffrono di "stress idrico": l'utilizzo globale di acqua negli ultimi
decenni è aumentato più del doppio rispetto al tasso di crescita
demografica e questo fenomeno è destinato a crescere ancora,
spinto anche dall'incremento dell'urbanizzazione e dai cambiamenti
climatici. Una delle conseguenze più preoccupanti è che oggi circa 2
miliardi di persone vivono in situazioni di grave carenza idrica.
Less than 10
10-25
25-70
70 or more
ACQUA E
IGIENE. CHE
FARE?
L'UN-Water, l'ente dell'ONU che si occupa dell'acqua dolce e dei servizi
igienico-sanitari, sottolinea che l'obiettivo 6 è uno degli obiettivi di
sostenibilità più critici. Nella sua Sintesi 2018 Water and Sanitation si fa
riferimento alla necessità di un coordinamento generale per la corretta
gestione delle acque dolci. Questo vale non solo per le politiche ambientali
a livello planetario, ma anche nelle dimensioni locali: per esempio, nel caso
dei fiumi che attraversano i confini, il prelievo a monte non deve
danneggiare le popolazioni che vivono più a valle; il diritto all'acqua deve
essere una priorità per tutti.
Affrontare questo obiettivo comporta un approccio complesso alla
questione: un'efficiente governance delle risorse idriche implica non solo
scelte politiche, ma anche azioni finanziarie, di formazione e di ricerca
(acquisizione e monitoraggio dei dati). Se prendiamo, per esempio, il target
specifico dell'accesso a fonti di acqua potabile sicura, sono necessari:
PROTEGGERE
L'ACQUA PER
SALVARE IL
PIANETA
L'obiettivo 6 na un impatto profondo e trasversale su moltissimi
aspetti della vita sulla Terra. I consumi di acqua nel mondo
sono eccessivi: si utilizza più acqua di quanta viene rigenerata in
natura. Se questo accade di norma nei Paesi ad alto rendimento
economico, nelle zone depresse le fonti di acqua potabile sono
più difficili da raggiungere e sono più facilmente soggette a
inquinamenti e contaminazioni. Questo genera il diffondersi
di malattie, anche letali, che sarebbero prevenibili con la
disponibilità di risorse pulite e il rispetto di elementari norme
igieniche (ancora oggi il 9% della popolazione rilascia escrementi
all'aperto, una pratica comune ancora oggi nelle aree rurali
dell'Asia centrale e meridionale, dell'Asia orientale e sud-orientale
e dell'Africa sub-sahariana).
Le zone più a rischio
I pericoli maggiori riguardano le popolazioni dell'Africa e di parte
dei Paesi dell'Asia centrale e meridionale, dove risultano carenti
sia la disponibilità di acqua potabile sia l'accesso ai servizi
igienico-sanitariAccesso ai servizi sanitari (%)
maggiore di 94,90
da 86,10 a 94,90
da 74,30 a 86,10
da 59,40 a 74,30
da 42,20 a 59,40
da 26 a 42,20
inferiore a 26
dato non disponibile
*
Percentuale della popolazione che ha accesso a servizi igienico-sanitari adeguati
I
TRAGUARDI
L'obiettivo 6 è stato suddiviso in 8 sotto-obiettivi, qui sintetizzati:
TERRE
DESERTE
Come altre risorse naturali, l'acqua è rinnovabile ma
spesso limitata e soggetta a minacce e degrado.
L'obiettivo dell'Agenda 2030 relativo alle fonti di acqua
potabile è strettamente connesso con i fenomeni
della siccità e
della desertificazione.
Secondo
la Convenzione
ONU
per
combattere
la
desertificazione, "entro il 2025, 1,8 miliardi di persone
sperimenteranno l'assoluta carenza idrica e due terzi
della popolazione mondiale vivranno in condizioni di
stress
idrico".
La
tendenza
è
decisamente
preoccupante, considerando anche che Si stima che
negli ultimi 100 anni si stima che sia andato perso tra il
50 e il 70% delle zone umide naturali del mondo.
Per limitare la riduzione e la scarsità di acqua, sono
quindi urgenti le pratiche con lo scopo di migliorare
l'efficienza e la qualità delle risorse idriche, nonché il
ripristino degli ecosistemi legati all'acqua dolce. Questo
è anche il presupposto fondamentale per ottenere
l'accesso a servizi igienico-sanitari adeguati ed equi per
tutti.
Le aree a rischio idrico nel mondo. Fonte: World
Resources Institute, 2019 (dati 2014)
Tra le strategie più efficienti, ci sono quelle
focalizzate sul miglioramento della produttività del
suolo e sulla gestione sostenibile delle risorse del
territorio e dell'acqua. L'ONU ha messo a punto il
progetto Drought Toolbox (pacchetto di misure
anti siccità), un modo per dare sostegno alle
popolazioni colpite dalla siccità, anche in termini di
formazione e prevenzione per rafforzare la
resilienza delle persone e degli ecosistemi. Il
programma si articola in tre fasi: monitoraggio delle
risorse, valutazione del rischio, proposte per
attenuare i fattori di rischio.
HUB Kit - Sfide Globali - Nuova Edizione - Paesi
extraeuropei (hubscuola.it)
ARCTIC OCEAN
Definition
Overall water risk identifies
exposure to water-related ri
measure of all selected indi
Quantity, Quality and Regul
Risk categories.
ARCTIC CIRCLE
NORTH
ATLANTIC
OCEAN
EQUATOR
TROPIC OF CAPRIC
INDIAN
OCEAN
SOUTH
ATLANTIC
OCEAN
Source: World Resources Institute,
E IN ITALIA?
Promossi, ma spreconi
Secondo il Rapporto ASviS 2019 sull'obiettivo 6,
l'Italia, pur avendo già in parte raggiunto gli
obiettivi
stabiliti
dall'Agenda,
presenta
alcune criticità nella gestione delle risorse idriche.
Il nostro Paese, infatti, detiene il record tra i Paesi
dell'Unione europea per il maggior prelievo di
acqua per uso potabile pro capite: nel 2015, sono
stati erogati agli utenti 4,9 miliardi di metri cubi di
acqua, corrispondenti a 220 litri per abitante al
giorno. A questo dato si aggiunge un'altra
tendenza
negativa,
cioè
il
progressivo peggioramento nell'efficienza della
rete di distribuzione dell'acqua potabile.
L'indicatore elaborato dall'ASviS per il Goal 6
mostra,
tra
il
2015
e
il
2017,
un
forte peggioramento,
dovuto
all'aumento
dell'irregolarità nell'erogazione dell'acqua e alla
diminuzione dell'efficienza delle reti di distribuzione
dell'acqua potabile.