Geriatria: invecchiamento, fragilità e demenze nell'anziano

Documento di Università su Geriatria. Il Pdf esplora l'invecchiamento e la fragilità nell'anziano, con un'analisi dettagliata della geriatria, le strategie di comunicazione e assistenza per pazienti affetti da Alzheimer, le tecniche riabilitative e i trattamenti farmacologici per le demenze.

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29 pagine

GERIATRIA
Silvia Pastorello - II°AA can. B
INVECCHIAMENTO E ANZIANO FRAGILE
A livello demografico si sta assistendo a un aumento percentuale delle persone appartenenti alle fasce d’età più avanzate. Tale fenomeno, di
portata mondiale, interessa attualmente soprattutto i paesi più sviluppati, tra cui l’Italia. Si sta quindi assistendo a un invecchiamento della
popolazione.
A livello mondiale la vita media si allungherà ancora in futuro, con propensione a incrementare di più nelle nazioni attualmente in via di
sviluppo. Problemi tutt’ora in corso: antibiotico resistenza, malnutrizione.
Si sta assistendo a un aumento dell’indice di vecchiaia; l’indice di vecchiaia è il rapporto percentuale tra la popolazione con età superiore a 65
anni con quella di età inferiore a 15 anni. Rispetto al resto del mondo, l’Italia è il paese con il più elevato indice di vecchiaia ed ha un’alta
aspettativa di vita. La prima conseguenza è l’anziano pluripatologico, con aumento “a cascata” delle patologie e delle comorbidità.
🍃
Osteoporosi: maggiore predisposizione dell’osso a rompersi, senza una causa evidente (ad esempio senza un trauma importante)
alla cui base c’è la ridotta resistenza dello scheletro.
🪴
Fragilità dell’anziano: aumentata vulnerabilità agli eventi avversi di origine endogena ed esogena con riduzione della capacità
intrinseca di risposta, che espone a maggior rischio di esiti di salute negativi. Non si ha una risposta adeguata ad eventi che
normalmente avvengono, come infezioni virali, etc.
🌱
Malnutrizione: stato di squilibrio, a livello cellulare, tra il rifornimento di nutrienti/energia e il fabbisogno dell’organismo ad assicurare
il mantenimento, le funzioni, la crescita e la riproduzione. Pazienti con alto rischio di malnutrizione: anziani, oncologici e pazienti
con patologie neurodegenerative.
🌿
Sarcopenia: progressivo declino della massa, della forza muscolare, e/o performance che porta ad aumentato rischio di disabilità
fisica, scarsa qualità di vita, cadute, numerose complicanze.
La disabilità indica la perdita di funzione mentre la fragilità indica
uno stato di instabilità e di rischio di perdita o di ulteriore perdita
della funzione (...), è espressione del numero di sistemi fisiologici
vicini o al di là della soglia del compenso omeostatico. Ne deriva
che la persona fragile è quella che ha un aumentato rischio di
disabilità e di morte quale conseguenza di un evento stressante
anche di minima entità.
La fragilità è quindi una vulnerabilità, una predisposizione a un
aumento del rischio di eventi avversi, legata a un fisiologico
declino età-dipendente dell’organismo e dei suoi componenti. Si ha
ridotta capacità intrinseca a rispondere a delle sollecitazioni di
stress / noxa patogena con, come outcome negativi, l’insorgenza di
un maggior numero di alterazioni e malattie. Tutto ciò causa un
progressivo decadimento delle condizioni cliniche.
La fragilità la si “misura” tramite due principali scuole di pensiero. La
prima è americana ed è la “Physical Frailty”, direttamente correlata
alla sarcopenia; vengono messi in considerazione perdita di peso,
camminata lenta, performance fisica, scarsa attività fisica, ecc. La
seconda è canadese ed è un “Frailty index”, ossia una somma di deficit, sintomi e/o malattie; la fragilità è un sinonimo di complessità.
Vi sono altri 19 “scale di valutazione” della fragilità.
ANZIANO FRAGILE.
E’ una condizione estremamente complessa al cui determinismo partecipano sia condizioni biologiche che sociali.
La fragilità dell’anziano è un fenomeno dinamico con passaggio da condizioni di semplice rischio ad altre rapidamente evolutive che
conducono a grave disabilità e/o morte.
La fragilità è quindi una condizione di estrema vulnerabilità associata all’età, risultato della compromissione delle riserve omeostatiche e della
ridotta capacità dell’organismo di contrastare eventi stressanti, che pone l’anziano che ne è affetto in uno stato di elevato rischio di
peggioramento e/o declino rapido ed improvviso della sua salute con comparsa di: disabilità, non autosufficienza, ospedalizzazioni,
istituzionalizzazione, morte.
(1978): “L’anziano fragile è una persona di solito ultra75enne che, a causa dell’accumularsi di più malattie croniche, spesso richiede
uno o più servizi di supporto per garantire le attività del suo vivere quotidiano”. Successivamente si afferma che elementi essenziali
dell’organizzazione dei servizi per questo soggetto sono “la valutazione delle sue necessità assistenziali”, “l’organizzazione di un
piano di cura ed assistenza” e “la presa in carico di tutte le sue esigenze”.
(1992): “L’anziano fragile pur avendo una ridotta riserva funzionale può vivere indipendentemente e bene in comunità. Quando
stressato da una malattia, da un trauma o da fattori ambientali sfavorevoli, la sua capacità di svolgere le attività basilari della vita
quotidiana inizia a sgretolarsi. L’inattività e l’immobilità possono, inoltre, drammaticamente compromettere la forza muscolare e la
riparazione muscolare, così come la flessibilità articolare, l’equilibrio e la velocità di reazione.
Cosa comporta ciò? Rischio di cadute, ospedalizzazione, disabilità e morte significativamente maggiore rispetto ai "non fragili".
La fragilità è un fenotipo clinico. Un anziano è definito fragile se rientra in almeno 3 dei criteri seguenti
🍃
Spossatezza: il soggetto riferisce che tutto quello che fa costituisce una fatica almeno per tre giorni la settimana nel mese precedente
la valutazione.
🌿
Scarsa attività fisica (riferita dal soggetto): short version del Minnesota Leisure Time Activity questionnaire, calcolata come kcal per
settimana e stratificata per sesso. I cut off sono < 383 Kcal/week per l’uomo ed < 270 Kcal nella donna.
🪴
Ridotta velocità nel cammino: …per una distanza di 4.5 metri. I cut off sono stratificati per sesso ed altezza e sono > 7 secondi per
una altezza < a173cm e > a 6 secondi per una altezza > a 173 cm.
🌱
Poor grip strength: forza nella presa corretta per peso ed altezza, stratificata per sesso e indice di massa corporea (BMI).
🌵
Diminuzione non intenzionale del peso corporeo: …di almeno il 5 % nell’ultimo anno.

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Anteprima

Invecchiamento e Anziano Fragile

Silvia Pastorello - IIºAA can. BINVECCHIAMENTO E ANZIANO FRAGILE A livello demografico si sta assistendo a un aumento percentuale delle persone appartenenti alle fasce d'età più avanzate. Tale fenomeno, di portata mondiale, interessa attualmente soprattutto i paesi più sviluppati, tra cui l'Italia. Si sta quindi assistendo a un invecchiamento della popolazione. A livello mondiale la vita media si allungherà ancora in futuro, con propensione a incrementare di più nelle nazioni attualmente in via di sviluppo. Problemi tutt'ora in corso: antibiotico resistenza, malnutrizione. Si sta assistendo a un aumento dell'indice di vecchiaia; l'indice di vecchiaia è il rapporto percentuale tra la popolazione con età superiore a 65 anni con quella di età inferiore a 15 anni. Rispetto al resto del mondo, l'Italia è il paese con il più elevato indice di vecchiaia ed ha un'alta aspettativa di vita. La prima conseguenza è l'anziano pluripatologico, con aumento "a cascata" delle patologie e delle comorbidità.

Definizioni Chiave

Osteoporosi: maggiore predisposizione dell'osso a rompersi, senza una causa evidente (ad esempio senza un trauma importante) alla cui base c'è la ridotta resistenza dello scheletro. Fragilità dell'anziano: aumentata vulnerabilità agli eventi avversi di origine endogena ed esogena con riduzione della capacità intrinseca di risposta, che espone a maggior rischio di esiti di salute negativi. Non si ha una risposta adeguata ad eventi che normalmente avvengono, come infezioni virali, etc. Malnutrizione: stato di squilibrio, a livello cellulare, tra il rifornimento di nutrienti/energia e il fabbisogno dell'organismo ad assicurare il mantenimento, le funzioni, la crescita e la riproduzione. Pazienti con alto rischio di malnutrizione: anziani, oncologici e pazienti con patologie neurodegenerative. Sarcopenia: progressivo declino della massa, della forza muscolare, e/o performance che porta ad aumentato rischio di disabilità fisica, scarsa qualità di vita, cadute, numerose complicanze.

Fragilità e Disabilità

La disabilità indica la perdita di funzione mentre la fragilità indica uno stato di instabilità e di rischio di perdita o di ulteriore perdita della funzione ( ... ), è espressione del numero di sistemi fisiologici vicini o al di là della soglia del compenso omeostatico. Ne deriva che la persona fragile è quella che ha un aumentato rischio di disabilità e di morte quale conseguenza di un evento stressante anche di minima entità. La fragilità è quindi una vulnerabilità, una predisposizione a un aumento del rischio di eventi avversi, legata a un fisiologico declino età-dipendente dell'organismo e dei suoi componenti. Si ha ridotta capacità intrinseca a rispondere a delle sollecitazioni di stress / noxa patogena con, come outcome negativi, l'insorgenza di un maggior numero di alterazioni e malattie. Tutto ciò causa un progressivo decadimento delle condizioni cliniche.

Misurazione della Fragilità

Stato Funzionale integro Stato Funzionale - Invecchiamento "Normale" Invecchiamento "Accelerato" Fragilità Disabilità La fragilità la si "misura" tramite due principali scuole di pensiero. La prima è americana ed è la "Physical Frailty", direttamente correlata . alla sarcopenia; vengono messi in considerazione perdita di peso, camminata lenta, performance fisica, scarsa attività fisica, ecc. La Tempo (età) seconda è canadese ed è un "Frailty index", ossia una somma di deficit, sintomi e/o malattie; la fragilità è un sinonimo di complessità. Vi sono altri 19 "scale di valutazione" della fragilità.

Anziano Fragile

ANZIANO FRAGILE. E' una condizione estremamente complessa al cui determinismo partecipano sia condizioni biologiche che sociali. . La fragilità dell'anziano è un fenomeno dinamico con passaggio da condizioni di semplice rischio ad altre rapidamente evolutive che conducono a grave disabilità e/o morte. La fragilità è quindi una condizione di estrema vulnerabilità associata all'età, risultato della compromissione delle riserve omeostatiche e della ridotta capacità dell'organismo di contrastare eventi stressanti, che pone l'anziano che ne è affetto in uno stato di elevato rischio di . peggioramento e/o declino rapido ed improvviso della sua salute con comparsa di: disabilità, non autosufficienza, ospedalizzazioni, istituzionalizzazione, morte.

Definizioni di Anziano Fragile

L, (1978): "L'anziano fragile è una persona di solito ultra75enne che, a causa dell'accumularsi di più malattie croniche, spesso richiede uno o più servizi di supporto per garantire le attività del suo vivere quotidiano". Successivamente si afferma che elementi essenziali · dell'organizzazione dei servizi per questo soggetto sono "la valutazione delle sue necessità assistenziali", "l'organizzazione di un piano di cura ed assistenza" e "la presa in carico di tutte le sue esigenze". L. (1992): "L'anziano fragile pur avendo una ridotta riserva funzionale può vivere indipendentemente e bene in comunità. Quando stressato da una malattia, da un trauma o da fattori ambientali sfavorevoli, la sua capacità di svolgere le attività basilari della vita quotidiana inizia a sgretolarsi. L'inattività e l'immobilità possono, inoltre, drammaticamente compromettere la forza muscolare e la riparazione muscolare, così come la flessibilità articolare, l'equilibrio e la velocità di reazione. Cosa comporta ciò? Rischio di cadute, ospedalizzazione, disabilità e morte significativamente maggiore rispetto ai "non fragili".

Criteri di Fragilità

La fragilità è un fenotipo clinico. Un anziano è definito fragile se rientra in almeno 3 dei criteri seguenti Spossatezza: il soggetto riferisce che tutto quello che fa costituisce una fatica almeno per tre giorni la settimana nel mese precedente la valutazione. Scarsa attività fisica (riferita dal soggetto): short version del Minnesota Leisure Time Activity questionnaire, calcolata come kcal per settimana e stratificata per sesso. I cut off sono < 383 Kcal/week per l'uomo ed < 270 Kcal nella donna. Ridotta velocità nel cammino: ... per una distanza di 4.5 metri. I cut off sono stratificati per sesso ed altezza e sono > 7 secondi per una altezza < a173cm e > a 6 secondi per una altezza > a 173 cm. Poor grip strength: forza nella presa corretta per peso ed altezza, stratificata per sesso e indice di massa corporea (BMI). Diminuzione non intenzionale del peso corporeo: ... di almeno il 5 % nell'ultimo anno. .Identikit dell'Anziano Fragile: elevata "età biologica", elevata comorbidità, elevata instabilità clinica (dimissioni "difficili"), elevato rischio di sindromi geriatriche (es. delirium, cadute e fratture, incontinenza, ecc.), elevato rischio iatrogeno (scompenso a cascata), elevato rischio di disabilità se non già disabile, elevato rischio di ospedalizzazioni frequenti e ripetute, elevato fabbisogno assistenziale, elevato rischio di istituzionalizzazione, elevato rischio di mortalità.

Sarcopenia

SARCOPENIA. La sarcopenia è una sindrome caratterizzata da una perdita di massa muscolare e di forza fisica progressiva e generalizzata accompagnata da un aumento del rischio di esiti sfavorevoli quali disabilità, ridotta qualità di vita e morte. Dopo i 70 anni si ha una diminuzione di circa il 15% di massa muscolare ogni. decade. A livello fisiopatologico, la sarcopenia consiste nella riduzione delle fibre muscolari a contrazione rapida (chi fa attività fisica compensa con ipertrofia . delle rimanenti -+ fattore protettivo), riduzione della potenza muscolare, riduzione della sintesi proteica a partire dal DNA mitocondriale che si accumulano con l'invecchiamento, soprattutto delle catene pesanti della miosina, riduzione delle unità motorie (quelle che rimangono funzionano peggio):

Dinamica della Fragilità e Sarcopenia

DINAMICA DELLA FRAGILITÀ ALTERAZIONI DI BASE ASPETTI CLINICI CONSEGUENZE Sintomi · Astenia Affaticabilità ·Anoressia Morbilità acuta ·Iponutrizione Perdita di peso ·Ospedalizzazione Disabilità ·Inattività ·Dipendenza Sarcopenia Osteopenia ·Disturbi equilibrio ·Iponutrizione Rappresenta una sindrome caratterizzata da perdita progressiva e generalizzata di massa muscolare e funzione (forza muscolare o performance fisica), con aumentato rischio di outcome avverso (cadute, fratture, ospedalizzazione, peggior qualità di vita e mortalità) SARCOPENIA ("carenza di muscolo", Rosenberg 1988). Si riferisce ad un calo della massa muscolare e della forza. Atrofia delle fibre di tipo lla a livello muscolare (responsabili delle contrazioni muscolari rapide di potenza). degli ormoni anabolizzanti, \ dell'attività fisica, alterata introduzione di cibo ed alterazione delle citochine sono tutti fattori che possono contribuire allo sviluppo della sarcopenia. La sarcopenia, costituisce una componente essenziale all'interno del modello fisico di fragilità proposto da Fried (calo ponderale involontario, debolezza muscolare, rallentata velocità del cammino, ridotta attività fisica, esauribilità). La sarcopenia, oggi, viene ritenuta un vero e proprio substrato biologico della fragilità fisica.

Caratteristiche della Fragilità

FRAGILITA': · stato biologico età-correlato · caratterizzato da ridotta resistenza agli stress · dovuto al declino cumulativo di più sistemi fisiologici e · che predispone a pluripatologia, disabilità, rischio di istituzionalizzazione e mortalità Cadute ·Infortuni MALATTIA RIDUZIONE DEL LIVELLO FUNZIONALE E DEL MARGINE DI RISERVA Segni ·Decadimento organico ·Istituzionalizzazione Morte

Malnutrizione

MALNUTRIZIONE. Si definisce malnutrizione un'alterazione dello stato nutrizionale per carenza o eccesso (o squilibrio) di calorie, proteine ed altri nutrienti che ha effetti negativi sull'organismo e sulla composizione corporea, sullo stato e sulla funzionalità dei vari organi ed apparati e sull'evoluzione clinica. Riveste un ruolo chiave nella patogenesi sia della sarcopenia che, di conseguenza, della fragilità. Solo se l'equilibrio tra i diversi fabbisogni e l'apporto dei vari nutrienti viene mantenuto costantemente si riesce ad avere uno stato nutrizionale ottimale. In caso contrario possiamo parlare di malnutrizione, che può essere il risultato di una nutrizione in eccesso (ipernutrizione) o in difetto (iponutrizione). Le sindromi carenziali possono verificarsi per ogni nutriente, ma è soprattutto la deplezione delle riserve proteiche ed energetiche (malnutrizione proteico-energetica) a determinare uno stato di malattia. La valutazione dello stato nutrizionale riveste un'importanza fondamentale per la sorveglianza del soggetto sano, per riconoscere il soggetto a rischio nutrizionale e per il trattamento del paziente con patologia cronica.

Malnutrizione in Difetto e Rischi

Malnutrizione in difetto. I pazienti maggiormente a rischio malnutrizione per difetto sono quelli oncologici, chirurgici e tutti i pazienti con malattie acute o croniche gravi, quali malattie neurodegenerative (demenza, m. di Parkinson), malattie respiratorie, gastroenterologhe, polmonari, insufficienza renale, insufficienza cardiaca e/o epatica. Inoltre gli anziani, soprattutto se pluripatologici, sono a rischio di malnutrizione per fattori legati all'invecchiamento o alle patologie concomitanti. La malnutrizione, in particolare in ambito ospedaliero: aumenta le complicanze (maggiore morbilità e mortalità), condiziona negativamente i risultati delle terapie, riduce la risposta immunitaria e predispone alle infezioni, aumenta il rischio di insorgenza di fratture e di piaghe da decubito e ne ritarda la . guarigione, riduce massa e forza muscolare, induce effetti dannosi a livello psichico con depressione e scarso interesse per il cibo, compromette la funzione di organi ed apparati, comporta una richiesta di cure maggiore e più prolungata (ritardo recupero delle performance), prolunga la degenza del 10-15%, in media di 6 giorni.

Impatto della Nutrizione Clinica

Numerosi studi clinici, di alta qualità ed eseguiti in differenti setting clinici, hanno dimostrato l'impatto positivo della Nutrizione Clinica sull'andamento di diverse patologie, in termini di guarigione, sopravvivenza e qualità della vita. Sono stati ottenuti notevoli risparmi su alcune voci della spesa sanitaria (lunghezza dell'ospedalizzazione, tasso di riospedalizzazione, incidenza di complicanze, uso di antibiotici o dispositivi medici, impegno del personale sanitario ... ). In un sistema sanitario con domanda di salute crescente e risorse sempre più scarse, avere presidi nutrizionali di comprovata efficacia, di costo contenuto e in grado di portare risparmio ad altre voci della spesa sanitaria, consente un'allocazione efficiente delle risorse e un aumento del livello di salute dei pazienti che beneficiano di un trattamento nutrizionale.

Cause di Malnutrizione in Ospedale

Cause di malnutrizione durante l'ospedalizzazione: Mancato riconoscimento della malnutrizione. Mancata valutazione dell'introito alimentare e delle variazioni dei fabbisogni. Mancato monitoraggio dello stato nutrizionale. Mancato od inadeguato intervento nutrizionale. Mancata assistenza ai pasti. ↳ Rigidità degli orari dei pasti. Digiuno o interruzione del supporto nutrizionale. ↳ Prescrizione di diete eccessivamente restrittive od inappetibili. ↳ Uso di farmaci che riducono appetito o con effetti collaterali sull'apparato gastrointestinale. L Mancato monitoraggio di peso, altezza ed Indice di Massa Corporea. ↳ Patologie di base e sue complicanze. L Immobilizzazione a letto. ↳ Uso prolungato di infusioni gluco-saline o alimentazione artificiale ipocalorica protratta. Scarsa conoscenza della composizione dei prodotti nutrizionali.

Malnutrizione nell'Anziano

MALNUTRIZIONE NELL'ANZIANO Una malnutrizione proteico calorica severa è stata osservata nel: 10-38% degli anziani non ospedalizzati (nursing homes, rehabilitation/sub-acute care) 5-12% di quelli che vivono al proprio domicilio 5-85% di quelli istituzionalizzati 26-65% di quelli ospedalizzati 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% non ospedalizzati a domicilio istituzionalizzati ospedalizzati

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