Documento da Università su Cap 1: Introduzione Alla Psicopatologia per L'infanzia. Il Pdf esplora la psicopatologia infantile, analizzando modelli evolutivi, disturbi della disregolazione della rabbia e dell'aggressività, e il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, con un focus su epidemiologia, diagnosi e fattori di rischio per la materia Psicologia.
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CAP 1: INTRODUZIONE ALLA PSICOPATOLOGIA PER L'INFANZIA
"Bambino ricostruito" (S. Freud): si delinea dalle ricostruzioni anamnestiche dell'infanzia da parte dell'adulto. "Paziente/bambino (Bambino reale)" (A. Freud, M. Klein, D. Winnicott, M. Mahler) : il suo mondo relazionale è rappresentato in primis dai genitori. Nel passaggio dal bambino ricostruito al bambino clinico che inaugura a sua volta una nuova modalità dell'agire terapeutico, prendono forma e si strutturano in un ricco e florido scambio interdisciplinare il bambino osservato e il bambino reale. Il percorso bambino osservato-reale-clinico ci aiuta a delineare le traiettorie evolutive di sviluppo. La comunicazione implicita, importante nello scambio con l'altro, è il mezzo espressivo maggiormente utilizzato dai bambini nelle fasi precoci dello sviluppo, e quello che orienta il processo diagnostico incentrato sul bambino allo scopo di rilevare i segni di disagio nel paziente che "non può parlare". Insieme al bambino reale, nel setting clinico, si struttura l'ingresso dell'adulto, del genitore in relazione con il figlio , nella considerazione che se il disturbo nasce nella relazione, allora è la relazione che deve essere necessariamente curata. Dal bambino clinico quindi si perviene ad una nuova nascita rappresentata nella prospettiva di Daniel Stern all'emergere del nuovo "Paziente prototipico" rappresentato dalla relazione genitore-bambino. Caratteristiche nuovo paziente prototipico:
Con l'ingresso nel setting clinico del nuovo paziente prototipico, la Developmental Psychopathology (1984) si struttura per rilevare deviazioni e programmare interventi. Sono stati sviluppati quindi specifici assessments diagnostici, ad esempio la DC: 0-3 (Diagnostic Classification of Mental Health and Developmental Disorders of Infancy and Early Childhood 0-5) per individuare precocemente gli indicatori di rischio relativi soprattutto alle prime relazioni intrattenute dal bambino con i suoi caregivers. SROUFE, mette in evidenza come l'attaccamento sicuro si riveli un fattore di resilienza significativo rispetto all'emergenza di eventi traumatici e negativi nel corso dello sviluppo infantile. Scambio sempre più stretto tra il campo della ricerca evolutiva e quello dell'intervento clinico, che si struttura a un doppio livello:
Secondo SAMEROFF, la valutazione e il trattamento dei problemi relazionali precoci risulta essere fondamentale per due motivi: alleviare la sofferenza nel momento presente e prevenirne le conseguenze a lungo termine. In questo progredire scientifico d'integrazione tra ricerca e clinica, a partire dagli anni Ottanta , una cornice utile per concepire l'azione preventiva a più livelli ci proviene dal considerare l'interazione dei diversi modelli evolutivi (dello sviluppo) che sono enucleati nel Modello del tratto, Modello ambientale e Modello interazionale o transazionale:
Sameroff inoltre concettualizza lo sviluppo infantile come il prodotto di interazioni dinamiche e continue tra il bambino e le esperienze fornite dalla sua famiglia e dal contesto sociale, secondo 4 modelli interpretativi che combinandosi e interagendo tra loro offrono una visione complessiva delle componenti multiple che favoriscono lo sviluppo umano:
La lettura transazionale dello sviluppo proposta da Sameroff è utile nell'ottica dell'integrazione dinamica della dialettica tra natura e ambiente e ci permette di avere un valido strumento di orientamento da tenere in considerazione per il processo diagnostico in età evolutiva. La comprensione psicodinamica dello sviluppo può essere orientata rispetto a 3 livelli di organizzazione strutturale, che saranno poi il nucleo centrale del trattamento multifocale sulla relazione genitore- bambino, come ci dicono Nanzer e Palacio-Espasa:
Questi tre livelli sono assi portanti nella realizzazione del profilo diagnostico del bambino e della relazione genitore-bambino. Costituiscono lo scaffolding diagnostico a orientamento psicodinamico, al quale ci riferiamo per indirizzare non solo la valutazione ma anche l'intervento clinico focalizzato su specifiche aree conflittuali della relazione tra il bambino e i suoi genitori. Importanza del livello 2 nella genitorialità a rischio, che nell'ambito della perinatalità assume un ruolo centrale come fattore rilevante nell'eziologia del disturbo psichico del bambino. Ancor prima della relazione infatti nasce il genitore o meglio, la genitorialità, che si affina e si modella , si specializza e che rappresenta il primo "spazio mentale" dell'edificio relazionale e interattivo che porta alla costruzione della personalità del bambino. Ci saranno esiti evolutivi più o meno sfavorevoli che colpiranno la diade madre-bambino , andando a ledere sin dai primi momenti della nascita il sistema di sintonizzazione affettiva alla base dell'agire implicito della relazione. Conoscenza relazionale implicita (Stern): II mondo presimbolico si organizza a partire dal dialogo agito nella diade e dalle aspettative conseguenti su come le sequenze di azioni e interazioni sidispiegano nello spazio e nel tempo insieme ai corrispondenti schemi di attivazione fisiologica. Questi processi di autoregolazione e regolazione interattiva generano schemi che il bambino impara a riconoscere, ricordare e prevedere La gravidanza e il post partum sono un momento particolare per la donna, sono stati di trasparenza in cui alcuni frammenti del mondo rappresentazionale diventano facilmente accessibili alla coscienza.
CASO: Nicole P.32: Nicole fin dal momento della nascita mostra un temperamento vivace e molto reattivo, piangendo in continuazione e con difficoltà a calmarsi. Il giorno dopo l'operatrice, su richiesta del marito, parla con la neomamma che confida da subito le sue paure nel toccare la bambina e di farle male erroneamente, paragonandola agli Swarovski che ha in casa: li guarda ma non li tocca, infatti ci pensa sua madre a spolverarli.
S. FREUD: Con un atteggiamento dei genitori particolarmente tenero verso i figli si instaura una coazione ad attribuire al figlio ogni sorta di perfezione. Il bambino deve appagare i sogni e i desideri irrealizzati dei suoi genitori. L'amore parentale così commovente e così infantile non è altro che il narcisismo dei genitori tornato a nuova vita. La COSTELLAZIONE MATERNA è intesa come organizzatore psichico che determinerà una nuova serie di azioni, tendenze, sensibilità, fantasie, paure, desideri. Questa nuova organizzazione è molto variabile, mesi o anni e diventa linea organizzativa dominante per la vita psichica della madre e mette in secondo piano le precedenti organizzazioni nucleari o complessi che hanno svolto un ruolo centrale. I temi dominanti della costellazione materna si incastrano nell'ambito della traiettoria di sviluppo del bambino in corrispondenza biunivoca tra gli schemi di essere con, momenti di incontro, stati di arousal, regolazione, rotture e riparazioni che cambiano in relazione ai diversi momenti della traiettoria evolutiva dello sviluppo del bambino e contemporaneamente della stessa genitorialità, che come processo intersoggettivo risente del qui e ora della relazione sulla quale si è strutturata e sulla quale modella la sua configurazione dinamica. Nuova triade psichica evidenziata da STERN della madre della madre (bambina), della donna come madre e della madre con il suo bambino. L'essere genitori è un processo trasformativo che persiste e si completa gradualmente e che nella dinamica reciproca di autoregolazione e regolazione interattiva si modella su un iter evolutivo specifico. La traiettoria di sviluppo del bambino trova quindi una diretta corrispondenza / non corrispondenza nella traiettoria di sviluppo genitoriale che a sua volta risente del contesto ambientale/relazionale/intrapsichico nel quale si è strutturata e che incide di rimando sulla genesi della stessa nel corso del tempo e lungo le generazioni. Per TRONICK, la maturazione e la nostra storia evolutiva spingono lo sviluppo attraverso una serie innumerevole di cambiamenti che sono regolati dai processi interni al bambino e dai processi esterni dell'ambiente sociale di riferimento secondo tre forze primarie: la maturazione di processi regolatori esterni, i processi regolatori interni auto organizzanti e la regolazione generica maturativa. Lo sviluppo non è un processo piatto ma procede per adattamenti e ristrutturazioni sulla traiettoria evolutiva della genitorialità che assolve in corrispondenza all'iter di crescita del bambino le sue svariate funzioni. Ci sono diverse finestre di apertura della comprensione psicodinamica dello sviluppo tipico e atipico del bambino. La depressione perinatale è da sempre riconosciuta come un disturbo molto frequente che colpisce le donne nel post-partum.
FUNZIONI DELLA GENITORIALITA':
Segnalare il ruolo dei padri, sia come contenimento affettivo e base sicura per la madre, sia nella veste di ulteriore elemento di carico emotivo, qualora siano loro stessi a sviluppare una depressione post-partum. Il modello transazionale è quello maggiormente indagato dall'Infant Research e dalla neuroscienze. Il Sé diventa nella prospettiva evolutiva la porta principale che permette di valutare l'eventuale presenza o assenza del sintomo patologico nelle diverse aree di sviluppo che a partire dall'acquisizione dei bisogni corporei (Sé emergente) passa per il Sé nucleare, il Sé soggettivo, il Sé verbale, il Sé narrativo investendo diversamente aspetti centrali dello sviluppo.
LA DIAGNOSI DEL BAMBINO E LA RELAZIONE GENITORE-BAMBINO
Mettere in evidenza la transitorietà del disagio, che può assumere la forma di una comunicazione temporanea oppure essere un segno caratteristico che rimarrà indelebile, se non opportunamente rilevato e riparato, di una trama relazionale distorta, che trova nell'agire la sua denuncia evolutiva. Considerare inoltre che l'organizzazione della personalità del bambino non è stabile o "cristallizzata", ma essendo in fase di formazione è estremamente mobile in contrapposizione con l'idea di strutturalismo classico. ANDERS, parla di modello sintomatologico in cui sono distinti:
A.FREUD: concetto di "linee di sviluppo", fondamentale per capire il significato psicopatologico della sintomatologia espressa dal bambino , all'interno della sua struttura psichica in fase di formazione e di crescita, la cui spinta all'avanzamento, quella che Stern definisce "motore interno", genera l'azione e il cambiamento. Inoltre se le prospettive psicopatologiche tradizionali sembrano concettualizzare il disturbo come interno all'individuo, la psicopatologia dello sviluppo lo colloca all'interno della relazione dinamica tra individuo e ambiente. Il progredire evolutivo del bambino verso il benessere e la salute mentale si struttura su quella che viene definita la traiettoria dello sviluppo normale o adattivo, i cui elementi costitutivi, ben delineati, sono rappresentati dalle acquisizioni specifiche delle diverse aree di sviluppo, cognitivo, sociale, affettivo che sono state attentamente analizzate dalla psicologia evolutiva nella sua declinazione moderna. La considerazione degli aspetti evolutivi prevede che ogni tappa specifica dell'infanzia sia la precondizione necessaria per procedere verso la salute mentale dell'adulto che ha al suo interno le fondamenta costitutive acquisite nel tragitto che dai primi mesi di vita porta il bambino al suo divenire adulto. La psicopatologia viene intesa come esito della deviazione dal percorso normativo, come processo che si estende nel corso del tempo i cui segni distintivi si incunea come un'interferenza dello sviluppo che, a seconda del gradiente sintomatico, può rallentare, modificare o nei casi più gravi arrestare lo sviluppo delle diverse aree del funzionamento mentale del bambino. Il disturbo insorge dinamicamente nella sfera caregiver-bambino come prodotto dell'interazione tra aspetti biologici, psicologici e sociali, tenendo simultaneamente presente la storia pregressa dello sviluppo e i compiti specifici che il bambino è tenuto a fronteggiare e affrontare in ciascuna fase specifica della crescita. Il paradigma offerto dalla Developmental Psychopathology apre una