Documento sui Disturbi Comportamentali nei Bambini. Il Pdf, di tipo discorsivo, descrive le caratteristiche, i sintomi e i criteri diagnostici di disturbi come il Disturbo Oppositivo-Provocatorio (DOP), il Disturbo della Condotta (DC) e l'ADHD, con concetti correlati come irritabilità e temper tantrum. Utile per studenti universitari di Psicologia.
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I disturbi del comportamento in età evolutiva sono problematiche comportamentali che si verificano in più contesti di vita (famiglia, scuola, contesto sociale) per periodi prolungati e che interferiscono in modo significativo con l'adattamento e il funzionamento globale del bambino e dell'adolescente. Secondo il DSM 5 TR, questi disturbi possono essere classificati come Disturbo da Comportamento Dirompente, del Controllo degli Impulsi e della Condotta, Disturbo Oppositivo-Provocatorio (DOP), Disturbo della Condotta (DC), Disturbo esplosivo intermittente, Disturbo antisociale di personalità, Piromania, Cleptomania, Disturbi da comportamento dirompente, controllo degli impulsi e della con- dotta con altra specificazione o senza specificazione. Questi disturbi possono manifestarsi attraverso comportamenti negativistici, scarso rispetto delle regole e limiti, e possono essere associati a diverse categorie di condotte aggressive. Il DOP e il DC sono considerati disturbi ad elevato costo sociale, poiché possono portare a compromissioni scolastiche, lavorative e sociali, e possono essere fattori di rischio per patologie psichiatriche, condotte antisociali e/o tossicodipendenza.
Il Disturbo Oppositivo-Provocatorio (DOP) è un disturbo del comportamento che si manifesta con un pattern persistente di umore arrabbiato/irritabile e comportamenti polemici/sfidanti o vendicativi che durano almeno 6 mesi. Durante questo periodo, devono essere presenti almeno 4 sintomi tra quelli elencati nel DSM 5 TR, osservati durante l'interazione con almeno un individuo che non è un fratello. I sintomi includono umore arrabbiato/irritabile, comportamenti polemici/provocatori e condotte vendicative. A seconda del numero di sintomi presenti, il DOP può essere classificato come lieve, moderato o grave.
Il Disturbo della Condotta (DC) è un disturbo del comportamento caratterizzato da un pattern di comportamento ripetitivo e persistente in cui vengono violate le norme e le regole sociali appropriate per l'età. Per essere diagnosticato, il DC richiede la presenza di almeno tre dei criteri elencati nel DSM 5 TR nei 12 mesi precedenti, con almeno un criterio negli ultimi 6 mesi. I criteri includono aggressione a persone o animali, distruzione della proprietà, frode o furto e gravi violazioni di regole. Il DC può avere un esordio prima o dopo i 10 anni e può portare a importanti interferenze nelle relazioni sociali e nell'adattamento nei vari contesti di vita.
1/3Irritabilità L'irritabilità è uno stato psicobiologico o condizione emotiva che si caratterizza per una serie di emozioni/sensazioni che variano per intensità, dalla moderata irritazione al furore e alla rabbia intensa. Può manifestarsi con una maggiore tendenza a arrabbiarsi e/o a mettere in atto comportamenti aggressivi (verso adulti o coetanei) rispetto a quanto accade ai bambini/adolescenti della stessa età e rispetto a ciò che ci si aspetta per il livello di sviluppo. L'irritabilità è comune in disturbi psicopatologici, disturbi del neurosviluppo e disabilità intellettive, e può essere un fattore di rischio per disturbi gravi del comportamento e dell'umore in età adolescenziale. Può interferire negativamente nelle relazioni sociali e nelle competenze adattive in ambito scolastico e di apprendimento.
L'irritabilità e l'aggressività sono due comportamenti che possono essere distinti in base alla loro modalità espressiva e intensità. La rabbia, ad esempio, può essere di intensità non elevata o manifes- tarsi in crisi di rabbia con elevata intensità e difficoltà a controllarla. Inoltre, è importante considerare anche gli aspetti temporali, come l'irritabilità cronica che contraddistingue il bambino/adolescente in modo costante e indipendente dagli stimoli ambientali, e l'irritabilità episodica che si manifesta in risposta a uno stimolo specifico.
Durante il percorso scolastico, si osserva una riduzione delle condotte di aggressività fisica e un aumento delle competenze sociali e delle strategie di mediazione tra pari. Tuttavia, è importante considerare che l'aggressività può manifestarsi in forme nascoste e legate alla dominanza nel gruppo. Inoltre, durante questo periodo si possono osservare anche disturbi del comportamento con aggres- sività sia impulsiva che affettiva, come il bullismo.
I temper tantrum sono episodi di rabbia che si verificano tra i 18 mesi e i 4 anni di età. Sono spesso scatenati da situazioni frustranti o come strategia di evitamento di attività poco piacevoli per il bambino. Questi episodi possono durare in media 5 minuti e si manifestano con urla, pianto, agitazione psicomotoria e sintomi neurovegetativi. Sono più frequenti nei bambini con ritardo delle competenze espressive verbali o in quelli che hanno imparato a ottenere benefici secondari da questi comportamenti.
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2/3Crisi di rabbia Le crisi di rabbia sono episodi di intensa e persistente aggressività che non è appropriata all'età del bambino. Possono essere scatenate da situazioni frustranti o da eventi noiosi, e possono durare più di 20-30 minuti. Queste crisi possono essere influenzate da una modulazione alterata, scarsa flessibilità, organizzazione confusa, imprevedibilità e pervasività delle condotte aggressive.
Alcuni fattori clinici possono influenzare l'irritabilità e l'aggressività nei bambini. Ad esempio, una sensibilità elevata alle emozioni negative, scarsa tolleranza alle frustrazioni, deficit nelle strategie di autocontrollo e distorsioni cognitive possono portare a una maggiore probabilità di manifestare comportamenti aggressivi. Inoltre, elevati livelli di ansia possono aumentare il rischio di agire in modo aggressivo come meccanismo di fuga da situazioni stressanti.
Alcuni fattori prognostici negativi per la rabbia non fisiologica includono la persistenza di comporta- menti aggressivi dopo i 4 anni, la presenza di condotte aggressive verso gli altri e verso se stessi, la durata delle crisi di rabbia superiore a 5-10 minuti e la loro frequenza (più di 5 volte al giorno). Inoltre, se queste condotte si manifestano in più ambienti di vita e sono accompagnate da irritabilità e umore negativo, possono indicare un rischio maggiore di sviluppare disturbi del comportamento.
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3/3Riassunto Sepsi Neonatali e Disturbi Parossistici
La Legge 8 ottobre 2010, nº 170 riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia come disturbi specifici di apprendimento, denominati "DSA". Questi disturbi possono essere gestiti attraverso percorsi individualizzati e iniziative promosse dal MIUR. È importante che gli insegnanti prestino attenzione sia alle relazioni che si costruiscono con gli alunni con DSA, sia all'organizzazione delle attività, degli spazi e dei materiali per garantire un percorso scolastico positivo. Alcune strategie e strumenti utilizzati dagli alunni con DSA includono l'uso di schemi, tabelle, software didattici e strumenti informatici.
I disturbi di apprendimento possono essere trattati attraverso diversi approcci, tra cui il trattamento generale, neuropedagogico, neurologico, oculistico, otoiatrico, psichiatrico, psicoterapeutico, psi- copedagogico e sociale. Inoltre, specifici disturbi come l'epilessia richiedono un trattamento mirato, che può includere farmaci antiepilettici, correzione di disturbi metabolici o terapia intensiva. La diagnosi precoce è fondamentale per prevenire ulteriori danni neurologici e può essere effettuata attraverso esami come l'elettroencefalogramma, esami del sangue e imaging cerebrale.
Le crisi epilettiche neonatali sono episodi che si verificano nei neonati nei primi 28 giorni di vita. Possono essere causate da fattori come l'asfissia perinatale, infezioni, malformazioni cerebrali con- genite, disturbi metabolici o ictus neonatale. I sintomi possono essere sottili e includono movimenti anomali della bocca, tremori, rigidità corporea e alterazioni della respirazione. La diagnosi precoce è importante per prevenire ulteriori danni e può essere effettuata attraverso esami come l'elettroence- falogramma, esami del sangue e imaging cerebrale.
Le crisi epilettiche infantili si manifestano generalmente dopo il primo mese di vita e possono durare fino ai primi anni di età. Possono essere causate da disfunzioni genetiche, traumi cranici, malformazioni cerebrali o encefalopatia ipossico-ischemica. I sintomi includono spasmi infantili, assenze e convulsioni tonico-cloniche. La diagnosi precoce è importante per prevenire ulteriori danni 3 1/3e può essere effettuata attraverso esami come l'elettroencefalogramma, esami del sangue e imaging cerebrale. Il trattamento può includere farmaci antiepilettici, correzione di disturbi metabolici o terapia intensiva.
Le crisi neonatali sono episodi di attività epilettica che si verificano nei neonati. Possono essere causate da diverse condizioni, come lesioni cerebrali, infezioni o disturbi metabolici. La diagnosi viene effettuata attraverso l'utilizzo di EEG e imaging cerebrale, mentre il trattamento prevede l'uso di farmaci antiepilettici o, in casi gravi, la chirurgia epilettica.
Le crisi infantili sono simili alle crisi neonatali, ma si verificano nei bambini più grandi. Possono essere causate da diverse condizioni, come malformazioni cerebrali o mutazioni genetiche. La diagnosi viene effettuata attraverso EEG, imaging cerebrale e test genetici. Il trattamento prevede l'uso di farmaci antiepilettici, terapie dietetiche o, in casi gravi, la chirurgia epilettica.
I disturbi parossistici non epilettici sono eventi che si manifestano con caratteristiche parossistiche, come movimenti improvvisi o perdita di coscienza. Possono essere benigni, come nel caso di shuddering, tonic upgaze, fenomeni di autogratificazione e mioclonie fisiologiche, o patologici, come nel caso di spasmi affettivi, tics, stereotipie e sincopi. È importante riconoscerli per evitare esami diagnostici invasivi e tranquillizzare i genitori.
Gli spasmi affettivi sono manifestazioni parossistiche caratterizzate dalla perdita temporanea di respiro, che si verificano in seguito a un pianto intenso o a una forte emozione. Possono interessare circa il 5% dei bambini e sono più comuni nei bambini con un carattere deciso e ribelle. La diagnosi differenziale con le crisi epilettiche è importante per evitare esami invasivi. Gli spasmi affettivi tendono a risolversi spontaneamente.
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