La sordità: competenza linguistica e comunicativa

Slide sulla sordità che analizza la relazione tra competenza linguistica e comunicativa. La Pdf esamina gli elementi funzionali del linguaggio e le sfide nell'acquisizione linguistica per le persone sorde, evidenziando l'impatto sul percorso scolastico e le opportunità future.

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29 pagine

LA SORDITÀ
C O M P E T E N Z A L I N G U I S T I C A E C O M P E T E N Z A C O M U N I C A T I V A
T E R E S A C O L O N N A
La mancanza di competenza linguistica costituisce il nucleo
fondamentale della disabilità uditiva. La vera disabilità dei sordi
non è tanto legata all’assenza del segnale acustico, quanto alle
sue conseguenze sull’acquisizione linguistica.
Solo l’osservazione, guidata da approfondite conoscenze
linguistiche e uno studio adeguato con gli strumenti della
linguistica moderna possono creare le condizioni per realizzare
degli interventi efficaci ed un reale insegnamento della lingua
italiana.

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Anteprima

La sordità

LA SORDITÀ COMPETENZA LINGUISTICA E COMPETENZA COMUNICATIVA TERESA COLONNALa mancanza di competenza linguistica costituisce il nucleo fondamentale della disabilità uditiva. La vera disabilità dei sordi non è tanto legata all'assenza del segnale acustico, quanto alle sue conseguenze sull'acquisizione linguistica. Solo l'osservazione, guidata da approfondite conoscenze linguistiche e uno studio adeguato con gli strumenti della linguistica moderna possono creare le condizioni per realizzare degli interventi efficaci ed un reale insegnamento della lingua italiana.La competenza comunicativa è quella capacità che ci permette di estrarre un certo numero di informazioni dalle frasi grazie alla comprensione di alcune parole, grazie alla capacità di interpretare il contesto in cui queste frasi sono emesse e grazie alla nostra logica e alla nostra conoscenza dei fatti del mondo.

Competenza comunicativa

Immaginiamo di dover cogliere il significato di una frase in una lingua che non conosciamo.

  • Se identifichiamo, all'interno di questa frase, le parole TOPO -INSEGUIRE- GATTO immaginiamo che voglia dire «il gatto insegue il topo», ma se scopriamo che tale frase è scritta in un racconto per bambini, nulla ci impedisce di ipotizzare che possa voler dire "Il topo insegue il gatto"! La nostra competenza comunicativa, aiutata dalle nostre conoscenze del mondo e dalla nostra capacità di leggere i contesti e fare inferenze, ci permette dunque di orientarci, di capire alcune informazioni importanti anche senza mettere in gioco una competenza linguistica.

Competenza linguistica

Cosa significa, allora, avere competenza linguistica? La competenza Linguistica è la capacità di percepire tutte quelle informazioni che, in una qualunque frase di una lingua, sono veicolate non dalle parole che la compongono, ma dalla struttura della frase. È una competenza, che non ha nulla a che fare con la grammatica che si impara a scuola, e che è posseduta da chiunque sappia almeno una lingua (o dialetto).

Sviluppo della competenza linguistica

La ricerca linguistica mostra, ormai assai bene, che il bambino, ai primissimi stadi di sviluppo, possiede una competenza linguistica quasi completa, in lingua dei segni il bambino sordo segnante, in lingua vocale il bambino udente. I bambini sviluppano in pochissimo tempo una grammatica complessa, danno interpretazioni coerenti ed univoche ad enunciati che non hanno mai incontrato prima. Ciò induce a ritenere che essi siano in possesso di uno schema innato, comune a tutte le lingue, quello che Chomsky chiama Grammatica universale (Chomsky 1965; Lenneberg 1967; Jakendoff 1993; Pinker 1997).

Competenza linguistica nel bambino sordo

Nel bambino sordo, per la mancanza di un input linguistico adeguato, si può creare una situazione insolita: Egli sviluppa una competenza comunicativa, in italiano, sempre più raffinata, che a un primo sguardo può assomigliare molto alla competenza linguistica, ma la vera competenza linguistica fa fatica a svilupparsi. Se, infatti, in condizioni normali i percorsi di sviluppo di queste due competenze sembrano indissolubilmente legati, proprio il caso dei sordi mostra che tali percorsi sono distinti.

Accesso alla lingua per il bambino sordo

Quando un bambino sordo accede alla lingua attraverso la logopedia e la lettura labiale ha già perso un consistente repertorio di input sui quali fare affidamento per la decifrazione della lingua. L'input fonetico è debole anche per un cospicuo gruppo di parole funzionali: tutti gli elementi non accentati (articoli, pronomi clitici, preposizioni, elementi morfologici funzionali ecc.) non vengono recepiti a livello acustico. Proprio perché senza accento, questi elementi, durante la pronuncia delle parole e delle frasi, sono coarticolati con la parola seguente o precedente risultando così indistinguibili alla lettura labiale.

  • Mi prendi una penna? Prendine tre, dagliene due ...
  • Sposta la sedia, spostala, spostagliela, spostiamole tutte
  • Leggi, leggila, leggiamola, leggiamogliela ...
  • L'attenzione dell'alunno sordo si concentra sulle parole contenuto non invece sulle parole funzionali, anche se ciò che garantisce la relazione strutturale tra le parole sono i funzionali. In sintesi, il sordo affida la comprensione del messaggio alle parole contenuto mentre i funzionali diventano trasparenti. In questa maniera egli crea delle frasi che possono assomigliare al linguaggio telegrafico, in cui la sintassi è affidata all'ordine lineare delle parole e, di conseguenza, l'ambiguità rimane alta.

Elementi funzionali

ELEMENTI FUNZIONALI elemento linguistico privo di un significato autonomo compiuto, che ha funzione di collegamento, come articoli, preposizioni, congiunzioni, clitici e alcuni avverbi.

  • Spesso l'insegnante, comprendendo tali difficoltà, evita le strutture complesse, le espressioni insolite, a vantaggio di costrutti semplici, con poche subordinate ma ricchi di ripetizioni ed informazioni aggiuntive.
  • L'input, già deficitario, viene ulteriormente limitato.
  • L'assenza di competenza linguistica rallenta e impoverisce drasticamente il percorso scolastico, precludendo spesso l'accesso a livelli superiori di istruzione, limita nelle scelte lavorative e di vita.

I clitici

  • I clitici (dal gr. klíno «flettersi») costituiscono una categorie di parole variegata, caratterizzate essenzialmente dal fatto di essere brevi o brevissime (monosillabe o bisillabe); particelle, non autonome.
  • In italiano, sono clitici le cosiddette particelle pronominali, cioè forme atone del pronome personale (mi, ti, gli, ecc .; - > personali, pronomi), alcune congiunzioni (ma) e alcuni pronomi e avverbi (ne, ci, vi, ecc.). I clitici non hanno accento proprio e si legano ad un'altra parola con cui formano una stretta unità anche prosodica.

Cumuli di clitici

  • I pronomi clitici italiani possono disporsi in successione, come negli esempi seguenti:
  • te ne darò una
  • spiegaglielo
  • portandomelo Tali combinazioni sono dette cumuli. Unendosi in cumulo, i clitici formano una sequenza lineare fissa e inseparabile nella pronuncia e nella disposizione (nella scrittura, invece, i cumuli sono in alcuni casi separati, in altri uniti: per es., me ne vado rispetto a glielo dico io).

Tabella pronomi clitici italiani

Tab. 1 I pronomi clitici italiani FORMA PERSONA NUMERO GENERE CASO ESEMPI ci (vi) locat. ci vado, ci penso ne genit. ne prendo due si 3 dat., accus. si lava le mani, si scusa mi 1 sing. dat., accus. mi risponde, mi vede ti 2 sing. dat., accus. ti risponde, ti vede ci 1 plur. dat., accus. ci risponde, ci vede vi 2 plur. dat., accus. vi risponde, vi vede gli 3 sing. masch. dat. gli risponde le 3 sing. femm. dat. le risponde lo 3 sing. masch. accus. lo vede, lo sono la 3 sing. femm. accus. la vede li 3 plur. masch. accus. li vede le 3 plur. femm. accus. le vede

Competenza comunicativa e autonomia

la Competenza Comunicativa mette i sordi in contatto con il mondo però NON li rende autonomi nella comprensione e nella produzione di testi scritti

Misurazione della competenza linguistica

Spesso nella sordità gli operatori misurano la competenza linguistica indagando su quante parole sanno gli alunni, raramente ci si chiede: I nostri alunni queste parole come le conoscono? Il lessico è «rigido» Passaggio dal parametro quantitativo a quello qualitativo

  • Spesso vado al cinema
  • Il muro è spesso mezzo metro
  • Che bel micio
  • Il gatto grigio si è perso
  • Apri la porta Ho aprito la porta
  • Anna vede la chiave e apre la porta.
  • Anna vede la chiave e me la porta. Possiamo disambiguare dal contesto della frase
  • Luca prende sempre l'espresso Il treno o il caffè?
  • Ho visto un cappuccino Un prete o la bevanda?
  • Carlo ha deciso di fare fagotto la valigia o lo strumento musicale?
  • possiamo disambiguare solo dal contesto fuori dalla frase
  • La vecchia porta la sbarra
  • La vecchia porta la sbarra
  • La vecchia canticchiava, la vecchia dorme, la vecchia ride
  • La vecchia porta cigolava, la nuova porta è rossa, la porta antica non si vede
  • Spieghiamo le parole. Tendenzialmente l'errore che si commette è quello di separare le informazioni sul contenuto lessicale dalle informazioni sul contenuto grammaticale. Proviamo a mettere l'alunno nelle condizioni di percepire il significato delle parole non estrapolandole dalla frase così che possa comprenderne il contenuto e il valore grammaticale favorire un rapporto diretto tra alunno e testo.

Competenza comunicativa e linguistica

Dunque ... La Competenza Comunicativa in sé non è un attivatore appropriato per attivare lo sviluppo di Competenza Linguistica.

  • Domenica vado a messa
  • La domenica vado a messa
  • Difficoltà dell'alunno sordo a comprendere che queste frasi hanno significato diverso
  • Ho sentito lèggere provocazioni
  • Ho sentito leggère provocazioni
  • Dove metto l'accento?
  • Sono principi veri ...
  • Sono principi veri ...
  • Se mi sveglio lavoro bene
  • Semisveglio lavoro bene
  • Difficoltà dell'alunno sordo a comprendere che un accento cambia il significato delle parole
  • Paolo è morto naturalmente
  • Naturalmente Paolo è morto
  • Naturalmente Paolo non è morto naturalmente Una parola collocata in un posto diverso nella frase ne cambia il senso

Competenza grammaticale

La competenza linguistica è anche saper riconoscere le frasi sbagliate

  • Ugo fratello Marco dorme ... Nelle seguenti frasi a cambiare il senso è un articolo ovvero una parola senza significato Anna ha bollito troppo il brodo avverbio Anna ha bollito troppo brodo aggettivo Ho invitato il nonno di Alessia e Luca (quante persone ho invitato?) Temo di morire Temo da morire Competenza grammaticale
  • Ho bevuto due lattine di aranciata
  • Ho bevuto le due lattine di aranciata
  • Nella prima .. può esserci ancora aranciata
  • Nella seconda .. Non c'è più aranciata
  • Luca deve pagare la multa entro il mese
  • Luca deve pagare la multa entro un mese
  • Se oggi è 12 aprile entro quando deve pagare la multa?
  • Vedo lo zio Luca
  • Vedo lo zio di Luca
  • Vedo lo zio e Ada
  • La signora che saluta l'uomo ha i pattini
  • La signora saluta l'uomo che ha i pattini
  • Chi ha i pattini?
  • Ho cucinato molto pesce aggettivo
  • Ho cucinato molto il pesce avverbio
  • Ha parlato a lungo in strada quanto?
  • Ha parlato lungo la strada dove?
  • Anna compra una gonna verde e Lia ne compra una rosa
  • Anna compra una gonna verde e Lia compra una rosa

Riferimenti bibliografici

  • Radelli B., 1998, Nicola vuole le virgole. Dialoghi con sordi. Introduzione alla Logogenia, Bologna, Zanichelli
  • Le conseguenze della sordità nell'accessibilità alla lingua e ai suoi codici Carmela Bertone, Francesca Volpato I (Università Ca' Foscari Venezia),2012

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