Prima assistenza al bambino: anatomia, fisiologia e gestione emergenze

Slide sulla prima assistenza al bambino. Il Pdf fornisce una panoramica su anatomia e fisiologia pediatrica, differenze con l'adulto e gestione di emergenze come croup, anafilassi e ostruzione delle vie aeree, utile per la formazione professionale.

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29 pagine

PRIMA ASSISTENZA AL BAMBINO.
Cenni di anatomia e fisiologia del bambino e
principali differenze rispetto all’adulto
ETA EVOLUTIVA
Neonato : da 0 a 28 giorni
Lattante: dal mese all’anno di vita
Bambino: da 1 a 8 anni
Sopra agli 8 anni (> 25 Kg) il bambino può essere
considerato al pari di un adulto

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Anteprima

Cenni di anatomia e fisiologia del bambino

Età evolutiva

Neonato : da 0 a 28 giorni Lattante: dal mese all'anno di vita Bambino: da 1 a 8 anni Sopra agli 8 anni (> 25 Kg) il bambino può essere considerato al pari di un adulto

Principali differenze anatomiche tra adulto e bambino

  • RESPIRAZIONE NASALE OBBLIGATA (lattante)

Tendenza alla comparsa di distress respiratorio in caso di ostruzione da secrezioni

  • LINGUA LARGA (lattante)

Più facile ostruzione delle alte vie aeree

  • OCCIPITE PROMINENTE

Flessione obbligata del capo nel lattante

  • EPIGLOTTIDE VOLUMINOSA, A «U»

Difficoltà all'esposizione delle corde vocali in corso di I.O.T.

Principali differenze apparato respiratorio tra adulto e bambino

  • ALVEOLI PIU' PICCOLI DI DIMENSIONI E RIDOTTI DI NUMERO

Aumentata probabilità di collasso delle vie aeree

  • AUMENTATA RESISTENZA DELLE VIE AEREE (DIAMETRO INFERIORE)

Maggiore tendenza all'ostruzione

  • COSTE ORIZZONTALI E FLESSIBILI

Parete toracica più comprimibile

Parametri vitali

F.C. F.R. P.A.S. P.AD. Neonato 120-160 30 60-95 35-70 Lattante 90-140 25 90-105 50-65 Bambino 75-110 18-25 95-110 50-65

Valutazione primaria

Impressione iniziale

  • Coscienza
  • Respiro
  • Colorito della cute

Valutazione primaria

  • A: vie aeree mantenibili/non mantenibili
  • B: F.R., espansione toracica, suoni respiratori, %SO2
  • C: F.C., ritmo, polsi periferici e centrali, P.A., colore e temperatura della cute

Valutazione secondaria

  • S (signs and syntoms)
  • A (allergies)
  • M (medications)
  • P (past medical history)
  • L (last meal)
  • E (event-onset)
  • Segni e sintomi
  • Allergie
  • Farmaci
  • Anamnesi remota
  • Ultimo pasto
  • Eventi

Identificare il problema

CIRCOLATORIO POLMONARE TIPO GRAVITA'

Problema respiratorio

Tipo

Ostruzione alte vie aeree Ostruzione basse vie aeree Disordini del respiro non meglio definibili

Ostruzione alte vie

Laringite e laringite ipoglottica (croup) Reazione allergica Aspirazione corpo estraneo

Croup

Gravità

  • Tosse abbaiante occasionale.
  • Tosse abbaiante frequente, stridore a riposo
  • Tosse abbaiante, stridore inspiratorio, alitamento nasale, retrazioni marcate degli spazi intercostali, agitazione.

Anafilassi

- Segni di ostruzione laringea (edema della glottide) - Eventuali eruzioni cutanee - Segni di collasso circolatorio

Corpo estraneo

Manovre di disostruzione

  • ‹ anno di età 5 pacche dorsali - 5 compressioni toraciche
  • > anno di età

5 pacche dorsali - 5 compressioni addominali

Ostruzione basse vie

Asma Bronchiolite Polmonite Ab-ingestis Edema polmonare Distress respiratorio Respiro fischiante o sibilante Rumori umidi (rantoli) Tosse secca o produttiva

Disordini del respiro

O2 e ospedalizzazione

Lo shock in età pediatrica

Condizione critica caratterizzata da un'acuta insufficienza cardiovascolare con inadeguata perfusione degli organi vitali e quindi inadeguato apporto di O2 e nutrienti ai tessuti periferici rispetto alle richieste metaboliche.

Clinica

Il riconoscimento di un'insufficienza di circolo in un bambino richiede un rapido esame fisico: la valutazione iniziale deve essere completata in circa 30 secondi e deve permettere di riconoscere lo stato di gravità dello shock ed il potenziale pericolo di vita del piccolo paziente

Shock

tipo Ipovolemico Distributivo Cardiogeno Ostruttivo

gravità Compensato Scompensato

Tra lo shock compensato e scompensato vi è un continuum. Nella fase iniziale (compensata) l'ipoperfusione degli organi vitali è contrastata da meccanismi compensatori sufficienti a sostenere livelli di pressione adeguati. Lo shock scompensato si instaura quando questi meccanismi compensatori sono incapaci di mantenere una perfusione adeguata, con il conseguente sviluppo di ipotensione

Shock irreversibile

In questa fase il danno tissutale ed organico è irreversibile e terminale. Alla tachicardia si sostituisce la bradicardia, l'ipotensione diviene marcatissima si assiste alla scomparsa totale dei polsi periferici ed evolve irreversibilmente verso l'arresto cardiocircolatorio.

Come si presenta il bambino

Shock compensato

+Pallido con cute fredda LAgitato e confuso + Tachicardico

Shock scompensato

+Ipoteso +Respiro rapido e superficiale LAlterazioni dello stato di coscienza LAnuria

Shock ipovolemico

principale causa di shock nei pazienti pediatrici

Non Emorragico

Diarrea/Vomito >Inadeguata assunzione di liquidi >Farmacologico (diuretici) > Ustioni >S. nefrosica Pancreatite Diabete mellito/insipido

Emorragico

/Sanguinamento G.I. vTrauma Rottura epatica/splenica v Lesioni vasi maggiori vSanguinamento intracranico v Fratture ossa lunghe

Shock distributivo

inappropriata distribuzione del volume ematico

Settico Anafilattico

Shock ostruttivo

tamponamento cardiaco pneumotorace iperteso >malattie cardiache congenite embolia polmonare massiva

Il tempo di refill è di norma <2" in ambiente termo-neutrale

Convulsioni febbrili

Sono il tipo più frequente di convulsioni tra i pazienti di età pediatrica ed interessano il 2-5% dei bambini di età compresa tra 6 mesi e 5 anni. Possono manifestarsi prima o subito dopo la comparsa della febbre e il rischio è correlato all'entità del rialzo febbrile e non alla sua velocità

Convulsioni febbrili

Semplici

durata inferiore a 15 min generalizzate assenza di precedenti problemi neurologici si manifestano una volta dell'arco di 24 ore

Complesse

durata superiore a 15 min. focali recidive entro 24 ore

Fattori di rischio

  • ritardi di sviluppo
  • presenza di infezioni virali
  • storia familiare di convulsioni febbrili
  • alcune vaccinazioni (DTP, MPR) deficit di zinco e di ferro

Come si manifestano?

Le manifestazioni possono essere varie: - scosse delle braccia e delle gambe (cloniche); - irrigidimento (toniche); - rilassamento della muscolatura (ipotoniche); - fissità dello sguardo o rotazione degli occhi; - perdita di feci e urine.

Trattamento

Nella maggior parte dei casi, le convulsioni febbrili costituiscono un evento autolimitante: in assenza di danni cerebrali preesistenti, la prognosi delle convulsioni febbrili è ottima, pertanto non è necessario alcun trattamento specifico. Non è indispensabile abbassare immediatamente la febbre, è sconsigliabile somministrare antipiretici per bocca durante la crisi convulsiva: il bambino rischierebbe il soffocamento, né è necessario immergere il bambino nell'acqua fredda. La maggior parte delle convulsioni febbrili si autorisolve in un paio di minuti, non portando alcun danno cerebrale.....

Trattamento

Il quadro clinico assume un significato più grave nell'evenienza in cui la crisi convulsiva durasse oltre 15 minuti: in tal caso, la convulsione febbrile è un'urgenza medica a tutti gli effetti. Si somministrano farmaci specifici per via rettale o endovenosa: benzodiazepine (es. diazepam): questi farmaci potenti interrompono la convulsione, dunque la crisi in atto. Dopo aver curato il sintomo principale (convulsione) è necessario procedere con la cura della malattia scatenante.

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