PSICOPEDAGOGIA
LIBRO - INSEGNARE NELLA SCUOLA DELL'INFANZIA E PRIMARIA
CAPITOLO 1 - ESSERE INSEGNANTI
Emotional jobs = elevata esposizione a componenti stressanti x continua regolazione
empatica e comportamentale.
DOCENTE > il suo compito è orientato al prendersi cura del bambino nella sua globalità e
farsi carico dei suoi bisogni.
IDENTITÀ PROFESSIONALE
IDENTITÀ PROFESSIONALE -> vede l'insegnante coinvolto in:
Ha a che
fare con
- Attività didattiche
- Rapporto educativo
- Relazione con i colleghi e i genitori
- Organizzazione del sistema scolastico
- Contesto culturale allargato.
- Valori -> libertà di insegnamento e responsabilità
- Deontologia > etica professionale
IDENTITÀ PROFESSIONALE ->
- Ruolo -> definisce l'identità di docente e riguarda l'agire fisico e mentale
- Funzioni
> sono le azioni attivate dalle esigenze di ruolo connesse all'agire
professionale
Il modo in cui viene intesa influisce su >
- Alunni
- Colleghi
Genitori
- Collaboratori scolastici
- Professionisti esterni
VOCAZIONE
VOCAZIONE > (dal latino vacatio-omis, ossia "chiamata, invito, appello") è un inclinazione naturale,
una predisposizione dell'individuo che lo porta più facilmente ad accostarsi ad
un'esperienza con passione ed interesse.
INSEGNAMENTO
1INSEGNAMENTO > professione complessa contraddistinta da un elevato impatto di fattori
di rischio, in quanto devono far fronte a responsabilità che si esprimono su più livelli:
- Relazione con i colleghi e rispetto dell'organizzazione istituzionale (regole, vincoli,
narrativi)
- Attività di insegnamento + attività funzionali (programmazione, progettazione,
valutazione, documentazione)
- Vigilanza sugli alunni (responsabilità penali) e rapporti con le famiglie
È necessario possedere >
- Conoscenze rispetto ai contenuti
- Competenze interpersonali per rispondere alla
complessità del contesto in cui si opera .
Come:
rispondere ad esigenze educative speciali, gestione dei gruppi-classi difficili capacità di
interfacciarsi con altri enti e istituzioni.
PROFESSIONALITÀ
PROFESSIONALITÀ -> media, regola e connette identità personale e identità di ruolo
- Riguarda i tratti della personalità che vengono messi in
gioco nel rapporto educativo attraverso la mediazione
delle competenze professionali maturate durante la
formazione.
Comprende le seguenti competenze:
- Competenze culturali e disciplinari
- Competente pedagogico - didattiche
- Competenze psicopedagogiche
CAPITOLO 2 - LE COMPETENZE PSICOPEDAGOGICHE DELL'INSEGNANTE
COMPETENZE RELAZIONALI
COMPETENZE RELAZIONALI >
- Rapporto relazionale di insegnamento/apprendimento
tra docente e allievo: si basa sulla fiducia e sul rispetto
> è necessario gestire bene gli atteggiamenti, i
comportamenti e lo stile comunicativo.
Influenzano fortemente il rapporto tra bambino e contesto scolastico
1
- Rapporto con genitori e colleghi:
➢ Fiducia reciproca
➢ Rispetto dei ruoli
- Sintonizzarsi su vissuti emotivi e riflettere su tutte
le variabili prima di adottare delle scelte operative
. Considerare il contesto in cui interagiscono tutti
gli interlocutori, curando i rapporti individuali e di
gruppo
- Valorizzare e precisare ruoli, incarichi, mansioni
- Curare la gestione dei colloqui individuali e le
assemblee con genitori e colleghi
COMPETENZE COMUNICATIVE
COMPETENZE COMUNICATIVE > si esplicano sul piano - verbale , non verbale , iconico
e multimediale.
Anni 60, Bateson e Watzalwick fondano la scuola californiana di Palo Alto
> COMUNICAZIONE > l'atto del comunicare ha lo scopo di trasmettere a qualcuno
informazioni e messaggi di provocare degli eventi nei contesti di vita. Ogni individuo ,
all'interno di qualsiasi sistema interpersonale influenza gli altri con il suo
comportamento ed è allo stesso modo influenzato dai comportamenti altrui.
5 ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE
35 ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE
> Individuati dalla teoria sistemica della comunicazione
> Sono atti comunicativi volontari e involontari intenzionali e non intenzionali, che
caratterizzano la comunicazione umana
- È IMPOSSIBILE NON COMUNICARE > qualsiasi comportamento messo in atto è
comunicazione e interazione tra persone, divenendo un veicolo di significato per gli
altri. La comunicazione non è necessariamente intenzionale, può avvenire
inconsciamente. Anche ascoltare stando in silenzio o essere indifferente è
comunicazione.
- L'ASPETTO METACOMUNICATIVO DELLA COMUNICAZIONE
>
in ogni
comunicazione c'è un livello di contenuto e un livello di relazione. Quest'ultima
influenza il contenuto, infatti non possono essere separati.
- PUNTEGGIATURA NEGLI EVENTI-> è la capacità dei membri di interpretare una
sequenza comunicativa, ossia la capacità di interpretare correttamente la
comunicazione fin dove essa si è interrotta.
- LA COMUNICAZIONE NON È SOLO NUMERICA MA ANCHE ANALOGICA > la
comunicazione verbale (numerica) trasmette gli aspetti di contenuto, mentre gli
aspetti di relazione ed emotivi-espressivi sono veicolati dalla comunicazione non
verbale (anagrafica).
- L'INTERAZIONE PUÒ ESSERE COMPLEMENTARE O SIMMETRICA-> la comunicazione
è simmetrica quando avviene tra persone che sentono di essere in un rapporto
paritario; è complementare quando uno dei due soggetti assume una posizione
superiore all'altro.
ESEMPI ASSIOMI
4ESEMPI ASSIOMI :
DIALOGO MARITO E MOGLIE
- è impossibile non comunicare: quando il marito rientra, la moglie non risponde e continua a
leggere dopo il saluto > il silenzio in questo contesto comunica tensione tra i 2 dovuta alla
discussione della sera precedente.
- in ogni comunicazione c'è un livello di contenuto e uno di relazione: "per fortuna hai ancora
l'anello al dito, così mi ricordo che sei mia moglie"> contenuto: i 2 sono una coppia; messaggio : i 2
a livello di relazione sono in crisi
- punteggiatura negli eventi : "hai preparato la cena?" "non sono la tua serva. Pupi trovare le
lasagne di ieri nel frigo" > vi è un'interpretazione errata nella comunicazione, in quanto il marito torna
dal lavoro e ha fame, mentre la moglie coglie l'affermazione come una provocazione, rispondendo di
non essere la sua serva
- la comunicazione non è solo numerica ma anche analogica : "sei proprio una cattiva moglie"
"hai ragione sono proprio una cattiva moglie" affermazione accompagnata da un ghigno = contenuto
sarcastico > l'efficacia di un messaggio dipende molto anche dagli aspetti non verbali, come la
postura ad es.
- l'interazione può essere complementare o simmetrica: "guarda che ieri ho preparato la cena io,
non ho mai detto che sei una serva e comunque è normale che una moglie prepari la cena al marito"
> inizialmente pone la relazione come simmetrica, dopo assume un tipo di interazione
complementare di potere incentrato sui ruoli patriarcali.
COMPETENZE EMOTIVE
5COMPETENZE EMOTIVE -> è la capacità di comprendere l'esperienza emozionale propria
e altrui e di gestirla in modo consono alla situazione e al contesto in cui ci si ritrova ad agire.
CONSAPEVOLEZZA EMOTIVA
CONSAPEVOLEZZA EMOTIVA >> è un'organizzazione di sintesi degli stimoli semantici
(propriocettivi) e di quelli provenienti dall'ambiente esterno da cui deriva la conoscenza
del proprio corpo, delle emozioni e degli affetti.
Con la maturazione del soggetto diviene:
INTELLIGENZA EMOTIVA DI TRATTO
INTELLIGENZA EMOTIVA DI TRATTO > è una costellazione di autopercezioni correlate
alle emozioni e alla personalità ma distinte dalle abilità cognitive, che comprende attitudini
personali come l'empatia ,l'assertività, la competenza sociale e l'attivismo.
Altrettanto importante è
MENTE EMOZIONALE
MENTE EMOZIONALE -> è un'empatia intuitiva posseduta dai genitori capace di cogliere
i segnali emessi dal bambino e di tradurli in risposta ai bisogni.
Fondamentale per gli interventi educativi sono:
- ASCOLTO ATTIVO > dimostrando interesse il soggetto riesce ad esprimere e
comprendere meglio i suoi bisogni.
- AUTOESPLORAZIONE E CONSAPEVOLEZZA EMOZIONALE > formulando domande
- COMUNICAZIONE NON VERBALE
> può comunicare incoraggiamento e calore
emotivo
Al contrario:
rabbia , ostilità, svalutazione, tensioni pregiudiziali possono attivare meccanismi
difensivi, atti a proteggere l'individuo da emozioni troppo intense, causando processi
dissociativi e di evitamento che fanno si che l'insegnante tenda ad eludere l'ascolto
empatico.
AFFETTIVITÀ
BION (1962) > sostiene lo stretto legame tra area cognitiva e affettiva -> AFFETTIVITÀ = è
una funzione psichica che impegna significativamente la dimensione del conoscere, del
pensare e dell'apprendere. > motivo per cui è fondamentale che il docente favorisca un
clima emotivo positivo.
CAPITOLO 3 - INSEGNANTI IN GRUPPO
GRUPPO
6CAPITOLO 3 - INSEGNANTI IN GRUPPO
GRUPPO > è l'insieme di persone che interagiscono tra loro e che condividono più o meno
consapevolmente, interessi, scopi, caratteristiche e norme comportamentali. Gli individui
coinvolti si influenzano reciprocamente.
Può essere definito un organismo complesso basato sull'interdipendenza.
Ciò che lo alimenta è il senso di appartenenza
Ossia:
il sentimento comune dei membri che si riconoscono come unità nelle norme, nei valori e
nella cultura che essi stessi hanno generato.
LIVELLI DI LETTURA DEL GRUPPO
BION > individua attraverso un'analisi psicodinamica 2 livelli di lettura applicabili al
gruppo:
- LIVELLO RAZIONALE > dove il gruppo di lavoro è orientato al compito
- LIVELLO INCOSCIO ->
costituito da tutti quei movimenti dinamici che
interferiscono, ostacolano o favoriscono il compito del gruppo. (resistenze al
cambiamento)
Gruppo > funziona bene = raggiungimento del compito e scopo continuo. Se questo non
avviene si scioglie facilmente.
)
Lavoro di gruppo > comprende la pianificazione, lo svolgimento del compito, la gestione delle
relazioni.
IDENTITÀ E APPARTENENZA AL GRUPPO
IDENTITÀ E APPARTENENZA AL GRUPPO > la paura di ogni membro del gruppo è la
perdita della propria individualità > paura del giudizio altrui, di non essere all'altezza o di
mettere in gioco la propria mente. > profonda frustrazione.
Dinamiche più o meno intense in base delle sicurezze/insicurezza e della aree di fragilità di
ciascuno.
Si manifesta attraversi diverse modalità ->
- Silenzio
- Esibizionismo
- Mimetismo
Serve un IO sufficientemente integrato per non regredire a queste posizioni difensive > solo
così è possibile fondersi nell'identità del gruppo, senza annullare o rinunciare alla propria
identità.
FUNZIONI DEL SENSO DI APPARTENENZA
7SENSO DI APPARTENENZA > appartenenza ad un gruppo significa:
- Contrarre obblighi
- Assumersi responsabilità
- Avanzare diritti
- Definire la propria posizione
Svolge due funzioni nel gruppo:
- Differenza il gruppo fa da altri gruppi
e
dall'organizzazione
- Alimenta la vita interna del gruppo, nel senso che
sviluppa il sentimento dell'essere con gli altri, ossia poter
contare sulle capacità e sulle risorse messe a
disposizioni dagli altri, sulla condivisione dei rischi, sullo
sforzo comune per superare gli ostacoli. > vi è il
riconoscimento negli obiettivi, nei risultati e nelle azioni
del gruppo
BISOGNI ESPRESSI DEL GRUPPO
I BISOGNI ESPRESSI DEL GRUPPO >quando entrano in un gruppo gli individui presentano
ed esprimono con i loro atteggiamenti (pensieri, azioni, sentimenti) i propri bisogni, ma
anche il rapporto che hanno con essi e le attese di appagamento, per cui si può verificare:
- Incapacità di percepirli (gli altri mi attaccano sempre)
IPB
- Sentirsi estremamente bisognosi (gli altri non mi
capiscono) SB
- Proiettare sugli altri i propri bisogni sui risultati del
gruppo e sul valore delle relazioni con gli altri (non
esprimo il mio punto di vista, perché diverso dal tuo e ho
paura di offenderti, perché io stesso mi sarei offeso)
- Far prevalere la soddisfazione dei propri bisogni sui
risultati del gruppo e sul valore delle relazioni con gli altri
(pretendere turni di lavoro soddisfacenti per se stessi),
sdPB
L'appartenenza al gruppo può soddisfare una serie di bisogni > tra quelli individuali troviamo:
- Bisogno di sicurezza: è sun bisogno primario (Malsow,
Bowlby) presente sin dall'attaccamento. Il gruppo
protegge da realtà esterne, minacciose e sconosciute. Vi
è la diffusione delle responsabilità, il gruppo può fare
cose che i singoli non possono fare da soli (es, prendere
decisioni)
→
d'altro canto possono presentarsi
comportamenti di iperprotezione nei confronti di un
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