Documento di Diritto Urbanistico che esplora la Costituzione come fonte primaria del diritto, la potestà legislativa e le procedure di appalto. Il Pdf, utile per lo studio universitario del Diritto, analizza le diverse tipologie di leggi e regolamenti, le modalità di selezione dei contraenti e le procedure negoziate.
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Lezione del 19/02/2020
La Costituzione sta al vertice delle fonti di un determinato ordinamento. Tutte le norme che stanno sotto la Costituzione ne devono essere conformi ovvero non possono indicare comportamenti in contrasto ad essa. Si trova al vertice delle fonti perché esprime i principi, i valori e i diritti fondamentali di quella società. L'art. 139 prevede un solo limite «espresso» alla revisione costituzionale che sottrae al procedimento «la forma repubblicana». Si è però operata un'interpretazione «estensiva» dell'art. 139 che ha superato l'idea della «forma repubblicana» in senso stretto (come contrapposta alla scelta di un regime monarchico); sono stati riconosciuti dei limiti impliciti, che sono i principi supremi su cui si fonda la Costituzione: il valore della dignità umana e i diritti inviolabili a essa connessi; la sovranità popolare, il principio pluralista, la laicità dello Stato, il principio di uguaglianza, l'indefettibilità della tutela giurisdizionale. La Costituzione si appresta ad interpretazioni evolutive che variano col passare del tempo. Potrebbero presentarsi situazioni di contrasto tra determinate norme attuate e quelle previste dalla costituzione: è il caso dei D.P.C.M. che richiamano gli articoli 32, per la tutela della salute; art. 13, dove la libertà personale viene definita come inviolabile; e l'art. 16 dove si esprime la libertà di circolazione. Potremmo pensare che i D.P.C.M. siano giustificati in funzione dell'articolo 32; altri potrebbero pensare che vanno contro gli articoli 13 e 16. Come lettori possiamo sostenere che va fatto un bilanciamento in base a varie esigenze. Potremmo inoltre chiederci se tutto ciò su cui si fa una norma necessita una copertura costituzionale e la risposta è negativa perché va effettuata un'interpretazione estensiva.
La legge formale ordinaria è la principale fonte primaria. La legge ordinaria è l'atto normativo approvato secondo il procedimento previsto in Costituzione attraverso un voto di entrambi i rami del Parlamento sul medesimo testo, dunque la potestà legislativa è affidata alle Camere. (bicameralismo perfetto)
Quando parliamo delle leggi di secondo livello dividiamo in legge statale e legge regionale. Della regolazione della potestà legislativa se ne occupa l'articolo 117 che è effetto di una riforma del 2001 che puntava a spostare molte competenze dello Stato verso il basso, cioè verso le Regioni; diminuendo così l'accentramento statale a favore del Principio di Sussidiarietà secondo cui il soggetto più vicino all'interesse si occupa della sua regolamentazione. Lo Stato si assumerà dunque la potestà legislativa esclusiva cioè regolamenta determinate materie che rappresentano argomenti forti per i quali serve uniformità a livello nazionale senza discontinuità. La potestà viene divisa in modo che lo Stato detta i principi e le regioni disciplinano le norme di dettaglio (potestà legislativa concorrente.
Nel secondo livello troviamo gli Atti aventi forza di legge che stanno sullo stesso piano della legge e la cui potestà legislativa è affidata al Governo. Si dividono in Decreto-Legge e Decreto Legislativo.
Lezione del 26/02/2020
Al terzo livello troviamo il regolamento che è un insieme di norme volte a dettagliare, specificare e rendere attuative le prescrizioni del secondo livello (legge statale, regionale, decreto legge), rendendo la legge più flessibile. I regolamenti si dividono in: statali, regionali e comunali. I regolamenti statali hanno potestà legislativa esclusiva; quelli regionali hanno potestà legislativa concorrente anche se le regioni potrebbero occuparsi dei regolamenti con potestà esclusiva solo quando lo stato attribuisce loro questo potere. I regolamenti dello stato possono essere:
I regolamenti sono strumenti di diversa ampiezza:
I regolamenti comunali servono ai comuni per disciplinare i compiti propri che possono riguardare l'urbanistica, il piano del commercio ... Questi regolamenti esistono in base al principio di sussidiarietà.
L'Italia fa parte di un organo sovrannazionale e deve acconsentire delle limitazioni di sovranità che riguardano nell'adeguare il sistema normativo alle indicazioni che provengono dall'ordinamento sovranazionale. Esiste un diritto comunitario che è espresso dai trattati che sono degli accordi che firmano i diversi stati che appartengono all'Unione Europea: si chiama diritto convenzionale (quando viene firmato si "conviene" a rispettare quei determinati trattati). Esso è costituito dal Trattato sull'Unione europea (TUE), che detta i principi cardini dell'UE; e dal Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), che regola le diverse istituzioni comunitarie anche in relazione a determinate politiche di cui le istituzioni si occupano. Il trattato sta allo stesso livello della Costituzione. Il trattato definisce e recepisce dei principi fondamentali che sono tali per tutti gli stati membri. Se esso imponesse dei principi contrari ai principi fondamentali della costituzione allora potrebbe scattare una resistenza, cioè la costituzione potrebbe essere un limite rispetto alla applicazione di questi principi.Troviamo poi il diritto derivato (ovvero norme che sono al di sotto dei trattati) che è costituito dai regolamenti e dalle direttive. Se abbiamo già le nostre leggi, come diamo spazio a quest'altre? Vale il primato del diritto europeo: se una stessa materia viene trattata sia dal diritto interno che dal diritto europeo tale materia verrà disciplinata dal diritto europeo.
Etimologicamente il diritto urbanistico indica il diritto della «urbs» cioè il diritto della città. Il diritto urbanistico non può essere solo "il diritto della città", la sua regolamentazione intercetta altri interessi: ambiente, tutela della salute, economia, tutela del paesaggio e la tutela dei beni culturali; e coinvolge aspetti diversi dell'uso e del governo del territorio: ne garantisce un utilizzo ordinato e lo preserva da iniziative incompatibili con la sua tutela e conservazione. A tale riguardo nella Costituzione troviamo diversi articoli che costituiscono i fondamenti del diritto urbanistico, nello specifico: gli articoli 2, 3, 9, 41, 42 che riassuntivamente garantiscono situazioni attive del privato (proprietà, iniziativa economica privata); giustificano l'intervento pubblico nel disciplinare (e limitare) l'esercizio di tali diritti a tutela di interessi correlati all'uso del territorio e garantiscono la tutela degli interessi collettivi legati al territorio. Si tratta di una materia oggi attribuita alla potestà legislativa concorrente di Stato e Regione in cui lo stato detta le norme di principio che in questo caso non potranno essere troppo generiche in quanto dovranno indirizzare la successiva attività legislativa delle regioni. È una materia che racchiude un insieme di competenze e di interessi, in cui confluiscono una pluralità di discipline tutte caratterizzate da un legame indissolubile con il territorio che non si identifica solo con l'urbanistica.
Lezione del 05/03/2020
L'organo che si occupa di dare una pianificazione urbanistica al proprio territorio è il comune, in base al principio di sussidiarietà. Esso deve recepire tutte le esigenze e le sollecitazioni del proprio territorio in modo da sintetizzarle e creare un piano che le soddisfi tutte.
Si articola in:
In alcuni casi, il procedimento ha un'ulteriore fase che è necessaria affinché il provvedimento possa produrre i suoi effetti, è una fase eventuale chiamata fase integrativa dell'efficacia. (Ad esempio: un provvedimento di esproprio produce i suoi effetti quando viene portato a conoscenza del suo destinatario attraverso la comunicazione (senza questa fase non può produrre effetti, non ha efficacia); la graduatoria viene conosciuta e produce i suoi effetti quando la pubblico sul sito internet: la pubblicazione è la fase integrativa dell'efficacia.)