La Critica della ragion pratica di Kant: morale, felicità e genio

Slide sulla Critica della ragion pratica. Il Pdf esplora la filosofia di Immanuel Kant, concentrandosi sulla Critica della Ragion Pratica e del Giudizio, analizzando concetti come morale, felicità, anima immortale e libertà. Il Pdf, utile per lo studio universitario di Filosofia, definisce anche il concetto kantiano di genio, evidenziandone originalità e creatività.

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30 pagine

La Critica della Giudizio
Nella Critica del giudizio Kant mette in gioco una terza facoltà presente
nell’uomo: il sentimento.
I giudizi sentimentali (giudizi riflettenti) sono diversi dai giudizi conoscitivi (giudizi
determiananti). I giudizi determinanti sono quelli scientifici descritti nella prima
critica, mentre i giudizi riflettenti sono giudizi del sentimento in cui non
applichiamo le categorie e mettiamo in gioco il sentimento estetico che coglie
l’armonia e l’intima finalità delle cose.
Nella Critica del Giudizio Kant tratta dei GIUDIZI RIFLETTENTI che si dividono in:
Giudizio estetico (immediato) e Giudizio teleologico (ponderato)

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Anteprima

La Critica della ragion pratica

Analitica

di Dio

Dialettica

nón la morale basta a se stessa è possibile aver alcuna conoscenza razionale può in questo mondo , però essere solo oggetto di una fede morale-razionale felicità e virtù non sono mai unite bisogna postulare, dunque La legge morale non ha bisogno di essere dedotta é un fatto della ragione pratica l'uomo, infatti un mondo dell'al di là in cui possa realizzarsi ciò che in questo è impossibile Kant postula dunque l'esistenza ha capacità di autodeterminazione può sottrarsi agli impulsi se sé non fosse razionale non fosse libero non avrebbe alcuna morale se non fosse un essere razionale finito la sua volontà sarebbe santa, non giusta dell'anima immortale di Dio della libertà come condizione etica l'uomo non è fatto solo per la virtù ma anche per la felicità l'uomo non ha bisogno di un essere superiore quando conosca il suo dovere

La Critica del Giudizio

Nella Critica del giudizio Kant mette in gioco una terza facoltà presente nell'uomo: il sentimento. I giudizi sentimentali (giudizi riflettenti) sono diversi dai giudizi conoscitivi (giudizi determiananti). I giudizi determinanti sono quelli scientifici descritti nella prima critica, mentre i giudizi riflettenti sono giudizi del sentimento in cui non applichiamo le categorie e mettiamo in gioco il sentimento estetico che coglie l'armonia e l'intima finalità delle cose.

Giudizi riflettenti

Nella Critica del Giudizio Kant tratta dei GIUDIZI RIFLETTENTI che si dividono in: Giudizio estetico (immediato) e Giudizio teleologico (ponderato)

Qual è il fine Che cos'è il bello

Giudizio estetico

Estetico (di gusto)

  1. Bello

libero aderente

Giudizio riflettente

Sublime statico dinamico

Giudizio teleologico

Teleologico (finalistico)

Il giudizio estetico di «bello» è un giudizio immediato. Un bel paesaggio lo cogliamo immediatamente

Un bel gesto atletico lo cogliamo immediatamente

Il giudizio estetico teleologico è un giudizio ponderato (elaborato,concettualizzato), è legato al fine. Es. «bello questo edificio, serve a .... », Es: «Bello questo faro, serve per orientare la navigazione marittima o aerea per mezzo di sorgenti luminose ... »

Che cos'è il bello?

a. Secondo il criterio della qualità il bello è l'oggetto di un piacere «senza interesse», «disinteressato» (dal punto di vista dell'interesse, un campo di grano conta per il guadagno che se può trarre, mentre dal punto di vista estetico conta per la pura immagine di bellezza che offre). Per Kant una cosa è bella perché bella, non perché obbedisca ad interessi esterni di ordine biologico, morale, utilitaristico ecc. b. Secondo il riterio della quantità il bello è «ciò che piace universalmente, senza concetto», senza concettualizzarlo Il giudizio estetico si presenta con una pretesa di universalità, in quanto esige che il sentimento di piacere provocato da una cosa bella sia condiviso da tutti spontaneamente e non perché giudicato tale attraverso un ragionamento. Es. di concettualizzazione -> «E' bello perché rispetta i canoni del classicismo ... » c. Secondo il criterio della relazione il bello è «ciò che senza uno scopo, è riconosciuto come oggetto di un piacere necessario». Il giudizio estetico si presenta come qualcosa su cui tutti dobbiamo essere d'accordo ma che nessuno riesce a spiegare intellettualente. La bellezza è libero gioco che genera armonia, la cosa bella piace senza uno scopo.

La bellezza

d. secondo il criterio della modalità il bello è «l'oggetto di un piacere senza concetto ma necessario». La bellezza è ciò che senza interesse, senza concetto, senza scopo è necessaria

I CARATTERI DEL GIUDIZIO ESTETICO

DISINTERESSE PRETESA DI UNIVERSALITÀ DISTINZIONE TRA PIACERE ESTETICO E PIACEVOLE

della «forma» dell'oggetto. Rimanda ad elementi apriori come l'armonia

PIACEVOLE

È legato alle inclinazioni individuali, ai sensi, e perciò privo di universalità (De gustibus non est disputandum)

PIACERE ESTETICO

Scaturisce dalla sola contemplazione

Senso comune del gusto

Da cosa nasce il senso comune del gusto? Giudizio estetico nasce da uno spontaneo rapporto dell'immaginazione con l'intelletto, in virtù del quale l'immagine della cosa appare rispondente alle esigenze dell'intelletto, generando un senso di armonia. E poiché tale meccanismo risulta identico in tutti gli uomini, resta spiegato il fenomeno dell'universalità estetica e giustificata la presenza del «senso comune» del gusto.

L'armonia

La bellezza risiede nella mente dell'uomo, è un giudizio riflettente che noi applichiamo agli oggetti. Possiamo applicare la bellezza in maniera «libera» o in maniera «aderente»

BELLEZZA LIBERA

Viene appresa senza alcun concetto(un arabesco o una musica senza testo) - Giudizi estetici puri o universali -

BELLEZZA ADERENTE

Implica il riferimento ad determinato modello o concetto della perfezione dell'oggetto che viene definito bello (un edificio, un vestito, una chiesa) - Non sono giudizi estetici puri perché sono complicati da considerazioni intellettuali o pratiche un che possono variare attraverso i tempi e le civiltà -

IL SUBLIME

Sul sublime aveva già scritto Edward Burke il quale in un saggio dal titolo Ricerca sull'origine delle idee del sublime e del bello. Aveva affermato che il sublime ha a che fare con la dismisura. Le cose che noi giudichiamo come sublimi hanno che fare con la dismisura.

Il sublime ha a che fare con un rapporto di sproporzione tra l'uomo e l'oggetto.

IL SUBLIME

· E' un particolare sentimento estetico che nasce di fronte a ciò che è infinitamente grande ("sublime matematico") o potente ("sublime dinamico") . · A differenza del bello: · non ha forma determinata · e piace in modo "negativo": attrae e respinge (il bello è oggetto di contemplazione, il sublime suscita commozione).

IL SUBLIME MATEMATICO

IL SUBLIMEMATEMATICO

Il Burj Khalifa è l'edificio più alto del mondo, un'icona a livello internazionale e una prodezza ingegneristica, che rappresenta il cuore e l'anima concettuali della città di Dubai. Inaugurato nel 2010, l'edificio alto 828 metri.

IL SUBLIME DINAMICO

https://www.youtube.com/shorts/UpmN12wWpS4

IL GENIO ARTISTICO

Kant definisce il genio "la disposizione innata dell'animo mediante la quale la natura dà la regola all'arte". Secondo il filosofo di Königsberg il metodo con cui una mente geniale elabora un idea è trasmissibile, può essere insegnato ed imitato ma tale imitazione non ha niente a che vedere con la produzione artistica geniale, essa deriva da regole naturali, instrinsecamente costitutive di quella mente e non delle altre. Il genio ha prerogative proprie che Kant individua:

  1. Nell'originalità e nella creatività
  2. Nella capacità di produrre opere che fungono da modelli o esemplari per altri
  3. Nell'impossibilità di mostrare scientificamente come compie le sue produzioni

IL GENIO

a. Nell'originalità e nella creatività b. Nell'impossibilità di mostrare scientificamente come compie le sue produzioni c. Nella capacità di produrre opere che fungono da modelli o esemplari per altri

IL GENIO Renzo Piano

L'edificio The Shard a Londra è uno dei più recenti ed iconici di Renzo Piano. raggiunge 72 piani e la torre più alta d'Europa. Il nome di una delle più iconiche opere di Renzo Piano deriva dalle 8 "schegge" (shards) inclinate di vetro che compongono l'edificio. Una particolarità di questa struttura è il vetro utilizzato per la sua intera facciata. Infatti riflette il cielo che lo circonda, a seconda del meteo, delle stagioni e del momento della giornata.

IL GENIO Antonio Canova!

IL GIUDIZIO TELEOLOGICO!

PERCHÉ?!! FINE

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