Pdf dall'Università degli Studi di Bari Aldo Moro su La Condizione di Sordità e il Ruolo della Lis nella Didattica Inclusiva. Il Materiale esplora l'anatomia dell'orecchio, la sordità come deficit sensoriale invisibile e l'importanza della LIS come strumento di comunicazione e inclusione, utile per studenti universitari di Psicologia.
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INTRODUZIONE pag.3
1.1 ANATOMIA DELL'ORECCHIO pag.5
2.1 LA CONDIZIONDE DI SORDITA' pag.6
2.2 LA SORDITA': UN DEFICIT SENSORIALE INVISIBILE METODI E APPROCI EDUCAIVI pag. 7
3.1 DARE VOCE AL SILENZIO: LA LINGUA DEI SEGNI pag. 10
CONCLUSIONE pag. 15
BIBLIOGRAFIA pag. 16
Il senso dell'udito ricopre un ruolo molto importante nella vita di ognuno di noi perché l'ambiente sociale in cui viviamo è prevalentemente verbale. Questo rende evidente come una persona audiolesa possa facilmente trovarsi in una situazione di solitudine e isolamento sociale. La perdita dell'udito non solo crea difficoltà nella comunicazione, ma incide anche sulle relazioni interpersonali, che sono essenziali per il benessere emotivo e psicologico.
Infatti, per chi vive con una disabilità uditiva la comunicazione diventa un ostacolo quotidiano, e le difficoltà nell'interazione sociale e affettiva possono amplificare il senso di inadeguatezza e frustrazione.
Nel presente studio, mi sono proposta di esplorare i vari aspetti della sordità per meglio comprendere le sue implicazioni, partendo dal primo capitolo, in cui viene trattata l'anatomia dell'orecchio.
Il secondo capitolo, invece, fornisce una panoramica sulla disabilità uditiva, descrivendo le diverse forme di sordità.
La sordità è una disabilità che spesso non è immediatamente visibile, ed è proprio questo aspetto che contribuisce al suo fraintendimento. Poiché non sono presenti segni esterni evidenti, la società può non comprendere appieno le difficoltà quotidiane di chi vive con la sordità e, di conseguenza, gli strumenti necessari per l'adattamento e l'inclusione; Di qui la definizione di tale deficit come disabilità invisibile.
Mi sono poi soffermata sulle metodologie educative necessarie per garantire l'inclusione scolastica degli studenti sordi.
Le persone sorde, infatti, spesso utilizzano una serie di strategie e risorse - come la lettura labiale, l'uso di apparecchi acustici o la lingua dei segni - per colmare le lacune comunicative e per partecipare attivamente alla vita sociale. La scuola, come contesto fondamentale per la crescita e l'apprendimento, deve essere un ambiente che non solo accoglie, ma che promuove anche l'autonomia degli alunni non udenti. I docenti devono essere formati per adottare un approccio inclusivo che risponda alle esigenze comunicative degli studenti, utilizzando strumenti visivi, tecnologie assistive e metodi multisensoriali, ossia tutte quelle strategie didattiche che favoriscano la personalizzazione dell'insegnamento aiutando così ogni alunno a sviluppare appieno il suo potenziale. L'inclusione scolastica non si limita alla semplice presenza in aula, ma implica un impegno costante per garantire pari opportunità di apprendimento e partecipazione.
Infine, il terzo capitolo si sofferma sulla linguistica delle lingue dei segni, in particolare la Lingua dei Segni Italiana (LIS), che si distingue per la sua struttura grammaticale, sintattica, morfologica e lessicale.
La LIS è una lingua visivo-gestuale che permette alle persone sorde di comunicare efficacemente, creando pari opportunità in contesti sociali ed educativi.
La LIS si fonda su cinque parametri fondamentali: la configurazione delle mani, il luogo in cui il segno viene eseguito, l'orientamento del palmo, il movimento del segno e le componenti non manuali (come le espressioni facciali e la posizione delle sopracciglia). Questi elementi non solo rendono la lingua dei segni un sistema complesso e ricco, ma anche un vero e proprio strumento di comunicazione che ha il potere di abbattere le barriere sociali ed educative, favorendo l'inclusione.
In sintesi, il lavoro proposto vuole evidenziare l'importanza di un'educazione inclusiva che risponda alle necessità delle persone audiolese, e come l'adozione della LIS e di approcci pedagogici mirati possano garantire una comunicazione più efficace e una maggiore partecipazione alla vita educativa e sociale.
L'orecchio umano è composto da tre parti:
Orecchio Interno Orecchio medio Orecchio esterno Canali semicircolari Nervo vestibolare- cocleare Finestra ovale Membrana timpanica Osso temporale Cocioa Vestibolo Staffa Martello Tuba uditiva Incudine Condotto uditivo Ghiandola parotide
La sordità è un deficit sensoriale che colpisce l'udito e può manifestarsi in diversi modi, da una semplice riduzione della capacità di sentire (ipoacusia) a una totale incapacità di percepire i suoni (anacusia).
In base all'epoca di insorgenza, l'ipoacusia può essere congenita, cioè presente già al momento della nascita (dovuta ad alterazione genetiche) o dovuta a fattori acquisiti (infezioni materne contratte durante la gravidanza, uso di alcuni farmaci durante tale periodo) oppure acquisita quando questa insorge dopo la nascita.
Per prima cosa bisogna sapere che a seconda della porzione dell'orecchio interessata l'ipoacusia prende nomi diversi:
Le ipoacusie miste, combinazione di entrambi i tipi sopra descritti, coinvolgono dunque sia l'orecchio esterno o medio e l'orecchio interno.
Per quanto riguarda la gravità dell'ipoacusia si può far riferimento alla classificazione audiometrica delle perdite uditive indicata dal BIAP (Bureau International di Audiophonologie) che distingue i gradi di sordità in base al grado di perdita uditiva espressa in decibel (db)
La soglia uditiva viene stabilita mediante l'esame audiometrico tonale.
Il paziente indossa una cuffia attraverso cui vengono inviati dei suoni a varie frequenze e a varie intensità per ciascun orecchio. Al paziente viene chiesto di alzare la mano non appena percepisce il suono. il risultato delle risposte fornite, suono per suono, viene riportato su un grafico che prende il nome di audiogramma.
Quella uditiva è stata definita "disabilità invisibile», perché gli effetti e le difficoltà che comporta per la persona sorda sono tutt'altro che evidenti e quindi non facili da cogliere e da comprendere.
Si tratta di difficoltà serie che possono incidere pesantemente sulla vita scolastica dell'alunno sordo, sul piano sia, dell'apprendimento che della socializzazione.
È difficile immaginare un mondo senza suoni né rumori, eppure i sordi, vivano tale condizione.
L'alunno sordo vive una situazione molto complessa caratterizzata da un deficit sensoriale "invisibile", che non si vede ed è riconoscibile solo nella comunicazione e nella relazione, quando la persona sorda interagisce col mondo esterno.
L'educazione della persona sorda implica un lungo iter educativo e riabilitativo che vede interagire famiglia, scuola, operatori specializzati: logopedista, l'assistente alla comunicazione, nuova figura professionale che opera in ambito scolastico accanto al bambino sordo ed ha il compito di facilitare la comunicazione nel contesto di apprendimento tra docenti, compagni e alunno sordo e di rendere accessibile all'alunno i contenuti scolastici e le informazioni che lo riguardano, fungendo così da ponte comunicativo.
Nei bambini sordi il canale acustico e vocale è chiuso o parzialmente chiuso, mentre quello visivo e quello gestuale sono aperti alla ricezione di input; l'apprendimento che spontaneamente avviene per imitazione, lallazione, vocalizzazioni, giochi e ripetizioni sonore, nel bambino sordo avviene diversamente, perché hanno il pregio di avere occhi attenti su tutto ciò che li circonda.
La scuola deve quindi attrezzarsi, prima per conoscere, poi per capire e infine per progettare un sistema didattico inclusivo che abbatta le barriere della comunicazione e proponga attività che non emarginino lo studente sordo, ma vadano bene per tutti, compreso lo studente sordo. È importante avere un approccio inclusivo alla scelta dei