Latte Alimentare: composizione e analisi, con focus su acidità del vino

Documento di Appunti sulla composizione e l'analisi del latte alimentare e del vino. Il Pdf, utile per studenti universitari di Scienze, esamina le caratteristiche generali del latte, la sua composizione strutturale e i fattori che la influenzano, oltre all'acidità volatile, pH e alcoli del vino.

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16 pagine

LATTE ALIMENTARE :
Caratteristiche generali :
Il latte è una matrice acquosa complessa, contenente tutti i
macronutrienti (grassi, zuccheri, proteine) e microcomponenti (es.
calcio).
È usato come matrice modello per l’analisi degli alimenti.
Deriva da sintesi nella ghiandola mammaria: gli enzimi trasformano i
precursori provenienti dal sangue.
Alcune componenti (es. immunoglobuline) derivano direttamente dal
sangue e non sono sintetizzate.
Composizione strutturale
Tre fasi principali:
Grassa (panna, globuli lipidici)
Proteica (caseine e sieroproteine)
Liquida/plasma (acqua + zuccheri + sali)
Il latte non è omogeneo: contiene particelle in sospensione e colloidi.
Fattori che influenzano la composizione
Genetici: razza e attitudine produttiva
Fisiologici: stadio di lattazione (es. colostro: ↑ proteine e grassi, ↓ lattosio)
Ambientali: stagione, alimentazione, salute (es. mastiti)
2.1 Grassi nel latte
Principali: trigliceridi (98-99%), fosfolipidi, colesterolo.
Sono presenti in emulsione, sotto forma di globuli rivestiti da una
membrana fosfolipidica.
Grassi saturi predominanti; gli insaturi sono nutrizionalmente
importanti.
Rimpicciolimento dei globuli (omogeneizzazione) → stabilità
dell’emulsione.
Quantificazione dei grassi
Senza solvente: metodo Babcock o Gerber (uso di HSO + alcol →
coalescenza)
Con solvente: estrazione, evaporazione del solvente, pesata residuo →
calcolo % lipidica
2.2 Zuccheri – Lattosio
Disaccaride: glucosio + galattosio
Circa 4,6% nel latte, valore costante (regolato osmoticamente)
Basso potere dolcificante ma elevata fermentabilità
Substrato per reazione di Maillard (gruppi amminici liberi + zucchero
riducente)
La fermentazione produce acido lattico (1:4 lattosio → ac. lattico) →
abbassa pH, aumenta acidità titolabile, abbassa punto crioscopico
Determinazione del lattosio
1. Polarimetria: misura della rotazione ottica
Metodo chimico (Fehling): titolazione con rame (riduzione da Cu² a Cu)
2. Test enzimatico (specifico, preciso):
Enzimi: β-galattosidasi (lattosio → galattosio), galattosio
deidrogenasi (galattosio → acido galatturonico + NADH)
Lettura assorbanza NADH a 340 nm
2.3 Proteine del latte
Totale ≈ 3,5%
Due grandi gruppi:
Caseine (micellari, sintetizzate nella mammella)
Sieroproteine (esogene, dal flusso ematico)
Caseine :
Micelle = aggregati di sub-micelle, stabilizzate da calcio e gruppi fosfato
Tipi: α, β (idrofobiche) e κ-caseina (idrofila con gruppo glucidico)
Stabili a pH fisiologico grazie a: interazioni idrofobiche, ponti salini,
repulsione elettrostatica
Precipitano per: ↓ pH (punto isoelettrico), enzimi (coagulazione
presamica)
Importanti per la caseificazione
Sieroproteine :
Sieroalbumine, lattoalbumine, lattoglobuline, immunoglobuline
Termolabili, denaturano >100°C
Determinabili per verificare il trattamento termico subito dal latte

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Anteprima

LATTE ALIMENTARE: Caratteristiche e Composizione

LATTE ALIMENTARE : Caratteristiche generali :

  • Il latte è una matrice acquosa complessa, contenente tutti i macronutrienti (grassi, zuccheri, proteine) e microcomponenti (es. calcio).
  • È usato come matrice modello per l'analisi degli alimenti.
  • Deriva da sintesi nella ghiandola mammaria: gli enzimi trasformano i precursori provenienti dal sangue.
  • Alcune componenti (es. immunoglobuline) derivano direttamente dal sangue e non sono sintetizzate.

Composizione Strutturale del Latte

Composizione strutturale

  • Tre fasi principali:
    • Grassa (panna, globuli lipidici)
    • Proteica (caseine e sieroproteine)
    • Liquida/plasma (acqua + zuccheri + sali)
  • Il latte non è omogeneo: contiene particelle in sospensione e colloidi.

Fattori che Influenzano la Composizione del Latte

Fattori che influenzano la composizione

  • Genetici: razza e attitudine produttiva
  • Fisiologici: stadio di lattazione (es. colostro: î proteine e grassi, Į lattosio)
  • Ambientali: stagione, alimentazione, salute (es. mastiti)

Grassi nel Latte

2.1 Grassi nel latte

  • Principali: trigliceridi (98-99%), fosfolipidi, colesterolo.
  • Sono presenti in emulsione, sotto forma di globuli rivestiti da una membrana fosfolipidica.
  • Grassi saturi predominanti; gli insaturi sono nutrizionalmente importanti.
  • Rimpicciolimento dei globuli (omogeneizzazione) -> stabilità dell'emulsione.

Quantificazione dei Grassi nel Latte

Quantificazione dei grassi

  • Senza solvente: metodo Babcock o Gerber (uso di H2 SO4 + alcol -> coalescenza)
  • Con solvente: estrazione, evaporazione del solvente, pesata residuo -> calcolo % lipidica

Zuccheri e Lattosio nel Latte

2.2 Zuccheri - Lattosio

  • Disaccaride: glucosio + galattosio
  • Circa 4,6% nel latte, valore costante (regolato osmoticamente)
  • Basso potere dolcificante ma elevata fermentabilità
  • Substrato per reazione di Maillard (gruppi amminici liberi + zucchero riducente)
  • La fermentazione produce acido lattico (1:4 lattosio -> ac. lattico) -> abbassa pH, aumenta acidità titolabile, abbassa punto crioscopico

Determinazione del Lattosio

Determinazione del lattosio

  1. Polarimetria: misura della rotazione ottica Metodo chimico (Fehling): titolazione con rame (riduzione da Cu2+ a Cu+)
  2. Test enzimatico (specifico, preciso):
    • Enzimi: B-galattosidasi (lattosio -> galattosio), galattosio deidrogenasi (galattosio -> acido galatturonico + NADH)
    • Lettura assorbanza NADH a 340 nm

Proteine del Latte

2.3 Proteine del latte

  • Totale ~ 3,5%
  • Due grandi gruppi:
    • Caseine (micellari, sintetizzate nella mammella)
    • Sieroproteine (esogene, dal flusso ematico)

Caseine nel Latte

Caseine :

  • Micelle = aggregati di sub-micelle, stabilizzate da calcio e gruppi fosfato
  • Tipi: a, B (idrofobiche) e k-caseina (idrofila con gruppo glucidico)
  • Stabili a pH fisiologico grazie a: interazioni idrofobiche, ponti salini, repulsione elettrostatica
  • Precipitano per: Į pH (punto isoelettrico), enzimi (coagulazione presamica)

Importanti per la caseificazione

Sieroproteine nel Latte

Sieroproteine :

  • Sieroalbumine, lattoalbumine, lattoglobuline, immunoglobuline
  • Termolabili, denaturano >100℃
  • Determinabili per verificare il trattamento termico subito dal latte

Determinazione Proteica del Latte

Determinazione proteica

  • Metodo Kjeldahl:
    • Digestione (H2 SO4 + catalizzatori) -> sale d'azoto
    • Neutralizzazione (NaOH) -> ammoniaca
    • Distillazione - titolazione acido residuo o ioni borato
    • Conversione azoto in proteine (fattore 6,25)
  • Metodo Biureto:
    • Colorazione con Cu2+ legati ai peptidi -> spettrofotometria a 540 nm

Indici Chimico-Fisici del Latte

2.4 Indici chimico-fisici del latte Usati per rilevare frodi o anomalie :

  • Residuo secco: tutto ciò che resta dopo evaporazione dell'acqua
    • Residuo secco magro: senza la componente lipidica
  • Densità: latte > acqua (1,029-1,034); diminuisce se diluito, aumenta se sgrassato
  • Acidità titolabile: misura dei gruppi acidi; espressa in °SH (7-8 SH = latte fresco)
  • Punto crioscopico: - 0,520°C / -0,550°C -> aumenta con aggiunta d'acqua
  • pH: 6,6-6,8 -> Į con fermentazione, î con mastiti

Frodi Comuni nel Latte

2.5 Frodi comuni

  • Alcalinizzazione: aggiunta di carbonato di sodio per falsare pH; si valuta l'alcalinità delle ceneri (limite legale: 70 meq/L)
  • Diluizione con acqua salata:
    • I cloruri devono essere 90-110 mg/100g
    • Analisi con titolazione con nitrato d'argento
    • Rapporto lattosio/cloruri -> î se mastite (meno lattosio, più sali)

Test Microbiologici e Indicatori di Freschezza del Latte

2.6-2.8 Test microbiologici e indicatori di freschezza

  • Reduttasimetria alla resazzurrina: colorante ridotto dalle reduttasi microbiche
  • Test alcol-alizarina: verifica inizio fermentazione (etanolo favorisce precipitazione caseine)

Trattamenti Termici del Latte

2.9 Trattamenti termici

  • Obbligatori per legge (risanamento)
  • Solo fisici: calore o microfiltrazione
  • Pastorizzazione (<100°℃), sterilizzazione (>100°℃)

Obiettivo: ridurre la carica microbica preservando le qualità

Classi Merceologiche del Latte

2.10 Classi merceologiche

  • Latte pastorizzato: >48h dalla mungitura, pastorizzazione più severa . Latte fresco: entro 48h, più delicato
  • Alta qualità: proteine del siero non denaturate >15,5%
  • Microfiltrato: rimozione fisica dei microrganismi + pastorizzazione
  • Latte UHT / sterilizzato: shelf-life lunga, ma peggior qualità sensoriale

Reazioni di Danno Termico nel Latte

2.11 Reazioni di danno termico

  • Denaturazione proteica:
    • Siero Proteine denaturate >100℃ -> aggregati, ponti disolfuro -> problemi caseificazione
  • Reazione di Maillard:
    • Zuccheri riducenti + gruppi amminici liberi -> imbrunimento
    • Formazione di:
  • Furosina (stadio iniziale, marker legale)
  • HMF (idrossimetilfurfurolo, stadio intermedio)
  • Lisilpirralina (avanzato)
  • Melanoidine (colorazione bruna finale)
  • Indicatori: assorbanza a 420 nm (fluorescenza), cromatografia
  • Reazione accelerata da î temperatura, î pH, î attività dell'acqua

L'Acqua negli Alimenti

L'Acqua negli Alimenti :

Importanza dell'Acqua negli Alimenti

1. Importanza dell'acqua negli alimenti

  • L'acqua è l'ingrediente più economico e comune nelle matrici alimentari.
  • Il suo contenuto influenza:
    • Valore commerciale del prodotto (possibili frodi)
    • Stabilità microbiologica

Stabilità sensoriale e chimica (consistenza, colore, gusto)

Concetti Chiave sull'Acqua negli Alimenti

2. Concetti chiave

  • Contenuto d'acqua (umidità): quantità totale di acqua presente nella matrice.
  • Residuo secco: tutto ciò che resta dopo eliminazione completa dell'acqua.

Legge => impone limiti massimi di acqua in certi alimenti per evitare frodi (es. aggiunta d'acqua per aumentare il peso).

  • In matrici grasse (es. olio), l'acqua è scarsa e instabile.
  • In alimenti come succhi o latti concentrati, l'acqua viene rimossa per facilitarne il trasporto e riaggiunta in fase finale.

Metodi di Determinazione dell'Umidità

3. Metodi di determinazione dell'umidità Metodo per evaporazione (gravimetrico)

  • Il campione viene riscaldato per evaporare l'acqua e si misura la perdita di peso.
  • Il residuo finale rappresenta il residuo secco.
  • Rappresenta il metodo standard, ma è lento (può richiedere fino a 24 ore).
  • Valore espresso in % sul peso totale.

Fattori che Influenzano il Tempo di Evaporazione

Fattori che influenzano il tempo di evaporazione:

  1. Concentrazione dei soluti: î concentrazione = 1 punto ebollizione.
  2. Quantità iniziale di H2O
  3. Superficie esposta: più ampia = evaporazione più rapida.
  4. Preparazione del campione: si tende a macinare per aumentare l'efficienza.

Attenzione:

  • Se il forno è troppo caldo, può causare formazione di croste impermeabili o decomposizione della materia organica (rilascio CO2 -> sovrastima umidità).
  • Il peso finale è rilevato solo quando è costante in successive misurazioni.

Tipi di Forni per Evaporazione

4. Tipi di forni per evaporazione

Tipo Caratteristiche principali

Forni standard T > 100℃; rischio croste e decomposizione

Forni a circolazione forzata Ricircolo d'aria migliora il gradiente di evaporazione

Forni a vuoto Į pressione - evaporazione più rapida

  • Dopo il forno, i campioni si raffreddano in atmosfera a umidità controllata per evitare condensa.

Metodi Rapidi Alternativi per l'Umidità

5. Metodi rapidi alternativi

Forni a microonde

  • Solo 1 campione per volta.
  • Riscaldamento rapido e uniforme.
  • Spesso dotati di bilancia integrata per monitoraggio in tempo reale.

Essiccatori a infrarossi (IR)

  • Utilizzano radiazione IR.
  • Adatti per campioni con superfici ampie.

Questi metodi sono veloci, ma adatti solo a matrici con alto contenuto di acqua.

Olio d'Oliva: Composizione e Analisi

Olio d'Oliva :

Composizione Generale dell'Olio d'Oliva

1. Composizione generale

  • L'olio è una matrice lipidica costituita principalmente da:
    • Trigliceridi (>98%)
    • Acidi grassi liberi
    • Frazione insaponificabile (steroli, tocoferoli, pigmenti, ecc.)

Acidità Libera dell'Olio d'Oliva

2. Acidità libera

  • Indica la percentuale di acidi grassi liberi (non esterificati) nell'olio.
  • Valore espresso in % di acido oleico.
  • Rappresenta un indice di qualità e freschezza: î acidità = Į qualità.

Oli extra vergini: acidità < 0,8%

Determinazione dell'Acidità dell'Olio

Determinazione dell'acidità

  • Metodo: titolazione con una base (NaOH) a titolo noto.
  • Si pesa l'olio, si scioglie in etere + etanolo, si titola con NaOH usando un indicatore (fenolftaleina).

Irrancidimento Ossidativo dell'Olio d'Oliva

3. Irrancidimento ossidativo

Processo di degradazione degli acidi grassi insaturi dovuto a:

  • Ossigeno
  • Luce
  • Calore
  • Metalli (Fe, Cu)

Fasi:

  1. Innesco: formazione radicali liberi (attivazione perossidica)
  2. Propagazione: formazione di idroperossidi
  3. Terminazione: formazione di prodotti secondari (aldeidi, chetoni)

Fattori che Accelerano l'Irrancidimento

Fattori che accelerano l'irrancidimento:

  • Grado di insaturazione
  • Temperatura
  • Presenza di luce
  • Contatto con metalli
  • Bassa presenza di antiossidanti

Marker dell'Irrancidimento dell'Olio

4. Marker dell'irrancidimento

Numero di Perossidi nell'Olio

4.1 Numero di perossidi

  • Misura gli idroperossidi formati nella fase iniziale di ossidazione.
  • Espresso in meq O2/kg di olio.
  • Rilevante per valutare l'inizio del degrado ossidativo.

Numero di p-Anisidina nell'Olio

4.2 Numero di p-anisidina

  • Indica la quantità di aldeidi secondarie formatesi in fase avanzata.
  • Metodo: reazione con p-anisidina -> complesso colorato (assorbanza a 350 nm).

Indici Totox per l'Olio

4.3 Indici Totox

  • Totox = 2 x n. perossidi + n. anisidina

Valuta la qualità ossidativa complessiva.

Analisi Spettrofotometrica dell'Olio

5. Analisi spettrofotometrica

  • Assorbanza a 232 nm (coniugazione dienica): perossidi primari
  • Assorbanza a 270 nm (coniugazione trienica): composti secondari
  • Serve per rilevare sofisticazioni e invecchiamento.

Composti Antiossidanti nell'Olio

6. Composti antiossidanti

  • Fenoli (tocoferoli, acidi fenolici, flavonoidi)
  • Rallentano l'ossidazione e migliorano la stabilità.

Determinazione Contenuto Fenolico nell'Olio

6.1 Determinazione contenuto fenolico

  • Metodo: estrazione con solvente polare (es. metanolo)
  • Reazione con reagente di Folin-Ciocalteu
  • Lettura spettrofotometrica a 765 nm

Determinazione Potere Antiossidante nell'Olio

6.2 Determinazione potere antiossidante

  • Metodo DPPH (radicali liberi) -> variazione di colore rilevata a 517 nm

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