Documento universitario sulle differenze tra L1 e L2, interlingua e teorie di Krashen. Il Pdf, utile per studenti di Lingue, esplora l'acquisizione linguistica, l'apprendimento guidato e naturale, e le distinzioni tra lingua seconda e straniera.
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Le principali differenze tra la lingua materna (L1) e una seconda lingua (L2) si basano su tre criteri:
Definizione L'interlingua è una lingua provvisoria creata dagli apprendenti di una L2, che riflette le ipotesi dell'apprendente su come funziona la lingua che sta imparando. Le principali caratteristiche dell'interlingua sono:
L' apprendimento guidato è un processo consapevole, conscio e intenzionale e si basa sulla pratica di insegnamento, le regole vengono apprese secondo una logica e un ordine dettato da una guida esterna e vanno nella memoria di lavoro. Apprendimento guidato implica una focalizzazione sulla forma: questo comporta una correzione e un monitoraggio degli errori. L'apprendimento spontaneo è inteso come un processo più inconsapevole, inconscio, implicito e va oltre le intenzioni del soggetto apprendente. Quello che viene appreso va nella memoria procedurale e viene utilizzato automaticamente senza pensare. L'apprendimento spontaneo riserva un'attenzione massima al contenuto perché è l'aspetto più importante dello scambio comunicativo.
Per Krashen l'acquisizione è il processo spontaneo di "assorbimento" della lingua dall'ambiente, che avviene senza studio consapevole, tramite l'interazione affettiva e comunicativa (es. bambini che imparano L1 usandola). Ciò che viene acquisito va nella memoria procedurale, e viene quindi usato automaticamente, senza pensare. Le regole vengono acquisite secondo un ordine naturale che non segue per forza il criterio dal più semplice al più difficile ad esempio come si fa a scuola che si procede per step. L'apprendimento è un processo razionale e consapevole ed eterodiretto, cioè segue le regole dell'insegnante ( prima spiega la prima declinazione, poi la seconda e poi via via ... ) (ad esempio quando i bambini studiano la lingua inglese a scuola).Un'affermazione di Krashen che suscita polemiche è quella per cui le due modalità sono del tutto estranee l'una all'altra: una regola appresa non potrà diventare acquisita; ciò che si impara in tale modalità rimane in tale modalità per sempre.
La L2 è la lingua non materna appresa in un contesto in cui viene normalmente usata come mezzo di comunicazione; input quantitativamente molto frequente e qualitativamente molto buono. La lingua straniera è la lingua non materna appresa in un paese dove normalmente non è parlata (corso di cinese in Italia). L'input è molto ridotto.
L'input è tutto il materiale linguistico che una persona che sta imparando una seconda lingua (L2) incontra, sia ascoltando che leggendo. L'input è indispensabile per imparare una lingua.
Le caratteristiche che deve avere l'input per essere compreso sono:
Quando la lingua viene modificata dai parlanti nativi per renderla più comprensibile all'apprendente.
Questa modalità differisce dal Teacher Talk, cioè il modo di parlare degli insegnanti in classe.
La differenza tra input modificato e input negoziato riguarda il modo in cui il linguaggio viene adattato per favorire la comprensione dell'apprendente. Input modificato
Input negoziato
Il modello di Levelt 1989 cerca di spiegare come avviene la comprensione e la produzione del linguaggio e può essere considerato un meccanismo basato su degli ingranaggi: output a sinistra e input a destra. > il processo di produzione di un messaggio OUTPUT CONCETTUALIZZATORE, FORMULATORE, ARTICOLATORE.
> il processo di comprensione di un messaggio INPUT
La caratteristica più importante di questo modello è che esso ribadisce la centralità del lessico all'interno della produzione e elaborazione del messaggio. Levelt ha formulato un'ipotesi lessicale: Per Levelt, il lessico è la chiave dell'intero sistema linguistico: ci aiuta a riconoscere e comprendere le parole e ci permette di trasformare i concetti in parole e frasi.
L'uditore consegna la stringa fonetica al decodificatore. Con il decodificatore la stringa fonetica viene decodificata in due fasi: Fonologica e Grammaticale. Il decodificatore la trasforma prima in una struttura superficiale per mezzo di un'elaborazione fonologica, poi grazie all'analisi grammaticale, in un enunciato analizzato. Il decodificatore attinge al serbatoio del lessico suddiviso in forme (natura fonologica e morfologica) e lemmi (specificazioni di tipo semantico-grammaticale). Grazie al lessico c'è prima il riconoscimento della corrispondenza tra i fonemi e le sillabe udite e si identificano le parole di cui è composta la stringa fonetica, poi entra in relazione con la parte lemmatica delle parole del nostro magazzino che le decodifica semanticamente. La comprensione del messaggio acustico si conclude e finisce all'interprete.
Il formulatore è responsabile della traduzione del messaggio concettuale, pianificato nel concettualizzatore, trasforma un pensiero in un messaggio linguistico coerente, rispettando le regole della grammatica e della fonologia della lingua parlata. Il formulatore seleziona i lemma, cioè le rappresentazioni lessicali che includono informazioni semantiche e grammaticali, li organizza in una struttura grammaticale appropriata, definendo l'ordine delle parole e applicando regole sintattiche, poi attiva le forme fonologiche corrispondenti, cioè le parole devono essere articolate ed infine viene inviato all'articolatore per la produzione del linguaggio.
La marcatezza è un concetto relativo basato sul confronto tra due o più forme linguistiche: una forma marcata è una forma non basilare o meno naturale; essa si contrappone alla forma non marcata, che è la forma basilare o neutrale. ESEMPIO DOTTORE (MENO MARCATA)/ DOTTORESSA (PIù MARCATA). ALTRO ESEMPIO BAMBINO (ELEMENTO MENO MARCATO) FANCIULLO (ELEMENTO PIÙ MARCATO) i suoni non marcati (rispetto a quelli marcati):
I suoni marcati sono associati alla nozione di complessità, di lunghezza, di rarità, di estensione.
Il transfer linguistico è l'influenza delle lingue che già conosciamo sul nostro modo di imparare una nuova lingua, e fa parte del normale processo di apprendimento. Non è solo trasferire regole: Il transfer non si limita a portare regole grammaticali o parole da una lingua all'altra. Può riguardare il modo in cui pensiamo o organizziamo le frasi, come pronunciamo i suoni o come interpretiamo nuove informazioni. DOVE AGISCE IL TRANSFER Fenomeni prosodici (accento, ritmo e intonazione) e paralinguistici (volume della voce, la velocità di elocuzione, le pause di silenzio).