Domande L2: differenze tra lingua madre e seconda lingua, interlingua

Documento universitario sulle differenze tra L1 e L2, interlingua e teorie di Krashen. Il Pdf, utile per studenti di Lingue, esplora l'acquisizione linguistica, l'apprendimento guidato e naturale, e le distinzioni tra lingua seconda e straniera.

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31 pagine

DOMANDE L2
DIFFERENZA TRA L1 E L2
Le principali differenze tra la lingua materna (L1) e una seconda lingua (L2) si basano su tre criteri:
1. Cronologia:
La L2 viene appresa dopo la L1, quando l'individuo ha già una maturità cognitiva e relazionale.
2. Competenza:
La L2 di solito è conosciuta meno bene rispetto alla L1, con errori frequenti, incertezze o un accento
straniero. La L1 ha spesso una forte valenza identitaria e affettiva, che influenza il modo in cui
percepiamo il mondo.
3. Uso:
In generale, si usa la L2 meno frequentemente della L1. Tuttavia, ci sono eccezioni, come nel caso di
immigrati che parlano principalmente la L2 per necessità sociali o lavorative.
CARATTERISTICHE INTERLINGUA
Definizione
L’interlingua è una lingua provvisoria creata dagli apprendenti di una L2, che riflette le ipotesi
dell’apprendente su come funziona la lingua che sta imparando.
Le principali caratteristiche dell’interlingua sono:
1. Lingua dinamica ed evolutiva perché cambia nel tempo, evolvendo in base
all’apprendimento.
2. Lingua naturale, ovvero è il frutto spontaneo dell’elaborazione linguistica di un soggetto e
può essere analizzata come una lingua a sé.
3. Procede per ipotesi, gli apprendenti formulano ipotesi sulla lingua target basandosi sugli
input che ricevono, generando anche forme scorrette (es. "bevere"), che riflettono una regola in via
di formazione.
4. Il processo di acquisizione presenta caratteristiche comuni a tutti gli apprendenti, variano
però la velocità di acquisizione e l’esito finale (solo pochi raggiungono un livello nativo).
5. Influenzata dalla L1 e anche da altre conoscenze linguistiche pregresse, oltre che dalle
capacità cognitive dell’apprendente.
DIFFERENZA TRA APPRENDIMENTO GUIDATO E NATURALE
L’ apprendimento guidato è un processo consapevole, conscio e intenzionale e si basa sulla pratica di
insegnamento, le regole vengono apprese secondo una logica e un ordine dettato da una guida
esterna e vanno nella memoria di lavoro. Apprendimento guidato implica una focalizzazione sulla
forma: questo comporta una correzione e un monitoraggio degli errori.
L’apprendimento spontaneo è inteso come un processo più inconsapevole, inconscio, implicito e va
oltre le intenzioni del soggetto apprendente. Quello che viene appreso va nella memoria procedurale e
viene utilizzato automaticamente senza pensare. L'apprendimento spontaneo riserva un’attenzione
massima al contenuto perché è l'aspetto più importante dello scambio comunicativo.
ACQUISIZIONE E APPRENDIMENTO PER KRASHEN
Per Krashen l’acquisizione è il processo spontaneo di “assorbimento” della lingua dall’ambiente, che
avviene senza studio consapevole, tramite l’interazione affettiva e comunicativa (es. bambini che
imparano L1 usandola). Ciò che viene acquisito va nella memoria procedurale, e viene quindi usato
automaticamente, senza pensare. Le regole vengono acquisite secondo un ordine naturale che non
segue per forza il criterio dal più semplice al più difficile ad esempio come si fa a scuola che si
procede per step.
L’apprendimento è un processo razionale e consapevole ed eterodiretto, cioè segue le regole
dell’insegnante ( prima spiega la prima declinazione, poi la seconda e poi via via… )
(ad esempio quando i bambini studiano la lingua inglese a scuola).
Un’affermazione di Krashen che suscita polemiche è quella per cui le due modalità sono del tutto
estranee l’una all’altra: una regola appresa non potrà diventare acquisita; ciò che si impara in tale
modalità rimane in tale modalità per sempre.
LINGUA SECONDA vs LINGUA STRANIERA (L2 vs LS)
La L2 è la lingua non materna appresa in un contesto in cui viene normalmente usata come mezzo di
comunicazione; input quantitativamente molto frequente e qualitativamente molto buono. La lingua
straniera è la lingua non materna appresa in un paese dove normalmente non è parlata (corso di
cinese in Italia). L’input è molto ridotto.
INPUT
L'input è tutto il materiale linguistico che una persona che sta imparando una seconda lingua (L2)
incontra, sia ascoltando che leggendo. L'input è indispensabile per imparare una lingua.
- Deve essere chiaro, ripetuto e spiegato per facilitare la comprensione.
- Solo l'input compreso (intake) contribuisce all'apprendimento reale.
Le caratteristiche che deve avere l’input per essere compreso sono:
● CONTESTUALIZZAZIONE: l’input è più facile da comprendere se è contestualizzato.
● STRUTTURAZIONE: L'input deve avere una struttura che l’apprendente possa riconoscere.
👉
Riconoscimento facilitato: Se la L1 e la L2 sono tipologicamente vicine (es. italiano e spagnolo),
il processo di comprensione sarà più semplice rispetto a lingue molto diverse (es. italiano e cinese).
● MODIFICABILITA’: l’input può essere modificato per renderlo più chiaro e comprensibile.
FOREIGNER TALK
Quando la lingua viene modificata dai parlanti nativi per renderla più comprensibile all’apprendente.
● Morfosintassi: Enunciati più corti e semplici.
● Fonologia: Parlato più lento, chiaro, a voce alta, senza forme contratte.
● Lessico: Uso di parole comuni e comprensibili.
● Supporto visivo: Gesti.
● Adattamenti: Possibili sgrammaticature e negoziazione per chiarire il messaggio.
Questa modalità differisce dal Teacher Talk, cioè il modo di parlare degli insegnanti in classe.
INPUT MODIFICATO E INPUT NEGOZIATO
La differenza tra input modificato e input negoziato riguarda il modo in cui il linguaggio viene
adattato per favorire la comprensione dell’apprendente.
Input modificato
● Definizione: Il linguaggio viene semplificato prima dell’interazione.
● Caratteristiche:
○ Uso di frasi più brevi e meno complesse.
○ Parole comuni e frequenti.
○ Eliminazione di forme contratte e costruzioni complicate.
○ Velocità ridotta e maggiore articolazione.
Input negoziato
● Definizione: Il linguaggio viene adattato durante l’interazione in risposta ai segnali di difficoltà
dell’apprendente.
● Caratteristiche:
○ Riformulazione di frasi non comprese.
○ Ripetizione di termini o concetti.
○ Verifica della comprensione tramite domande ("Hai capito? Vuoi che ripeta?").
○ Uso di gesti per chiarire il significato.

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DOMANDE L2

DIFFERENZA TRA L1 E L2

Le principali differenze tra la lingua materna (L1) e una seconda lingua (L2) si basano su tre criteri:

  1. Cronologia: La L2 viene appresa dopo la L1, quando l'individuo ha già una maturità cognitiva e relazionale.
  2. Competenza: La L2 di solito è conosciuta meno bene rispetto alla L1, con errori frequenti, incertezze o un accento straniero. La L1 ha spesso una forte valenza identitaria e affettiva, che influenza il modo in cui percepiamo il mondo.
  3. Uso: In generale, si usa la L2 meno frequentemente della L1. Tuttavia, ci sono eccezioni, come nel caso di immigrati che parlano principalmente la L2 per necessità sociali o lavorative.

CARATTERISTICHE INTERLINGUA

Definizione L'interlingua è una lingua provvisoria creata dagli apprendenti di una L2, che riflette le ipotesi dell'apprendente su come funziona la lingua che sta imparando. Le principali caratteristiche dell'interlingua sono:

  1. Lingua dinamica ed evolutiva perche cambia nel tempo, evolvendo in base all'apprendimento.
  2. Lingua naturale, ovvero è il frutto spontaneo dell'elaborazione linguistica di un soggetto e può essere analizzata come una lingua a sé.
  3. Procede per ipotesi, gli apprendenti formulano ipotesi sulla lingua target basandosi sugli input che ricevono, generando anche forme scorrette (es. "bevere"), che riflettono una regola in via di formazione.
  4. Il processo di acquisizione presenta caratteristiche comuni a tutti gli apprendenti, variano però la velocità di acquisizione e l'esito finale (solo pochi raggiungono un livello nativo).
  5. Influenzata dalla L1 e anche da altre conoscenze linguistiche pregresse, oltre che dalle capacità cognitive dell'apprendente.

DIFFERENZA TRA APPRENDIMENTO GUIDATO E NATURALE

L' apprendimento guidato è un processo consapevole, conscio e intenzionale e si basa sulla pratica di insegnamento, le regole vengono apprese secondo una logica e un ordine dettato da una guida esterna e vanno nella memoria di lavoro. Apprendimento guidato implica una focalizzazione sulla forma: questo comporta una correzione e un monitoraggio degli errori. L'apprendimento spontaneo è inteso come un processo più inconsapevole, inconscio, implicito e va oltre le intenzioni del soggetto apprendente. Quello che viene appreso va nella memoria procedurale e viene utilizzato automaticamente senza pensare. L'apprendimento spontaneo riserva un'attenzione massima al contenuto perché è l'aspetto più importante dello scambio comunicativo.

ACQUISIZIONE E APPRENDIMENTO PER KRASHEN

Per Krashen l'acquisizione è il processo spontaneo di "assorbimento" della lingua dall'ambiente, che avviene senza studio consapevole, tramite l'interazione affettiva e comunicativa (es. bambini che imparano L1 usandola). Ciò che viene acquisito va nella memoria procedurale, e viene quindi usato automaticamente, senza pensare. Le regole vengono acquisite secondo un ordine naturale che non segue per forza il criterio dal più semplice al più difficile ad esempio come si fa a scuola che si procede per step. L'apprendimento è un processo razionale e consapevole ed eterodiretto, cioè segue le regole dell'insegnante ( prima spiega la prima declinazione, poi la seconda e poi via via ... ) (ad esempio quando i bambini studiano la lingua inglese a scuola).Un'affermazione di Krashen che suscita polemiche è quella per cui le due modalità sono del tutto estranee l'una all'altra: una regola appresa non potrà diventare acquisita; ciò che si impara in tale modalità rimane in tale modalità per sempre.

LINGUA SECONDA vs LINGUA STRANIERA (L2 vs LS)

La L2 è la lingua non materna appresa in un contesto in cui viene normalmente usata come mezzo di comunicazione; input quantitativamente molto frequente e qualitativamente molto buono. La lingua straniera è la lingua non materna appresa in un paese dove normalmente non è parlata (corso di cinese in Italia). L'input è molto ridotto.

INPUT

L'input è tutto il materiale linguistico che una persona che sta imparando una seconda lingua (L2) incontra, sia ascoltando che leggendo. L'input è indispensabile per imparare una lingua.

  • Deve essere chiaro, ripetuto e spiegato per facilitare la comprensione.
  • Solo l'input compreso (intake) contribuisce all'apprendimento reale.

Le caratteristiche che deve avere l'input per essere compreso sono:

  • CONTESTUALIZZAZIONE: l'input è più facile da comprendere se è contestualizzato.
  • STRUTTURAZIONE: L'input deve avere una struttura che l'apprendente possa riconoscere. - Riconoscimento facilitato: Se la L1 e la L2 sono tipologicamente vicine (es. italiano e spagnolo), il processo di comprensione sarà più semplice rispetto a lingue molto diverse (es. italiano e cinese).
  • MODIFICABILITA': l'input può essere modificato per renderlo più chiaro e comprensibile.

FOREIGNER TALK

Quando la lingua viene modificata dai parlanti nativi per renderla più comprensibile all'apprendente.

  • Morfosintassi: Enunciati più corti e semplici.
  • Fonologia: Parlato più lento, chiaro, a voce alta, senza forme contratte.
  • Lessico: Uso di parole comuni e comprensibili.
  • Supporto visivo: Gesti.
  • Adattamenti: Possibili sgrammaticature e negoziazione per chiarire il messaggio.

Questa modalità differisce dal Teacher Talk, cioè il modo di parlare degli insegnanti in classe.

INPUT MODIFICATO E INPUT NEGOZIATO

La differenza tra input modificato e input negoziato riguarda il modo in cui il linguaggio viene adattato per favorire la comprensione dell'apprendente. Input modificato

  • Definizione: Il linguaggio viene semplificato prima dell'interazione.
  • Caratteristiche:
    • Uso di frasi più brevi e meno complesse.
    • Parole comuni e frequenti.
    • Eliminazione di forme contratte e costruzioni complicate.
    • Velocità ridotta e maggiore articolazione.

Input negoziato

  • Definizione: Il linguaggio viene adattato durante l'interazione in risposta ai segnali di difficoltà dell'apprendente.
  • Caratteristiche:
    • Riformulazione di frasi non comprese.
    • Ripetizione di termini o concetti.
    • Verifica della comprensione tramite domande ("Hai capito? Vuoi che ripeta?").
    • Uso di gesti per chiarire il significato.

MODELLO DI LEVELT

Il modello di Levelt 1989 cerca di spiegare come avviene la comprensione e la produzione del linguaggio e può essere considerato un meccanismo basato su degli ingranaggi: output a sinistra e input a destra. > il processo di produzione di un messaggio OUTPUT CONCETTUALIZZATORE, FORMULATORE, ARTICOLATORE.

  1. CONCETTUALIZZATORE la sua funzione è quella di elaborare un messaggio preverbale che poi verrà trasmesso al
  2. FORMULATORE che codifica il messaggio preverbalmente secondo due momenti di codifica: grammaticale e fonologica, le quali poggiano sulle conoscenze lessicali -> costruzione dell'enunciato secondo fonemi e morfemi che lo compongono.
  3. ARTICOLATORE il messaggio viene trasmesso e viene pronunciato.

> il processo di comprensione di un messaggio INPUT

  1. UDITORE riconoscere il suono come messaggio linguistico (e non come semplice rumore), trasforma e identifica un suono in una stringa fonetica (messaggio acustico). A questo punto la stringa viene ceduta al
  2. DECODIFICATORE che la analizza in due fasi:
    1. Analisi fonologica: riconosce i fonemi (unità minime di suono).
    2. Analisi grammaticale: interpreta la struttura grammaticale del messaggio, poi attinge al lessico per dare senso ai suoni e identificarli come parole e frasi. L'enunciato analizzato viene ceduto all'
  3. INTERPRETE che contestualizza il messaggio e gli attribuisce un significato, utilizzando:
    1. Conoscenze generali (ad esempio, contesto e cultura).
    2. Enciclopedia mentale (le informazioni che abbiamo sul mondo).

La caratteristica più importante di questo modello è che esso ribadisce la centralità del lessico all'interno della produzione e elaborazione del messaggio. Levelt ha formulato un'ipotesi lessicale: Per Levelt, il lessico è la chiave dell'intero sistema linguistico: ci aiuta a riconoscere e comprendere le parole e ci permette di trasformare i concetti in parole e frasi.

RUOLO DEL DECODIFICATORE DI LEVELT (ascolto)

L'uditore consegna la stringa fonetica al decodificatore. Con il decodificatore la stringa fonetica viene decodificata in due fasi: Fonologica e Grammaticale. Il decodificatore la trasforma prima in una struttura superficiale per mezzo di un'elaborazione fonologica, poi grazie all'analisi grammaticale, in un enunciato analizzato. Il decodificatore attinge al serbatoio del lessico suddiviso in forme (natura fonologica e morfologica) e lemmi (specificazioni di tipo semantico-grammaticale). Grazie al lessico c'è prima il riconoscimento della corrispondenza tra i fonemi e le sillabe udite e si identificano le parole di cui è composta la stringa fonetica, poi entra in relazione con la parte lemmatica delle parole del nostro magazzino che le decodifica semanticamente. La comprensione del messaggio acustico si conclude e finisce all'interprete.

IL RUOLO DEL FORMULATORE NEL MODELLO DI PRODUZIONE LINGUISTICA DI LEVELT

Il formulatore è responsabile della traduzione del messaggio concettuale, pianificato nel concettualizzatore, trasforma un pensiero in un messaggio linguistico coerente, rispettando le regole della grammatica e della fonologia della lingua parlata. Il formulatore seleziona i lemma, cioè le rappresentazioni lessicali che includono informazioni semantiche e grammaticali, li organizza in una struttura grammaticale appropriata, definendo l'ordine delle parole e applicando regole sintattiche, poi attiva le forme fonologiche corrispondenti, cioè le parole devono essere articolate ed infine viene inviato all'articolatore per la produzione del linguaggio.

MARCATEZZA

La marcatezza è un concetto relativo basato sul confronto tra due o più forme linguistiche: una forma marcata è una forma non basilare o meno naturale; essa si contrappone alla forma non marcata, che è la forma basilare o neutrale. ESEMPIO DOTTORE (MENO MARCATA)/ DOTTORESSA (PIù MARCATA). ALTRO ESEMPIO BAMBINO (ELEMENTO MENO MARCATO) FANCIULLO (ELEMENTO PIÙ MARCATO) i suoni non marcati (rispetto a quelli marcati):

  • appaiono più frequentemente in un dato sistema fonologico;
  • sono più diffusi;
  • sopravvivono con più facilità nel processo di evoluzione delle lingue;
  • vengono appresi per primi durante l'infanzia.

I suoni marcati sono associati alla nozione di complessità, di lunghezza, di rarità, di estensione.

TRANSFER

Il transfer linguistico è l'influenza delle lingue che già conosciamo sul nostro modo di imparare una nuova lingua, e fa parte del normale processo di apprendimento. Non è solo trasferire regole: Il transfer non si limita a portare regole grammaticali o parole da una lingua all'altra. Può riguardare il modo in cui pensiamo o organizziamo le frasi, come pronunciamo i suoni o come interpretiamo nuove informazioni. DOVE AGISCE IL TRANSFER Fenomeni prosodici (accento, ritmo e intonazione) e paralinguistici (volume della voce, la velocità di elocuzione, le pause di silenzio).

  • Sulla fonologia: qui l'influenza della L1 è più evidente e più difficile da eliminare: si può avere una conoscenza quasi perfetta della lingua sotto tutti i punti di vista, ma conservare un accento straniero
  1. fenomeni prosodici Il ritmo, l'intonazione e l'accento sono difficili da modificare perché fanno parte del "sistema musicale" della lingua che abbiamo imparato per prima.
  2. Errori comuni con il vocabolario: Spesso il transfer crea errori di significato con i "falsi amici", cioè parole che suonano simili in due lingue ma significano cose diverse. Ad esempio, "magazine" in inglese significa "rivista", mentre "magazzino" in italiano è un luogo dove si conservano oggetti.
  • Sulla sintassi, la lingua madre (L1) può influenzare il modo in cui costruiamo le frasi nella lingua che stiamo imparando (L2). Esempi di transfer sintattico:
  • Tedesco: In tedesco, il verbo dipendente va alla fine della frase. Se un italiano imparasse il tedesco e applicasse questa regola in italiano, potrebbe dire: "Ho la macchina anche preso" invece di "Ho anche preso la macchina".
  • Cinese: In cinese, il determinante (che descrive un nome) viene prima del nome. Ad esempio, direbbero "banana di pelle" invece di "buccia di banana".

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