Il contesto storico italiano dei primi del '900 e la letteratura drammatica

Slide dall'Università sul Contesto Storico in Italia. Il Pdf esplora l'Italia dei primi del '900, la transizione da economia agricola a sviluppo industriale, l'emigrazione e la questione meridionale. La presentazione di Letteratura analizza anche l'opera di Pirandello e Svevo, il teatro futurista e del grottesco.

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31 pagine

IL CONTESTO STORICO
IN ITALIA
L’Italia ai primi
del ‘900
paese sostanzialmente agricolo
sviluppo industriale proletariato cittadino che inizia
ad essere una forza sociale organizzata e consapevole.
Emigrazione interna abbandono delle campagne e
inurbamento
emigrazione oltre confine
“questione meridionale
L’illusione di poter risolvere questi problemi politica
coloniale (conquista della Libia, 1911-12)

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L'Italia ai primi del '900

TrentoL'Italia ai primi del '900 paese sostanzialmente agricolo sviluppo industriale > proletariato cittadino che inizia ad essere una forza sociale organizzata e consapevole. Emigrazione interna -> abbandono delle campagne e inurbamento emigrazione oltre confine "questione meridionale" L'illusione di poter risolvere questi problemi -> politica coloniale (conquista della Libia, 1911-12)

Governo Giolitti e la politica dell'equilibrio

Alla fine dell'Ottocento tumulti cittadini e scioperi erano stati duramente repressi dalle forze dell'ordine. Il culmine è raggiunto dall'assassinio di Umberto I a Monza, nel 1900, per mano dell'anarchico Gaetano Bresci. Una nuova fase sembra essere inaugurata da Giovanni Giolitti, che, eletto a capo del governo nel 1903, avvia una politica di accordo tra i partiti (in particolare tra i liberali e i socialisti) X concezione dello Stato come mediatore dei conflitti sociali piuttosto che come strumento di repressione poliziesca. politica di risanamento economico, provvedimenti a tutela dei lavoratori (anche per le donne e i minori). Sviluppo dell'agricoltura e, soprattutto, dell'industria -> l'Italia diventa «moderna> anche nel paesaggio cittadino, modificato dall'elettricità e da altre innovazioni tecniche. Aumenta il benessere (a beneficio di pochi) che caratterizza la cosiddetta belle époque, l'età dei divertimenti e dei piaceri. Legge sul suffragio universale maschile (1912)

La Belle Époque

La belle époque è il periodo storico, culturale e artistico compreso tra la fine dell'Ottocento e lo scoppio della Prima guerra mondiale. Questo periodo è caratterizzato da un forte sviluppo economico, scientifico e artistico, che si manifesto in tutta Europa e in particolare in Francia. La crescita industriale e il progresso tecnologico portarono a miglioramenti nelle condizioni di vita della borghesia: si svilupparono i trasporti (ferrovie, automobili), si diffusero nuove fonti di energia come l'elettricità e il gas, e nacquero nuove forme di svago come i caffè-concerto, il cinema e i cabaret. Parigi divenne il simbolo di questa epoca, con l'inaugurazione della Torre Eiffel (1889) e l'Esposizione Universale. Sul piano artistico e culturale, la belle époque vide la fioritura di correnti artistiche come l'Art Nouveau, il Simbolismo e l'Impressionismo. Personaggi come Claude Monet, Henri de Toulouse-Lautrec e Gustav Klimt segnarono l'arte di questo periodo. Tuttavia, questo periodo di ottimismo e prosperità riguardava solo una parte della società: le classi popolari e i lavoratori continuarono a vivere in condizioni difficili, con orari di lavoro massacranti e salari bassi. Le lotte sociali iniziarono a farsi più intense, con la nascita di movimenti sindacali e socialisti che chiedevano migliori condizioni di vita. L'illusione della belle époque si infranse con lo scoppio della Prima guerra mondiale (1914), che segnò la fine di un'epoca di spensieratezza e l'inizio di un conflitto devastante per l'Europa e il mondo intero.

L'arrivo della guerra e la fine del mito positivista

  • La situazione era però destinata a precipitare nel 1914 con lo scoppio della Prima guerra mondiale, che rappresenta anche lo sbocco drammatico dello sviluppo tecnologico-industriale, che in quegli anni si sarebbe interamente convertito alla produzione di armamenti.
  • La guerra, con le stragi e i suoi orrori, inflisse un colpo durissimo al mito positivista dello sviluppo scientifico, considerato come un fattore sicuro di progresso.
  • L'ingresso dell'Italia nel conflitto avviene, nel 1915, dopo lunghi contrasti tra i neutralisti (i giolittiani, i cattolici, gran parte dei socialisti) e gli interventisti, ovvero:
    • i nazionalisti, che ambivano a rilanciare il ruolo dell'Italia come potenza egemone;
    • gli irredentisti, che aspiravano alla liberazione delle terre ancora soggette all'Austria;
    • una parte dei socialisti, che, illudendosi dei benefici economici portati dalla guerra, sperava in un miglioramento delle condizioni di vita del proletariato;
    • stragrande maggioranza degli intellettuali, che vedevano nella guerra una sorta di dovere morale o di riscatto.

Crisi del mito positivista

Il mito positivista viene anche messo in crisi dal punto di vista:

  • Scientifico, con la teoria della relatività di Albert Einstein, che dimostra come le leggi della fisica siano basate su sistemi di riferimento e quindi relative, superando la visione deterministica e assoluta del Positivismo.
  • Psicologico, con Sigmund Freud e la psicoanalisi, che introduce il concetto di inconscio e mette in discussione l'idea che la razionalità possa spiegare completamente il comportamento umano.
  • Filosofico, con il pensiero di Nietzsche, che critica la fiducia cieca nella scienza e nella morale convenzionale, e con Henri Bergson, che enfatizza l'intuizione e la dinamicità della realtà contro una visione rigida e meccanicistica.
  • Sociologico, con il riconoscimento della complessità dei fenomeni sociali e della loro non riducibilità a leggi deterministiche, come proponeva il Positivismo.

Il nuovo ruolo dell'intellettuale

  • Alla figura tradizionale del letterato legato alle istituzioni accademiche (come Carducci e Pascoli), si sostituì quella dell'intellettuale protagonista della vita nazionale, impegnato nei dibattiti culturali e sociali. Questo portò alla nascita di numerose riviste, che divennero strumenti di discussione e confronto tra innovatori e tradizionalisti.
  • Il fulcro di questa trasformazione fu Firenze, città in cui nacquero le più importanti riviste letterarie e filosofiche, che rappresentavano le diverse correnti di pensiero dell'epoca. first legal it W. he IW. ing th. ing Den said pare ittle me

Principali riviste e correnti di pensiero

  • "Il Regno" (1903) di Corradini: fortemente nazionalista, anticipava il clima politico che avrebbe portato al fascismo.
  • "La Voce" (1908-1914) di Prezzolini: divenne un centro di discussione culturale e sociale, con un forte impegno educativo e attenzione ai problemi della nazione.
    • Nel 1911, una parte del gruppo, guidata da Salvemini, si staccò per fondare "L'Unità", con un indirizzo socialista e attenzione alla questione meridionale.
    • Prezzolini trasformò poi "La Voce" in una rivista antidemocratica e interventista.
  • "Poesia" (1905-1909) di Marinetti: fu la rivista che preparò l'avvento del Futurismo.
  • "La Critica" (1903-1944) di Benedetto Croce: punto di riferimento per la diffusione del pensiero idealistico in Italia.

Riviste e dibattito politico

ON TH-CATTLIYARY R & PHILOSOPHUL FAGARAL MAGAZINE Queste riviste e movimenti non si limitarono a una discussione letteraria, ma influenzarono fortemente il dibattito politico. Da un lato, alcuni intellettuali si schierarono per un rinnovamento democratico e sociale, dall'altro, si affermò un'ideologia antidemocratica e autoritaria, che rifiutava i valori borghesi e propugnava l'eroismo, la forza e la guerra. Il culto della guerra fu particolarmente esaltato dai futuristi, che la definirono "sola igiene del mondo", e dai nazionalisti, che vedevano nel conflitto una via per riaffermare la grandezza italiana, riprendendo il mito della grandezza romana, che sarebbe poi stato esaltato dal fascismo. 190 1903 190 1908 1914 1914 198 1974 190 194 LA VOCE PORMESTGAS -- 1906 - 191 PEESIA interventoet. Nationalist minterrorist EntedelGia Ideatica 1944 1909 1944 BBOGBO LA CRITICA 1900 1994 1904 1944 BENEDETTO CROC Nationist Intervenirst Futurisa LA VOCE LA VOCE - 1906-1914 903 Nationalist POESIALA VOCE Becs ogal giovedì in Firence, vin dei Renni, II / Direita da GIUSEPPE PREZZOLINT Un nomavo cent. 10, doppio cent. 20 4 Dono agli abbonati , Bollettino bibliografia) Anno IN Marzo IST acne Per di Regno, Tomato, Tellite, Canton Ticino, Statiro con 6 "Quaderul della Vole .. L. 9. Estero L. 11

La questione meridionale

LA QUESTIONE MERIDIONALE cod articoli di GIUSTINO FORTUNATO - GUGLIELMO ZAGARI - AGOSTINO? CARONCINI - GIUSEPPE DONATI , GARTAND RAL LE DUE ITALIE Che cosa è la questione meridionale? La domanda può sembrare ingenua, dopo che in questi ultimi anni non si è fatto se non parlare di essa. Eppure è tuttavia neces sario un esame preliminare de' termini della contesa, tanto le idee sono ancora incerte e confute. Che esista una questione meridionale, nel significato economico e politico della parola, la geografia e la storia banuo rese differenti, us un toj corpo di unzione. Fisiche, assordati dai clamori del volgo, saremo ne" prosenti contini, è vano attendere la soluzione del pro- blema da uno o dall'altro espediente parla- mentare Poi che il vera è questo : troppe cose bi- sogna che mutino, prima di potere incammi- marci per la via maestra; bisogna, soprat. fuilin. che muti radicalmente il giudizio che ciria del lavoro umano, fonte di ogai umano .@polazione rurale, aggiomers in Seicmore. Tre mol il terzo etato mancó, de- bile e scarso fu il campo delle privato atti- ven, assai tardo l'incremento della pubblica rifcherza : arbitri del paese furon sempre I otoni, In lotta fra loro e con la monarchie de essi mutato e rimutale ; nè il nuovo or- die di tempi o di cose, determinato dall'av- meblo della borghesia, obbe quaggiù inizio prima del 1790. Per ciò salo Il Mezzogiorno, Hlasitp sino a leri fondale come nel più lon- tago medio evo, non eguagliò mai il gtan mato di civiltà della rimanente italia. tri-non urbani, rileggo dell'aniuen san che lavors. Sono poco abeduans bio, le vaste aree dell' Appemmine la conca Senese, alcuni tutti dile ma alle une serve di osimger sottoposta valle del Pe, alla a scans, agli ultimi l'Umbria e k nol, invece, quando si econtiu nia dal Garigliano ' al S dalla foce dell'Ofanto al troppo demsa la prima, M coada, -- tra il nodo

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