Introduzione al diritto: Costituzione italiana, principi e evoluzione

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INTRODUZIONE AL DIRITTO
Il diritto urbanistico è frutto di una commistione tra diritto pubblico e privato.
Il diritto serve a disciplinare la convivenza pacifica nella nostra comunità. È costituito da migliaia di
norme, per evitare confusione si applica una gerarchia delle fonti: viene stabilito un ordine di
importanza, esistono norme giuridiche più importanti di altre.
4 temi fondamentali:
1. Costituzione: solo nella Costituzione Repubblicana (Italia), nella Carta di Nizza (Europa)
possiamo trovare i nostri punti di riferimento, la nostra bussola.
[la carta di Nizza è la carta dei diritti fondamentali dei cittadini europei]
Articolo 11 -> le autocrazie sono disposte ad adottare questo principio? È in atto uno scontro
tra autocrazia e democrazia, e questo scontro continuerà.
2. Transizione ecologica: continuando così arriveremo ad un punto in cui tutti noi non avremo più
la disponibilità di risorse per sopravvivere. Dalla rivoluzione industriale ad oggi si è sviluppata
un’economia di tipo lineare: estraggo, produco consumo, butto. L’esito del Rapporto sui limiti
allo sviluppo del 1972 ha evidenziato come questo modello ci avrebbe portato, nel 2050, a non
avere più possibilità di sopravvivenza. Nel 2015, in ritardo, arriva l’Agenda 2030. È necessario
creare un modello economico circolare. L’economia muove il mondo, gli interessi economici
prevalgono su quelli ecologici, è normale, ma ciò non dovrebbe mettere a repentaglio la
sopravvivenza della specie umana.
3. Welfare state: è un modo di porsi dello stato e della comunità nei confronti dei cittadini. Il
welfare si è sviluppato in Europa (funziona bene soprattutto nei paesi scandinavi)
4. Europa: coesione, unità, ti senti cittadino europeo?
(1) Costituzione: la Costituzione è al vertice e al tempo stesso alla base del nostro ordinamento
giuridico:
si colloca al primo posto nella gerarchia delle fonti: tutte le altre norme giuridiche devono
rispettare i principi costituzionali;
tutto il diritto italiano deve conformarsi ai principi costituzionali che sono la base del nostro
ordinamento.
È un “corpus”, un insieme di norme.
La Costituzione repubblicana non è la prima costituzione dell’Italia unita come nazione, prima infatti,
era in vigore lo Statuto Albertino, Carta costituzionale del Regno d’Italia.
Lo Statuto Albertino entra in vigore nel 1848, è una costituzione con la “c” minuscola perché:
o concessa dall’alto, dal re ai sudditi. I diritti vengono riconosciuti. È scritta dal sovrano con
l’aiuto di giuristi.
o non è concessa agli italiani ma ai sudditi del Regno di Sardegna, poi esteso, nel 1861 in
occasione dell’Unità d’Italia, a tutti gli italiani.
La Costituzione italiana invece viene elaborata da un’Assemblea costituente eletta dal popolo in
occasione delle votazioni del 2 giugno 1946 quando si svolge anche il referendum istituzionale per
scegliere tra repubblica e monarchia (era la prima volta in Italia che votavano anche le donne, fatta
eccezione per le amministrative di qualche mese prima). Parte dal basso, è scritta in modo
democratico ed è frutto della coesione di tutte le culture giuridiche del tempo: liberale, cattolica,
socialista e comunista. Al posto di approvare a maggioranza hanno deciso di trovare un
compromesso spirito costituente. La Costituzione deve essere come una carta d’identità del paese
e quindi deve rappresentare tutti, tutte le culture (anche le elezioni, infatti, erano state proporzionali).
È il valore aggiunto più importante che ha permesso alla Costituzione di sopravvivere così a lungo.
Tutti i tentativi di modificare radicalmente la Costituzione sono falliti, perché negati dal popolo stesso
tramite referendum costituzionali.
L’Assemblea costituente viene eletta, lavora per un anno e mezzo e il 22 dicembre 1947 la
Costituzione è pronta e viene approvata e promulgata dal Presidente provvisorio Enrico de Nicola.
Entra in vigore il 1° gennaio 1948.
La Costituzione italiana poi, oltre che riconoscere i diritti del cittadino, si impegna a garantirli.
Un’altra differenza fondamentale è che lo Statuto Albertino è flessibile, la Costituzione repubblicana è
rigida; lo Statuto Albertino, infatti, è rimasto in vigore anche durante il regime fascista, nonostante
questo per sua natura negasse alcuni dei diritti riconosciuti al suo interno. È sopravvissuto anche alle
leggi fascistissime e alle leggi razziali.
Rigidità:
o la Costituzione repubblicana si può modificare ma solo con tramite un procedimento
rafforzato, dopo aver superato quattro votazioni con maggioranze qualificate bisogna
pensarci molto bene prima di modificarla.
o l’intera legislazione italiana sottostà alla Costituzione e quindi deve necessariamente
rispettarne i principi.
o sono stati istituiti degli organi preposti alla “protezione” della Costituzione: il Presidente della
Repubblica e la Corte costituzionale, devono verificare che le nuove leggi rispettino i principi
costituzionali.
Negli articoli 138 e 139 della Costituzione viene spiegato come si può modificare la Costituzione.
Alcune modifiche migliorative sono state apportate. Nel 2022 sono state fatte delle modifiche che
riguardano anche direttamente il diritto urbanistico, in particolare sono stati modificati gli articoli 9 e
41. Le modiche riguardano la tutela ambientale che prima non era stata considerata nel momento
della stesura della Costituzione perché al tempo non era ancora chiara l’importanza del problema.
Adesso la Repubblica tutela l’ambiente e la biodiversità “nell’interesse delle nuove generazioni”.
Due cose assolutamente non possono mai e in alcun caso essere cambiate: la Repubblica e al
democrazia.
La Costituzione repubblicana è figlia dello stato sociale, lo Statuto Albertino dello stato liberale. Lo
stato sociale prende atto dello stato liberale e va oltre, oltre a riconoscere i diritti, li garantisce.
Le origini storiche e culturali della Costituzione repubblicana:
o tradizione inglese
o Rivoluzione francese
o tradizione americana inseriscono nella loro Costituzione il diritto alla felicità, tratto da due
giuristi napoletani, Genovesi e Filangeri
o Repubblica di Weimar dava il potere al popolo
o Statuto Albertino
o Costituzione Repubblica Romana nel 1848 il papa allo in carica, investito di potere insieme
spirituale e temporale, viene cacciato e si propone il progetto dell’Italia unita, moltissimi
giovani vanno a Roma per combattere, tra gli altri, Garibaldi e Mameli. In questo contesto
Mazzini scrive una Costituzione che rimane in vigore solo un mese ma costituisce comunque
l’esempio più simile e più vicino alla Costituzione repubblicana, viene votata dal popolo.
o risposta al fascismo
o sbarco in Sicilia degli americani il 10 luglio 1943 e successivo armistizio dell’8 settembre 1943
se in Italia è stato possibile scrivere la Costituzione è stato grazie alla Resistenza, e grazie
alla Resistenza è stata concessa agli italiani la possibilità di votare e di scegliere per il proprio
futuro, cosa che ad esempio non è avvenuta in Germania. Quando gli americani sbarcano in
Sicilia nel luglio del ’43; a settembre il re fa una scelta, in modo ignobile, ma la scelta è quella
giusta: schierarsi con le democrazie. Per gli italiani questa scelta porta ad una tragedia, si

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Introduzione al Diritto Urbanistico

Il diritto urbanistico è frutto di una commistione tra diritto pubblico e privato. Il diritto serve a disciplinare la convivenza pacifica nella nostra comunità. È costituito da migliaia di norme, per evitare confusione si applica una gerarchia delle fonti: viene stabilito un ordine di importanza, esistono norme giuridiche più importanti di altre.

Temi Fondamentali del Diritto

4 temi fondamentali:

  1. Costituzione: solo nella Costituzione Repubblicana (Italia), nella Carta di Nizza (Europa) possiamo trovare i nostri punti di riferimento, la nostra bussola. [la carta di Nizza è la carta dei diritti fondamentali dei cittadini europei] Articolo 11 -> le autocrazie sono disposte ad adottare questo principio? È in atto uno scontro tra autocrazia e democrazia, e questo scontro continuerà.
  2. Transizione ecologica: continuando così arriveremo ad un punto in cui tutti noi non avremo più la disponibilità di risorse per sopravvivere. Dalla rivoluzione industriale ad oggi si è sviluppata un'economia di tipo lineare: estraggo, produco consumo, butto. L'esito del Rapporto sui limiti allo sviluppo del 1972 ha evidenziato come questo modello ci avrebbe portato, nel 2050, a non avere più possibilità di sopravvivenza. Nel 2015, in ritardo, arriva l'Agenda 2030. È necessario creare un modello economico circolare. L'economia muove il mondo, gli interessi economici prevalgono su quelli ecologici, è normale, ma ciò non dovrebbe mettere a repentaglio la sopravvivenza della specie umana.
  3. Welfare state: è un modo di porsi dello stato e della comunità nei confronti dei cittadini. Il welfare si è sviluppato in Europa (funziona bene soprattutto nei paesi scandinavi)
  4. Europa: coesione, unità, ti senti cittadino europeo?

La Costituzione Italiana

Posizione della Costituzione nell'Ordinamento Giuridico

(1) Costituzione: la Costituzione è al vertice e al tempo stesso alla base del nostro ordinamento giuridico:

  • si colloca al primo posto nella gerarchia delle fonti: tutte le altre norme giuridiche devono rispettare i principi costituzionali;
  • tutto il diritto italiano deve conformarsi ai principi costituzionali che sono la base del nostro ordinamento.

È un "corpus", un insieme di norme.

Differenze tra Costituzione Repubblicana e Statuto Albertino

La Costituzione repubblicana non è la prima costituzione dell'Italia unita come nazione, prima infatti, era in vigore lo Statuto Albertino, Carta costituzionale del Regno d'Italia. Lo Statuto Albertino entra in vigore nel 1848, è una costituzione con la "c" minuscola perché:

  • concessa dall'alto, dal re ai sudditi. I diritti vengono riconosciuti. È scritta dal sovrano con l'aiuto di giuristi.
  • non è concessa agli italiani ma ai sudditi del Regno di Sardegna, poi esteso, nel 1861 in occasione dell'Unità d'Italia, a tutti gli italiani.

La Costituzione italiana invece viene elaborata da un'Assemblea costituente eletta dal popolo in occasione delle votazioni del 2 giugno 1946 quando si svolge anche il referendum istituzionale per scegliere tra repubblica e monarchia (era la prima volta in Italia che votavano anche le donne, fatta eccezione per le amministrative di qualche mese prima). Parte dal basso, è scritta in modo democratico ed è frutto della coesione di tutte le culture giuridiche del tempo: liberale, cattolica, socialista e comunista. Al posto di approvare a maggioranza hanno deciso di trovare un compromesso > spirito costituente. La Costituzione deve essere come una carta d'identità del paese e quindi deve rappresentare tutti, tutte le culture (anche le elezioni, infatti, erano state proporzionali). È il valore aggiunto più importante che ha permesso alla Costituzione di sopravvivere così a lungo.Tutti i tentativi di modificare radicalmente la Costituzione sono falliti, perché negati dal popolo stesso tramite referendum costituzionali.

Approvazione ed Entrata in Vigore della Costituzione

L'Assemblea costituente viene eletta, lavora per un anno e mezzo e il 22 dicembre 1947 la Costituzione è pronta e viene approvata e promulgata dal Presidente provvisorio Enrico de Nicola. Entra in vigore il 1º gennaio 1948.

Garanzia dei Diritti e Rigidità Costituzionale

La Costituzione italiana poi, oltre che riconoscere i diritti del cittadino, si impegna a garantirli. Un'altra differenza fondamentale è che lo Statuto Albertino è flessibile, la Costituzione repubblicana è rigida; lo Statuto Albertino, infatti, è rimasto in vigore anche durante il regime fascista, nonostante questo per sua natura negasse alcuni dei diritti riconosciuti al suo interno. È sopravvissuto anche alle leggi fascistissime e alle leggi razziali.

Rigidità della Costituzione

Rigidità:

  • la Costituzione repubblicana si può modificare ma solo con tramite un procedimento rafforzato, dopo aver superato quattro votazioni con maggioranze qualificate > bisogna pensarci molto bene prima di modificarla.
  • l'intera legislazione italiana sottostà alla Costituzione e quindi deve necessariamente rispettarne i principi.
  • sono stati istituiti degli organi preposti alla "protezione" della Costituzione: il Presidente della Repubblica e la Corte costituzionale, devono verificare che le nuove leggi rispettino i principi costituzionali.

Modifiche e Tutela Ambientale

Negli articoli 138 e 139 della Costituzione viene spiegato come si può modificare la Costituzione. Alcune modifiche migliorative sono state apportate. Nel 2022 sono state fatte delle modifiche che riguardano anche direttamente il diritto urbanistico, in particolare sono stati modificati gli articoli 9 e 41. Le modiche riguardano la tutela ambientale che prima non era stata considerata nel momento della stesura della Costituzione perché al tempo non era ancora chiara l'importanza del problema. Adesso la Repubblica tutela l'ambiente e la biodiversità "nell'interesse delle nuove generazioni".

Principi Immutabili della Costituzione

Due cose assolutamente non possono mai e in alcun caso essere cambiate: la Repubblica e al democrazia.

Stato Sociale e Liberale

La Costituzione repubblicana è figlia dello stato sociale, lo Statuto Albertino dello stato liberale. Lo stato sociale prende atto dello stato liberale e va oltre, oltre a riconoscere i diritti, li garantisce.

Origini Storiche e Culturali della Costituzione Repubblicana

Le origini storiche e culturali della Costituzione repubblicana:

  • tradizione inglese
  • Rivoluzione francese
  • tradizione americana - inseriscono nella loro Costituzione il diritto alla felicità, tratto da due giuristi napoletani, Genovesi e Filangeri
  • Repubblica di Weimar - dava il potere al popolo
  • Statuto Albertino
  • Costituzione Repubblica Romana - nel 1848 il papa allo in carica, investito di potere insieme spirituale e temporale, viene cacciato e si propone il progetto dell'Italia unita, moltissimi giovani vanno a Roma per combattere, tra gli altri, Garibaldi e Mameli. In questo contesto Mazzini scrive una Costituzione che rimane in vigore solo un mese ma costituisce comunque l'esempio più simile e più vicino alla Costituzione repubblicana, viene votata dal popolo.
  • risposta al fascismo
  • sbarco in Sicilia degli americani il 10 luglio 1943 e successivo armistizio dell'8 settembre 1943 - se in Italia è stato possibile scrivere la Costituzione è stato grazie alla Resistenza, e grazie alla Resistenza è stata concessa agli italiani la possibilità di votare e di scegliere per il proprio futuro, cosa che ad esempio non è avvenuta in Germania. Quando gli americani sbarcano in Sicilia nel luglio del '43; a settembre il re fa una scelta, in modo ignobile, ma la scelta è quella giusta: schierarsi con le democrazie. Per gli italiani questa scelta porta ad una tragedia, siscatena una feroce guerra civili che divide l'Italia e le famiglie in due. Si consumano ripetute e violente stragi, per mano dei tedeschi ma anche degli italiani nazifascisti. Sono 5872 le stragi perpetrate in quel periodo atte a limitare il divagare dell'antifascismo. È in questo contesto che l'azione della Residenza fa la differenza; infatti, quando gli americani sbarcarono in Sicilia, i partigiani li aiutarono, combatterono al loro fianco e contribuirono alla liberazione d'Italia. È stato proprio per questo motivo, grazie ai sacrifici della Resistenza, che, nonostante l'Italia avesse perso la guerra, alla fine gli è stato concesso il diritto di decidere del proprio futuro e di svolgere delle libere elezioni. Ai tedeschi questo privilegio non è stato concesso: fatta eccezione per alcune piccole Resistenze, hanno combattuto fino alla fine in nome dello stato nazista.

Natura Programmatica della Costituzione

La Costituzione repubblicana è una costituzione presbite, detta dei programmi, perché formata da sole norme programmatiche, non precettive, sono le uniche norme giuridiche che non comportano una sanzione nel caso di mancato rispetto.

Struttura della Costituzione

È strutturata in quattro parti:

  • prima sezione: Principi fondamentali della Repubblica
  • prima parte: Diritti e doveri dei cittadini, riprendono un libro di Mazzini, sono molti più i diritti dei doveri
  • seconda parte: Ordinamento della Repubblica
  • seconda sezione: Disposizioni transitorie e finali

La prima sezione, "Principi fondamentali della Repubblica", è costituita da 12 articoli.

Articolo 1 della Costituzione

Art. 1: L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

  • Definisce la forma di governo che vige in Italia (Repubblica) e ne definisce l'aspetto politico (democratica) ed economico (fondata sul lavoro).
  • Sancisce la sovranità del popolo che la esercita tramite il voto e con limiti ben definiti.

Articolo 2 della Costituzione

Art. 2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

  • Parla di diritti e doveri del cittadino.

Articolo 3 della Costituzione

Art. 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

  • Primo comma > viene riconosciuta la totale uguaglianza formale dei cittadini davanti alla legge, a prescindere da qualsiasi fattore
  • Secondo comma > lo Stato si impegna per permettere a tutti i cittadini di raggiungere gli stessi obiettivi rimuovendo ostacoli di ordine sociale ed economico che limitano libertà e uguaglianza.

Articolo 4 della Costituzione

Arti. 4: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

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