La Sindone: il Quinto Vangelo? Analisi e compatibilità evangeliche

Slide sulla Sindone: il Quinto Vangelo? Questo Pdf, adatto per la scuola superiore, esplora la Sindone di Torino, la sua definizione, la tradizione cristiana e le evidenze scientifiche, analizzando le compatibilità con le narrazioni evangeliche e la natura tridimensionale dell'impronta.

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33 pagine

LA SINDONE: IL QUINTO VANGELO ?
La parola sindone, dal greco «sindn»,
indica un lenzuolo funebre ovvero
un telo sottile, spesso di lino o cotone,
con cui anticamente si avvolgevano
i cadaveri prima della sepoltura.
Secondo la tradizione cristiana la Sindone,
anche denominata Sacra Sindone,
è il lenzuolo che ha avvolto
il corpo di Gesù Cristo,
dopo la passione sulla croce ,
per circa tre giorni nel sepolcro ,
fino all’evento della risurrezione.
Cos’è la sindone?

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Anteprima

Cos'è la Sindone?

LA SINDONE: IL QUINTO VANGELO ?Cos'è la sindone? La parola sindone, dal greco «sindón», indica un lenzuolo funebre ovvero un telo sottile, spesso di lino o cotone, con cui anticamente si avvolgevano i cadaveri prima della sepoltura. Secondo la tradizione cristiana la Sindone, anche denominata Sacra Sindone, è il lenzuolo che ha avvolto il corpo di Gesù Cristo, dopo la passione sulla croce , per circa tre giorni nel sepolcro , fino all'evento della risurrezione.

Il viaggio della Sindone nei secoli

Tappe storiche e ipotizzate

Da Gerusalemme a Torino: il viaggio della Sindone nei secoli Lirey (dal 1353) 4 Chambery (dal 22 marzo 1453) 5 6 Torino (dal 14 settembre 1578) 1532 (Chapelle du Chateau) 1997 (Cappella del Duomo) 3 2 Edessa (II-X secolo) Costantinopoli (X-XIII secolo) 1 Gerusalemme (I-II secolo) Tappe ipotizzate da molti esperti Tappe documentate storicamente Incendio del luogo di custodia

Dove è collocata la Sindone?

La Sindone a Torino

La Sidone è custodita nel Duomo di Torino . Il Duomo o Cattedrale di San Giovanni Battista è edificato nell'omonima piazza, poco distate dal museo Egizio . Galleria Sabauda Giardini Reali di Torino Cattedrale di San Giovanni Battista Palazzo Reale di Torino Real Chiesa di San Lorenzo Università degli Studi di Torino Palazzo Madama Palazzo Carignano Museo Egizio Nel 1578 Emanuele Filiberto, duca di Savoia, trasferisce la Sindone da Chambéry a Torino (dal 1562 nuova capitale del ducato). Da allora, salvo due brevi intervalli, è sempre rimasta nel capoluogo piemontese .Il 1 giugno 1694 la Sindone viene trasferita nella Cappella appositamente progettata dall'architetto Guarino Guarini e conservata nell'urna centrale dell'altare sottostante progettato dall'ingegnere Antonio Bertola. Nella notte tra l'11 e il 12 aprile 1997 scoppiò un grande incendio nella Cappella e la Sindone fu messa in salvo dai vigili del fuoco Dal 1998 la Sindone è conservata, distesa . , in una teca a tenuta stagna e riempita di gas inerte per proteggerla dall'aria e dalla luce. ... t DOMINE

Ostensione della Sindone

Visibilità al pubblico

Oggigiorno la Sindone , custodita nel transetto sinistro della Cattedrale di Torino , non è solitamente visibile al pubblico (poiché l'esposizione prolungata alla luce provoca l'ossidazione che fa scurire il tessuto sbiadendo i contorni dell'immagine) ma viene esposta solo in occasione dell'ostensione (= mostrare o esibire). Durante le ostensioni, che si svolgono in rari e determinati periodi, la Sindone viene mostrata integralmente per la venerazione dei fedeli. Posizione attuale Posizione durante l'Ostensione Il DUOMO di TORINO e la S. SINDONE

Osserviamo la Sindone

Caratteristiche del telo

La Sindone si presenta come un telo di lino pregiato (tessuto a "saia" = intreccio a "spina di pesce" tipico delle sepolture ebraiche risalenti al I secolo circa) di colore giallo ocra e di forma rettangolare (lungo più di 4 metri e largo poco più di 1 metro). 1,10 metri 4,40 metri

Macchie visibili sul lenzuolo

Sul lenzuolo sono visibili 4 diverse macchie: bruciature speculari , acqua , sangue e l'impronta di un corpo umano .Nel 1532 divampò un incendio nella cappella del castello di Chambéry, dove era conservata la Sindone, ripiegata su se stessa, in una cassetta d'argento; alcune gocce di metallo fuso caddero su un angolo del lenzuolo trapassando tutti gli strati e lasciando sul telo delle bruciature simmetriche di forma triangolare.Sono visibili macchie d'acqua probabilmente usata per spegnere l'incendio di Chambéry e entrata in contatto con il telo in altre circostanze. Sono presenti tracce di sangue umano dovute ai maltrattamenti e alle percosse inflitti durante la flagellazione e la crocifissione.: E presente l'impronta di un corpo è visibile la sagoma frontale di un uomo (dx: il volto, il torso, le braccia/mani e le gambe/piedi) e, in modo simmetrico e rovesciato, il retro del corpo (sin: la nuca, le spalle, la schiena e le gambe/piedi).

Il mistero della Sindone

Origine dell'impronta corporea

Osservando la Sindone abbiamo constatato la presenza di 4 diverse macchie di cui tre (bruciature macchie d'acqua ) e tracce di sangue risultano facilmente spiegabili mentre risulta più complicato comprendere l'origine dell'impronta corporea come si è creata? chi è l'uomo della Sindone? :

Chi è l'uomo della Sindone?

Supplizio e strumenti della passione

Dall'impronta corporea impressa nella Sindone risulta evidente che si tratti di un uomo sottoposto al supplizio della flagellazione U e crocifissione T romana . L'impronta sindonica rivela gli strumenti della passione dell'uomo avvolto nella Sindone:

  • Corona di spine (fronte e nuca)
  • Flagello romano torace, spalle e gambe)
  • Chiodi (mani e piedi).

Ferite da corona di spine

Molto probabilmente tali ferite sono state provocate dall'imposizione sul capo di un casco di aculei acuminati una corona di spine = elmetto Il volto della Sindone presenta il setto nasale deviato da una frattura, molteplici tumefazioni e diversi ematomi. Sulla fronte, sulla nuca e lungo i capelli sono inoltre evidenti numerose colature di sangue ad andamento sinuoso, che sgorgano da piccole ferite disposte a raggiera intorno al capo. : che ricopre l'intero capo (non un cerchietto ma un casco integrale simile ai copricapi regali orientali ®

Lesioni da flagellazione

L'uomo della Sindone presenta su tutta la superficie del corpo (in particolare spalle, natiche e gambe) circa 120 lesioni provocate dal "flagrum" = flagello: strumento romano di tortura costituito da un manico di legno a cui sono fissati i "taxilli" (piccoli piombini di ferro o pezzi di osso utili a lacerare e strappare la cute). È possibile inoltre intravedere sul dorso due escoriazioni dovute al "patibulum" = il palo orizzontale della croce + che talvolta il condannato era obbligato a portare su di sé fino al luogo dell'esecuzione.

Ferite da chiodo e crocifissione

Sono identificabili ferite da chiodo nei polsi (non nel palmo della mano secondo l'iconografica tradizionale della crocifissione) e nei piedi . Dalle colature di sangue causate dalla perforazione , visibili lungo entrambi gli avambracci e sulla pianta del piede - tallone è possibile ipotizzare che l'uomo della Sindone avesse il braccio sinistro disteso mentre il destro piegato e che la crocifissione : ts sia avvenuta utilizzando un solo chiodo sovrapponendo , il piede sinistro al destro.

Ferita da lancia e cause della morte

Infine sulla parte destra del petto (tra la 5° e la 6°costola è presente una grande chiazza di sangue e siero (la cui colatura continua sul dorso all'altezza delle reni ) che fuoriesce da una ferita da taglio, provocata da un colpo di lancia , inferta dopo la morte per constatarne il decesso. Medici e anatomopatologi nel corso del tempo, hanno proposto diverse ipotesi circa le cause della rapida morte dell'uomo della Sindone: $+dell' probabilmente ci furono più cause concomitanti come emorragia , insufficienza respiratoria , disidratazione e arresto cardiaco .:

Pratiche funerarie e identità

Si può supporre dunque che l'uomo della Sindone, sepolto secondo le pratica giudaica di conservare sul corpo il sangue versato in seguito di torture, era un ebreo . Le tracce di sangue e altro materiale biologico presente sulla Sindone rivelano che l'uomo flagellato | U e crocifisso + non fu lavato prima della sepoltura ma direttamente avvolto nel lenzuolo funebre Ciò è compatibile con la legge ebraica secondo cui durante i rituali funebri . il corpo deve essere lavato ammenoché il deceduto non sia vittima di morte violenta .

L'uomo della Sindone è Gesù?

La Sindone nei Vangeli canonici

La tradizione cristiana ha sempre considerato questo Telo come la sindone in cui fu avvolto il corpo di Cristo dalla sera del Venerdì Santo fino all'alba di Resurrezione, il mattino di Pasqua. La presenza della Sindone nei Vangeli canonici:

Il Vangelo di Marco

«Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegno perché fosse crocifisso. [ ... ] Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. [ ... ] Dopo essersi fatto beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo». (Mc 15,15-20) Egli allora [Giuseppe d'Arimatea], comprato un lenzuolo, lo depose dalla croce, lo avvolse con il lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare una pietra all'entrata del sepolcro». (Mc 15,46)

Il Vangelo di Matteo

«Pilato [ ... ] prese dell'acqua e si lavò le mai davanti alla folla. [ ... ] Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio [ ... ]. Lo spogliarono, gli fecero indossare un martello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo [ ... ]. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo». (Mt 24-31) «Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatea, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù. Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all'entrata del sepolcro, se ne andò». (Mt 27,57-60)

Il Vangelo di Luca

«Pilato parlò loro di nuovo [i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo], perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». [ ... ] Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere. [ ... ] Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori [ ... ] ». (Lc 23,20-33) «Ed ecco, vi era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, buono e giusto. Egli non aveva aderito alla decisione e all'operato degli altri. Era di Arimatea, una città della Giudea [ ... ]. Egli si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo depose dalla croce, lo avvolse con un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia, nel quale nessuno era stato ancora sepolto» (Lc 23,53)

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