Documento universitario sull'anestesiologia. Il Pdf descrive l'anestesia, le sue modalità (generale, locoregionale, combinata) e l'importanza della visita pre-operatoria, approfondendo la gestione del dolore post-operatorio e i meccanismi della nocicezione, distinguendo tra dolore fisiologico e patologico.
Mostra di più34 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
L'anestesia è una condizione di abolizione della sensibilità. Con il termine anestesia si intende una condizione clinica che può verificarsi sia in maniera temporanea o permanente per dei processi patologici o traumatici a carico dei nervi periferici, radici nervose, midollo spinale, encefalo. L'anestesia chirurgica è l'insieme di varie metodiche che servono ad annullare o ridurre entro dei certi limiti il dolore chirurgico. Nel concetto dell'anestesia moderna, oltre ad intendere di togliere il dolore, si intende anche il supporto delle funzioni vitali: respiratoria, cardiocircolatorio, renale, epatica, TC ecc. in quanto queste funzioni vitali vengono compromesse da danno chirurgico, dall'aggressività e traumatismo chirurgico e dalle condizioni patologiche della persona. Ci possono essere delle problematiche durante l'intervento chirurgico: ci possono essere degli effetti negativi del trauma chirurgico e degli effetti negativi dell'anestesia.
L'anestesiologia moderna ha condizionato molto lo sviluppo delle tecniche chirurgiche. Le nuove tecniche chirurgiche hanno sicuramente ridotto il traumatismo a livello della persona, però anni fa interventi importanti e demolitivi non potevano essere fatti senza l'anestesiologia moderna. L'anestesia è l'abolizione mediante l'utilizzo di farmaci, della sensibilità dolorosa durante interventi chirurgici.
L'anestesia si può fare in 3 modi diversi:
Il primo passo prima di effettuare l'anestesia generale o locoregionale è la visita anestesiologica. In condizione di elezione, il paziente fa un pre-ricovero e fa un colloquio con l'anestesista. Se l'intervento è in urgenza il paziente fa comunque un colloquio con l'anestesista ma questo sarà più breve. Se il paziente deve essere operato in emergenza, non si fa la visita anestesiologica e si va in sala operatoria senza valutazione. La valutazione pre-operatoria deve essere fatta in un ambulatorio dedicato e deve essere uno scambio di informazioni tra anestesista e paziente.
L'anestesista durante il colloquio deve valutare:
QUINDI la valutazione pre-operatoria è un atto che tende ad acquisire informazioni sulle condizioni fisiche e mentali del paziente. Si deve programmare una strategia di anestesia adeguata per il paziente. Si deve ottenere il consenso informato. Infine si deve ridurre l'ansia del paziente. Durante la valutazione preoperatoria, il cui scopo è quello di ridurre il rischio di complicanze e la mortalità, si deve anche determinare gli esami e le consulenze specialistiche necessarie e definire il piano assistenziale.
Cosa si va a chiedere durante la valutazione del paziente?
Prima di ogni anestesia, sedazione o procedura invasiva è necessario conoscere i dati anamnestici del paziente per predisporre adeguate misure di prevenzione o adeguare i presidi all'esposizione. Informazioni generali: precedenti anestesie e problemi ad esse correlati; allergie note; ricoveri in ospedale; farmaci; alcolici o sostanze d'abuso; dispositivi artificiali. Si deve anche chiedere quali farmaci il paziente assume, in quanto ci sono alcuni farmaci che devono essere sospesi: ad esempio, antipertensivi, ansiolitici, antistaminici, contraccettivi, antiaggreganti, anticoagulanti.Tutti i farmaci come antiipertensivi, antiaritmici, antianginosi, digitalici, broncodilatatori, antiepilettici, antiparkinson devono continuare ad essere assunti fino al giorno precedente l'intervento. Gli anticoagulanti orali ed alcuni antiaggreganti devono essere sospesi.
I farmaci più importanti da sospendere sono:
Consta di un esame obiettivo generale: esame torace, addome, valutazione di fattori anestesiologici specifici. I fattori anestesiologici che l'anestesista rileva sono due: se l'anestesista fa un'anestesia generale in cui c'è bisogno di intubazione si devono valutare i fattori anatomici particolari che ci possono indicare una difficoltà nell'intubazione orotracheale. Se si pensa di fare una anestesia locoregionale, si valuta la colonna vertebrale per vedere che non ci siano fattori che possano contrastare l'esecuzione dell'anestesia.
Fattori anestesiologia che vanno valutati:
INTUBAZIONE DIFFICILE: per difficoltà di controllo delle vie aeree si intende la difficoltà a ventilare in maschera e/o intubare un paziente (definizione SIAARTI). Si definisce un'intubazione difficile quando vengono fatte più di tre laringoscopie. Esistono anche quadri malformativi della faccia dove non si riesce ad intubare con le normali metodiche di intubazione.
Test che danno informazione nella probabile difficoltà di intubazione:
Scheda di valutazione per la via aerea difficile > consta di due fasi:
Durante la fase preoperatoria, l'anestesista deve anche valutare il vero rischio operatorio. Correlato da una parte al paziente (stato fisico), da una parte è correlato alla chirurgia (natura della chirurgia; durata della chirurgia; sede della chirurgia; perdite ematiche previste), e da una parte è correlato all'organizzazione.
Per valutare il rischio correlato allo stato fisico del paziente si usano delle scale internazionali. La scala più importante è l' ASA che si basa su 5 step:
Si aggiunge poi un U o E in caso in cui il paziente debba essere operato in urgenza o in elezione. Ci sono anche altre scale, come la classificazione NYHA (New York Heart Association) per il paziente cardiopatico. Viene usato anche il METs che è il livello di equivalente metabolico, è una scala che si basa su quelle che sono le normali attività quotidiane che il paziente fa. Quando il paziente ha un METs < 4 ha un rischio cardiologico alto.
RISCHIO CHIRURGICO: si basa sul grado di urgenza:
L'anestesista successivamente può decidere di integrare la valutazione anamnestica con la VALUTAZIONE DIAGNOSTICA. Con esecuzione di esami strumentali ed esami di laboratorio: nessuna linea guida raccomanda una serie di esami di routine, ma la valutazione del rischio anestesiologico per gli interventi elettivi viene fatta dal medico anestesista in base alle condizioni cliniche del paziente (classificazione ASA), al tipo di procedura e alla realtà locale. Per quanto riguarda gli esami di laboratorio si fa: emocromo, elettroliti, glicemia, creatininemia, prove di coagulazione. Per quanto riguarda il gruppo sanguigno e la prova crociata viene fatto solo in certi tipi di interventi. Successivamente viene fatta una valutazione cardiologica, pneumologica ed altre consulenze in relazione alle condizioni del paziente, alla presenza di fattori di rischio e al tipo di intervento chirurgico.
L'ECG non è routinariamente indicato prima di una chirurgia non cardiaca. Può essere ritenuto valido un ECG deve essere eseguito entro 6 mesi precedenti, purché non siano intervenute modificazioni cliniche. Il giudizio clinico deve guidare la prescrizione dell'esame che deve essere riservato ai gruppi a maggiore rischio di complicanze cardiovascolari.
INDAGINI PREOPERATORIE AGGIUNTIVE:
Successivamente il paziente firma il consenso informato.
Durante la visita anestesiologica, dobbiamo anche informare il paziente per quanto riguarda il digiuno preoperatorio: