Patologia e Fisiopatologia Generale: infiammazione, trombosi ed embolia

Documento di Patologia e Fisiopatologia Generale. Il Pdf esplora l'infiammazione, la trombosi e l'embolia, con definizioni, fasi e aspetti clinici, utile per studenti universitari di Biologia.

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34 pagine

Basi Fisiopatologiche delle malattie-Teresa Zelante
Infiammazione = la risposta al danno
Tutte le cellule del sistema immunitario sono coinvolte nella reazione infiammatoria. In prima istanza maggiormente sono coinvolte quella
della risposta innata (innescano il processo infiammatorio).
REAZIONE AD UN DANNO PATOGENO
Gli agenti che causano un danno possono essere:
- Agente patogeno biologico: batterio, virus, fungo;
- Agenti chimico: fumo;
- Agente fisico: calore (raggi UV), freddo forte.
Ogni volta che c’è un danno si innesca il processo infiammatorio. Attivare la risposta infiammatoria dopo il danno serve ad eliminare la causa
patogena, ciò che causa il danno.
REAZIONE INFIAMMATORIA
Una cellula è sana quando c’à una condizione di equilibrio tra funzioni, risposte fisiologiche. Se la cellula è esposta ad un agente patogeno, la
cellula risponde di conseguenza attraverso la reazione infiammatoria con l’intento di eliminare il danno.
La risposta infiammatoria, però, non riesce sempre ad eliminare il danno. Quando non ci riesce la situazione diventa cronica. Se l’organismo è
sempre esposto ad agenti patogeni (es. fumo), allora cronicizza e la risposta infiammatoria causa danni irreversibili (fumo->tumore al
polmone). A queste situazioni, i tessuti si adattano perché l’organismo deve comunque ritrovare un equilibrio. Quindi ad esempio, l’epitelio
polmonare di un fumatore si adatta e cambia in maniera permanente. Se ho una vita sedentaria, mangio tanti grassi, il colesterolo si alza, ho
un po’ di diabete si va in contro ad una condizione di adattamento delle arterie chiamato aterosclerosi.
Gli adattamenti sono:
- Ipertrofia: ipertrofia vascolare: alla base delle patologie cardiovascolari (es. infarto del miocardio)
- Iperplasia,
- Atrofia/ipotrofia,
- Metaplasia,
- Risposta all’ipossia
= sono tutti processi di adattamento.
è La risposta adattativa è alla base delle patologie.
Un’altra piccola conseguenza all’agente patogeno non eliminato sono i processi regressivi, cioè i tessuti vengono lesionati (non tato ad andare
a morte cellulare). Le persone con colesterolo alto, hanno molto macrofagi vanno incontro a processi regressivi perché fagocitano tantissimo
grasso e le cellule non riescono più a tornare alla condizione originaria perché la funzione delle cellule cambia (ipofunzionalità) e il grasso non
potrà quindi essere eliminato; a questo punto le cellule si chiameranno non più macrofagi ma cellule schiumose. Steatosi epatica ->
degenerazione del fegato, si riempie di tessuto grasso, degenera, no funzioni metaboliche = processo regressivo.
Anche la morte cellulare è una conseguenza. Ad esempio nel caso di uno stimolo molto intenso (es. radiazioni ionizzanti dopo l’esplosione di
una bombola nucleare) si ha una morte cellulare, ma è comunque un evento più raro perché gli agenti patogeni normalmente portano ai
processi di adattamento.
Comunque, nella maggior parte dei casi, la cellula cerca di eliminare l’agente patogeno in vari modi più o meno dolorosi (la spinta principale è
quella di raggiungere un equilibrio).
La morte cellulare più dannosa per i tessuti è la necrosi perché rilascia all’esterno una serie di strutture (es. radicali liberi) che possono
ulteriormente attivare la risposta infiammatoria.
REVERSIBILE: tutti i processi di adattamento (se ad un soggetto metaplasico, cioè che ha cambiato la struttura dell’epitelio, si toglie l’agente
patogeno, l’epitelio ritorna normale), processi regressivi;
IRREVERSIBILE: morte cellulare, modificazione genetica della cellula (tumori-> le cellule modificate/tumorali o si toglie o continuerà a
proliferare e a generare cellule figlie con quella stessa mutazione genica).
à una cellula normale modifica il proprio genoma perché esposto ad agenti cancerogeni e diventa tumorale, viene eliminata dai linfociti, cioè
dalla risposta infiammatoria e dalle cellule dell’immunità adattativa.
= IN TUTTO QUESTO STA LA PREVENSIONE RISPETTO A TANTE PATOLOGIE
Come il sistema immunitario si attiva per attivare la risposta infiammatoria?
Nel processo infiammatorio sono coinvolti la componente cellulare (innata) e il circolo sanguigno.
PATOLOGIA E FISIOPATOLOGIA GENERALE
FASI
1. Trauma -> primo agente che deve essere eliminato;
2. Tappo piastrinico (fibrina per eliminare l’emorragia);
3. Alcuni batteri entrano a contatto con i tessuti più profondi dell’epidermide;
4. Infezione -> i batteri proliferano;
5. Per eliminare la causa biologica, il batterio, la prima cosa che succede è sempre la vasodilatazione à l’aumento di apporto di sangue
causa l’aumento di permeabilità vascolare;
6. Più cellule passano dal vaso ai tessuti -> le prime che passano sono i neutrofili sia perché sono le cellule fagocitarie del sangue ma
soprattutto perché sono le più abbondanti (60% delle cellule del sangue); inoltre è anche un fatto di disponibilità, perché essendo
tante possiamo permetterci di usarle perché poi il midollo è pronto a produrne altre;
7. Ognuna con la propria funzione cercano di eliminare l’agente.
Risposta infiammatoria risposta naturale al danno. Elimina il danno tramite il sistema circolatorio. Qualsiasi organismo con sistema circolatorio,
sfrutta la risposta infiammatoria per eliminare l’agente, indipendentemente da quale esso sia, sfruttando la vasodilatazione.
Definizione infiammazione
Processo (ha delle fasi che si intercalano per cercare di eliminare la causa) morboso che si manifesta negli organismi forniti di un sistema
circolatorio, come meccanismo di difesa, e allerta contro agenti patogeni o agenti dannosi.
Perché è un sistema di allerta? La risposta infiammatoria è una reazione di pericolo, la reazione è sempre uguale (ad esempio si diventa rossi).
I tumori, invece, fanno di tutto per non far attivare la reazione infiammatoria per non far capire che c’è qualcosa che non va, sia a livello fisico
ma anche corticale.
Possibili cause infiammatorie sono anche le cause delle patologie con cause chimiche, fisiche, biologiche.
POSSIBILI CAUSE INFIAMMATORIE
1. Condizioni che determinino ischemia (carenza sia di ossigeno che di nutrienti à infiammatorio) bloccando l'arrivo di sangue (es.
trombosi o embolia) o che determinino ipossia (carente approvvigionamento tessutale di solo ossigeno);
2. Agenti chimici di varia natura (acidi e basi, veleni, tossine animali, contaminanti ambientali e/o atmosferici, tossici occupazionali,
farmaci in caso di errori di dosaggio, etc.);
3. Agenti fisici quali radiazioni, corrente elettrica, nonché alte e basse temperature (ustioni);
4. Microrganismi patogeni quali batteri (e loro tossine), micoplasmi, rickettsie, clamidie, virus, nonché protozoi e agenti infestanti quali
gli elminti;
5. Traumi meccanici di varia natura;
6. Neoplasie maligne e loro metastasi.
La risposta infiammatoria non è solo a livello cutaneo ma anche negli organi interni, ad esempio allergie a livello polmonare.
La risposta infiammatoria presenta le seguenti caratteristiche generali. È una reazione dinamica al danno tessutale innescata da una serie di
meccanismi che fanno parte della cosiddetta immunità innata (quella innata avviene al max in 2/3/4 gg). È una risposta a carattere
prevalentemente difensivo che, in condizioni standard, è destinata a: a) circoscrivere, neutralizzare e/o eliminare gli agenti eziologici
(eziologico: agente che causa qualcosa di dannoso) responsabili del danno; b) rimuovere i detriti cellulari generatisi a seguito del danno
tessutale; c) creare i presupposti per la riparazione del tessuto danneggiato. È una risposta che si configura come generica e aspecifica (si
hanno quasi sempre gli stessi segnali come dolore, rossore, gonfiore), in quanto procede seguendo uno schema generale di eventi morfologici
e funzionali che è pressoché identico indipendentemente dalla causa, dall'entità e dalla sede anatomica del danno. È presente unicamente
negli organismi viventi dotati di un sistema circolatorio organizzato. È una reazione a carattere prevalentemente locale (rossore, gonfiore,
dolore) o circoscritto, in quanto è solitamente limitata al tessuto o organo (o anche solo a un'area circoscritta di un organo o di un apparato)
originariamente interessato dal danno (inizia sempre come locale: ad esempio, se mi taglio al mare sul piede, da una reazione locale che da
rossore e dolore, diventa sistemica perché poi in questo taglio si crea un’infezione che potrebbe dare febbre). In caso di particolare intensità,
può determinare la comparsa di manifestazioni sistemiche (che riguardano tutto l’organismo, ad esempio il fegato che produce PCR), che sono
riconducibili all'azione di molecole di varia natura che vengono rilasciate in circolo da parte degli elementi cellulari coinvolti nella risposta
infiammatoria. Come già anticipato, le malattie infiammatorie sono di estremo rilievo in patologia umana e possono presentarsi sotto forme
acute o croniche. In termini generali, per specificare un processo infiammatorio, il suffisso -ite viene abitualmente aggiunto al termine che
indica la sede del processo, che può essere sia acuto che cronico (polmonite, epatite, encefalite, nefrite, otite, pancreatite, pleurite, etc.). È
coinvolta nella genesi e nella progressione di numerose neoplasie umane.
Da un punto divista molecolare, il passaggio da locale e sistemico è dovuto dalla presenza delle citochine. La differenza tra locale e sistemica è
data dalla presenza di citochine:
- se ce ne sono poche l’infezione è locale
- se ce ne sono molte è sistemica
- se ce ne sono veramente tante c’è lo shock causato dall’eccessiva produzione di citochine (tempesta di citochine), le quali
amplificano la reazione infiammatoria -> si va in shock perché c’è una caduta della pressione a causa dell’aumento della permeabilità
con la vasodilatazione
Il numero di citochine, indica quanto è grave l’infezione, quanto batterio e danno hai (un grande danno ha tante citochine; un danno piccolo ha
poche citochine).

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Anteprima

Basi Fisiopatologiche delle malattie

Basi Fisiopatologiche delle malattie-Teresa Zelante Infiammazione = la risposta al danno Tutte le cellule del sistema immunitario sono coinvolte nella reazione infiammatoria. In prima istanza maggiormente sono coinvolte quella della risposta innata (innescano il processo infiammatorio).

Reazione ad un danno patogeno

Gli agenti che causano un danno possono essere:

  • Agente patogeno biologico: batterio, virus, fungo;
  • Agenti chimico: fumo;
  • Agente fisico: calore (raggi UV), freddo forte.

Ogni volta che c'è un danno si innesca il processo infiammatorio. Attivare la risposta infiammatoria dopo il danno serve ad eliminare la causa patogena, ciò che causa il danno.

Reazione infiammatoria

Una cellula è sana quando c'à una condizione di equilibrio tra funzioni, risposte fisiologiche. Se la cellula è esposta ad un agente patogeno, la cellula risponde di conseguenza attraverso la reazione infiammatoria con l'intento di eliminare il danno. La risposta infiammatoria, però, non riesce sempre ad eliminare il danno. Quando non ci riesce la situazione diventa cronica. Se l'organismo è sempre esposto ad agenti patogeni (es. fumo), allora cronicizza e la risposta infiammatoria causa danni irreversibili (fumo->tumore al polmone). A queste situazioni, i tessuti si adattano perché l'organismo deve comunque ritrovare un equilibrio. Quindi ad esempio, l'epitelio polmonare di un fumatore si adatta e cambia in maniera permanente. Se ho una vita sedentaria, mangio tanti grassi, il colesterolo si alza, ho un po' di diabete si va in contro ad una condizione di adattamento delle arterie chiamato aterosclerosi.

Adattamenti cellulari

Gli adattamenti sono:

  • Ipertrofia: ipertrofia vascolare: alla base delle patologie cardiovascolari (es. infarto del miocardio)
  • Iperplasia,
  • Atrofia/ipotrofia,
  • Metaplasia,
  • Risposta all'ipossia = sono tutti processi di adattamento.

è La risposta adattativa è alla base delle patologie. Un'altra piccola conseguenza all'agente patogeno non eliminato sono i processi regressivi, cioè i tessuti vengono lesionati (non tato ad andare a morte cellulare). Le persone con colesterolo alto, hanno molto macrofagi vanno incontro a processi regressivi perche fagocitano tantissimo grasso e le cellule non riescono più a tornare alla condizione originaria perché la funzione delle cellule cambia (ipofunzionalità) e il grasso non potrà quindi essere eliminato; a questo punto le cellule si chiameranno non più macrofagi ma cellule schiumose. Steatosi epatica -> degenerazione del fegato, si riempie di tessuto grasso, degenera, no funzioni metaboliche = processo regressivo. Anche la morte cellulare è una conseguenza. Ad esempio nel caso di uno stimolo molto intenso (es. radiazioni ionizzanti dopo l'esplosione di una bombola nucleare) si ha una morte cellulare, ma è comunque un evento più raro perché gli agenti patogeni normalmente portano ai processi di adattamento. Comunque, nella maggior parte dei casi, la cellula cerca di eliminare l'agente patogeno in vari modi più o meno dolorosi (la spinta principale è quella di raggiungere un equilibrio).

Morte cellulare e necrosi

La morte cellulare più dannosa per i tessuti è la necrosi perché rilascia all'esterno una serie di strutture (es. radicali liberi) che possono ulteriormente attivare la risposta infiammatoria.

Processi reversibili e irreversibili

REVERSIBILE: tutti i processi di adattamento (se ad un soggetto metaplasico, cioè che ha cambiato la struttura dell'epitelio, si toglie l'agente patogeno, l'epitelio ritorna normale), processi regressivi; IRREVERSIBILE: morte cellulare, modificazione genetica della cellula (tumori-> le cellule modificate/tumorali o si toglie o continuerà a proliferare e a generare cellule figlie con quella stessa mutazione genica). > una cellula normale modifica il proprio genoma perché esposto ad agenti cancerogeni e diventa tumorale, viene eliminata dai linfociti, cioè dalla risposta infiammatoria e dalle cellule dell'immunità adattativa. = IN TUTTO QUESTO STA LA PREVENSIONE RISPETTO A TANTE PATOLOGIE

Risposte vascolari e tissutali

Attivazione endoteliale Adesione dei PMN Adesione dei monociti Differenziazione in Mẹ Trasmigrazione dei PMN Fagocitosi e soppressione (Efferocitosi 19 pp Edema Apoptosi dei PMN Rilascio di MP Clearance Infiammazione cronica Perdita di funzione Danno all'Ospite Infiammazione acuta Guarigione Fibros Cicatrizzazione Tessuto sano Risoluzione Ritorno all'omeostasi Come il sistema immunitario si attiva per attivare la risposta infiammatoria? Nel processo infiammatorio sono coinvolti la componente cellulare (innata) e il circolo sanguigno.

Fasi della risposta infiammatoria

  1. Trauma -> primo agente che deve essere eliminato;
  2. Tappo piastrinico (fibrina per eliminare l'emorragia);
  3. Alcuni batteri entrano a contatto con i tessuti più profondi dell'epidermide;
  4. Infezione -> i batteri proliferano;
  5. Per eliminare la causa biologica, il batterio, la prima cosa che succede è sempre la vasodilatazione > l'aumento di apporto di sangue causa l'aumento di permeabilità vascolare;
  6. Più cellule passano dal vaso ai tessuti -> le prime che passano sono i neutrofili sia perché sono le cellule fagocitarie del sangue ma soprattutto perché sono le più abbondanti (60% delle cellule del sangue); inoltre è anche un fatto di disponibilità, perché essendo tante possiamo permetterci di usarle perché poi il midollo è pronto a produrne altre;
  7. Ognuna con la propria funzione cercano di eliminare l'agente.

Risposta infiammatoria risposta naturale al danno. Elimina il danno tramite il sistema circolatorio. Qualsiasi organismo con sistema circolatorio, sfrutta la risposta infiammatoria per eliminare l'agente, indipendentemente da quale esso sia, sfruttando la vasodilatazione.

Definizione di infiammazione

Processo (ha delle fasi che si intercalano per cercare di eliminare la causa) morboso che si manifesta negli organismi forniti di un sistema circolatorio, come meccanismo di difesa, e allerta contro agenti patogeni o agenti dannosi. Perché è un sistema di allerta? La risposta infiammatoria è una reazione di pericolo, la reazione è sempre uguale (ad esempio si diventa rossi). I tumori, invece, fanno di tutto per non far attivare la reazione infiammatoria per non far capire che c'è qualcosa che non va, sia a livello fisico ma anche corticale. Possibili cause infiammatorie sono anche le cause delle patologie con cause chimiche, fisiche, biologiche.

Possibili cause infiammatorie

  1. Condizioni che determinino ischemia (carenza sia di ossigeno che di nutrienti -> infiammatorio) bloccando l'arrivo di sangue (es. trombosi o embolia) o che determinino ipossia (carente approvvigionamento tessutale di solo ossigeno);
  2. Agenti chimici di varia natura (acidi e basi, veleni, tossine animali, contaminanti ambientali e/o atmosferici, tossici occupazionali, farmaci in caso di errori di dosaggio, etc.);
  3. Agenti fisici quali radiazioni, corrente elettrica, nonché alte e basse temperature (ustioni);
  4. Microrganismi patogeni quali batteri (e loro tossine), micoplasmi, rickettsie, clamidie, virus, nonché protozoi e agenti infestanti quali gli elminti;
  5. Traumi meccanici di varia natura;
  6. Neoplasie maligne e loro metastasi.

La risposta infiammatoria non è solo a livello cutaneo ma anche negli organi interni, ad esempio allergie a livello polmonare. La risposta infiammatoria presenta le seguenti caratteristiche generali. È una reazione dinamica al danno tessutale innescata da una serie di meccanismi che fanno parte della cosiddetta immunità innata (quella innata avviene al max in 2/3/4 gg). È una risposta a carattere prevalentemente difensivo che, in condizioni standard, è destinata a: a) circoscrivere, neutralizzare e/o eliminare gli agenti eziologici (eziologico: agente che causa qualcosa di dannoso) responsabili del danno; b) rimuovere i detriti cellulari generatisi a seguito del danno tessutale; c) creare i presupposti per la riparazione del tessuto danneggiato. È una risposta che si configura come generica e aspecifica (si hanno quasi sempre gli stessi segnali come dolore, rossore, gonfiore), in quanto procede seguendo uno schema generale di eventi morfologici e funzionali che è pressoché identico indipendentemente dalla causa, dall'entità e dalla sede anatomica del danno. È presente unicamente negli organismi viventi dotati di un sistema circolatorio organizzato. È una reazione a carattere prevalentemente locale (rossore, gonfiore, dolore) o circoscritto, in quanto è solitamente limitata al tessuto o organo (o anche solo a un'area circoscritta di un organo o di un apparato) originariamente interessato dal danno (inizia sempre come locale: ad esempio, se mi taglio al mare sul piede, da una reazione locale che da rossore e dolore, diventa sistemica perché poi in questo taglio si crea un'infezione che potrebbe dare febbre). In caso di particolare intensità, può determinare la comparsa di manifestazioni sistemiche (che riguardano tutto l'organismo, ad esempio il fegato che produce PCR), che sono riconducibili all'azione di molecole di varia natura che vengono rilasciate in circolo da parte degli elementi cellulari coinvolti nella risposta infiammatoria. Come già anticipato, le malattie infiammatorie sono di estremo rilievo in patologia umana e possono presentarsi sotto forme acute o croniche. In termini generali, per specificare un processo infiammatorio, il suffisso -ite viene abitualmente aggiunto al termine che indica la sede del processo, che può essere sia acuto che cronico (polmonite, epatite, encefalite, nefrite, otite, pancreatite, pleurite, etc.). È coinvolta nella genesi e nella progressione di numerose neoplasie umane.

Infiammazione locale e sistemica

Da un punto divista molecolare, il passaggio da locale e sistemico è dovuto dalla presenza delle citochine. La differenza tra locale e sistemica è data dalla presenza di citochine:

  • se ce ne sono poche l'infezione è locale
  • se ce ne sono molte è sistemica
  • se ce ne sono veramente tante c'è lo shock causato dall'eccessiva produzione di citochine (tempesta di citochine), le quali amplificano la reazione infiammatoria -> si va in shock perché c'è una caduta della pressione a causa dell'aumento della permeabilità con la vasodilatazione

Il numero di citochine, indica quanto è grave l'infezione, quanto batterio e danno hai (un grande danno ha tante citochine; un danno piccolo ha poche citochine).

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