Educazione civica: capitalismo, globalizzazione, PIL e Agenda 2030

Slide di Scuola superiore sull'educazione civica, con focus su temi economici e sociali. La Pdf esplora il capitalismo, la globalizzazione, il PIL, le crisi finanziarie, l'Agenda 2030 e la teoria della decrescita, con un approfondimento sugli otto obiettivi interdipendenti di Latouche.

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34 pagine

Educazione
civica
3 Anno scolastico 2024-25
Agenda
Il capitalismo
La globalizzazione
Il PIL
Le crisi economiche finanziarie
L’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile
La teoria della decrescita

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Anteprima

Educazione Civica

Anno scolastico 2024-25

Agenda

  • Il capitalismo
  • La globalizzazione
  • Il PIL
  • Le crisi economiche finanziarie
  • L'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile
  • La teoria della decrescita

Il Capitalismo

  • : SISTEMA CAPITALISTICO O ECONOMIA DI LIBERO MERCATO (anni '800 Europa e USA); Adam Smith economista inglese; lo Stato non interviene nell'economia; gli imprenditori tendono a massimizzare il profitto; viene riconosciuta la proprietà privata
  • Caratteristiche:
  • La proprietà privata dei mezzi di produzione sono possedute dai privati
  • La libera iniziativa economica dei privati
  • Prevalenza del lavoro dipendente organizzato dai proprietari dei mezzi di produzione.

Il Capitalismo

  • I sostenitori del Capitalismo affermano che l'uomo da sempre tende, in modo spontaneo, al miglioramento della propria condizione economica, cercando di accentrare su se stesso le risorse che sono «universalmente limitate». ( lassez- faire)
  • Tale sistema è noto come economia di mercato che si contrappone all'economia pianificata.
  • Nell'economia pianificata, invece, le scelte di cosa produrre e quanto produrre avvengono attraverso metodi politici accentrati (socialismo e/o feudalesimo)
  • Il sistema economico misto: è presente l'intervento dello Stato (Walfare State o stato sociale) con la programmazione pluriennale della spesa pubblica, la proprietà dei mezzi di produzione è sia pubblica che privata. Lo stato svolge la funzione di redistribuzione della ricchezza per ridurre le differenze sociali.

Il Capitalismo

  • Il Capitalismo ha aggravato, così, la situazione della classe povera appannaggio solo dei possidenti i mezzi di produzione
  • I detrattori della teoria del Capitalismo criticano lo stesso non tanto perché produce ricchezza, ma perché quest'ultima viene distribuita in maniera non equa tra pochi individui.

La globalizzazione

  • Se il Capitalismo ha considerato le risorse naturali ed umane come merci di scambio, la Globalizzazione ha unito tutto il mondo mutandolo in un grande mercato globale.
  • Spesso ci imbattiamo, infatti, in affermazioni del tipo: "siamo di fronte ad una società globalizzata", oppure “ il mondo è ormai divenuto un villaggio globale".
  • Con la globalizzazione il mercato è divenuto unico e totale: le innovazioni tecniche attraversano il globo e lo uniformano, anche i singoli individui sono accomunati dai medesimi desideri

La globalizzazione

  • Possiamo definire la globalizzazione come il processo in base al quale , le imprese , i mercati, le istituzioni e i gruppi sociali tendono a operare in una dimensione planetaria, superando i confini dei singoli Stati.
  • E' durante la rivoluzione tecnologica, fondata sull'elettronica, informatica ed internet, che si è evidenziato il fenomeno della globalizzazione dell'economia

La globalizzazione

  • Per i sostenitori la globalizzazione presenta aspetti senza dubbio positivi e rappresenta, di fatto, un'autentica rivoluzione, capace di favorire il progresso dell'intera umanità
  • A giudizio di altri economisti, invece, questo fenomeno ha conseguenze assai negative sulla qualità della vita di una parte considerevole della popolazione mondiale: le forme di flessibilità nel mercato del lavoro, la delocalizzazione delle attività produttive , la totale libertà di movimento dei capitali di grandi imprese, si offrono beni standardizzati in tutto il mondo per soddisfare lo stesso bisogno, e molti altri aspetti conducono, secondo essi , a maggiori diseguaglianze sociali.

Il PIL

  • Ampiamente utilizzato dalla metà del XX secolo, il PIL (prodotto interno lordo) è diventato l'indicatore statistico più potente del mondo dello sviluppo e del progresso nazionale. Praticamente tutti i governi aderiscono all'idea che la crescita del PIL sia un obiettivo economico primario, e mentre le critiche a questa misura sono aumentate, né i suoi sostenitori né i suoi detrattori ne negano l'importanza centrale nella nostra cultura politica.
  • Il Prodotto Interno Lordo è il principale indicatore di salute di un sistema economico, dato che rappresenta la capacità del sistema stesso di produrre e vendere beni.

Il PIL

  • Che cosa è il PIL? È la somma del valore dei beni e dei servizi finali prodotti da un Paese in un anno. Esso misura il grado di sviluppo dell'economia di una nazione.
  • Da cosa è formato il PIL di un Paese?
  • il valore dei beni e dei servizi «finali» prodotti dalle imprese e destinati al consumo dei privati
  • Il valore dei beni durevoli prodotti e venduti alle imprese come beni strumentali (macchinari, impianti, attrezzature)
  • La spesa pubblica (Spese Correnti e Spese d'Investimento)
  • Il valore delle esportazioni (n.b. non fanno parte del PIL le importazioni)

HONG KONG $0.34T 0.43% SINGAPORE $0.32T 0.41% THAILAND $0.45T 0.57% MALAYSIA $0.31T 0.4% SOUTH KOREA $1.53T 1.93% PHILIPPINES $0.31T 0.39% PAKISTAN $0.3T 0.38% BANGLADESH $0.25T 0.31% CHINA $12.24T 15.4% RUSSIA ISRAEL 0.44% $0.35T JAPAN $4.87T 6.13% $1.58T 1.99% UAE 0.48% $0.38T 0.55% IRAN SO.44T INDIA $2.6T 3.27% SAUDI ARABIA $0.68T 0.86% GERMANY $3.68T 4.63% MEXICO $1.15T 1.45% UNITED KINGDOM $2.62T 3.3% ITALY $1.93T 2.44% BRAZIL $2.06T 2.59% FRANCE $2.58T 3.25% $0.85T TURKEY 1.07% $1.65T CANADA 2.08% 1.04% NETHER LANDS $0.83T $0.52T POLAND 0.66% NIGERIA $0.37T 0.47% ARGENTINA $0.64T 0.8% COLOMBIA $0.31T 0.39% SWITZER- LAND $0.68T 0.85% 0.42% $0,33T SOUTH AFRICA $0.35T 0.44% BELGIUM $0.49T 0.62% IRL FINLAND $0.25T 0.32% $0.4T NORWAY 0.5% AUSTRALIA EGYPT $0.24T 0.3% $1.32T 1.67% AUSTRIA $0.42T 0.52% World's Region AFRICA AUSTRALIA OTHER COUNTRIES LATIN AMERICA AND CARIBBEAN MIDDLE EAST EUROPE ASIA NORTH AMERICA UNITED STATES $19.39T 24.4% INDONESIA $1.02T 1.28% SPAIN $1.31T 1.65% 0.68% SWEDEN $0.54T CHILE $0.28T 0.35% OTHER COUNTRIES 7.45%

Il PIL

  • USA e CINA hanno un PIL insieme quasi il 40% del valore della ricchezza mondiale (24,4% + 15,4%)
  • Il primo paese Europeo nella Top 20 è la Germania al 4º posto, poi la Francia al 7º posto.
  • L' Italia all' 8º posto ha un PIL annuo di 1,93 miliardi di $

Le crisi economiche finanziarie

  • Le economie globali si caratterizzano per periodi di crescita veloce alternati da periodi di crescita rallentata
  • Questa alternanza di fasi prende il nome di ciclo economico
  • Spesso si sente parlare di economie che attraversano fasi di boom o, al contrario, di recessioni (contrazione economica significativa e duratura).

Le crisi economiche finanziarie

  • Le economie capitaliste più avanzate si sono viste finora costrette a fare i conti con cinque periodi di recessione nell'ultimo secolo:
  • la Grande Depressione del 1929,
  • la fine della "Golden Age" negli anni '70, culminata nello shock petrolifero del 1973,
  • 2001: la Crisi determinata dal crollo delle «torri gemelle» e dal fallimento dell'Argentina
  • la Crisi Finanziaria del 2008, dettata da una bolla finanziaria creatasi nel mercato immobiliare statunitense e che si è estesa, poi, in tutta Europa.
  • l'emergenza sanitaria Covid-19, che ha condannato tutti i paesi del mondo alla recessione.

L'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

  • L'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d'azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell'ONU.
  • Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile - Sustainable Development Goals, SDGs - in un grande programma d'azione per un totale di 169 'target' o traguardi.
  • L'avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l'inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell'arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030.

L'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

«Noi decidiamo che, entro il 2030, metteremo fine alla povertà e alla fame, ovunque; combatteremo le disuguaglianze all'interno e tra le nazioni; costruirem società pacifiche e inclusive; proteggeremo i diritti umani, la parità di genere e l'empowerment delle donne e delle bambine; assicureremo la protezione del pianeta e delle sue risorse naturali.

Noi decidiamo di creare le condizioni per una crescita economica sostenibile, inclusiva e sostenuta e lavoro decente per tutti, tenendo conto dei diversi livelli d sviluppo e delle diverse capacità dei vari paesi»

L'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

  1. SCONFIGGERE LA POVERTÀ
  2. SCONFIGGERE LA FAME
  3. SALUTE E BENESSERE
  4. ISTRUZIONE DI QUALITÀ
  5. PARITÀ DI GENERE
  6. ACQUA PULITA E SERVIZI IGIENICO-SANITARI
  7. ENERGIA PULITA E ACCESSIBILE
  8. BUONA OCCUPAZIONE E CRESCITA ECONOMICA
  9. INNOVAZIONE E INFRASTRUTTURE
  10. RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE
  11. CITTÀ E COMUNITÀ SOSTENIBILI
  12. CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI
  13. LOTTA CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO
  14. FLORA E FAUNA ACQUATICA
  15. FLORA E FAUNA TERRESTRE
  16. PACE, GIUSTIZIA E ISTITUZIONI SOLIDE
  17. PARTNERSHIP PER GLI OBIETTIVI

BIETTIVI PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

Una visione integrata dello sviluppo, basata su cinque pilastri:

  • Persone
  • Pianeta
  • Prosperita
  • Pace

L'Agenda Globale delle Nazioni Unite e i Sustainable Development Goals (SDGs):

  • 17 obiettivi
  • 169 target

La teoria della decrescita

Serge Latouche (12 gennaio 1940, Vannes) è un economista e filosofo francese; è professore emerito in Scienze economiche all'Università di Paris-Sud (Orsay) e all'Institut d'études du devoloppement économique et social (IEDES) di Parigi

Il pensiero: la critica alla società della crescita e la proposta della "decrescita serena"

La teoria della decrescita

  • Serge Latouche critica l'economia occidentale destinata a «crescere per continuare a crescere», a progredire economicamente e tecnicamente affinché aumenti la ricchezza di ogni Stato
  • Un sistema di questo tipo è del tutto insostenibile sotto il profilo ecologico e sociale perché destinato a scontrarsi con una limitatezza di risorse.

La teoria della decrescita

  • Il sistema economico occidentale presenta un'altra fondamentale contraddizione: pur offrendo all'uomo ogni agio e comfort, lo condanna ad uno stile di vita frenetico, di perenne insoddisfazione e tale da produrre una società malata di ricchezza, impregnata di disuguaglianze ed ingiustizie.
  • L'ALTERNATIVA: Latouche presenta una prospettiva economica alternativa che, proprio per l'inversione di tendenza che propone, è nominata "decrescita".

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