Documento di lezioni sulla storia dell'educazione A-L. Il Pdf, di livello universitario e materia Filosofia, esplora l'Illuminismo e le teorie pedagogiche di Rousseau, Dilthey, Comte, Spencer, Tolstoj e Nietzsche, analizzando le loro visioni su educazione, società e natura umana.
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Al centro vi è la ragione umana, la conoscenza razionale e critica. Movimento del 1700 che nasce in Inghilterra ma si sviluppa di più in Francia, e che influenza anche l'educazione.
In Francia religioni come ebraismo e cristianesimo vengono viste in modo ostile, in quanto non sono dominate da una ragione critica, e quindi sono dannose e vanno combattute. Una società che non segue queste religioni secondo i francesi sarebbe stata più illuminata e quindi felice.
All'epoca non c'erano scuole statali, erano dominate dalla Chiesa, perciò gli illuministi li criticavano in quanto portatrici di una conoscenza non fondata.
Tra gli illuministi vi sono sia l'ateismo che il teismo (Dio esiste, ma religioni quali ebraismo, cristianesimo e islamismo sono falsità. La religione deve essere vista come qualcosa di naturale, "Dio che ha creato il cosmo", non come fonte di una verità/rivelazione scientifica con testi sacri, comandamenti).
Per Voltaire il cristianesimo (in particolare i gesuiti) è da schiacciare, perché impone regole dannose per l'umanità. Voltaire era membro della loggia di Parigi (massoneria: società segreta, ideale della tolleranza: potevano partecipare senza distinzione dalla loro appartenenza religiosa, purché riconoscessero una tolleranza nei confronti delle altre religioni. Nel 1700 i cattolici impediscono ai fedeli di essere membri della massoneria, così la massoneria reagisce avendo posizioni contro il clero (anti clericità), considerato rancoroso e intollerante. (Massoneria: intolleranza verso gli intolleranti).
In Germania vi erano gruppi massonici organizzati in Baviera in cui prevalevano ateismo e razionalismo (posizioni radicali), ma vi erano anche posizioni moderate, che non vedevano la religione in modo negativo, ma volevano una religione illuminata, purificata. Non volevano quindi schiacciare la religione, ma trasformarla.
Kant (filosofo illuminista tedesco) scrive il libro: "Che cos'è l'illuminismo" -> con l'illuminismo l'umanità diventa autonoma, passa alla maggiore età. Tre opere: Kant fa un'analisi critica della stessa regione umana, cercando di capire possibilità e limiti della ragione umana. Secondo Kant non possiamo dimostrare razionalmente né l'esistenza né l'inesistenza di Dio, la ragione umana è al di fuori di questo (ragion pura). Secondo lui però, affinché l'uomo si comporti bene, dobbiamo dare come presupposto l'esistenza di Dio. Secondo lui se ci sarà mai una metafisica (una riflessione su Dio) che vuole presentarsi come scienza, sarà sbagliata, perché appunto la ragione umana ha dei limiti, ma l'uomo ha bisogno di credere sul piano etico che qualcuno giudichi le sue azioni (ragion pratica). Kant non era ateo, faceva parte di quelli che volevano una religione illuminata.
In Italia (erano liberisti e anti-protezionisti) i centri illuministici erano a:
Quindi più che soffermarsi su questioni filosofiche vogliono utilizzare l'illuminismo nella pratica, per trasformare la società, propongono riforme ai principi (sono riformatori) -> abolizione dazi, torture, pena di morte. Lo scopo è sempre la pubblica felicità.
Tre posizioni/schemi: (La 1 e la 3 sono posizioni, sul piano pedagogico, opposte, estreme. Mentre la 2 è intermedia).
1. J. J. Rousseau (1712-1778): .
Attua una sorta di "rivoluzione copernicana": al centro della conoscenza c'è il soggetto (puerocentrimo), non l'oggetto (anche nel senso del grande oggetto: Dio) o il maestro. Le sue riflessioni sono contenute nell'opera "Emilio": immagina di educare un alunno.
Scrive anche "Il contratto sociale" (ambito politico). Queste due opere vanno intese insieme. Nella prima frase del "contratto sociale" Rousseau dice: "l'uomo nasce libero ma dovunque è incatenenato" -> l'uomo, libero per natura è reso schiavo dalla società. Rousseau vuole quindi liberare l'uomo sul piano politico ed educativo.
Emilio: sin dall'inizio si nota la radicalità della posizione di Rousseau. R. è all'interno del contesto illuministico (è considerato un pre-romantico) ma lo critica, perché critica l'educazione tradizionale ma non propone alternative. Afferma che l'educazione tradizionale è incentrata sul maestro e su cosa è giusto insegnare, ma non si sofferma sulleesigenze, caratteristiche e modalità di apprendimento del bambino. Si pensa a cosa serverà al bambino, futuro uomo, sapere, e non a cosa serve ora al bambino. Per R. bisogna cambiare tutto sul piano educativo, tutto è sbagliato.
"Tutte le cose sono create dalle mani di Dio, e tutte degenerano nelle mani dell'uomo" (tutto ciò che è naturale è buono, il male può essere nella società umana, ciò che è artificiale. L'educazione tradizionale è un ammaestramento. Non si accetta ciò che il bambino è in sua natura, lo si cambia -> paragone alla potatura delle piante per dargli una forma). L'educazione viene impartita da: natura (consente lo sviluppo spontaneo intellettuale e fisico), uomini (insegna a utilizzare facoltà e organi sviluppati dalla natura), cose (acquisto di una nostra personale esperienza dagli oggetti da cui riceviamo impressione. Es. toccare un oggetto e conoscerlo). Questi sono 3 maestri, che non devono contraddirsi, ma puntare agli stessi fini -> armonia del bambino. Tuttavia sono l'educazione degli uomini dipende da noi, sulle altre non possiamo intervenire, quindi dobbiamo armonizzarla e adattarla alle altre, e quindi impegnarci per far si che non venga fatto nulla di artificiale, impedire un'influenza negativa (molto vegliare perché nulla sia fatto). L'uomo educato in una prospettiva vicina alla natura saprà far fronte a qualsiasi situazione della vita (un uomo educato a fare il soldato non saprà fare altro).
L'educazione tradizionale educa i bambini come servi, perché si educa alla costrizione (l'uomo nasce libero ma vive da schiavo). Fa riferimento ai neonati che venivano fasciati, con danni al fisico e psicologico. Dice (non è vero) che questa usanza deriva da un altro errore contro la natura: le balie che oltre al loro bambino, allattavano anche quelli delle altre (nobili, borghesi) a pagamento. Dato che non erano figli loro non le interessava accudirli, così è nata la fasciatura. Egli fa riferimento anche all'avvento dei primi metodi contraccettivi, che hanno portato a un calo delle nascite. Tutto ciò ha portato a una deviazione della natura. I figli si allontanano dalla madre, quindi si cerca un clima diverso fuori, tuttavia poi arrivano i vizi, corruzioni. Ma se noi capiamo che da questi errori derivano mali, vizi etc, correggendo il primo errore arriveranno i benefici -> egli non è un pessimista scettico, da soluzioni -> avvicinarsi alla natura. R. vuole liberare l'umanità attraverso educazione naturale e politica (il contratto sociale). Al bambino vengono inculcati sin dalla nascita comando e obbedienza: da qui nascono le passioni che rendono l'uomo cattivo. Il bambino educato in modo artificiale a 7 anni viene affidato a un precettore (maestro pagato), e aumenta la sua artificiosità. Quando il bambino diventa uomo ed entra nella società, ed è cattivo ci si lamenta, ma non è colpa della natura. Il bambino va protetto sin dall'inizio: la vera nutrice è la madre e il vero precettore il padre (in armonia). Anche se il padre non avrà la cultura del maestro, dato che il figlio sarà suo ci metterà più impegno. Tuttavia ci sono i doveri, gli impegni, quindi si affida ad altri l'educazione dei figli. I bambini vengono mandati in collegi o conventi, così che non conosceranno l'affetto.
Un padre quando genera un figlio, ha fatto solo una parte del suo compito: deve uomini al genere umano uomini socievoli alla società e cittadini allo Stato. Ogni uomo che non fa ciò è colpevole, ancora di più se lo fa a metà. I padri che scaricano le proprie responsabilità sul precettore (servo, in quanto pagato) non fanno che creare un altro servo, con la sua mentalità servile (il figlio).
1 CAPITOLO: R. comincia quindi a parlare di Emilio, alunno immaginario che si prende a carico per allontanarlo dalla società. R. critica: medici (le terapie erano molto primitive; anche scienziati che insegnavano nelle facoltà di medicina. Le uniche vere cose importanti sono il lavoro che porta l'appetito, e la temperanza, per non esagerare con niente. Secondo lui quindi l'unica cosa importante è l'igiene), filosofi (illuministici, filosofi morali concentrati su bene-male, metafisica), preti (educazione religiosa, collegi, parrocchie) -> influenzato negativamente il bambino allontanandolo dalla natura. Immagina quindi questo bambino che non viene influenzato da ciò.
Il bambino quando nasce è già alunno della natura, e il pedagogo deve studiare la natura e impedire le influenze che ostacolano le dinamiche naturali. Ciascuno progredisce autonomamente e spontaneamente (attitudini, inclinazioni) -> quindi il maestro deve osservare il bambino per capire l'indole naturale del bambino. Molte cose che impariamo vengono date per scontate (camminare, parlare ... ). Ma queste conoscenze della vita comune sono grande parte della nostra conoscenza, solo che essendo scontate le curiamo poco -> bisogna dare più importanza ai primi mesi di vita. In questo periodo il bambino può contrarre abitudini, che sono bisogni in più di quelli naturali (sbagliati) -> il bambino deve mangiare, ma non ha il bisogno di mangiare sempre allo stesso orario (abitudine non naturale). L'unica abitudine che il bambino deve prendere è quella di non avere abitudini. Così il bambino, quando avrà coscienza e una volontà, potrà essere libero di seguirla, perché libero da esigenze non naturali/abitudini/dipendenze. Il bambino teme ciò che non conosce, e ciò si può evitare facendogli vedere sempre cose diverse, nuove, gradualmente e da lontano, così che non si spaventi.
Il bambino è irrequieto, vuole toccare tutto: non bisogna impedirlo, perché così conosce il mondo, in modo diretto e attivo.
Quando il neonato ha un'esigenza che non può soddisfare da solo, piange rivolgendosi alla figura di riferimento che può soddisfare quei bisogni naturali -> questa è la prima forma di comunicazione del bambino. Un errore educativo commesso in questo momento può avere conseguenze gravi. Dobbiamo capire, dall'osservazione, per cosa sta piangendo, di cosa ha bisogno, e soddisfarlo (se è un bisogno naturale). Non bisogna tuttavia avere un atteggiamento iperprotettivo che toglie gli aspetti naturali. Bisogna capire anche se i lamenti sono frutto di un bisogno naturale o sono capricci. Tuttavia non bisogna neanche far si che il bambino comandi. Se il bambino ha fame, sul tavolo c'è un biscotto, avviciniamo il bambino così che riesca a prendere da solo il biscotto -> soddisfa da solo il bisogno naturale. Pianto -> Osservazione -> è un bisogno naturale? - > Faccio in modo che lo soddisfi da solo. Così si crea un bambino forte, e quindi buono, perché la debolezza è della cattiveria.
Il bambino è attivo, quindi corre dei rischi. Tuttavia la natura gli ha dato la debolezza per far si non produca grandi danni. Ma se noi sopperiamo alla sua debolezza facendoci comandare lo rendiamo ancora più debole e cattivo. L'errore è nostro, non della natura. Quando il bambino crescerà così continuerà ad essere così.