Documento di Università su fusioni e acquisizioni aziendali, prezzi e differenziazione del prodotto. Il Pdf, utile per lo studio dell'Economia a livello universitario, esplora le tipologie di fusioni e acquisizioni, i meccanismi di prezzo e la differenziazione del prodotto, come descritto nell'abstract e nell'outline.
Mostra di più35 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
Sulla base del tipo di produzione realizzata dalle imprese, distinguiamo
Possono avere effetti differenziati sui mercati nelle quali le (nuove) imprese operano (in termini di efficienza e di concorrenzialità).
Detta anche integrazione orizzontale, avviene tra imprese che operano nello stesso stadio del processo produttivo, nello stesso settore (concorrenti).
La fusione orizzontale può portare ad un miglioramento dell'efficienza delle imprese coinvolte che potrebbe tradursi in un abbassamento del prezzo dopo la fusione. Questo può avvenire per i seguenti motivi:
Razionalizzazione impianti produttivi: ammodernamento o eliminazione delle parti più obsolete. Condivisione di competenze complementari- la parte con competenze in alcune fasi della produzione le può trasferire all'altra (e.s. sfruttamento reciproco brevetti) Condivisione attività di R&D- economie derivanti dalla realizzazione congiunta delle attività, ripartendo il costo per volumi di produzione congiunti Sfruttamento nuove economie di scala generate da aumento dimensionale, ivi incluse economie di acquisto (derivato anche dall'aumentato potere contrattuale sul mercato)
La fusione potrebbe però anche determinare un aumento del potere di mercato delle imprese coinvolte (=capacità di modificare il prezzo).
Questo è più probabile se:
In tutti questi casi si possono presentare situazioni potenzialmente pericolose per i concorrenti e per i consumatori che potrebbe per questo essere proibita dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
Sono possibili anche effetti NEGATIVIsui costi di produzione generati da fattori di natura tecnica o economica)
Aumento dei costi di coordinamento e monitoraggio (diseconomie di scala). «Pigrizia manageriale»: in mancanza di una sufficiente pressione competitiva proveniente dal mercato, possono venire meno gli stimoli a operare in maniera efficiente - meno probabile se l'impresa è contendibile
N.B. GLI EFFETTI SIA SU EFFICIENZA PRODUTTIVA CHE SU COMPETIZIONE DEI MERCATI DERIVANTI DALLA FUSIONE ORIZZONTALE VANNO VALUTATI CASO PER CASO Anche per l'impresa: se gli svantaggi sono superiori ai vantaggi potenziali, valutare come alternativa strategia di crescita interna
Il processo produttivo si può considerare come una sequenza di attività (catena del valore) che vanno dalla creazione alla commercializzazione del prodotto.
La fusione verticale, anche detta integrazione verticale, avviene tra imprese che operano in fasi diverse dello stesso processo produttivo (cliente-fornitore).
E' a monte quando la società acquisita è una fornitrice dell'acquirente, è a valle quando ne è cliente. È bilanciata quando l'impresa fornitrice integrata è in grado di soddisfare pienamente le esigenze della propria «sorella» a valle, è sbilanciata quando questo non avviene e l'impresa a valle deve integrare le forniture ricorrendo a imprese esterne.
L'integrazione verticale può generare vantaggi da:
Attenzione !! Anche qui possono presentarsi effetti potenzialmente negativi (coordinamento e qualità)
Avviene tra imprese che producono beni e servizi sostanzialmente differenti: si verifica una diversificazione e l'impresa che ne risulta è un'impresa multiprodotto (conglomerata o diversificata).
Diversificazione ORIZZONTALE- prodotti che insistono sullo stesso mercato (e.g. lenze e ami), ovvero sono collegati nella domanda Diversificazione CORRELATA O CONCENTRICA- i prodotti utilizzano la stessa tecnologia (e.g. lenze e corde per chitarre), ovvero sono collegati nell'offerta Diversificazione CONGLOMERALE PURA- i prodotti non sono collegati (e.g. ami e corde per chitarre)
N.B. La diversificazione può avvenire sia tramite crescita interna che tramite fusioni e acquisizione La crescita interna in mercati già in saturazione/saturi può essere più rischiosa
Riduzione della concorrenza, ad esempio tramite sussidi incrociati che possono permettere all'impresa diversificata di praticare prezzi predatori fino a spingere i rivali fuori dal mercato. Sfruttamento di economie di scopo (es. costi di R&S nel caso di diversificazione correlata o costi di promozione/vendita nel caso di diversificazione orizzontale). Riduzione del rischio. Abbassamento dei costi di transazione.Miglioramento nella posizione dei manager.
Abbiamo visto che in alcuni casi il ricorso al mercato (BUY) porta a costi di transazione, per evitare i quali è possibile ricorrere all'integrazione verticale (MAKE).
Quest'ultima, a sua volta, può determinare però un aumento dei costi di coordinamento interni, e quindi l'insorgere di diseconomie di scala.
Un modo per ridurre i costi di transazione senza dover ricorrere all'aumento dimensionale può essere quello di fare ricorso a diverse forme di alleanze strategiche, in cui le imprese collaborano senza modificare i propri assetti proprietari.
Le alleanze strategiche si definiscono accordi di cooperazione tra imprese autonome che hanno come obiettivo sfruttare sinergie specifiche. Dal momento che non prevedono acquisti di azioni incrociati, è possibile modificare o interrompere l'accordo nel tempo. Inoltre, il costo di un accordo è in genere molto inferiore a quello di una fusione.
L'alleanza strategica è un contratto incompleto , ossia che stabilisce le modalità di coordinamento di parte delle attività comuni, ma non sempre vengono specificati nel dettaglio tutti i doveri, le responsabilità e i possibili comportamenti ammissibili.
Tramite l'accordo di cooperazione le imprese hanno la possibilità di evitare la concorrenza di prezzo e di alleggerire anche la pressione alla concorrenza non di prezzo.
Se da un lato essa permette di condividere costi e rischi, dall'altro lascia spazio a possibili comportamenti opportunistici (es. alleanza per sviluppo di nuovo prodotto).
L'alleanza strategica, perciò, è sostenibile nel tempo se le imprese coinvolte riconoscono che i vantaggi reciproci di lungo periodo che derivano dall'accordo superano i costi che potrebbero derivare da possibili comportamenti opportunistici della controparte.
Molto comuni sono le alleanze in ambito di progetti comuni di R&S (che approfondiremo nella seconda parte del corso).
Tramite il consorzio le imprese partecipanti istituiscono una strutturata organizzazione comune per la gestione congiunta di specifiche funzioni aziendali, dotata di propria assemblea e organo direttivo.
I consorzi possono essere:
Anche il consorzio può assumere una propria personalità giuridica (società consortile).
Con il contratto di franchising il franchisor cede al franchisee il diritto di utilizzare un processo produttivo, vendere un prodotto o utilizzare un marchio conosciuto in cambio del pagamento di un corrispettivo, che solitamente prende la forma di canone periodico (royalty ).Nel contratto si specificano i prezzi, i servizi offerti, la localizzazione, le modalità di marketing a cui il franchisee dovrà attenersi nello svolgimento della propria attività.
Nel franchising aziendale viene venduto il diritto ad utilizzare l'intero format aziendale (marketing, formazione del personale, manuali, controllo qualità, layout degli spazi di vendita, ecc.), con forte interazione tra le controparti.
Nel franchising di prodotto o di marchio il franchisee vende il prodotto o usa il marchio del franchisor, ma è più indipendente nello stabilire la strategia aziendale (es. servizi accessori).
La teoria neoclassica identifica nell'uguaglianza tra ricavo marginale e costo marginale la regola per fissare un prezzo che massimizzi il profitto.
Tuttavia questo implica la conoscenza di informazioni sulla funzione di domanda (per il ricavo marginale) a volte di difficile reperimento.
Uno dei metodi alternativi utilizzabili è il cost plus pricing: il prezzo si determina aggiungendo al costo medio di produzione un markup (minori informazioni necessarie e maggiore stabilità).
Finora abbiamo ragionato con prezzo unico. In questo modo, per vendere di più l'unica opzione è diminuire il prezzo a tutti.
L'impresa può però decidere di fissare PER LO STESSO BENE prezzi diversi a seconda delle tipologie di cliente o delle quantità acquistate, ossia di effettuare discriminazioni di prezzo.
Per distinguere la discriminazione di prezzo da differenze di prezzo dovute a differenze nei prodotti occorre considerare il PREZZO NETTO: prezzo pagato dall'acquirente al netto dei costi sostenuti per differenziare il prodotto.