Documento dall'Università degli Studi di Macerata su "Italiani Scritti" di Luca Serianni. Il Pdf analizza le differenze tra linguaggio parlato e scritto, i tecnicismi del linguaggio medico e giuridico, e il linguaggio burocratico, utile per studenti universitari di Lingue.
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Riassunto "Italiani scritti", Luca Serianni Linguistica Università degli Studi di Macerata (UNIMC) 15 pag. Document shared on https://www.docsity.com/it/riassunto-italiani-scritti-luca-serianni-2/8367815/ Downloaded by: Ponciarello (alfonso.orlando.now@alice.it)
Accanto al linguaggio parlato sussistono codici secondari: v Il linguaggio mimico = affidato all'atteggiamento del volto e all'espressione dello sguardo. In genere serve come sussidio al linguaggio verbale, per rafforzarne i contenuti o per segnalarne la corretta chiave di lettura; v Il linguaggio gestuale = costituito dall'insieme dei gesti che compiamo soprattutto con testa e mani; v Il linguaggio prossemico = legato alla distanza fisica che stabiliamo rispetto al nostro interlocutore. Questi 3 linguaggi sono ausiliari rispetto al parlato. Tranne che per i sordomuti, sono poche le occasioni in cui un'espressione o un gesto possono davvero sostituire il linguaggio verbale. Non è così per la scrittura.
Il parlato esaurisce la sua funzione nell'immediatezza della comunicazione e ha il potere di agire sulla realtà; è il veicolo della quotidianità individuale, che coinvolge poche persone e che non aspira quasi mai a lasciare traccia di se nel tempo. Lo scritto rivolge invece, in modo più o meno dichiarato, anche a destinatari lontani temporaneamente o psicologicamente. Con lo scritto possiamo rivolgerci a un pubblico indifferenziato, anche a destinatari imprevisti, che potrebbero avere interesse in futuro o in determinate situazioni a prendere conoscenza di quel che noi abbiamo scritto. In generale in parlato è molto più libero dello scritto. Ha un minore controllo (non ci si preoccupa di scegliere le parole più appropriate, né di evitare ridondanze e ripetizioni); un minore obbligo di esplicitare le circostanze della comunicazione (con frequente ricorso al contesto). Ma la differenza più importante è la maggiore esplicitezza rispetto allo scritto. Il parlato può permettersi di essere implicito, facendo riferimento al contesto in cui la comunicazione si svolge, e in particolare a 2 meccanismi fondamentali: - Presupposizione: dare per noto un elemento non esplicitato nel discorso perché ricavabile dalle circostanze dell'interlocutore o dal modo in cui il discorso viene presentato; - Deissi: riferimento al contesto, in relazione al tempo (per esempio con gli avverbi ieri e oggi), allo spazio (qui, lì, questo, quello), o alle persone implicate (io, tu)
Rispetto allo scritto, il parlato presenta 3 tratti: 1) Possibilità di retroazione (feed-back): il parlato dialogico dà modo a chi parla di aggiustare il tiro del discorso in base alle reazioni dell'interlocutore; 2) Obbligo di svolgimento lineare: a differenza di un testo scritto, col parlato non possiamo tornare indietro: il parlante può interrompersi, riprendere il già detto con nuove spiegazioni o Document shared on https://www.docsity.com/it/riassunto-italiani-scritti-luca-serianni-2/8367815/ Downloaded by: Ponciarello (alfonso.orlando.now@alice.it)contraddicendosi, ma è costretto ad accumulare ogni sequenza verbale in modo progressivo. Il parlato è rigido, mentre lo scritto è duttile, sensibile alle sollecitazioni e alle esigenze di chi lo legge. 3) Limitazione alla sfera uditiva
= dal latino TEXTUS, tessere. Può essere scritto o orale. La condizione per cui si può parlare di testo è che si abbia una produzione linguistica fatta con l'intenzione e con l'effetto di comunicare e nella quale si possano individuare un emittente e un destinatario. Secondo Francesco Sabatini i testi possono essere distinti a seconda che siano più o meno rigidi in base al vincolo interpretativo posto al destinatario. Testi molto rigidi sono ad esempio quelli scientifici e giuridici, meno rigidi è il linguaggio poetico, in cui non conta solo il significato, ma anche i suoni e la collocazione delle parole. I linguisti distinguono 7 requisiti che devono essere assolti perché si possa parlare di testo. I due fondamentali sono: COESIONE = rispetto dei rapporti grammaticali e della connessione sintattica tra le varie parti. I rapporti grammaticali possono essere violati in vario modo, per esempio: a) Non rispettando la concordanza di numero tra soggetto e predicato "i bambini non si vuol lavare" b) Non rispettando la concordanza di genere tra sostantivo e articolo, aggettivo o participio "un bel abside romanico" c) Non rispettando l'abituale ordine delle parole: una frase come "toccherà al nuovo amministratore delegato completare le cessioni", ammette l'anticipazione del soggetto logico al predicato "al nuovo amministratore delegato toccherà ... ", ma non l'anticipazione del complemento oggetto "le cessioni completare ... " I coesivi: . il primo strumento che viene in mente è costituito dai pronomi (dal latino PRONOMEN, che sta al posto di un nome), in particolare dai pronomi personali e dimostrativi. Es "Nella mitologia romana Giano era ritenuto il dio generatore delle fonti e dei fiumi. Si credeva che egli potesse far scaturire improvvisamente sorgenti dalla terra". L'uso dei pronomi in funzione dei coesivi si ha nello scritto e nel parlato, ma una strategia relativamente complessa è tipica della lingua più sorvegliata. Parlando avremmo probabilmente ripetuto ogni volta "Giano", per l'esigenza di esplicitezza e ridondanza informativa propria del discorso orale. · Sostituzione lessicale mediante sinonimi, iperonimi, nomi generali. Sono coesivi costituiti non da un fonema grammaticale, come i pronomi, ma da un vocabolo che condivide più o meno precisamente il significato di un altro (sinonimo: vecchio/anziano), lo include mantenendo un carattere semanticamente specifico (iperonimo: gatto/felino), oppure lo include, ma ricorrendo a un termine di significato generico (nome generale: cosa, fatto, persona ... ). Tutte e 3 le procedure sono presenti nella lingua scritta, quella parlata preferisce il ricorso ai nomi generali. · Riformulazione = sostituire al già detto un'espressione che richiami nel contesto, senza possibilità di dubbio, ciò di cui s'è parlato. Il richiamo avviene facendo appello a una conoscenza largamente diffusa, ma funziona anche di fronte a conoscenze nuove. "Con la pace di Vienna Napoleone Document shared on https://www.docsity.com/it/riassunto-italiani-scritti-luca-serianni-2/8367815/ Downloaded by: Ponciarello (alfonso.orlando.now@alice.it)conseguì l'apogeo della sua potenza, ma 3 anni dopo le fortune di Bonaparte cominciarono a declinare". Bonaparte è la riformulazione di Napoleone (altre possibilità potrebbero essere: l'imperatore, il francese ... ). In questi casi il lettore collega immediatamente, senza pensarci su, la riformulazione al suo precedente: tutti conoscono il cognome di Napoleone e la sua carica di imperatore dei francesi. Un meccanismo del genere potrebbe funzionare anche in presenza di contenuti falsi. D'altra parte, il meccanismo potrebbe non funzionare quando i dati coinvolti sono corretti, ma la riformulazione non è pertinente al contesto. " ... le fortune del figlio di Letizia ... ", che la madre di Napoleone si chiamasse Letizia è indubbio, ma non ci aspettiamo davvero di vedere indicato un condottiero in riferimento alla madre, come invece sarebbe stato plausibile parlando dell'infanzia del futuro imperatore. · Ellissi = omettere un riferimento esplicito al già detto. Nell'italiano moderno è obbligatoria quando il soggetto di una frase coordinata o subordinata è lo stesso della reggente. "Paolo prese l'impermeabile e uscì", "Paolo prese l'impermeabile perché voleva uscire" (non "ed egli uscì" o "perché lui voleva uscire", né "il dottore (se questo fosse il suo lavoro) uscì/voleva uscire"). L'esplicitazione di un qualsiasi soggetto ci obbligherebbe a pensare che l'azione dia compiuta da un altro soggetto. · In altri casi la soluzione migliore è proprio la ripetizione del già detto. Non solo nel linguaggio parlato, ma anche in varie tipologie di linguaggio scritto (letterario, scientifico ... ). I connettivi: = elementi che assicurano la coesione di un testo garantendo i rapporti logici e sintattici tra le varie parti. Dei connettivi fanno parte le congiunzioni della grammatica tradizionale. In una frase come "Non è arrivata perché ha perso il treno", perché è un connettivo casuale che motiva l'affermazione contenuta nella reggente. Se sostituissimo i connettivi in modo inadeguato, otterremmo frasi non accettabili "non è arrivata quando ha perso il treno". Qualche volta i connettivi possono essere omessi, anche se l'omissione non ci consente sempre di esplicitare il rapporto sintattico tra i due frasi: "non è arrivata: ha perso il treno", cambia la struttura sintattica, ma non quella logica: entrambe le volte si parte da un fatto e se ne dà una motivazione. Se mancano i connettivi, la lingua scritta si serve di un segno di punteggiatura forte per marcare lo speciale rapporto tra le due frasi (: ; ). Il limitato uso di connettivi è tipico della scrittura giornalistica e si accompagna con uno stile rapido. COERENZA = mentre la coesione si riferisce al corretto collegamento formale tra le varie parti di un testo, la coerenza riguarda il suo significato. La coerenza è legata alla reazione del destinatario, che deve valutare un certo testo chiaro e appropriato alla circostanza in cui è stato prodotto. Se dico "oggi è bel tempo; prendi l'ombrello!" produco un testo coeso, ma non coerente > ombrello = serve per ripararsi dalla pioggia, quindi sarebbe coerente "sta per piovere, prendi l'ombrello". Le incoerenze logiche apparenti sono abituali in due tipi di comunicazione scritta che, per ragioni diverse, puntano a sconcertare le attese del destinatario: il linguaggio letterario e quello pubblicitario. Quando D'Annunzio in Maia scrive "io nacqui ogni mattina" viola consapevolmente la coerenza logica per suggerire che ogni mattina si sente come rinnovato, pronto a vivere in modo sempre diverso. Altri esempi sono offerti dal linguaggio pubblicitario. Un testo informatico o argomentativo non possono permettersi di violare questo requisito. Potrebbe accadere però che contravvengano ad altri aspetti della coerenza: · La coerenza semantica = legata all'uso della parola specificatamente richiesta in un certo contesto (ad esempio ombrellino per dire ombrello da sole), ma anche al rispetto delle solidarietà di significato che devono sussistere tra le diverse parti della frase. Es: "i genitori devono coltivare i figli" (invece "di educare", coltivare si dice della terra e dei suoi prodotti o riferendosi ad un'attività intellettuale). Document shared on https://www.docsity.com/it/riassunto-italiani-scritti-luca-serianni-2/8367815/ Downloaded by: Ponciarello (alfonso.orlando.now@alice.it)