Documento di Diritto sull'analisi del diritto civile, inclusi i diritti degli stranieri, la protezione del concepito e le normative sull'aborto. Il Pdf, utile per studenti universitari di Diritto, approfondisce anche il diritto all'integrità morale e alla riservatezza, con un focus sul trattamento dei dati personali.
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Nelle capacità giuridiche speciali assolute il soggetto non può compiere nessun atto o non può far parte di un rapporto. Nelle relative invece il soggetto non può compiere un atto specifico o far parte di un rapporto specifico se si trova in determinate circostanze.
Il cittadino comunitario (facente parte di uno dei paesi aderenti all'UE) non soltanto ha la libera circolazione e la libertà di soggiorno in uno degli Stati membri; ha pure gli stessi diritti civili del cittadino nazionale. Ha ad esempio la capacità di acquistare un immobile da destinare ad abitazione. Il cittadino dell'Unione gode anche di alcuni limitati diritti politici, come il diritto al voto nelle elezioni comunali. I cittadini extracomunitari invece sono titolari anche loro di alcune garanzie fondamentali. Godono del DIRITTO DI ASILO, previsto dalla Costituzione per qualsiasi straniero al quale sia impedito, nel proprio paese, l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana. La nostra Costituzione esclude anche l'estradizione per reati politici. Allo straniero che si trova alla frontiera o all'interno del territorio italiano sono riconosciuti i DIRITTI FONDAMENTALI DELLA PERSONA UMANA. Sul piano dei diritti civili, secondo il testo unico, agli extracomunitari legalmente soggiornanti in Italia è assicurato il godimento dei DIRITTI DI MATERIA CIVILE attribuiti al cittadino italiano. Nel caso in cui il testo unico, o le convenzioni, prevedono il diritto di reciprocità verrà accertato il suo uso.
LA CONDIZIONE DI RECIPROCITÀ, CUI SI RIFERISCE L'ART. 16 DELLE DISPOSIZIONI PRELIMINARI DEL CODICE CIVILE, È UN DIRITTO CHE PUÒ ESSERE RICONOSCIUTO A UNO STRANIERO A CONDIZIONE CHE NELLA STESSA FATTISPECIE UN CITTADINO ITALIANO, CHE SI TROVA NEL PAESE STRANIERO IN QUESTIONE, PUÒ VEDERSI ATTRIBUITO LO STESSO DIRITTO. A tutti i cittadini stranieri è garantita la parità di trattamento e piena uguaglianza di diritto rispetto ai lavoratori italiani.
Il concepito ha diritto a nascere sano. Tra la gestante e il medico ginecologo nasce un contratto con effetti protettivi a favore di terzo. Colui che nasce con qualche malformazione per colpa del medico potrà far valere il suo diritto per il mancato adempimento da parte del medico delle prestazioni accessorie. Sarà necessario accertare l'esistenza di un rapporto di causalità, il comportamento colposo anteriore la nascita e il danno al soggetto, che con la nascita, abbia acquistato la capacità giuridica. Questo non vuol dire però che il feto, il quale presenti gravi anomalie genetiche, abbia DIRITTO A NON NASCERE se non sano.Il nostro ordinamento non conosce l'ABORTO EUGENETICO né come diritto della gestante né come il diritto del nascituro. Il nascituro quindi non può far causa ai genitori per essere nato malato proprio perché la legge non riconosce questo tipo di aborto. È previsto che la donna, entro i primi novanta giorni, possa rivolgersi al proprio medico, ad un consultorio pubblico, ad una struttura socio-sanitaria, per ottenere il certificato di autorizzazione a praticare l'interruzione di gravidanza. L'interruzione di gravidanza è concessa solo in riferimento a certe circostanze: si fa riferimento a quelle circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità, comporterebbero un serio rischio per la salute psichica o fisica della donna. L'interruzione della gravidanza dopo i primi novanta giorni può essere effettuato quando:
L'ESISTENZA DI MALFORMAZIONI DEL FETO CHE NON INCIDONO SULLA VITA DELLA DONNA, NON PERMETTONO ALLA GESTANTE DI PRATICARE L'ABORTO. SI ESCLUDE QUINDI LA POSSIBILITÀ CHE IL FIGLIO NATO NON SANO POSSA CHIEDERE IL RISARCIMENTO ALLA MADRE PER NON AVER INTERROTTO VOLONTARIAMENTE LA GRAVIDANZA.
Negli ultimi mi anni si discute di danni da nascita indesiderata quando a causa del mancato rilievo da parte del medico di malformazioni sanitarie del feto, la gestante perde la possibilità di abortire. Il genitore che agisce per il risarcimento ha l'onere di provare che la madre avrebbe abortito se fosse stata informata dal medico dell'anomalia fetale. Questo onere può essere assolto quando si può provare che la donna si sia rivolta al medico per sapere lo stato di salute del feto ecc. Sul medico incombe la prova contraria, egli deve dimostrare che la donna non si sarebbe determinata all'interruzione della gravidanza qualsivoglia ragione personale. IL NATO DISABILE NON PUÒ AGIRE PER IL RISARCIMENTO DEL DANNO DA NASCITA INDESIDERATA PERCHÉ L'ORDINAMENTO NON CONOSCE IL DIRITTO A NON NASCERE SE NON SANO.
La nascita deve essere dichiarata o direttamente all'ufficiale dello stato civile del Comune in cui la nascita è avvenuta, entro 10 giorni dall'evento, o alla direzione sanitaria dell'ospedale o del luogo di cura in cui si è verificato il parto entro 3 giorni dall'evento. La dichiarazione deve essere fatta da uno dei genitori o da chi abbia assistito al parto.L'ufficiale di stato civile riceve la dichiarazione di nascita e provvede alla sua iscrizione nel REGISTRO DELLO STATO CIVILE. In ciascun ufficio dello stato civile sono conservati gli a8 riguardanti la cittadinanza, la nascita, il matrimonio e la morte. Gli atti dello stato civile fanno prova fino a QUERELA DI FALSO. Colui che è appena nato è identificato e iscritto nel REGISTRO DELLO STATO CIVILE attraverso il PRENOME(NOME IN SENSO STRETTO) e il COGNOME. Mario è il prenome, rossi il cognome. Il nome imposto al bambino deve corrispondere al sesso e può essere costituito da un solo nome o da più nomi (massimo tre). Il nome è attribuito liberamente da colui che dichiara la nascita. Per quanto riguarda il cognome invece, il figlio nato nell'ambito del matrimonio assume il cognome del padre. Il figlio invece nato al di fuori del matrimonio assume il cognome del genitore che lo ha riconosciuto per primo. Se il riconoscimento è stato effettuato nello stesso momento da entrambi i genitori, il figlio assume il cognome del padre a meno che i genitori chiedano di trasmettere al figlio anche il cognome materno. LA CORTE COSTITUZIONALE NON HA MANCATO DI RILEVARE COME L'ATTUALE SISTEMA DI ATTRIBUZIONE DEL COGNOME SI BASI SU UNA CONCEZIONE DI FAMIGLIA PATRIARCALE E CHE QUINDI NON SIA PIÙ COERENTE CON I NOSTRI TEMPI, SOPRATTUTTO CON IL PRINCIPIO COSTITUZIONALE DELL'UGUAGLIANZA TRA UOMO E DONNA. Nel caso di minore età del figlio, il giudice decide circa l'assunzione del cognome del genitore, previo ascolto del figlio minore, che abbia compiuto gli anni 12 e anche di età inferiore ove abbia la facoltà. La persona diventata maggiorenne può ottenere la modifica del prenome o nome o aggiungere un altro cognome al proprio. Chiunque voglia farlo, perché ha anche un cognome ridicolo o vergognoso o perché riveli l'origine, deve farne domanda al prefetto della provincia del luogo di residenza o in quella in cui si trovi l'atto di nascita. Nella domanda si deve indicare la modificazione che si vuole apportare al nome o al cognome oppure il nome e il cognome che si intende assumere. IN NESSUN CASO PUÒ ESSERE RICHIESTA L'ATTRIBUZIONE DI COGNOMI DI IMPORTANZA STORICA. Il sesso della persona, maschile o femminile, è quello risultante dall'atto di nascita. Colui che intenda promuovere la rettificazione di un atto dello stato civile deve proporre ricorso al tribunale nel cui circondario si trova l'ufficio dello stato civile. Ben diversa è la scelta di una persona di cambiare sesso originario. Il tribunale quando risulta necessario un adeguamento dei caratteri sessuali, da cambiare mediante intervento chirurgico, lo autorizza con una sentenza.LA RIATTRIBUZIONE CHIRURGICA DI SESSO DEVE ESSERE AUTORIZZATA: QUESTO PERCHÉ QUESTO INTERVENTO COMPORTA L'ASPORTAZIONE DEGLI ORGANI DELLA RIPRODUZIONE CHE, IN ASSENZA DI PATOLOGIE CHE LO GIUSTIFICANO, È VIETATA DALL'ORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO IN QUANTO LESIVA DELL'INTEGRITÀ DELLA PERSONA. Con la sentenza che autorizza la domanda di rettificazione di attribuzione del sesso, il tribunale ordina all'ufficiale dello stato civile del comune dove è stato compilato l'atto di nascita di effettuare la rettificazione nel relativo registro.
Il domicilio di una persona è il luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi. Due sono gli elementi che caratterizzano il domicilio: l'elemento oggettivo (la presenza del luogo) e l'elemento soggettivo (l'intenzione di fissare in quel luogo la sede dei propri affari e interessi). È ammesso ai coniugi di avere domicili diversi; questo accade perché se per esempio entrambi sono liberi professionisti avranno bisogno di avere il proprio domicilio per svolgere la propria attività separatamente. Il domicilio può essere GENERALE o SPECIALE. Il domicilio è generale quando si fissa in quel luogo la sede principale dei suoi affari e dei suoi interessi. Il domicilio è detto speciale quando si fissa in quel luogo soltanto la sede di uno o di alcuni specifici affari. L'ELEZIONE DEL DOMICILIO SPECIALE DEVE ESSERE FATTA PER ISCRITTO SENNÒ NON RISULTA MAI AVVENUTA. ES: un cliente elegge come domicilio speciale il suo avvocato divorzista. Ciò vuol dire che tutti gli atti giudiziali e ogni tipo di comunicazione legata alla causa verrà recapitata presso lo studio dell'avvocato. Il domicilio può essere anche VOLONTARIO o NECESSARIO:
È il luogo dove la persona ha la dimora abituale. È l'effettiva e abituale presenza di un soggetto in un luogo. La residenza anagrafica si costituisce con l'iscrizione nell'anagrafe del COMUNE di dimora abituale.