Slide di Università sulla psicopatologia dello sviluppo. Il Pdf esplora la psicopatologia evolutiva, il modello non deterministico e i fattori di rischio/protezione, con un focus sul DSM-5 e le sue sezioni dedicate all'infanzia e all'adolescenza, utile per lo studio universitario di Psicologia.
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TAMBELLI, «Manuale di psicopatologia dell'infanzia» Il Mulino, 2017
Capitolo I. Introduzione alla psicopatologia dell'infanzia
Prospettiva teorica e metodologica mente che, partendo dalle traiettorie evolutive normali di bambino e
adolescente, è volta ad individuare nell'ottica dell'intervento e segnalare in modo tempestivo possibili
deviazioni dallo sviluppo.
TEORIA
DELL'ATTACCAMENTO
Diagnosi
precoce
Azione
Preventiva
NEUROSCIENZE
INFANT
RESEARCH
1TAMBELLI, «Manuale di psicopatologia dell'infanzia» Il Mulino, 2017
Capitolo I. Introduzione alla psicopatologia dell'infanzia
MODELLI
DELLA DEVELOPMENTAL PSYCHOPATHOLOGY
MODELLO
TRANSAZIONALE
MODELLO DEL
TRATTO
MODELLO AMBIENTALE
3TAMBELLI, «Manuale di psicopatologia dell'infanzia» Il Mulino, 2017
Capitolo I. Introduzione alla psicopatologia dell'infanzia
MODELLI
DELLA DEVELOPMENTAL PSYCHOPATHOLOGY
Caratteristiche, proprie
del bambino, che
permettono di prevedere
lo sviluppo successivo
MODELLO DEL
TRATTO
No effetto
causale! ma
fattore di rischio
Temperamento
Attaccamento
Vulnerabilità
fisiologiche
4TAMBELLI, «Manuale di psicopatologia dell'infanzia» Il Mulino, 2017
Capitolo I. Introduzione alla psicopatologia dell'infanzia
MODELLI
DELLA DEVELOPMENTAL PSYCHOPATHOLOGY
Fattori PROSSIMALI: caratteristiche del genitore
e/o della famiglia, qualità della relazione
Caratteristiche, proprie
dell'ambiente in cui è inserito il
bambino, che permettono di
prevedere lo sviluppo di
successive
Fattori PROSSIMALI: fattori sociali
che si ripercuotono sulle capacità
genitoriali
MODELLO AMBIENTALE
Presente già
dal periodo
prenatale
5TAMBELLI, «Manuale di psicopatologia dell'infanzia» Il Mulino, 2017
Capitolo I. Introduzione alla psicopatologia dell'infanzia
MODELLI
DELLA DEVELOPMENTAL PSYCHOPATHOLOGY
MODELLO
TRANSAZIO
NALE
Caratteristiche del bambino e
ambientali CONCORRONO INSIEME
nel determinare il corso dello sviluppo
del bambino, il suo adattamento ed
anche il suo disadattamento
6TAMBELLI, «Manuale di psicopatologia dell'infanzia» Il Mulino, 2017
Capitolo I. Introduzione alla psicopatologia dell'infanzia
MODELLO TRANSAZIONALE DELLO SVILUPPO DI
SAMEROFF
Gli esiti evolutivi sono il risultato dell'azione reciproca tra il
bambino e il contesto nel tempo, in cui lo stato dell'uno
influenza il successivo stato dell'altro, in un processo
dinamico continuo.
Modello
cambiamento
personale
Lo sviluppo del bambino è
dinamicamente interconnesso su 4
modelli interpretativi, che offrono
una visione complessiva delle
componenti multiple che
favoriscono lo sviluppo umano.
Modello della
rappresenta-
zione
Sviluppo
dell'individuo
Modello
contestuale
Modello della
regolazione
7TAMBELLI, «Manuale di psicopatologia dell'infanzia» Il Mulino, 2017
Capitolo I. Introduzione alla psicopatologia dell'infanzia
Attualmente genitori e bambini con
problemi rappresentano una
NUOVA popolazione clinica. Non
sono i problemi ad essere nuovi ma
il modo in cui sono identificati e
classificati [Stern, 2004 tr.it. 2006].
Bambino
Clinico
Relazione
madre-bambino
8TAMBELLI, «Manuale di psicopatologia dell'infanzia» Il Mulino, 2017
Capitolo I. Introduzione alla psicopatologia dell'infanzia
Transazione
alla
genitorialità
Traiettoria
evolutiva
del
bambino
9LA DIAGNOSI
SVILUPPO NORMALE
SVILUPPO PATOLOGICO
Sviluppo
normale
Segni
Area
affettiva
SALUTE
MENTALE
Area
Sintomi
o
sociale
C
Area
cognitiva
Acquisizioni
specifiche
PATOLOGIA
11SINTOMI E SEGNI
Sintomo-> disturbo soggettivamente riferito dal paziente. I sintomi possono
non essere direttamente osservabili da un esaminatore.
· Es. sentirsi agitato, sentirsi inadeguato, sentirsi triste, giù di morale
Segno >alterazione direttamente osservabile che appare spontaneamente o
può essere elicitato per mezzo dell'esame fisico o mentale, o può essere
evidenziato con strumenti di laboratorio.
· Es. alimentarsi in maniera insufficiente / eccessiva, comportamenti
evitantiTRAIETTORIA DELLO SVILUPPO DEL BAMBINO
DISORDERS (disturbi
relazionali): il sintomo ha
una durata superiore a 3
mesi
è la categoria più grave
(comportamento sintomatico a
causa dell'esperienza relazionale, i
sintomi ostacolano la vita
quotidiana, le interazioni sono rigide
ed insensibili, la relazione si arresta,
inibendo lo sviluppo del bambino).
DISTURBANCES (perturbazioni
relazionali): il sintomo ha
una durata di 1-3 mesi
sono condizioni a rischio che se perdurano
possono condurre ad un disturbo; es.
persistente rifiuto ad alimentarsi che
funge da segnale.
PERTURBATION (turbe dello
sviluppo): il sintomo ha
una durata breve
rappresentano problemi occasionali e transitori, di
durata limitata che si verificano normalmente nei
momenti di transizione, in cui avvengono nuove
acquisizioni evolutive o difficoltà dell'ambiente.
13Importanza della costruzione
di una
CLASSIFICAZIONE DIAGNOSTICA
Per consentire di raggruppare
i fenomeni e organizzarli per rendere possibili
generalizzazioni in
rapporto alle osservazioniI PRINCIPALI SISTEMI DIAGNOSTICI DELLA PSICOPATOLOGIA
EVOLUTIVA:
15DSM-5
DIAGNOSTIC AND STATIS
MANUAL OF
MENTAL DISORDERS
FIFTH EDITION
DSM-5
DIAGNOSNC AND SIA
AMERICAN PSYCHIATRIC ASSO
Il Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali (DSM), nato nel 1952 ma diffusosi
successivamente a partire dalla terza edizione [DSM-III, 1980], è un progetto ampio e
ambizioso dell'American Psychological Association (APA), che si è posto l'obiettivo di
applicare alla psichiatria una metodologia di classificazione il più
possibile condivisa per esigenze epidemiologiche, statistiche e cliniche,
integrando e uniformando a livello globale le conoscenze scientifiche
settoriali, teoriche, cliniche e di ricerca, diffuse a livello internazionale.
Nel 2013 si è giunti alla quinta edizione del Manuale.
16· Ateoretico: ovvero non fa riferimento a nessuna scuola o paradigma, presenta la
sintomatologia mentale in una maniera utile ai clinici di qualunque orientamento
· Il presupposto su cui si basa è che i disturbi psichici si manifestino con un set
caratteristico di segni, sintomi e comportamenti, che abbiano un andamento
prevedibile e talvolta una familiarità
La struttura organica del DSM nelle sue diverse versioni si modula sull'obiettivo specifico di
ottenere una definizione migliore della diagnosi clinica del disturbo mentale definendone i
criteri di inclusione/esclusione basati su:
- presenza/assenza di segni clinici specifici > la diagnosi è determinata dalla presenza di un
certo numero di criteri stabilito per ciascun disturbo; Gli item non sono in ordine gerarchico,
conta la quantità dei criteri, non la qualità perché tutti si equivalgono.
- durata temporale della manifestazione patologica
- esordio
- comorbidità con i diversi quadri clinici.INSERIMENTO SEZIONE SPECIFICA DEI DISTURBI
DIAGNOSTICATI NELL'INFANZIA, FANCIULLEZZA E
ADOLESCENZA:
18DSM-5
I disturbi solitamente diagnosticati per la prima volta nell'infanzia,
fanciullezza, adolescenza divengono «Disturbi del
neurosviluppo».
disturbo
dello
sviluppo intellettivo
disturbi
del
movimento
disturbi
della
comunicazione
disturbi
dello
spettro autistico
disturbo
da deficit di
attenzione/iperattività
disturbo
specifico
dell'apprendimento
19Un esempio ..
Tabella 7.1 Sintesi dei criteri del DSM-5 per le diagnosi comuni
Diagnosi
Criteri/tempo
Sintomi
Disturbi del neurosviluppo
Disturbo da deficit di
attenzione/iperattività
≥ 6 per ≥ 6 mesi O
Disattenzione: commette errori di distrazione; difficoltà a mantenere l'attenzione;
non sembra ascoltare; spesso non segue le istruzioni; ha difficoltà a organizzarsi
nei compiti; prova avversione per ciò che comporta uno sforzo mentale; perde
gli oggetti necessari per i compiti; distraibile; sbadato
≥ 6 per ≥ 6 mesi
Iperattività/impulsività: si muove in continuazione; lascia il proprio posto;
scorrazza e salta; incapace di stare tranquillo; parla troppo; spara le risposte;
ha difficoltà nell'aspettare il proprio turno; interrompe o si intromette senza
pensare
Disabilità intellettiva
Entrambi hanno
inizio nella prima
infanzia
Deficit nelle funzioni intellettive confermato da test di intelligenza standardizzati;
deficit nel funzionamento adattivo
Disturbo dello spettro
dell'autismo
Tutti e 3 hanno
inizio nella prima
infanzia E
≥2
Deficit nella reciprocità socio-emotiva; deficit nei comportamenti comunicativi non
verbali; deficit dello sviluppo, nella gestione e nella comprensione delle relazioni
Movimenti, eloquio o uso degli oggetti stereotipati o ripetitivi; eccessiva aderenza
alla routine o eccessiva resistenza al cambiamento; interessi limitati e anomali per
intensità o profondità; iper- o iporeattività in risposta a stimoli sensoriali
-aulescenti
20DSM-5: CATEGORIE PER ALTRI DISTURBI NELL'INFANZIA