Slide sul calcolo letterale I. La Pdf, pensata per la scuola superiore, approfondisce i monomi e le operazioni correlate, come il calcolo del Massimo Comune Divisore (MCD) e del minimo comune multiplo (mcm), e i prodotti notevoli, in particolare il quadrato di binomio, con esempi pratici e definizioni chiare per la Matematica.
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Introduciamo la più semplice espressione letterale
intera, l'espressione monomia, detta monomio.
La parola monomio deriva dalla fusione
dell'aggettivo greco mónos (che significa «unico»)
con il sostantivo greco ónoma (che significa
«nome»).
Questo termine viene usato per la prima volta nel
1961 dal matematico francese Ozanam; prima, a
partire dal XII e XIII secolo, si usavano le espressioni
quantità semplice e grandezza incomplessa.
Si dice che un monomio è ridotto a forma normale quando si presenta come
il prodotto di un unico fattore numerico, il coefficiente del monomio, per
potenze letterali con basi diverse ed esponente intero positivo, che
costruiscono la parte letterale del monomio.
9 ab2
3
5 cze
Si dice grado complessivo, o semplicemente grado, di un monomio non nullo la
somma degli esponenti delle sue lettere.
Si dice grado rispetto a una lettera di un monomio non nullo l'esponente di quella
lettera nel monomio ridotto a forma normale.
Il monomio(-5a+ b3 c2)è di grado 4+3+2=9 inoltre:
> è di grado 4 ,petto alla lettera a
> è di grado 3 rispetto alla lettera b
> è di grado 2 rispetto alla lettera c
Il prodotto di due o più monomi si indica scrivendo i monomi l'uno accanto all'altro, ognuno
racchiuso tra parentesi, così si ottiene un'espressione letterale in cui compaiono solo operaz
moltiplicazione.
Il prodotto di due o più monomi è un monomio.
Il prodotto di due o più monomi non nulli, scritti in forma normale, è il monomio così formato:
· il coefficiente è il prodotto dei coefficienti dei monomi fattori;
· la parte letterale è costituita da tutte le lettere che figurano nei monomi fattori,
ognuna presa una sola volta, con esponente uguale alla somma degli esponenti con cui
compare nei monomi fattori.
· il grado del prodotto di più monomi non nulli è la somma dei gradi dei monomi fattori.
La somma di due o più monomi è l'espressione letterale che si ottiene scrivendo di seguito i monomi
dati e interponendo tra essi il segno +.
La differenza di due monomi è l'espressione letterale che si indica interponendo il segno - tra i due
monomi ed è la somma del primo monomio con l'opposto del secondo.
Per indicare la somma o la differenza di monomi è opportuno porre tra parentesi i monomi.
Dati i monomi
scriviamo
-2a2b e + 2ab2c3 e - xy2z
(-2a2b) + (+ 2ab2c3) + ( -- xy2z)
Possiamo limitare l'uso delle parentesi introducendo il concetto di somma algebrica di monomi
-2a2b + 2 ab2c3-1xy2z
La somma algebrica di monomi è un'espressione letterale in cui, oltre all'operazione di
moltiplicazione, figurano anche le operazioni di addizione e sottrazione.
La somma algebrica di monomi non è un monomio, ma un'espressione letterale di tipo diverso,
nota come polinomio.
Due monomi non nulli si dicono simili se hanno la stessa parte letterale
7azbe -5a2b
oppure
ax 2 e - 3 ax 2
La somma algebrica di due o più monomi simili è un monomio che ha per coefficiente la
somma algebrica dei loro coefficienti.
2×3y + 3×3y = (2+3) x3y = 5×3y
Si dice che un monomio è ridotto a forma normale quando si presenta come
il prodotto di un unico fattore numerico, il coeffic. nte del monomio, per
potenze letterali con basi diverse ed esponente intero positivo, che
costruiscono la parte letterale del monomio.
9 ab2
3
5 cze
Il massimo comune divisore (MCD) di due o più monomi non nulli è un monomio così formato:
· il coefficiente è il MCD dei valori assoluti dei coefficienti dei monomi dati se tali coefficienti
sono tutti interi, altrimenti è 1;
· la parte letterale è formata da tutte le lettere comuni ai monomi dati, ognuna presa una
sola volta con esponente pari al minore degli esponenti con cui figura nei monomi dati.
Un monomio così formato risulta divisore di tutti i monomi dati e, tra tutti i possibili divisori, è quello
di grado maggiore, dunque è giustificato il nome di massimo comune divisore.
Il minimo comune multiplo (mcm) di due o più monomi non nulli è un monomio così formato:
· il coefficiente è il mcm dei valori assoluti dei coefficienti dei monomi dati se tali
coefficienti sono tutti interi, altrimenti è 1;
· la parte letterale è formata da tutte le lettere, comuni e non comuni ai monomi dati,
ognuna presa una sola volta con esponente pari al maggiore degli esponenti con cui figura
nei monomi dati.
Un monomio così formato risulta multiplo di tutti i monomi dati e, tra tutti i possibili multipli, è quello
di grado minore, dunque è giustificato il nome di minimo comune multiplo.
Siano A e B due monomi, la loro somma è il binomio A+B.
Dalla definizione di potenza si ha che
(A+B)2 = (A+B) (A+B) = A2 + AB + BA + B2
Per la proprietà commutativa della moltiplicazione AB = BA dunque, riscrivendo:
(A+B)2 = A2 + 2AB + B2
Il quadrato di un binomio è uguale al quadrato del primo monomio, più il doppio prodotto
dei due monomi, più il quadrato del secondo monomio.
Siano A, B e C tre generici monomi.
Il quadrato del trinomio (A+B+C) è:
(A+B+C)2 = (A+B+C) (A+B+C) = A2 + AB + AC + BA + B2 + BC + CA + CB + C2
Riducendo i termini simili:
(A+B+C)2 = A2 + B2+C2+2AB +2AC +2BC
Il quadrato di un polinomio di un numero qualunque di termini è uguale alla somma dei
quadrati di tutti i termini e dei doppi prodotti di ciascun termine per ognuno di quelli che lo
seguono.
Siano A e B due monomi, il cubo di binomio è dato da:
(A+B)3 = (A+B)2 (A+B) = (A2 + 2AB + B2) (A+B)
Sviluppando i calcoli si ha:
(A+B)3 = A3 + A2B + B2A + B3 + 2A2B + 2B2A
Riducendo i termini simili:
(A+B)3 = A3 + 3A2B + 3B2A + B3
Il cubo di un binomio è un quadrinomio i cui termini sono:
· il cubo del primo monomio;
· il triplo del prodotto del quadrato del primo per il secondo;
· il triplo del prodotto del primo monomio per il quadrato del secondo;
· il cubo del secondo monomio.