Documento da Università su Bioetica. Il Pdf esplora la bioetica da diverse prospettive religiose, come cattolica, ortodossa e protestante valdese, analizzando principi etici e posizioni su temi controversi per la materia Religione.
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In questo corso svilupperemo il tema della bioetica dal punto di vista: cattolico, ortodosso, protestante valdese, ebraico e islamico.
Cattolici: Per noi cattolici parlare di bioetica è relativamente facile perchè abbiamo una autorità comune che è quella magisteriale, che è uguale in tutti i luoghi.
Islam: per l'Islam, non è come nel mondo cattolico, perchè non c'è una autorità centrale.
Ebraismo: nell'ebraismo ogni rabbino è l'autorità per la sua comunità, anche se ci sono alcuni rabbini che sono specializzati nel tema e fanno da maestri ad altri rabbini.
Valdesi (cristiani protestanti): per i valdesi la situazione è particolare, nonostante siano cristiani, sono distanti dalla posizione della chiesa cattolica (ovviamente ... ) , in particolare dalla CEI.
Ortodossia (cristiani ortodossi): gli ortodossi hanno le chiese definite auto-cefale, ogni chiesa fa riferimento al suo patriarca.
I 5 rischi nei quali si può incorrere facendo bioetica:
Con il documento Pacem in Terris, il Papa non si rivolge solo ai credenti, ma a tutti gli uomini di buona volontà, rivolgendosi così anche ai credenti di altre religioni.
La Bioetica mira alla definizione di criteri che sovrintendano la ricerca scientifica, nell'ambito della cura dell'uomo, degli animali e del mondo. Non è dunque un problema esclusivamente occidentale.
Dopo la caduta del muro di Berlino e le attuali immigrazioni, viviamo in un parse multiculturale.
Si parla di "legge della gradualità", che non è la gradualità della legge. Viviamo situazioni multiculturali, multietniche e multireligiose. La bioetica si fa in questo incontro, dunque si conserva la propria identità ma si comunica insieme.
È improprio suddividere la bioetica in: laica, cattolica, protestante, ecc; perchè si parte da una riflessione filosofica. Eventualmente la differenza è antropologica, cioè quale concezione di “uomo" abbiamo?
La Chiesa Cattolica accoglie la bioetica "personalista". Ci avviciniamo alla bioetica in modo razionale, escludendo le convinzioni religiose espresse esplicitamente. Però così facendo si cade nel fondamentalismo.
[Fides et Ratio: "Ragione senza fede cade nella disperazione, fede senza ragione cade nella disperazione." Papa Benedetto XVI: il dialogo interreligioso vuole la comprensione non il proselitismo. Non si sta evangelizzando, ma ci si mette in contatto con chi ci sta accanto.]
In Bioetica chi crede in Dio ha una motivazione in più.
Dunque la Chiesa non ha una sua bioetica propria, ma fa propria quella personalista.
Gaudium et Spes 16: "Nell'intimo della coscienza ... " si fa riferimento al luogo dove l'uomo è solo con Dio. In molti fanno appello alla coscienza ma ci sono percorsi diversi per arrivare alla coscienza. L'ecumenismo va avanti in Dottrina, comunità, impegno per la Pace e preghiera, ma nell'ambito bioetico non fa molta strada.
La fedeltà alla coscienza, anche se non è infallibile, è comunque il criterio per l'agire morale. C'è anche il vincolo di responsabilità, infatti comunione (cum-munus: tra noi e gli altri) è uguale a condivisione, di un impegno.
Non possiamo fare come se Dio non ci fosse.
L'ecumenismo sottolinea il ruolo sociale, poi ci sono esperienze di preghiera e monastiche, e infine l'ecumenismo dottrinale.
È importante ricordare (oltre i 5 rischi) che non si può pretendere di convertire l'altro, ma la scelta giusta è quella di "camminare insieme" (Sobornost: 'unione intima e profonda dei cristiani nella Chiesa, un'unione d'amore, di fede e di vita). È il cammino insieme verso la verità.
I cristiani devono avere:
Per la Chiesa Cattolica inoltre NON VA MAI SCELTO IL MALE, MA SCELTO SEMPRE IL BENE.
Il fine del matrimonio ortodosso è quello: unitivo, procreativo; Qualunque cosa che interferisce con il matrimonio è considerata illecita. L'astinenza nei periodi fecondi non disturba la natura.
1968: Paolo VI con Humanae Vitae fa perno sui rapporti nei periodi agenesiaci per distanziare le nascite, in funzione delle condizioni specifiche e particolari del proprio nucleo familiare.
Si dichiarano leciti implicitamente tutti i metodi cosiddetti naturali (ogino-knaus) che servono a individuare i giorni fertili/infertili del ciclo femminile, purché siano utilizzati responsabilmente con l'intenzione di distanziare le nascite.
Non per evitare il concepimento sempre e comunque: un deprecabile atteggiamento di chiusura alla vita, che renderebbe i rapporti nei periodi agenesiaci parificati all'uso dei profilattici artificiali.
Sono sensati e moralmente positivi i rapporti tra i coniugi durante i tempi infecondi, anche se scelti volutamente e consapevolmente per raggiungere soltanto la finalità unitiva e non la finalità procreativa.
Col ricorso ai rapporti nei periodi infecondi, la coppia asseconda i ritmi naturali e li utilizza responsabilmente per regolare le nascite. Al contrario usare dei contraccettivi fisici o chimici, significa in senso letterale compiere un atto "contro natura": non assecondare ma intervenire per opporsi e alterare le fasi naturali che regolano il concepimento.
La "Dichiarazione sull'aborto procurato" della Congregazione per la dottrina della fede (1974) considera la vita umana (anche biologica) un valore fondamentale. Il primo diritto della persona è quello alla vita, che dev'essere protetta e favorita dal primo istante e lungo tutte le fasi di sviluppo successive. Per il cattolicesimo la vita personale inizia con la fecondazione.
È insostenibile affermare che inizi in un tempo successivo perché nessuno può provarlo. In ogni caso la vita è sacra: è insensato e irrazionale rischiare di ucciderla, mentre all'opposto è sensato e razionale non procurare l'aborto a partire dalla fecondazione.
Ogni vita ha un valore sacro e fondamentale: non possiamo discriminare il diritto alla vita che costituisce un valore fondamentale di ogni persona, in base al sesso oppure all'etnia di appartenenza, idem per la fase di sviluppo della vita: embrione, feto, bambino, giovane, adulto o anziano, il diritto alla vita resta valido per ogni vita e ad ogni età.
Nessuno può disporre della vita a partire dallo stato fetale. Lo sviluppo della ricerca scientifica, filosofica e teologica per precisare l'inizio della vita personale, non giustifica interpretazioni e comportamenti arbitrari.
*Parola Chiave: Principio Del Male Intrinseco (intrinsece malum), cioè l'azione di uccidere di per sé stessa, a prescindere da intenzioni, situazioni e circostanze, è intrinsecamente "male". Ma Non sempre costituisce un male assoluto da evitare sempre e comunque in ogni situazione e circostanza, o cmq il male maggiore che conseguirebbe ad una scelta tra opzioni diverse, contestualizzando questa scelta alle intenzioni, situazioni e circostanze che si presentano in quel caso concreto.
Chiesa e Stato hanno come obiettivo il rispettivo bene comune. Talvolta si dovrà rinunciare a punire qualcosa in vista di perseguire il valore maggiore del bene comune. In ogni caso questa scelta del male minore non significa che l'autorità preposta, sia autorizzata a legittimare ciò che non è eticamente corretto.
L'aborto è un argomento a sé stante, ma anche qui si ripresenta un problema analogo a quello già emerso in altre tematiche di bioetica. Cercare di capire le argomentazioni portate a sostegno della posizione che viene assunta:
Aborto Eugenetico= aborto di un feto che presenta delle malformazioni. Spesso è definito impropriamente terapeutico ma è evidente che non "cura" nessuno, si elimina la creatura più debole e indifesa. È una prova che richiede tanta fede e coraggio.
Aborto Terapeutico= è riferito (solo) ad un aborto compiuto per evitare gravi rischi di salute alla madre. Un feto non può essere ucciso, non perché innocente non ha fatto nulla di male, ma solo perché si tratta di una vita umana. Se il divieto dipendesse dall'innocenza allora chiunque poteva uccidere Caino, Dio dice "nessuno tocchi Caino .. ".
L'istruzione Donum Vitae della Congregazione per la dottrina della fede (1987) firmata da Josef Ratzinger (al tempo cardinale e prefetto della congregazione) afferma che l'inseminazione artificiale è moralmente corretta quando consiste in un intervento "curativo" che rende possibile la fecondità dell'atto coniugale evitando eventuali altri rischi. Se è un intervento in aiuto alla natura, che non scinde l'atto dell'unione coniugale dal suo effetto procreativo (es: spostare un ovulo fecondato che si è impiantato nelle tube).
Invece è da ritenersi un atto contro natura, intervenire per sostituire l'atto coniugale nella sua continuità con la procreazione. (es: inseminazione artificiale, fecondazione in vitro, ecc .. ).
La procreazione assistita è un argomento a sé stante, ma anche qui si ripresenta un problema analogo a quello già emerso in altre tematiche di bioetica. Cercare di capire le argomentazioni portate a sostegno della posizione che viene assunta: cosa è ritenuto conforme o contrario alla natura (quindi all'intenzione del Creatore), qui sembra sia la fisicità della successione degli atti.
Non è tanto un problema teologico, quanto di senso rispetto alle prassi esistenti che presentano diverse modalità di intervento, e soggette a ulteriori ricerche.
Cat.2277 "Qualunque ne siano i motivi e i mezzi, l'eutanasia diretta consiste nel mettere fine alla vita di persone handicappate, ammalate o prossime alla morte. Essa è moralmente inaccettabile. Così un'azione oppure un'omissione che, da sé o intenzionalmente, provoca la morte allo scopo di porre fine al dolore, costituisce un'uccisione gravemente contraria alla dignità della