Sociologia Criminale: teorie di Ferri, Beccaria e Parsons

Documento di Università sulla Sociologia Criminale, esplorando le teorie di Enrico Ferri, Cesare Beccaria e Parsons. Il Pdf, utile per lo studio del Diritto a livello universitario, analizza i concetti di delitto come fenomeno sociale, la nascita della sociologia criminale e le dimensioni della criminalità.

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37 pagine

SOCIOLOGIA CRIMINALE
Che cos’è la sociologia criminale?
Noi studiamo il delitto come fenomeno sociale e i primi studi sono stati in Francia nel
19esimo (1800) secolo dalla scuola di Lione. Tutto parte da un medico legale francese di
nome La Cassagne , che spiegava il punto di vista biologico e sociologico.
Lo studio sociologico del delitto è stato possibile perché si sono scovati dei dati che davano
spiegazioni ai delitti
La nascita della sociologia criminale è nel 1835 dal testo di Quételet. Secondo lui grazie alla
statistica si può prevedere l’andamento degli eventi delittuosi.
Enrico Ferri fa la prima sistemazione scientifica. Lui è stato il capo stipite della scuola
sociologica criminale italiana.
Enrico Ferri nasce a San Benedetto Po (MN), il 25 febbraio 1856. Nel 1877 si laurea in
giurisprudenza a Bologna con una tesi in tema “Teorica dell'imputabilità e negazione del
libero arbitrio” che verrà pubblicata l’anno successivo a Firenze. Dal 1879 al 1929 è stato
professore universitario all’università di Torino e poi andò a Bologna,Siena, Pisa e Roma.
Nel 1894 viene condannato al confine e gli viene tolta la cattedra a Pisa perché faceva parte
del Partito Socialista Italiano.
Si occupò di studi sulla criminalità, così dovette andare in Francia perché loro raccoglievano
dati da metà del 1800. Qui scrive un libro e si laurea alla Sorbona, cioé “Studi sulla
criminalità in Francia dal 1825 al 1878”.
Nel 1880 scrive “La sociologia criminale”, poi scrive il sistema penitenziario.
Nel 1885 tiene una conferenza su “lavoro e celle dei condannati” per diffondere
Nel 1925 studia l’omicidio e studia anche l’omicidio-suicidio
Entra in politica nel 1886 dove viene eletto deputato e aderisce al Partito Socialista Italiano.
Lui vota a favore dell’adesione della Libia all’Italia ma andava in contrasto con i principi
socialisti quindi si dimette. Nel 1919 viene nominato Presidente della Commisione Reale per
la riforma della legislazione penale => il nostro codice penale, che entra in vigore nel 1930.
Nel tempo si avvicina al partito fascista senza mai aderire. Muore a Roma il 12 Aprile 1929 e
poco prima era stato nominato Senatore del Regno.
Nella prima stesura lui definisce la sociologia criminale come una scienza sintetica, avente
per oggetto lo studio dell’uomo delinquente, dell’ambiente, delle relazione e della
prevenzione sociale.
Lo studio del fenomeno criminoso non può non includere la pena, nei suoi aspetti di
prevenzione generale e di repressione. L’indagine sociale serva ad indirizzare l’organo
preposto verso la pena, questo perché l’indagine dovrebbe fornire elementi conoscitivi idonei
ad indirizzare verso la formulazione di misure concrete.
Il delitto è un fatto sociale normale e noi dobbiamo essere bravi a capire quando diventa un
fatto sociale patologico.
L’opera di Cesare Beccaria “Dei delitti e delle pene”, pubblicata nel 1764 a Livorno in forma
a nomina per paura delle possibili reazioni negative da parte del governo austriaco,
manifestava chiaramente una forte critica ai sistemi prevalenti dell’amministrazione della
giustizia e generò ostilità ed opposizione in coloro che tendevano a mantenere barbariche e
arcaiche costituzioni di pena vigenti in quel tempo.
Beccaria si assunse il compito di attuare una petizione in favore della riforma del diritto
penale e nella sua opera possiamo vedere l’influenza di Montesquieu e l’accettazione della
teoria del contratto sociale.
Con questa opera Beccaria è passato alla storia, non solo del diritto penale, ma anche per la
difesa dei diritti civili. La vera domanda è perché questa opera ha avuto così tanto
successo? Ci sono diversi fattori:
1. Beccaria è riuscito a dare una prima trattazione organica del diritto e della procedura
penale, condensando la vasta materia, grazie alla sua eccezionale capacità di
sintesi, in un numero molto limitato di pagine
2. semplicità ed incisività dello stile e nella linearità dell’esposizione che troviamo in
tutta l’opera
3. carattere profondamente innovatore e rivoluzionario dei principi proclamati da
Beccaria, il quale si scaglia contro i pregiudizi dell’epoca, contro i privilegi della
società in cui viveva e contro i residui medievali da cui era ancora dominato il diritto
penale agli inizi del 18° secolo
Beccaria —> dimensione giuridica della criminalità
L’opera di Beccaria ha assunto il valore di manifesto dell’indirizzo liberale del diritto penale e
quindi in essa si trovano collegamento con la nostra costituzionale, con la convenzione
europea dei diritti dell’uomo e con altre costituzioni, leggi e norme.
Alcuni punti fondamentali dell’opera di Beccaria:
1 le restrizioni della libertà individuale devono essere il minor numero possibile. Il proibire
un’azione senza necessità in genere fa crescere il numero di reati invece di ridurlo.
Questa questione è ancora attuale perché non ci dobbiamo dimenticare che la libertà
personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione,di ispezione o
perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto
motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. In casi eccezionali
di necessità e sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere
comunicati entro 48 ore all’autorità giudiziaria e, se questa non convalida nelle successive
48 ore, si intendono revocati e restano privi di effetto. E’ punita ogni violenza fisica e morale
sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà. (ART 13 COST).
La libertà personale riguarda un bene primario e fondamentale.
Secondo Beccaria le leggi sono le condizioni attraverso le quali uomini indipendenti ed
isolati si uniscono in società per poter godere della libertà con sicurezza e tranquillità.
La Costituzione della Repubblica italiana garantisce i diritti inviolabili dell’uomo (art.2),
proclama che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge
(art.3). L’idea di uomini liberi e uguali non è più un’utopia e verso questo ideale guardava e
tendeva il libri Dei delitti e delle pene.
2 amministrazione della giustizia. Beccaria dice che le garanzie specifiche avevano più
valore delle dichiarazioni formali circa l’assenza ideale della libertà. Bisognava fare in modo
che, ad ogni fase, venissero scrupolosamente protetti i diritti della persona sospettata,
accusata, condannata o punita. Il principio guida doveva essere quello della presunzione di
innocenza.

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SOCIOLOGIA CRIMINALE

Che cos'è la sociologia criminale? Noi studiamo il delitto come fenomeno sociale e i primi studi sono stati in Francia nel 19esimo (1800) secolo dalla scuola di Lione. Tutto parte da un medico legale francese di nome La Cassagne , che spiegava il punto di vista biologico e sociologico. Lo studio sociologico del delitto è stato possibile perché si sono scovati dei dati che davano spiegazioni ai delitti

La nascita della sociologia criminale è nel 1835 dal testo di Quételet. Secondo lui grazie alla statistica si può prevedere l'andamento degli eventi delittuosi.

Enrico Ferri e la Sociologia Criminale Italiana

Enrico Ferri fa la prima sistemazione scientifica. Lui è stato il capo stipite della scuola sociologica criminale italiana.

Enrico Ferri nasce a San Benedetto Po (MN), il 25 febbraio 1856. Nel 1877 si laurea in giurisprudenza a Bologna con una tesi in tema "Teorica dell'imputabilità e negazione del libero arbitrio" che verrà pubblicata l'anno successivo a Firenze. Dal 1879 al 1929 è stato professore universitario all'università di Torino e poi andò a Bologna, Siena, Pisa e Roma. Nel 1894 viene condannato al confine e gli viene tolta la cattedra a Pisa perché faceva parte del Partito Socialista Italiano.

Si occupò di studi sulla criminalità, così dovette andare in Francia perché loro raccoglievano dati da metà del 1800. Qui scrive un libro e si laurea alla Sorbona, cioé "Studi sulla criminalità in Francia dal 1825 al 1878".

Nel 1880 scrive "La sociologia criminale", poi scrive il sistema penitenziario. Nel 1885 tiene una conferenza su "lavoro e celle dei condannati" per diffondere Nel 1925 studia l'omicidio e studia anche l'omicidio-suicidio

Entra in politica nel 1886 dove viene eletto deputato e aderisce al Partito Socialista Italiano. Lui vota a favore dell'adesione della Libia all'Italia ma andava in contrasto con i principi socialisti quindi si dimette. Nel 1919 viene nominato Presidente della Commisione Reale per la riforma della legislazione penale => il nostro codice penale, che entra in vigore nel 1930. Nel tempo si avvicina al partito fascista senza mai aderire. Muore a Roma il 12 Aprile 1929 e poco prima era stato nominato Senatore del Regno.

Nella prima stesura lui definisce la sociologia criminale come una scienza sintetica, avente per oggetto lo studio dell'uomo delinquente, dell'ambiente, delle relazione e della prevenzione sociale.

Lo studio del fenomeno criminoso non può non includere la pena, nei suoi aspetti di prevenzione generale e di repressione. L'indagine sociale serva ad indirizzare l'organo preposto verso la pena, questo perché l'indagine dovrebbe fornire elementi conoscitivi idonei ad indirizzare verso la formulazione di misure concrete.

Il delitto è un fatto sociale normale e noi dobbiamo essere bravi a capire quando diventa un fatto sociale patologico.

Cesare Beccaria e "Dei delitti e delle pene"

L'opera di Cesare Beccaria "Dei delitti e delle pene", pubblicata nel 1764 a Livorno in forma a nomina per paura delle possibili reazioni negative da parte del governo austriaco, manifestava chiaramente una forte critica ai sistemi prevalenti dell'amministrazione dellagiustizia e generò ostilità ed opposizione in coloro che tendevano a mantenere barbariche e arcaiche costituzioni di pena vigenti in quel tempo.

Beccaria si assunse il compito di attuare una petizione in favore della riforma del diritto penale e nella sua opera possiamo vedere l'influenza di Montesquieu e l'accettazione della teoria del contratto sociale.

Con questa opera Beccaria è passato alla storia, non solo del diritto penale, ma anche per la difesa dei diritti civili. La vera domanda è perché questa opera ha avuto così tanto successo? Ci sono diversi fattori:

  1. Beccaria è riuscito a dare una prima trattazione organica del diritto e della procedura penale, condensando la vasta materia, grazie alla sua eccezionale capacità di sintesi, in un numero molto limitato di pagine
  2. semplicità ed incisività dello stile e nella linearità dell'esposizione che troviamo in tutta l'opera
  3. carattere profondamente innovatore e rivoluzionario dei principi proclamati da Beccaria, il quale si scaglia contro i pregiudizi dell'epoca, contro i privilegi della società in cui viveva e contro i residui medievali da cui era ancora dominato il diritto penale agli inizi del 18º secolo

Beccaria -> dimensione giuridica della criminalità

L'opera di Beccaria ha assunto il valore di manifesto dell'indirizzo liberale del diritto penale e quindi in essa si trovano collegamento con la nostra costituzionale, con la convenzione europea dei diritti dell'uomo e con altre costituzioni, leggi e norme.

Punti Fondamentali dell'Opera di Beccaria

Alcuni punti fondamentali dell'opera di Beccaria:

  1. le restrizioni della libertà individuale devono essere il minor numero possibile. Il proibire un'azione senza necessità in genere fa crescere il numero di reati invece di ridurlo. Questa questione è ancora attuale perché non ci dobbiamo dimenticare che la libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione,di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. In casi eccezionali di necessità e sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro 48 ore all'autorità giudiziaria e, se questa non convalida nelle successive 48 ore, si intendono revocati e restano privi di effetto. E' punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà. (ART 13 COST). La libertà personale riguarda un bene primario e fondamentale. Secondo Beccaria le leggi sono le condizioni attraverso le quali uomini indipendenti ed isolati si uniscono in società per poter godere della libertà con sicurezza e tranquillità. La Costituzione della Repubblica italiana garantisce i diritti inviolabili dell'uomo (art.2), proclama che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (art.3). L'idea di uomini liberi e uguali non è più un'utopia e verso questo ideale guardava e tendeva il libri Dei delitti e delle pene.
  2. amministrazione della giustizia. Beccaria dice che le garanzie specifiche avevano più valore delle dichiarazioni formali circa l'assenza ideale della libertà. Bisognava fare in modo che, ad ogni fase, venissero scrupolosamente protetti i diritti della persona sospettata, accusata, condannata o punita. Il principio guida doveva essere quello della presunzione di innocenza.

Attualità di Beccaria e Diritti Umani

L'attualità di Beccaria è evidente anche nella Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Le principali problematiche attinenti alla carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea si concentrano soprattutto sui diritti dell'uomo. In particolare il capo III della Carta che riguarda l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e pertanto il divieto di ogni forma di discriminazione.

Il capo VI si riferisce alla giustizia e sancisce che tutti hanno diritto a ricorrere dinanzi ad un giudice in caso di violazione dei propri diritti, all'assistenza legale e ad una difesa gratuita, nel caso in cui non si disponga di mezzi sufficienti. E' inoltre sancita la presunzione di innocenza. Gli articoli 49 e 50 sanciscono il divieto di pene sproporzionate rispetto al reato e il diritto di non essere giudicati o puniti due volte per lo stesso reato.

La Costituzione dice che tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado di procedimento. Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari (art 24).

L'articolo 27 dice che la responsabilità penale è personale. L'imputato non è considerato colpevole fino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non è ammessa la pena di morte.

L'art 111 dice che la giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge. Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizione di parità, davanti a giudice terzi e imparziale. Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. La colpevolezza dell'imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi si è volontariamente sottratto all'interrogatorio da parte dell'imputato o del suo difensore. Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati. Contro le sentenze e contro provvedimenti sulla libertà personale è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione della legge. Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso in Cassazione è ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione.

  1. forma del diritto penale. Gli aspetti fondamentali sono la chiarezza e la certezza, sia i delitti che le pene devono essere definiti in precedenza. Il conoscere chiaramente in precedenza le pene stabilite dalla legge costituisce una salvaguardia dei diritti dell'individuo e serve a trattenere i delinquenti potenziali in modo più efficace di quanto non faccia qualunque sistema di terrore sconosciuto e indiscriminato. La preoccupazione di Beccaria si collega all'attuale e moderno concetto di tecnica legislativa che esprime l'esigenza di porre ordine nel crescente caos normativo. = > le leggi devono essere scritte in modo tale da evitare equivoci ed ambiguità in quanto dalla loro chiarezza formale emerge la garanzia della certezza del diritto. Le leggi chiare devono dimostrare rispetto per la dignità della persona umana, essendo nate per sanzionare la malvagità umana, esse devono dimostrare altrettanto di possederle la massima attenzione per l'innocenza.

La scienza della legislazione ha fatto molti progressi, per cui ora si parla di drafting normativo con cui si fa riferimento all'insieme della regole, dei metodi e degli strumenti per la redazione e la semplificazione. Il fine delle tecniche legislative è quello della migliore redazione delle norme sotto il profilo della chiarezza e della precisione, della sincerità, della non contraddittorietà, applicabilità, verificabilità.

La giuria gode di una discrezionalità sia reale che formale. Bisogna distinguere: un poliziotto corrotto o un giudice corrotto può usare una discrezionalità, che non gli spetta, ovvero la

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