Documento del Centro Studi Civita sulla comunicazione, espressione e significazione. Il Pdf esplora i concetti di comunicazione, espressione, significazione, archetipi junghiani e capacità negativa, utile per studenti universitari di Psicologia.
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CENTRO STUDI CIVITA COMUNICAZIONE Comunicazione dal latino "Communis" ovvero "Condividere". Il primo principio della comunicazione è: "NON E' POSSIBILE NON COMUNICARE". Perchè non è possibile non comunicare? Quale è il veicolo, lo strumento che sempre comunica? Il Corpo come risposta. Negli studi sulla comunicazione prevale una prospettiva verbocentrica, il messaggio verbale in realtà veicola solo il 10% del contenuto. Il "come" si comunica è il cuore della comunicazione: tono della voce 30%, linguaggio del corpo 60%. La comunicazione non verbale come forma primaria e indelebile di comunicazione. In un senso primario e radicale la comunicazione è contatto, com- unicazione, com-unione, è una predisposizione innata, un linguaggio universale appreso nell'utero materno attraverso lo scambio emo-tonico (simbiosi prenatale). Dal Grembo materno al Grembo Sociale. Mettersi in gioco in un corpo a corpo è necessario per stabilire la comunicazione primaria in qualunque condizione (cfr. disciplina della Globalità dei Linguaggi).
ESPRESSIONE Vivere è costantemente produrre segni. L'uomo fin dall'era paleolitica (cfr. Grotte di Lascaux Francia) sente il bisogno di lasciare tracce di sé, compiacimento della traccia/impronta. Esprimere è anche immaginare, tradurre all'esterno ciò che è all'interno, e viceversa. Fare è un dire di sé. L'espressione viene dopo la comunicazione. E' infatti impossibile non comunicare, ma si può non esprimere. Perchè un essere umano non dovrebbe esprimersi? Un contesto non favorevole preclude l'espressione libera e individuale basata sul Principio del Piacere come unica motivazione alla crescita. Questa tendenza così naturale, se inibita, può condizionare permanentemente la libertà espressiva dell'individuo e della società. La didattica e di conseguenza l'apprendimento devono fondarsi sulle esperienze ludiche, motorie, plastiche, grafiche e vocali. Un bambino represso sarà un adulto represso. Obiettivo principale dell'educazione è lo sviluppo armonico della personalità, perseguibile soltanto considerando l'inscindibilità dell'aspetto corporeo sensoriale e dell'aspetto psicologico intellettivo.
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SIGNIFICAZIONE La comunicazione produce una relazione e una interazione tra una sorgente e un destinatario. Il destinatario non è un ricettore passivo, ma un attributore di senso. Parliamo di Corpo semiotico, produttore di segni. Segni/Simboli. Importanza del linguaggio metaforico ed archetipico. Ogni segno è della Psiche, che attraverso il sentire e l'agire del corpo può materializzarsi: in questo senso il corpo è matrice di segni. Ogni segno evoca nella forma non solo il suono e il moto d'animo che lo ha determinato, ma anche un odore, un sapore, etc ..
LA COMUNICAZIONE La comunicazione interpersonale è un processo che coinvolge due o più persone che trasmettono fra loro dei dati/informazioni; la trasmissione e la comprensione dell'informazione dipende da diversi fattori che hanno a che fare con le persone coinvolte, la relazione fra loro e il contesto in cui si sviluppa la relazione e la comunicazione. La comunicazione è dunque un fenomeno complesso, in cui entrambi le persone coinvolte (emittente e ricevente) sono soggetti attivi nel processo comunicativo.
Il modo più semplice per parlare di comunicazione interpersonale, è utilizzare uno schema lineare in cui un messaggio viene trasmesso fra le due persone, di cui una emette il messaggio (emittente) e una che lo riceve (ricevente). In realtà la comprensione del messaggio non è così lineare, per cui spesso capita che il messaggio trasmesso non venga compreso, o venga compreso con altri significati o addirittura frainteso dall'altro.
Nell'azione del comunicare le persone utilizzano un codice comunicativo che incide sul messaggio che viene trasmesso. Il CODICE è l'insieme delle regole che sono utilizzate per comunicare, che può essere uguale o diverso fra le due persone. Esempi di codice sono: la lingua, la cultura, il gergo, i simboli, il modo di gesticolare, i significati che diamo ai comportamenti, ecc. Anche l'espressione delle emozioni che accompagnano un messaggio può rientrare in un codice (per esempio se uno è Corso OEPAC - Dott.ssa Raffaella SoleCENTRO STUDI CIVITA arrabbiato tendenzialmente alza la voce, e la voce grossa è un segnale che la persona è arrabbiata). Il CANALE COMUNICATIVO è lo strumento comunicativo, il linguaggio che si usa. Linguaggio verbale: è la parola detta, "parlata". Linguaggio non verbale e paraverbale: sono tutti quegli aspetti che caratterizzano il come si parla (il tono della voce, lo sguardo, la postura, i gesti, le espressioni del viso, la vicinanza ... ). Il significato del messaggio viene trasmesso utilizzando contemporaneamente entrambi i canali: quanto più linguaggio verbale e non verbale sono coerenti fra loro, tanto più il messaggio è chiaro (per esempio se uno parla con un tono molto forte e aggressivo e mi dice di stare tranquillo, io non capisco bene cosa intende dire). Il linguaggio verbale è più controllabile consapevolmente, quello non verbale è più spontaneo, più legato agli aspetti emo-tonici: è il linguaggio di relazione.
Il CONTESTO è la situazione dove avviene la comunicazione: riguarda sia lo spazio fisico, ma anche il contesto sociale, temporale, l'episodio, la storia fra le persone, il tipo di relazione, ecc. Il contesto influenza i significati che vengono attribuiti al messaggio (per esempio: se si ascolta una conversazione registrata, ma non si conosce niente del contesto, è probabile che si capisca poco della conversazione).
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CHE COSA COMUNICHIAMO? GLI ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE
Watzlawick, 197. Nel 1967, il famoso psicologo Paul Watzlawick e altri importanti esponenti della Scuola di Palo Alto pubblicarono l'esito delle loro importanti ricerche in un volume che tuttora rappresenta il principale punto di riferimento nel mondo della comunicazione interpersonale, intitolato per l'appunto "Pragmatica della comunicazione umana". Da questi fondamentali studi, iniziati molti anni fa, si sono sviluppati innumerevoli revisioni e riformulazioni, alcune interessanti e altre meno, ma tutte con un filo conduttore comune: le interazioni. Comunichiamo tutti i giorni, con qualsiasi persona, più o meno consapevolmente, attraverso parole e gesti, per descrivere fatti ed eventi, per intraprendere relazioni sociali e suscitare emozioni. Watzlawick Paul, Beavin J. H., Jackson D. D. definiscono gli assiomi della comunicazione come proprietà tipiche della comunicazione che hanno essenziali implicazioni relazionali. Ne hanno individuati cinque, come da prospetto pagina precedente.
Corso OEPAC - Dott.ssa Raffaella SoleCENTRO STUDI CIVITA Quando comunichiamo trasmettiamo non solo un contenuto (cosa diciamo), ma anche un significato (cosa intendiamo dire o come il messaggio deve essere inteso). Il significato è legato non solo al contenuto del messaggio, ma anche ad altri aspetti: il codice culturale a cui apparteniamo, le emozioni che sentiamo, come valutiamo la persona che ci sta di fronte, le intenzioni che abbiamo nei suoi confronti, i nostri bisogni e le aspettative .... In maniera consapevole o inconsapevole noi trasmettiamo diversi di questi significati nel nostro messaggio: oltre al contenuto del messaggio, noi comunichiamo dei significati impliciti (messaggio psicologico). Il messaggio psicologico può essere trasmetto sia attraverso il linguaggio verbale (le parole che usiamo, come formuliamo il contenuto), sia a livello non verbale (atteggiamento, tono di voce ... ). Chi riceve il messaggio non coglie tanto il contenuto, ma il messaggio psicologico (significato implicito) e ne attribuisce a sua volta diversi significati.
Quanto più il contenuto esplicito (quello che dico) è coerente con il significato implicito (quello che realmente penso o sento) , tanto più la comunicazione è efficace.
Ci sono due PRINCIPI IMPORTANTI che riguardano la comunicazione:
Quindi il "come dico" un messaggio incide di più sul significato rispetto al "cosa dico". Il come dico ha a che fare soprattutto con gli aspetti del linguaggio non verbale della comunicazione.
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ANDATA E RITORNO NELLA COMUNICAZIONE Se facciamo un passo avanti nell'analisi della comunicazione, notiamo che in realtà non si tratta di un processo lineare, ma bensì circolare, con messaggi di andata e di ritorno.
Anche rispetto al codice che utilizziamo il meccanismo è simile: se chi ascolta ha un codice diverso da chi parla, è facilmente colpito da questa differenza, e in maniera inconsapevole avrà una reazione (per esempio, se in un contesto di lavoro la persona che mi sta parlando si avvicina fisicamente a me fino a toccarmi, sono colpito da questo comportamento che non rientra nel mio codice di "linguaggio del corpo sul lavoro", e la mia reazione sarà immediata, "di pancia").
Dunque la comunicazione interpersonale è un processo di andata e ritorno, dove entrambi gli interlocutori si influenzano a vicenda attraverso il contenuto e il contenuto emozionale.
EFFICACIA DEL PROCESSO COMUNICATIVO: FEEDBACK E ASCOLTO ATTIVO Nel processo di comunicazione, i feedback che l'interlocutore dà all'altro possono facilitare, ostacolare o deviare la comunicazione: dato che il messaggio trasmesso ha un effetto sul ricevente, la circolarità del processo fa sì che entrambi gli interlocutori abbiano la possibilità di incidere in maniera più o meno costruttiva ed efficace. Entrambi gli interlocutori sono dunque responsabili del processo comunicativo.
Ma quali sono i feedback che possono aiutare la comunicazione?