Che cos''' la Pubblica Amministrazione (P.A.) in Italia

Documento dall'Università su Che cos''' la Pubblica Amministrazione (P.A.)? Il Pdf di Diritto per Università esplora la P.A. nella Costituzione Italiana, le definizioni legislative, i criteri per distinguere enti pubblici e privati, e i beni pubblici, inclusi il patrimonio disponibile, indisponibile e demaniale.

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37 pagine

Che cos'è la Pubblica Amministrazione (P.A.)?
Immagina la Pubblica Amministrazione (P.A.) come un grande insieme di uffici, enti e persone che
lavorano per gestire la cosa pubblica e soddisfare gli interessi di tutti i cittadini. È un po' come una
grande macchina al servizio del Paese.
Il Diritto Amministrativo è quella parte del diritto che si occupa proprio di studiare e regolare questa
macchina: come funziona la P.A., quali sono le sue regole e come si rapporta con le persone e con gli altri
"pezzi" dello Stato.
La P.A. nella Costituzione Italiana: un concetto "a geometria variabile"
Il professore Marco Cammelli dice che la P.A. è una "nozione a geometrie variabili". Cosa significa? Che
non esiste una definizione unica e precisa di P.A. che vada bene per ogni situazione.
Dipende dal contesto e da quale legge la sta definendo.
Se andiamo a vedere la Costituzione Italiana, non troviamo una frase che ci dica "la P.A. è...". Però la
Costituzione ne parla, in particolare nella parte II (quella sull'ordinamento della Repubblica), Titolo III,
Sezione II.
L'articolo più importante per capire come la Costituzione vede la P.A. è l'Articolo 97. Questo articolo non ci
dà una definizione diretta, ma ci dice come devono essere organizzati i "pubblici uffici" (che sono una parte
fondamentale della P.A.):
Articolo 97, comma 2: Ci dice che i pubblici uffici (quindi gli "uffici" della P.A.) devono essere
organizzati seguendo le leggi. Questo è il principio di legalità, che significa che la P.A. deve sempre
agire rispettando la legge. L'obiettivo è assicurare il buon andamento (efficienza) e
l'imparzialità(trattare tutti allo stesso modo) dell'amministrazione.
Articolo 97, comma 3: Spiega che le leggi devono definire bene cosa deve fare ogni ufficio
(competenze), quali compiti specifici (attribuzioni) hanno i funzionari e di cosa sono responsabili.
Questo serve a organizzare bene il lavoro.
Articolo 97, comma 4: Stabilisce che per lavorare nella P.A. (diventare "pubblici impiegati") bisogna
accedere tramite concorso pubblico. Questo serve a garantire che vengano scelti i più meritevoli,
salvo alcune eccezioni previste dalla legge.
Le Definizioni di P.A. nelle Leggi Ordinarie
Visto che la Costituzione non ci dà una definizione precisa, le leggi ordinarie (quelle fatte dal Parlamento o
dal Governo) cercano di definirla, ma anche qui, le definizioni possono cambiare a seconda della legge.
Ti faccio due esempi importanti:
1. Art. 22 della Legge 241/1990 (Legge sul procedimento amministrativo): Questa legge definisce
"pubblica amministrazione" non solo i soggetti di diritto pubblico (come i Ministeri, i Comuni,
ecc.), ma anche i soggetti di diritto privato (come certe società o enti privati) solo quando
svolgono attività di interesse pubblico che sono regolate da leggi nazionali o europee. Un esempio
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che ti fa capire sono le scuole private parificate: pur essendo private, svolgono un servizio pubblico
(l'istruzione) e quindi, per quella specifica attività, rientrano nella P.A. secondo questa definizione.
2. Art. 1 del Decreto Legislativo 165/2001 (Testo Unico sul pubblico impiego): Questa legge ci dà un
elenco molto dettagliato di chi fa parte delle "amministrazioni pubbliche". Include praticamente tutto:
Le Amministrazioni dello Stato (Ministeri, Prefetture, ecc.)
Scuole e università di ogni tipo
Regioni, Province, Comuni (i cosiddetti Enti Territoriali)
Camere di Commercio
Tutti gli enti pubblici non economici (come l'INPS, l'ISTAT, che non hanno scopo di lucro)
Le aziende e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale. Come vedi, questa è una definizione
molto più ampia e specifica.
Le due facce della P.A.: Oggettiva e Soggettiva
Per capire bene la P.A., gli studiosi (in gergo "la dottrina", di cui il prof. Cammelli fa parte) la dividono in
due modi:
Amministrazione in senso oggettivo (l'Attività): Qui ci si concentra su cosa fa la P.A. È l'insieme
delle attività regolate da norme giuridiche che vengono svolte per soddisfare gli interessi
pubblici. In pratica, è l'azione amministrativa.
Amministrazione in senso soggettivo (l'Organizzazione e i Soggetti): Qui ci si concentra su chi fa
la P.A. È l'insieme delle persone, degli enti e degli uffici che svolgono quelle attività. Sono i "centri
di potere", cioè quei soggetti (come un Comune, un Ministero, l'INPS) che hanno la capacità e i
poteri per curare gli interessi della collettività.
Questi due aspetti sono collegati e si completano a vicenda: non può esistere un'attività amministrativa
senza un'organizzazione che la svolga, e un'organizzazione esiste per svolgere quelle attività.
Enti Pubblici vs. Enti Privati: Perché è Importante Distinguerli?
Capire se un ente è pubblico (come un Comune, un Ministero, l'INPS) o privato (come un'azienda,
un'associazione sportiva) è fondamentale perché le regole che si applicano sono diverse.
Ad esempio, un ente pubblico deve seguire procedure molto precise (concorsi per assumere, gare d'appalto
per comprare servizi), mentre un'azienda privata ha molta più libertà nelle sue scelte.
Non sempre è facile fare questa distinzione a colpo d'occhio, per questo ci sono dei criteri che ci aiutano.
Criteri per Distinguere un Ente Pubblico da uno Privato
Ecco i principali criteri usati per capire se un ente è pubblico:
1.
Principio di Legalità (È la Legge che lo Istituisce!):
Questo è il criterio più importante. Un ente è pubblico se è stato creato da una legge.
Una vecchia legge (la Legge 70/1975, chiamata "legge parastato") diceva chiaramente: "nessun
nuovo ente pubblico può essere costituito o riconosciuto se non per legge". Questo rafforza l'idea che
la P.A. (di cui gli enti pubblici fanno parte) deve agire secondo la legge, come dice l'Articolo 97 della
Costituzione.
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Che cos'è la Pubblica Amministrazione (P.A.)?

Immagina la Pubblica Amministrazione (P.A.) come un grande insieme di uffici, enti e persone che lavorano per gestire la cosa pubblica e soddisfare gli interessi di tutti i cittadini. È un po' come una grande macchina al servizio del Paese. Il Diritto Amministrativo è quella parte del diritto che si occupa proprio di studiare e regolare questa macchina: come funziona la P.A., quali sono le sue regole e come si rapporta con le persone e con gli altri "pezzi" dello Stato.

La P.A. nella Costituzione Italiana: un concetto "a geometria variabile"

Il professore Marco Cammelli dice che la P.A. è una "nozione a geometrie variabili". Cosa significa? Che non esiste una definizione unica e precisa di P.A. che vada bene per ogni situazione. Dipende dal contesto e da quale legge la sta definendo. Se andiamo a vedere la Costituzione Italiana, non troviamo una frase che ci dica "la P.A. è ... ". Però la Costituzione ne parla, in particolare nella parte II (quella sull'ordinamento della Repubblica), Titolo III, Sezione II. L'articolo più importante per capire come la Costituzione vede la P.A. è l'Articolo 97. Questo articolo non ci dà una definizione diretta, ma ci dice come devono essere organizzati i "pubblici uffici" (che sono una parte fondamentale della P.A.):

  • Articolo 97, comma 2: Ci dice che i pubblici uffici (quindi gli "uffici" della P.A.) devono essere organizzati seguendo le leggi. Questo è il principio di legalità, che significa che la P.A. deve sempre agire rispettando la legge. L'obiettivo è assicurare il buon andamento (efficienza) e l'imparzialità(trattare tutti allo stesso modo) dell'amministrazione.
  • Articolo 97, comma 3: Spiega che le leggi devono definire bene cosa deve fare ogni ufficio (competenze), quali compiti specifici (attribuzioni) hanno i funzionari e di cosa sono responsabili. Questo serve a organizzare bene il lavoro.
  • Articolo 97, comma 4: Stabilisce che per lavorare nella P.A. (diventare "pubblici impiegati") bisogna accedere tramite concorso pubblico. Questo serve a garantire che vengano scelti i più meritevoli, salvo alcune eccezioni previste dalla legge.

Le Definizioni di P.A. nelle Leggi Ordinarie

Visto che la Costituzione non ci dà una definizione precisa, le leggi ordinarie (quelle fatte dal Parlamento o dal Governo) cercano di definirla, ma anche qui, le definizioni possono cambiare a seconda della legge. Ti faccio due esempi importanti:

  1. Art. 22 della Legge 241/1990 (Legge sul procedimento amministrativo): Questa legge definisce "pubblica amministrazione" non solo i soggetti di diritto pubblico (come i Ministeri, i Comuni, ecc.), ma anche i soggetti di diritto privato (come certe società o enti privati) solo quando svolgono attività di interesse pubblico che sono regolate da leggi nazionali o europee. Un esempio 1che ti fa capire sono le scuole private parificate: pur essendo private, svolgono un servizio pubblico (l'istruzione) e quindi, per quella specifica attività, rientrano nella P.A. secondo questa definizione.
  2. Art. 1 del Decreto Legislativo 165/2001 (Testo Unico sul pubblico impiego): Questa legge ci dà un elenco molto dettagliato di chi fa parte delle "amministrazioni pubbliche". Include praticamente tutto:
    • Le Amministrazioni dello Stato (Ministeri, Prefetture, ecc.)
    • Scuole e università di ogni tipo
    • Regioni, Province, Comuni (i cosiddetti Enti Territoriali)
    • Camere di Commercio
    • Tutti gli enti pubblici non economici (come l'INPS, l'ISTAT, che non hanno scopo di lucro)
    • Le aziende e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale. Come vedi, questa è una definizione molto più ampia e specifica.

Le due facce della P.A.: Oggettiva e Soggettiva

Per capire bene la P.A., gli studiosi (in gergo "la dottrina", di cui il prof. Cammelli fa parte) la dividono in due modi:

  • Amministrazione in senso oggettivo (l'Attività): Qui ci si concentra su cosa fa la P.A. È l'insieme delle attività regolate da norme giuridiche che vengono svolte per soddisfare gli interessi pubblici. In pratica, è l'azione amministrativa.
  • Amministrazione in senso soggettivo (l'Organizzazione e i Soggetti): Qui ci si concentra su chi fa la P.A. È l'insieme delle persone, degli enti e degli uffici che svolgono quelle attività. Sono i "centri di potere", cioè quei soggetti (come un Comune, un Ministero, l'INPS) che hanno la capacità e i poteri per curare gli interessi della collettività.

Questi due aspetti sono collegati e si completano a vicenda: non può esistere un'attività amministrativa senza un'organizzazione che la svolga, e un'organizzazione esiste per svolgere quelle attività.

Enti Pubblici vs. Enti Privati: Perché è Importante Distinguerli?

Capire se un ente è pubblico (come un Comune, un Ministero, l'INPS) o privato (come un'azienda, un'associazione sportiva) è fondamentale perché le regole che si applicano sono diverse. Ad esempio, un ente pubblico deve seguire procedure molto precise (concorsi per assumere, gare d'appalto per comprare servizi), mentre un'azienda privata ha molta più libertà nelle sue scelte. Non sempre è facile fare questa distinzione a colpo d'occhio, per questo ci sono dei criteri che ci aiutano.

Criteri per Distinguere un Ente Pubblico da uno Privato

Ecco i principali criteri usati per capire se un ente è pubblico:

  1. Principio di Legalità (È la Legge che lo Istituisce!): Questo è il criterio più importante. Un ente è pubblico se è stato creato da una legge. Una vecchia legge (la Legge 70/1975, chiamata "legge parastato") diceva chiaramente: "nessun nuovo ente pubblico può essere costituito o riconosciuto se non per legge". Questo rafforza l'idea che la P.A. (di cui gli enti pubblici fanno parte) deve agire secondo la legge, come dice l'Articolo 97 della Costituzione. 2Quindi, se vedi che una legge ha "istituito" un ente, allora quello è un soggetto pubblico. Se non c'è una legge dietro la sua creazione, è un ente privato. Però, attenzione! Oggi ci sono molti enti (come i consorzi o le aziende speciali, ad esempio quelle che gestiscono servizi idrici locali) che non vengono creati direttamente da una nuova legge per ogni singolo caso, ma sono istituiti da altri enti pubblici (tipo un Comune o una Regione) in base a una legge più generale che lo permette. Per questo, gli studiosi distinguono tra:
    • Configurazione astratta: la legge "prevede" la possibilità di creare un certo tipo di ente.
    • Istituzione concreta: l'ente viene poi effettivamente creato da un atto amministrativo specifico (es. una delibera del Comune) in base a quella legge.
  2. Sottoposizione a Controlli Pubblici: Se un ente è soggetto a controlli da parte dello Stato o di altre P.A. (ad esempio, il suo bilancio deve essere approvato da un Ministero, o la sua attività viene ispezionata da un organo pubblico), è un forte indizio che sia pubblico.
  3. Ingerenza (Influenza) della P.A. nella Gestione: Un ente è probabilmente pubblico se lo Stato o un'altra P.A. ha una forte influenza sulla sua gestione, ad esempio:
    • Nomina o revoca dei dirigenti: è la P.A. che decide chi sta al comando e chi no.
    • Controllo sull'amministrazione: la P.A. può intervenire direttamente nelle decisioni interne dell'ente.
  4. Finanziamento Pubblico Istituzionale: Se l'ente riceve soldi pubblici in modo regolare e strutturale per il suo funzionamento (non solo un finanziamento occasionale per un progetto specifico), è un segno della sua natura pubblica.
  5. Costituzione su Iniziativa Pubblica: Se l'ente è nato perché è stata una P.A. a volerlo creare e a dare il via alla sua costituzione, è un altro elemento che punta verso la sua natura pubblica. Questo criterio è strettamente collegato al principio di legalità.
  6. Perseguimento di un Interesse Pubblico Specifico: Se lo scopo principale dell'ente, stabilito per legge, è quello di perseguire un interesse pubblico ben definito (es. gestire il trasporto pubblico locale, erogare pensioni, tutelare il patrimonio culturale), è un chiaro segno della sua natura pubblica.

Enti Ibridi: quando i criteri si mescolano

A volte, ci sono enti che sembrano avere un po' di caratteristiche pubbliche e un po' private (si chiamano "enti ibridi"). In questi casi, bisogna applicare tutti questi criteri per capire la loro vera natura.

Cosa Comporta essere un Ente Pubblico? (Le Conseguenze della "Qualificazione Pubblicistica")

Se un ente viene riconosciuto come pubblico, anche se fa cose che potrebbero fare i privati, questo ha delle conseguenze molto importanti sul suo funzionamento:

  1. Potere di Auto-organizzarsi: Ogni ente pubblico ha il potere minimo di organizzarsi da solo (stabilire i suoi uffici, le sue regole interne, ecc.). Questo è un potere tipico dei soggetti pubblici.
  2. Rapporto di Pubblico Impiego: I dipendenti di un ente pubblico non sono regolati dalle normali regole del diritto del lavoro privato, ma da una disciplina speciale: il rapporto di pubblico impiego. Questo significa concorsi, progressioni di carriera diverse, e regole specifiche per l'assunzione e il licenziamento.
  3. Assoggettamento alla Legge 241/1990 (Azione Amministrativa): L'azione di un ente pubblico deve sempre seguire le regole della Legge 241/1990, che disciplina il procedimento amministrativo. Questo significa trasparenza, partecipazione dei cittadini, obbligo di motivazione dei provvedimenti, ecc.
  4. Azione non Libera nei Fini (Sempre per l'Interesse Pubblico): A differenza di un privato che può perseguire qualsiasi scopo lecito (es. fare profitto), la P.A. non è mai libera di scegliere i propri fini. Deve sempre e solo perseguire l'interesse pubblico che le è stato assegnato da una legge (principio di legalità). Se un Comune deve gestire la raccolta rifiuti, non può decidere di mettersi a produrre giocattoli, a meno che una legge non lo preveda per un interesse pubblico specifico.
  5. Assenza di Piena Libertà Negoziale: Quando un ente pubblico deve fare un contratto (es. comprare sedie per un ufficio o affidare un servizio), non ha la stessa libertà di un privato. È soggetto a vincoli, regole e limiti pubblici (come le gare d'appalto) per assicurare trasparenza e parità di condizioni. Deve seguire procedure precise su se fare il contratto, cosa deve contenere e con chi farlo.
  6. Poteri di Supremia (Autarchia e Autotutela): La P.A. non è sullo stesso piano dei privati, ma gode di una posizione di superiorità nei rapporti con i terzi. Questo si manifesta in due concetti importanti:
    • Autarchia: È la capacità dell'ente pubblico di agire e raggiungere i suoi scopi con atti che hanno la stessa efficacia e natura degli atti dello Stato, senza dover chiedere il permesso a qualcun altro. Non è la capacità di fare leggi (quella è autonomia legislativa), ma di emanare atti amministrativi con effetti obbligatori e vincolanti per i cittadini, proprio come lo farebbe lo Stato.
    • Autotutela: La P.A. ha la capacità di "correggere i propri errori" o di proteggere i propri interessi. Se emette un provvedimento che è "viziato" (cioè, non è corretto o legale), può annullarlo da sola, senza bisogno di rivolgersi a un giudice. Questo è un potere che i privati non hanno.

La Nozione di P.A. nel Diritto dell'UE: Una Visione Sostanziale

Il diritto amministrativo italiano è molto influenzato dal diritto europeo. Molte delle nostre regole, soprattutto in settori come i contratti pubblici (appalti), derivano dall'UE. Questo è fondamentale perché, se c'è un bando pubblico per un lavoro o un servizio, non possono partecipare solo aziende italiane, ma anche quelle di qualsiasi altro Paese membro dell'UE. L'obiettivo è la massima apertura e concorrenza. Nella logica dell'UE, per capire se un ente è pubblico, non si guarda tanto alla sua "forma" (cioè se sulla carta è chiamato "ente pubblico" o "società"), ma si guarda alla "sostanza", cioè cosa fa e come funziona. Questo si chiama criterio sostanzialistico, e prevale sul criterio "formalistico". 4

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