Metodologie didattiche innovative: Evidence Based Education e Problem Based Learning

Documento da Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia su Metodologie Didattiche Innovative. Il Pdf esplora l'Evidence Based Education (EBE) e il Problem Based Learning (PBL), delineando strategie didattiche e strumenti di valutazione per l'Università.

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38 pagine

Metodologie didattiche innovative
Scienze dell'educazione
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE)
37 pag.
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CHE COSA SONO LE STRATEGIE DIDATTICHE
La parola “strategia” viene usata in vari ambiti ed indica la scelta dei modi e dei mezzi ritenuti più
opportuni al raggiungimento di un risultato.
Una strategia didattica è l’applicazione di un insieme di azioni intenzionali, coerenti e coordinate
volte al raggiungimento di un obiettivo educativo nel modo migliore.
Caratteristiche di una strategia didattica
Una strategia didattica, per dirsi tale, deve possedere alcune caratteristiche:
1. deve avere una denominazione e una fisionomia tali da renderla riconoscibile tra le altre.
2. Deve essere adattabile a contesti diversi.
3. Deve avere una evidente utilità pratica.
4. Deve avere avuto un numero ragionevole di riconoscimenti positivi (= ha funzionato nel
passato) e di indagini sperimentali capaci di confermarne l’efficacia anche in applicazioni
future (= funzionerà nel futuro).
Evidence Based Education - EBE
Ogni azione didattica ed ogni risultato ottenuto possono essere interpretati secondo visioni del tutto
opposte→ Si sta facendo avanti l’esigenza di giungere a criteri standard per la valutazione dei
risultati degli interventi educativi.
Questo approccio prende il nome di Evidence Based Education (EBE) che mira a raccogliere una
serie di conoscenze in grado di migliorare le scelte e le azioni in campo educativo L’obiettivo
dell’EBE è quello di indicare quali interventi educativi sono efficaci nelle diverse situazioni, per
rendere consapevoli i docenti delle loro scelte.
Gli strumenti utilizzati sono principalmente 2:
1. Meta-analisi = Elaborazioni di dati statistici che si concretizzano in un indicatore
standardizzato: effect size (ES) che indica la misura della forza di un fenomeno.
Esso si presenta sotto forma di numero che, se < 0 indica effetto negativo, se > 0 indica
effetto positivo→ Hattie, ricercatore australiano, suggerisce di considerare degno di
attenzione un risultato di almeno ES = 0,30, anche se la soglia oltre la quale l’effetto
conseguente a un determinato intervento mostra visibilmente i propri effetti è a partire da ES
= 0,40.
2. Systematic reviews = Riassunti ragionati della letteratura disponibile su un determinato
argomento, a partire dalla selezione dei lavori più significativi.
Elementi da tenere in considerazione prima della scelta della strategia didattica
Quando si parla di strategie didattiche efficaci non si fa riferimento a elisir miracolosi, utili in ogni
situazione. Prima di scegliere la strategia didattica si deve:
1. Analizzare il contesto all’interno del quale si opera.
2. Verificare che ci sia coerenza tra le modalità operative suggerite dalla strategia ed il tipo di
conoscenze e competenze al centro degli obiettivi formativi.
3. Verificare che vi siano i tempi necessari alla sua applicazione.
4. Verificare che vi siano le capacità necessarie alla sua applicazione.
Una volta considerati tutti questi aspetti e scelta la strategia didattica, essa va adattata al contesto,
molto spesso capita che per raggiungere gli obiettivi prefissati si debba integrare con altre strategie
didattiche diverse.
Le 6 architetture didattiche
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Anteprima

CHE COSA SONO LE STRATEGIE DIDATTICHE

La parola "strategia" viene usata in vari ambiti ed indica la scelta dei modi e dei mezzi ritenuti più opportuni al raggiungimento di un risultato. ↓ Una strategia didattica è l'applicazione di un insieme di azioni intenzionali, coerenti e coordinate volte al raggiungimento di un obiettivo educativo nel modo migliore.

Caratteristiche di una strategia didattica

Una strategia didattica, per dirsi tale, deve possedere alcune caratteristiche:

  1. deve avere una denominazione e una fisionomia tali da renderla riconoscibile tra le altre.
  2. Deve essere adattabile a contesti diversi.
  3. Deve avere una evidente utilità pratica.
  4. Deve avere avuto un numero ragionevole di riconoscimenti positivi (= ha funzionato nel passato) e di indagini sperimentali capaci di confermarne l'efficacia anche in applicazioni future (= funzionerà nel futuro).

Evidence Based Education - EBE

Ogni azione didattica ed ogni risultato ottenuto possono essere interpretati secondo visioni del tutto opposte-> Si sta facendo avanti l'esigenza di giungere a criteri standard per la valutazione dei risultati degli interventi educativi. ↓ Questo approccio prende il nome di Evidence Based Education (EBE) che mira a raccogliere una serie di conoscenze in grado di migliorare le scelte e le azioni in campo educativo-> L'obiettivo dell'EBE è quello di indicare quali interventi educativi sono efficaci nelle diverse situazioni, per rendere consapevoli i docenti delle loro scelte.

Gli strumenti utilizzati sono principalmente 2:

  1. Meta-analisi = Elaborazioni di dati statistici che si concretizzano in un indicatore standardizzato: effect size (ES) che indica la misura della forza di un fenomeno. ↓ Esso si presenta sotto forma di numero che, se < 0 indica effetto negativo, se > 0 indica effetto positivo-> Hattie, ricercatore australiano, suggerisce di considerare degno di attenzione un risultato di almeno ES = 0,30, anche se la soglia oltre la quale l'effetto conseguente a un determinato intervento mostra visibilmente i propri effetti è a partire da ES = 0,40.
  2. Systematic reviews = Riassunti ragionati della letteratura disponibile su un determinato argomento, a partire dalla selezione dei lavori più significativi.

Elementi da tenere in considerazione prima della scelta della strategia didattica

Quando si parla di strategie didattiche efficaci non si fa riferimento a elisir miracolosi, utili in ogni situazione. Prima di scegliere la strategia didattica si deve:

  1. Analizzare il contesto all'interno del quale si opera.
  2. Verificare che ci sia coerenza tra le modalità operative suggerite dalla strategia ed il tipo di conoscenze e competenze al centro degli obiettivi formativi.
  3. Verificare che vi siano i tempi necessari alla sua applicazione.
  4. Verificare che vi siano le capacità necessarie alla sua applicazione.

Una volta considerati tutti questi aspetti e scelta la strategia didattica, essa va adattata al contesto, molto spesso capita che per raggiungere gli obiettivi prefissati si debba integrare con altre strategie didattiche diverse.

Le 6 architetture didattiche

docsity Metodologie didattiche innovative Scienze dell'educazione Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE) 37 pag. Document shared on https://www.docsity.com/it/metodologie-didattiche-innovative-2/11380474/ Downloaded by: andrea-poma-4 (a.poma2002@gmail.com)Le diverse strategie didattiche hanno alcune affinità che ne permettono la collocazione all'interno di grandi famiglie: le architetture. ↓ Le diverse architetture si differenziano tra loro per:

  1. Gestione del processo formativo.
  2. Struttura del materiale didattico.
  3. Livelli di autonomia degli studenti.
  4. Quantità delle interazioni alunno-docente.

↓ Queste architetture sono collocabili su un continuum che va da un minore coinvolgimento dell'allievo ad una sua massima responsabilizzazione (l'architettura recettiva si colloca al livello più basso di questa ipotetica linea mentre quella metacognitivo-autoregolativa al livello più alto). Vediamo ora nel dettaglio le 6 architetture:

  1. Architettura ricettiva.
  2. Architettura comportamentale.
  3. Architettura simulativa.

ARCHITETTURA RECETTIVA (trasmissiva)

Questa architettura esprime il modello classico di insegnamento (asimmetrico), che vede il docente in cattedra a comunicare i saperi e gli studenti concentrati a riceverli. ↓ Questi ultimi sono una sorta di pubblico al quale l'insegnante si rivolge e dal quale riesce ad ottenere stima ed attenzione.

- La valutazione sarà sommativa (= posta alla fine dell'intervento). Nella pratica questa architettura può assumere la forma delle lezione, del seminario o della conferenza, e può essere in presenza o online, in tempo reale o in differita (video).

In questa architettura individuiamo 2 strategie didattiche:

1. ESPOSIZIONE CLASSICA.

È l'esposizione ininterrotta da parte di un insegnante di uno specifico argomento. ↓ Questa metodologia prevede l'erogazione di contenuti senza particolari momenti di interazione con chi ascolta (un momento di interazione potrebbero essere le richieste di chiarimento a fine esposizione).

Cornice storica

Una delle principali conseguenze della conquista del linguaggio è stata la possibilità di poter comunicare, e quindi di tramandare le conoscenze. ↓ Durante il periodo storico del Medioevo si è affermata la retorica = Arte del parlare bene. ↓ Le 5 componenti della retorica sono:

  1. Inventio = Ricerca degli argomenti.
  2. Dispositio = Definisce le modalità di ordinamento degli argomenti. Si divide in 4 parti:
  1. Exordium-> Introduzione con captatio benevolentiae.
  2. Narratio-> Esposizione dei fatti.

Document shared on https://www.docsity.com/it/metodologie-didattiche-innovative-2/11380474/ Downloaded by: andrea-poma-4 (a.poma2002@gmail.com)3. Argumentatio-> Presentazione delle argomentazioni. Questa fase è composta da: * Probatio = Ricerca di esempi per sostenere la propria tesi. * Refutatio = Contestazione della tesi contraria. 4. Peroratio-> Conclusione in cui si ricapitolano le argumentatio e si tenta di conquistare emotivamente il pubblico.

  1. Elocutio = Definizione delle modalità di pronunciare, modulare la voce e gesticolare secondo i canoni estetici delle diverse epoche-> Stile con cui si espongono le idee.
  2. Memoria = Ricordare a memoria il proprio discorso: comprende le tecniche di memorizzazione.
  3. Actio = Modo in cui si parla al pubblico.

Attuazione pratica

Una buona esposizione richiede prima di tutto un'attenta pianificazione a partire da:

  1. Individuazione degli elementi fondamentali da far apprendere nel tempo a disposizione.
  2. Individuazione dei passaggi logici da seguire.
  3. Scelta del linguaggio in base al livello di preparazione degli studenti.
  4. Scelta degli esempi.
  5. Strutturazione delle informazioni per aiutare gli studenti a ricordare meglio le conoscenze. Es: Utilizzo di mappe concettuali, grafici, ecc ... ↓ Deve essere tenuta in considerazione la teoria del carico cognitivo in modo da regolare la quantità delle informazioni proposte.
  6. Uso appropriato della voce: tono, intensità, velocità, pause, ecc ...
  7. Uso appropriato del corpo: postura, gesti, sguardi, ecc ...

Si devono evitare invece:

  • Frasi molto lunghe e complesse.
  • Frasi subordinate.
  • Doppie e triple negazioni.
  • Incisi e parentesi.
  • Digressioni.
  • Divagazioni.

Evidenze

Hattie individua una serie di azioni particolarmente efficaci per l'esposizione classica:

  1. Esplicitare gli obiettivi per aiutare gli studenti a indirizzare le loro energie. (ES = 0,57).
  2. Usare gli anticipatori (advance organizers) = Dispositivi concettuali capaci di raccordare le nuove informazioni alle preesistenti. (ES = 0,41).
  3. Usare mappe concettuali per aiutare gli studenti a identificare i temi principali.
  4. Fare esempi guidati (worked examples) in modo da accompagnare l'esposizione del problema con i passi da seguire per la soluzione. (ES = 0,53).

Possibili rischi

L'esposizione classica, se non accuratamente progettata, porta a quella modalità Document shared on https://www.docsity.com/it/metodologie-didattiche-innovative-2/11380474/ Downloaded by: andrea-poma-4 (a.poma2002@gmail.com)trasmissiva e passivizzante-> L'esposizione orale può richiedere conoscenze linguistiche eccessive e portare gli studenti a perdere il filo del discorso, stancarsi, non capire. ↓ Bruner individua nel racconto una modalità del pensiero umano di fare memoria delle esperienze.

Flipped classroom

Numerosi siti specializzati, oltre a YouTube, stanno offrendo ad insegnanti e studenti una quantità esponenziale di lezioni, conferenze, spiegazioni, ecc ... Questo fenomeno ha dato origine all'idea di flipped classroom = Ribaltare le modalità di lavoro: la fruizione dei video, e quindi lo studio, (che diventano la spiegazione) avviene prima a casa in autonomia, poi a scuola si svolgono attività di approfondimento insieme all'insegnante, il quale risponde anche ad eventuali dubbi. ↓ Questa metodologia permette agli studenti di assecondare il proprio ritmo personale poiché il video è possibile interromperlo e rivederlo più volte.

2. ESPOSIZIONE MULTIMODALE.

È l'esposizione dello stesso contenuto in modi diversi-> Questo permette il raggiungimento di tutti gli studenti, i quali hanno tutti preferenze diverse. ↓ Le tecnologie possono facilitare questo lavoro.

Cornice storica

L'attenzione all'utilizzo di modalità comunicative diverse ha assunto un significato particolare da quando la pedagogia speciale ha iniziato a studiare il modo di educare soggetti con disabilità. ↓ L'idea che forme di comunicazione alternative possano essere un beneficio per tutti è relativamente nuova-> Una delle proposte più convincenti è quella di Universal for Learning (UDL) = Modello di progettazione e di attuazione dell'istruzione sviluppato negli Stati Uniti dal CAST (center for applied special technology).

Attuazione pratica

Sviluppare un intervento multimodale richiede di tenere sempre presente l'esigenza di differenziare. ↓ Ci sono 3 principi da tenere in considerazione nella progettazione di interventi multimodali:

  1. È necessario offrire più opzioni di rappresentazione dato che gli studenti differiscono nei modi di percepire e comprendere le informazioni. Es: Studenti con disabilità sensoriali (cecità o sordità) e studenti con DSA richiedono modi diversi di avvicinamento ai contenuti.
  2. È necessario l'impiego di modelli diversi d'azione dato che gli studenti differiscono nei modi in cui possono muoversi all'interno dell'ambiente di apprendimento.
  3. È necessaria la messa a punto di opzioni differenti per promuovere l'interesse, sostenere lo sforzo, ecc ...

Possibili rischi

> Il problema principale è quello dell'attenzione divisa (split-attention) ↓ Quando si ha a che fare con rappresentazioni diverse gli studenti devono mettere in relazione più fonti di informazione-> Questo può dare luogo ad un carico Document shared on https://www.docsity.com/it/metodologie-didattiche-innovative-2/11380474/ Downloaded by: andrea-poma-4 (a.poma2002@gmail.com)

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