Anatomia e fisiologia del naso e dell'orecchio, audiometria e patologie

Documento universitario sull'anatomia e fisiologia del naso e dell'orecchio. Il Pdf esplora le funzioni respiratorie e sensoriali del naso, le tecniche diagnostiche uditive come audiometria vocale e impedenzometria, e le patologie dell'orecchio, con un focus sull'otosclerosi, per lo studio della Biologia.

Mostra di più

39 pagine

CHIACCHIO MARIA ROSARIA 9 NOVEMBRE 2023
1
NASO
Il naso è un organo impari situato al centro della faccia, ha una forma di una piramide triangolare
con la base rivolta verso il basso e svolge una duplice funzione:
1. Respiratoria;
2. Sensoriale (anche detta olfattiva).
Nel naso distinguiamo:
Radice: situata al di sotto dell’osso frontale e questa
unione (radice e osso frontale) forma la glabella;
Dorso;
Punta;
Apice alto;
Base inferiore: nella quale troviamo due orifizi, che
prendono il nome di narici. Le narici sono separate tra
di loro da una struttura detta columella.
Il naso possiede una struttura osteo-cartilaginea e in essa distinguiamo:
Le ossa proprie del naso: sono delle lamine
rettangolari che si uniscono sulla linea
mediana tra di loro;
Processo frontale o branca montante
dell’osso mascellare: si trova lateralmente e si
proietta dalle ossa della guancia;
Procedendo verso il basso troviamo le cartilagini:
1. Cartilagini triangolari: sono pari;
2. Cartilagini alari: contribuiscono alla
formazione della punta del naso e possiamo
distinguere
Crus laterale
Crus mediale.
FOSSE NASALI
Com detto in precedenza, le narici sono due orifizi pari che ci permettono di accedere alle fosse
nasali. La fossa nasale è composta da:
1. Pavimento;
2. Parete laterale: è formata da tre lamine ossee, che prendono il nome di turbinati o cornetti.
Abbiamo:
Turbinato inferiore;
Turbinato medio;
Turbinato superiore.
I turbinati sono rivestite da mucosa di tipo
respiratorio (vi è la presenza di cellule macinare e
cellule ciliate), che risulta essere fortemente irrorata e
presenta sulla superficie un epitelio di tipo ciliato. I
turbinati ci permettono di:

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

Naso: Anatomia e Funzioni

CHIACCHIO MARIA ROSARIA 9 NOVEMBRE 2023 NASO Il naso è un organo impari situato al centro della faccia, ha una forma di una piramide triangolare con la base rivolta verso il basso e svolge una duplice funzione:

  1. Respiratoria;
  2. Sensoriale (anche detta olfattiva).

Nel naso distinguiamo:

  • Radice: situata al di sotto dell'osso frontale e questa unione (radice e osso frontale) forma la glabella;
  • Dorso;
  • Punta; Apice alto;
  • Base inferiore: nella quale troviamo due orifizi, che prendono il nome di narici. Le narici sono separate tra di loro da una struttura detta columella.

GLABELLA RADICE DEL NASO DORSO PUNTA SOLCO ALARE COLLIMELLA FILTRO Il naso possiede una struttura osteo-cartilaginea e in essa distinguiamo:

  • Le ossa proprie del naso: sono delle lamine rettangolari che si uniscono sulla linea mediana tra di loro;
  • Processo frontale o branca montante dell'osso mascellare: si trova lateralmente e si proietta dalle ossa della guancia;

Procedendo verso il basso troviamo le cartilagini:

  1. Cartilagini triangolari: sono pari;
  2. Cartilagini alari: contribuiscono alla formazione della punta del naso e possiamo distinguere Crus laterale Crus mediale.

Osso frontale Ossa nasali Processo frontale dell'osso mascellare Cartilagini laterali del naso Cartilagine del setto Cartilagine alare minore Cartilagine alare accessoria (sesamoide) Cartilagine alare maggiore Branca laterale Branca mediale Cartilagine del setto Spina nasale anteriore dell'osso mascellare Tessuto fibro-adiposo dell'ala del naso Foro infraorbitale

Fosse Nasali: Struttura e Componenti

FOSSE NASALI Com detto in precedenza, le narici sono due orifizi pari che ci permettono di accedere alle fosse nasali. La fossa nasale è composta da:

  1. Pavimento;
  2. Parete laterale: è formata da tre lamine ossee, che prendono il nome di turbinati o cornetti. Abbiamo:
  • Turbinato inferiore;
  • Turbinato medio;
  • Turbinato superiore.

I turbinati sono rivestite da mucosa di tipo respiratorio (vi è la presenza di cellule macinare e cellule ciliate), che risulta essere fortemente irrorata e presenta sulla superficie un epitelio di tipo ciliato. I turbinati ci permettono di:

Turbinato superiore. Turbinato medio _ Turbinato inferiore 1CHIACCHIO MARIA ROSARIA 9 NOVEMBRE 2023 Riscaldare l'aria che respiriamo: questo accade perché l'aria a contatto con la mucosa dei turbinati riceve il calore della vascolarizzazione che la va a riscaldare; Depurare l'aria che respiriamo: questo avviene sia per le particelle "grossolane", ovvero che vengono impregnate nel muco e sia da particelle microscopiche. Queste particelle, grazie al movimento delle cellule ciliate, situate nella mucosa, vengono spostate posteriormente nel rinofaringe e in seguito eliminate; Umidificare l'aria che respiriamo. I turbinati, grazie alla loro conformazione, permettono la creazione di correnti d'aria che spingono l'aria che noi respiriamo direttamente nelle vie aeree inferiori. A livello della testa della mucosa del turbinato inferiore vi sono dei recettori, in particolare i pressocettori, che vengono stimolati dal passaggio dell'aria. Oltre alla presenza dei turbinati, nella parete laterale troviamo tre meati (o fori). I meati mettono in comunicazione la fossa nasale con i seni-paranasali. Essi, che si trovano sotto i turbinati, si dividono in:

  • Meato inferiore: vi è lo sbocco del canale naso- lacrimale;
  • Meato medio: grazie a quest'ultimo le fosse nasali comunicano con il seno frontale, le cellule etmoidali e i seni mascellari;
  • Meato superiore: grazie a quest'ultimo le fosse nasali comunicano con il seno sfenoidale.

3. Parete superiore: è costituita dalla lamina fibrosa dell'etmoide, detta anche volta. Su di essa è presenta la mucosa olfattiva che permette la percezione degli odori.

Meato superiore le Turbinato superiore Seno sfe 1 Turbinato inferiore Meato inferiore Meato medio 4. Parete mediale: è costituita dal setto nasale (divide le fosse nasali) che è in parte cartilagineo e in parte possiede una struttura ossea. La porzione anteriore, formata dalla cartilagine quadrangolare, è essenzialmente cartilaginea mentre la parte posteriore è formata essenzialmente da ossa. In particolare è composta da appendici di due ossa:

  • Osso inferiore: ovvero il vomere;
  • Osso superiore: ovvero l'etmoide.

5. Parete inferiore: costituisce la faccia superiore del palato duro. Le fosse nasali comunicano con il rinofaringe attraverso l'apertura posteriore, detta coana.

Seni Paranasali: Tipi e Funzioni

SENI PARANASALI Sono cavità che contengono aria nelle ossa attorno alla cavità nasale. Essi sono strutture accoppiate e prendono il nome in base all'osso sul quale si trovano. Abbiamo:

  • Seni mascellari: sono la coppia più grande di seni e si trovano tra le mascelle. Seni etmoidali: è situato tra la sottile parete interna dell'orbita e la parete laterale della cavità nasale. Essi sono costituiti da diverse cavità comunicanti, dette celle d'aria etmoidali.

SENO FRONTALE SENO ETMOIDALE SENO SFENOIDALE SENO MASCELLARE 2CHIACCHIO MARIA ROSARIA 9 NOVEMBRE 2023 Seni sfenoidali: si trovano dietro il tetto della cavità nasale, all'interno dell'osso sfenoide. Essi sono separati da una sottile parete ossea divisoria verticale: Seni frontali: si trovano all'interno dell'osso frontale. Hanno dimensioni variabili e corrispondono all'area sopra alla parte interna del sopracciglio. Si trovano sopra l'apertura nella cavità nasale nel meato medio. Tra le funzioni dei seni paranasali abbiamo:

  1. Dare alla voce un tono caldo e intenso;
  2. Alleggerire il peso del cranio;
  3. Produzione di muco che fluisce nella cavità nasale.

Patologie del Naso: Epistassi

PATOLOGIE Epistassi È la perdita di sangue dalle fosse nasali. L'epistassi può essere: Mono-laterale; Bilaterale Le cause si distinguono in:

  • Locali: sono le più frequenti e tra esse abbiamo:
  1. Patologie traumatiche (è la causa che si presenta spesso);
  2. Processi infiammatori;
  3. Patologie neoplastiche, siano esse benigne (poliposi nasale) o maligne (carcinoma).
  • Generali: sono rappresentate da tutte le affezioni che determinano un'alterazione del meccanismo della coagulazione del sangue. Alcune tra queste possono essere:
  1. Diabete mellito;
  2. Ipertensione;
  3. Epatopatie;
  4. Insufficienza renale ..

Esse comprendono tutte le alterazioni che compromettono il meccanismo di regolazione del sangue. La mucosa del setto nasale presenta un reticolo capillare, chiamato locus valsalvae (varici del setto nasale) che non possiede una localizzazione molto profonda e pertanto o con un banale trauma o in seguito a cambiamenti di temperatura, si ha la sua rottura che ne provoca l'epistassi. Quando ci troviamo difronte ad un paziente che presenta epistassi dobbiamo:

  1. Individuare la fossa nasale interessata;
  2. Invitiamo il paziente ad inclinare la testa in avanti;
  3. Chiudiamo la punta del naso con il pollice e l'indice, attuando una compressone per qualche minuto.

Questo ci permette di creare un emostasi da compressione. mon sca A volte però anche con la compressione, l'epistassi è tale da non riuscire a garantire la formazione di un'emostasi. Allora dobbiamo ricorrere al tamponamento nasale.

Tamponamento Nasale: Anteriore e Posteriore

TAMPONAMENTO NASALE È importante fare una differenza tra:

  • Tamponamento nasale anteriore;
  • Tamponamento nasale posteriore.

3CHIACCHIO MARIA ROSARIA 9 NOVEMBRE 2023 Il tamponamento nasale anteriore si effettua utilizzando delle strisce di garza, medicate con vasellina (o con sostanze simili) in grado di poter garantire una coagulazione ematica. La garza viene inserita nella cavità nasale con una pinza, con lo scopo di tamponare l'intera cavità e favorire il divaricatore processo di emostasi. Il tamponamento può essere tenuto in situ 48-72h. L'efficacia del tamponamento nasale anteriore sarà valutata facendo aprire la bocca al paziente, in modo tale da poter verificare se in orofaringe vi è uno scolo di sangue che viene dall'alto. In caso di:

  • Assenza di scolo di sangue, il tamponamento nasale inferiore risulta riuscito (è normale ovviamente trovare un po' di sangue, è importante quindi far sciacquare la bocca al paziente e poi ricontrollare);
  • Presenza di scolo ematico nell'orofaringe, il tamponamento nasale anteriore non è stato utile a favorire un'emostasi tale da fermare l'emorragia e sarà necessario effettuare un tamponamento nasale posteriore.

IN ASSENZA DI Quando si fa un tamponamento nasale anteriore, assicuriamoci di avere un aspiratore, in caso contrario, se l'emorragia non si arresta, chiediamo al paziente di soffiare con forza il naso. Questo poiché, può capitare che l'emorragia sia sostenuta da un coagulo ematico che si è formato nella cavità nasale, per cui non avviene un processo di emostasi rapida, ma al contrario, si continua a perdere sangue. Una volta che il coagulo viene espulso, l'emorragia si ferma all'istante in modo autonomo. Il tamponamento nasale posteriore viene eseguito con un batuffolo di garza avvolto. Le dimensioni della garza devono corrispondere alle misure della falange ungueale del primo dito del paziente (pollice). La arrotoliamo fino a raggiungere uno spessore di circa 1 centimetro e mezzo e intorno a questo cilindretto di garza si andranno a legare 4 fili. Prima di iniziare la procedura, al paziente viene somministrato alcun sedativo per rilassarsi lui e ridurre il riflesso del vomito. In seguito:

  1. Introduciamo nella cavità nasale un sondino Nelaton che arriva nel rinofaringe e prosegue fino alla bocca del paziente;
  2. Con una pinza (klemmer) afferriamo il sondino dall'orofaringe, lo tiriamo fuori dalla bocca, e ci leghiamo intorno 2 dei fili avvolti al batuffolo di garza;
  3. Tirando indietro il sondino dalla parte del naso permettiamo automaticamente che il batuffolo sarà anch'esso tirato;
  4. Accompagniamo col dito il batuffolo di garza fino al palato molle e lo posizioniamo al livello del rinofaringe;
  5. Il tamponamento nasale posteriore può essere poi completato da quello anteriore.

Le fosse nasali comunicano posteriormente con il rinofaringe attraverso degli orifizi che prendono il nome di coane. Il rinofaringe è formato da una volta, una parete posteriore e da due pareti laterali ma lateralmente è sprovvisto di parete perché vi è la coana. Sulle pareti laterali del rinofaringe sono presenti due meati, che rappresentano lo sbocco della tuba di Eustachio. La tuba di Eustachio consente la comunicazione tra l'orecchio medio e il rinofaringe con lo scopo di drenare il muco che si forma nella cavità dell'orecchio medio e consente il 4

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.