Teologia 3 Pessani: la morale cristiana, radici e ambienti del vivere

Documento dall'Università Cattolica del Sacro Cuore sulla morale cristiana. Il Pdf esplora la crisi della morale, la storia della teologia morale, la sessualità, il matrimonio, la bioetica, la clonazione, la salute e i diritti del paziente, con un focus sulla religione.

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Teologia 3 Pessani - la morale cristiana
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LA MORALE CRISTIANA: RADICI E AMBIENTI DEL VIVERE
TEOLOGIA 3-PESSANI 2017/2018
L’ethos/moralitas è quello che in un dato tempo e luogo è riconosciuto come giusto ovvero conforme al dover agire
dell’uomo affinché possa realizzare la sua umanità: insieme di ideali valori e norme che indicano come gli uomini
dovrebbero comportarsi.
Non è solo divieti ma anche orientamenti positivi, intesi come ideali di vita e indicazioni su come l’uomo deve
comportarsi per realizzarsi pienamente.
La teologia e la filosofia cercano entrambe il senso e il compito dell’uomo della vita e del creato: indagano su Gesù, ma
la differenza è che la filosofia si basa sulla ragione umana e la teologia sulla rivelazione divina (non è possibile fare
teologia senza fede) con l’obiettivo di rendere la fede comprensibile alla ragione (razionalizzarla).
La teologia morale quindi è la scienza teologica che indaga (oltre a mostrare all’uomo la verità su Dio, deve spiegare
cosa l’uomo deve fare per rispondere al dovere divino) sul significato e i valori dell’agire umano alla luce della
rivelazione.
Crisi della morale: anni 60 e ‘70
Modello tradizionale: morale statica fondata sulle esperienze passate, bene e male oggettivi e universali
Modello moderno: riscoperta soggettività, autorealizzazione personale, pluralismo, diversità, alternativa e
libertà. La dimensione storica diventa storicismo. L’individuo è giudice ultimo.
Crisi delle ideologie: anni ’80 presa di coscienza dei limiti della politica, il progresso è un bene e non deve essere
ostacolato (oggi: paura di fronte ad un progresso indiscriminato).
Oggi-giovani e la morale: sempre meno sentimenti religiosi e trascendenti. Il papa dice che bisogna essere coraggiosi,
amare e assumersi il rischio di un rifiuto, avere cura per l’ambiente e per i poveri (amicizia amore e tenerezza per
Gesù).
La storia della teologia morale:
Fino al IV secolo: trattazione non sistematica della morale. Problemi della Chiesa: reintegrazione di chi aveva
abiurato la fede (lapsi) sotto la pressione delle persecuzioni a chi si apprestava a diventare cristiano si
prospettavano due vie: una della vita e una della morte.
Dal IV al XII S. Agostino. Felicità: tutti vogliamo vivere felici e nessuno lo è se non gode del bene supremo
dell’uomo. Ricerca della felicità è universale e il sommo bene è il godimento di Dio, padre figlio e spirito
santo. L’umanità è rimasta corrotta dal peccato originale ma comunque l’uomo gode ancora di libero arbitrio
ma non può raggiungere la pienezza senza la grazia divina. Libertà-grazia.
XII: la teologia scolastica. Esaltazione della ragione umana come partecipazione alla ragione divina. Tommaso
d’Acquino: tutte le creature sono attratte da Dio come loro ultimo compimento. Quelle razionali essendo create
a immagine e somiglianza di Dio e quindi dotate di autodeterminazione tornano a lui compiuta, mentre quella
non razionale torna a lui in uno stato di passività completa: l’uomo è artefice del suo destino. La morale
cristiana è la ricerca della felici e il peccato originale NON ha corrotto l’umanità che rimane libera di
autodeterminarsi grazie alla sua intelligenza e alla sua volontà, semplicemente l’effetto del peccato è stato
quello di traviare l’uomo che anziché tendere verso Dio.
XIII: mentre S. Tommaso attribuisce il primato alla ragione, i Francescani erigono a primato la volontà,
l’amore e il godimento: l’atto di beatitudine le due scuole erano quindi in disputa. Ockham è il padre del
Nominalismo: l’individuo è assolutamente libero, la sua volontà si determina a partire da stessa orientandosi
tra bene e male. La condotta è costituita da atti morali liberi ed indipendenti. Per S. Tommaso le inclinazioni
naturali alla felicità, al bene e al male sono la fonte stessa della libertà umana; per Ockham invece sono un
ostacolo: fonda un sistema di leggi e contratto sociale –se ogni uomo è un’isola non potrà legarsi agli altri se
non accordandosi con gli altri stabilendo una serie di diritti e obblighi. Vengono così poste le fondamenta della
filosofia e della democrazia. Dal momento in cui gli obblighi stabiliti sono soddisfatti, l’uomo è libero di agire
come vuole.
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LA MORALE CRISTIANA: RADICI E AMBIENTI DEL VIVERE

StuDocu.com Teologia 3 Pessani - la morale cristiana Teologia III (Università Cattolica del Sacro Cuore) StuDocu is not sponsored or endorsed by any college or university Downloaded by Ludovica Arcuri (fds7dxxbfk@privaterelay.appleid.com) TEOLOGIA 3-PESSANI 2017/2018 L'ethos/moralitas è quello che in un dato tempo e luogo è riconosciuto come giusto ovvero conforme al dover agire dell'uomo affinché possa realizzare la sua umanità: insieme di ideali valori e norme che indicano come gli uomini dovrebbero comportarsi. Non è solo divieti ma anche orientamenti positivi, intesi come ideali di vita e indicazioni su come l'uomo deve comportarsi per realizzarsi pienamente.

La teologia e la filosofia cercano entrambe il senso e il compito dell'uomo della vita e del creato: indagano su Gesù, ma la differenza è che la filosofia si basa sulla ragione umana e la teologia sulla rivelazione divina (non è possibile fare teologia senza fede) con l'obiettivo di rendere la fede comprensibile alla ragione (razionalizzarla). La teologia morale quindi è la scienza teologica che indaga (oltre a mostrare all'uomo la verità su Dio, deve spiegare cosa l'uomo deve fare per rispondere al dovere divino) sul significato e i valori dell'agire umano alla luce della rivelazione.

Crisi della morale: anni '60 e '70

  • Modello tradizionale: morale statica fondata sulle esperienze passate, bene e male oggettivi e universali
  • Modello moderno: riscoperta soggettività, autorealizzazione personale, pluralismo, diversità, alternativa e libertà. La dimensione storica diventa storicismo. L'individuo è giudice ultimo.

Crisi delle ideologie: anni '80 presa di coscienza dei limiti della politica, il progresso è un bene e non deve essere ostacolato (oggi: paura di fronte ad un progresso indiscriminato).

Oggi-giovani e la morale: sempre meno sentimenti religiosi e trascendenti. Il papa dice che bisogna essere coraggiosi, amare e assumere il rischio di un rifiuto, avere cura per l'ambiente e per i poveri (amicizia amore e tenerezza per Gesù).

La storia della teologia morale

  • Fino al IV secolo: trattazione non sistematica della morale. Problemi della Chiesa: reintegrazione di chi aveva abiurato la fede (lapsi) sotto la pressione delle persecuzioni -a chi si apprestava a diventare cristiano si prospettavano due vie: una della vita e una della morte.
  • Dal IV al XII -S. Agostino. Felicità: tutti vogliamo vivere felici e nessuno lo è se non gode del bene supremo dell'uomo. Ricerca della felicità è universale e il sommo bene è il godimento di Dio, padre figlio e spirito santo. L'umanità è rimasta corrotta dal peccato originale ma comunque l'uomo gode ancora di libero arbitrio ma non può raggiungere la pienezza senza la grazia divina. Libertà-grazia.
  • XII: la teologia scolastica. Esaltazione della ragione umana come partecipazione alla ragione divina. Tommaso d'Acquino: tutte le creature sono attratte da Dio come loro ultimo compimento. Quelle razionali essendo create a immagine e somiglianza di Dio e quindi dotate di autodeterminazione tornano a lui compiuta, mentre quella non razionale torna a lui in uno stato di passività completa: l'uomo è artefice del suo destino. La morale cristiana è la ricerca della felicità e il peccato originale NON ha corrotto l'umanità che rimane libera di autodeterminarsi grazie alla sua intelligenza e alla sua volontà, semplicemente l'effetto del peccato è stato quello di traviare l'uomo che anziché tendere verso Dio.
  • XIII: mentre S. Tommaso attribuisce il primato alla ragione, i Francescani erigono a primato la volontà, l'amore e il godimento: l'atto di beatitudine -le due scuole erano quindi in disputa. Ockham è il padre del Nominalismo: l'individuo è assolutamente libero, la sua volontà si determina a partire da sé stessa orientandosi tra bene e male. La condotta è costituita da atti morali liberi ed indipendenti. Per S. Tommaso le inclinazioni naturali alla felicità, al bene e al male sono la fonte stessa della libertà umana; per Ockham invece sono un ostacolo: fonda un sistema di leggi e contratto sociale -se ogni uomo è un'isola non potrà legarsi agli altri se non accordandosi con gli altri stabilendo una serie di diritti e obblighi. Vengono così poste le fondamenta della filosofia e della democrazia. Dal momento in cui gli obblighi stabiliti sono soddisfatti, l'uomo è libero di agire come vuole. 1 This document is available free of charge on StuDocu.com Downloaded by Ludovica Arcuri (fds7dxxbfk@privaterelay.appleid.com)
  • Protestantesimo: valorizza i concetti di peccato e grazia tralasciando quelli di virtù e merito.
  • Dal XV al XVI: teologia morale casistica. La teologia morale accede alle università provocando un appannamento del clero. Nasce quindi per reazione una teologia spirituale mistica: separazione tra il campo morale (obbligatorio) e il campo spirituale (facoltativo). Siccome nelle università l'insegnamento della teologia morale si era fatto complicato, era necessario semplificarlo per il clero. I gesuiti inventarono un nuovo genere delle istitutiones morales in cui l'attenzione è concentrata sui fondamenti della moralità (la morale non fa più parte delle virtù, ma dei comandamenti ed è funzionale alla risoluzione dei casi di coscienza che il confessore avrebbe incontrato nel corso del suo ministero). Il peccato appare come una trasgressione alla legge, la quale tesse la struttura entro la quale l'uomo si muove esercitando la sua volontà. La coscienza si articola in 3 momenti: coscienza della legge, applicazione della legge, giudizio sugli atti e sulle persone.
  • Morale di Alfonso Maria de Liguori: morale fondata sulla misericordia di Dio. La verità morale sta nella persona; il bene e il male sono oggettivi e diventano verità morale quando vengono appresi dalla persona. Il confessore non deve limitarsi a far superare il peccato ma deve piantare le virtù: non deve essere giudice ma medico misericorDioso.
  • Illuminismo: grande interesse nella morale per creare un mondo migliore e più felice.
  • XIX-XX: la Chiesa deve affrontare l'industrializzazione.

Nel Concilio Vaticano II, Giovanni 23 richiama la necessità di un rinnovamento della teologia morale (esposizione scientifica). Nella cost. pastorale gaudium et spes al n. 46 c'è scritto che è necessario che vi sia un confronto con il Vangelo (inteso come rivelazione di Dio fissata nella Bibbia):

  • La Scrittura è fondamento della teologia
  • Non può mai essere disgiunta dalla tradizione Solidità e continuo rinnovamento
  • Anima della teologia.

Enciclica veritas splendor (Giovanni II 1993): importanza della riflessione biblica nella teologia morale Bibbia e morale (2008): rapporto sacra scrittura-morale (ricerca del significato della morale nel nostro tempo per credenti e non). La persona nasce come creatura di Dio poi diventa membro del popolo eletto con cui Dio ha stipulato un'alleanza e poi come fratello di Gesù, figlio di Dio. L'uomo non è mai isolato ma è sempre in un rapporto con Dio o con la comunità.

La morale dell'Antico Testamento

La morale dell'antico testamento è abbastanza limitata dato il contesto storico in cui si è formata: difficoltà di interpretazione. La rivelazione di Dio è progressiva: prende un popolo per mano e lo educa piano piano:

  • Legge: la creazione è il dono fondamentale di Dio, successivamente c'è stato quello dell'elezione del popolo d'Israele e nell'alleanza e nel cammino che ha svelato per l'agire umano. Il premio per l'osservanza della legge sono le benedizioni mentre la punizione sono le maledizioni. Le condizioni per mantenere la libertà sono la fedeltà a Dio e la solidarietà con gli altri membri dell'alleanza e l'amore reciproco (amare il prossimo come se stessi). Il Decalogo contiene gli insegnamenti dati direttamente da Dio al suo popolo. È indispensabile la mediazione umana di Mosè che caratterizza la rivelazione biblica:
  1. Libro dell'Esodo: il sabato è riposo perché Dio ha creato il mondo in 6 giorni e il 7 si è riposato (diversa giustificazione del riposo il sabato rispetto al libro del Deuteromio).
  2. Decalogo: più autorevole delle formulazioni della legge di Mosè e il senso delle sue prescrizioni può essere interpretato solo con riferimento alla promessa di Dio e all'alleanza. Vi sono contenute le prescrizioni per vivere nell'alleanza con Dio e nella libertà che deriva da questa alleanza. È un grande codice etico per tutta l'umanità perché le indica il cammino per una vita buona, ovvero che non si limita all' "io autoreferenziale" chiuso in se stesso.

La legge assume carattere religioso. Israele si definisce il popolo del Signore.

  • Profeti: compimento della comprensione degli insegnamenti trasmessi da Dio. Rapporto culto-vita: non serve a niente compiere determinate pratiche se non sono spinte da un'intenzione di cuore. Il messaggio dei profeti è un invito a tornare a Dio con tutto il cuore attraverso l'interiorizzazione della legge.
  • La sapienza: i libri sapienziali (tra cui la Bibbia) analizzano i temi della felicità, dolore, morte, amicizia, giustizia, onestà ecc. per cercare di mostrare all'uomo il senso di questi valori. A differenza dei profeti non analizzano temi riferiti alla collettività(fini sociali), ma al singolo (giusto modo di comportarsi non solo con 2 Downloaded by Ludovica Arcuri (fds7dxxbfk@privaterelay.appleid.com)Dio ma anche con se stessi). La morale è volta al perfezionamento di sé (non in forma imperativa, ma esortativa).

Messaggio morale del Nuovo Testamento

Messaggio morale del nuovo testamento: nell'antico Dio si rivela nella parola e negli eventi riferiti ad un popolo intero o ai profeti; nel nuovo, si rivela in Gesù che è parola definitiva di Dio. Nel discorso della montagna (vangelo di Matteo), Gesù sale sul monte per annunciare le beatitudini. Solo i discepoli si avvicinano per sentire meglio (beati i poveri di spirito e quelli che sono nel pianto perché saranno consolati, beati i misericorDiosi e quelli puri di cuore, beati voi quando vi perseguiteranno per causa mia). Questo messaggio è indirizzato prima di tutto ai suoi discepoli (quindi nell'interpretazione alla Chiesa).

Punto fermo è che i diritti fondamentali debbano essere rispettati perché attengono alla natura stessa dell'uomo che è creato a immagine e somiglianza di Dio. La verità del compimento portato da Gesù sta nell'amore per i propri nemici: tutte le situazioni di controversia della vita possono essere superate amando il proprio nemico. Il discorso della montagna è stato definito come la sintesi del Vangelo e la morale dell'uomo nuovo. Il compito di Gesù non è quello di abrogare la legge mosaica, ma di condurla a compimento per riuscire a convertire gli uomini alla giustizia dell'amore. Gesù non si accontenta di condannare le opere malvage: lui condanna il cuore malvagio ponendo l'accento su una mutazione interiore. Questi imperativi riguardano la collettività degli uomini in tutti gli aspetti della loro esistenza.

La conversione consiste nell'essere di nuovo figli di Dio, attraverso un cambiamento di mentalità e giudizio: un cambiamento nella propria vita. Il criterio di azione del discepolo di Gesù dev'essere quello dell'amore: come Dio ci ha amati, così noi dobbiamo amare i fratelli e Dio. Cosa fare per avere la vita eterna: avere compassione per il prossimo che può essere uno sconosciuto o qualsiasi altra persona.

  • L'etica nelle lettere di Paolo: la redenzione consente il passaggio dell'uomo da una condizione di non salvezza a una condizione di salvezza che gli permette di sperimentare una nuova vita. Successivamente il cristiano deve lottare contro le potenze del male che dominano il mondo. La carità serve a qualificare la persona che la pone in essere e non le sue azioni, non implica il dare qualcosa, ma il dare se stessi .
  • L'etica nella lettera di Giacomo: esortazione ai cristiani di vivere una fede incarnata nella vita. La non facile vita dei cristiani e il loro essere una minoranza perseguitata da ebrei e pagani non li deve scoraggiare ma renderli tenaci nel loro impegno di coerenza contro la realtà.

La legge morale

La legge morale esprime il carattere obbligante e vincolante ed esigente della chiamata di Dio che rivolge all'uomo ed è per lui moralmente obbligante. Lo scopo non è coercitivo ma orienta l'agire dell'uomo al bene imponendosi dall'interno perché egli agisca in conformità a quello che è il bene della sua persona e la beatitudine eterna. È un mezzo e non è il fine.

  • Origine: Dio
  • Contenuto: strada che l'uomo deve percorrere
  • Comanda il bene e vieta il male
  • Indica il traguardo al culmine di una vita buona.

La legge nella Sacra Scrittura

  1. Antico testamento: è la rivelazione di Dio (torah) comunicata agli uomini da Mosè. La comprensione si ha nell'ottica dell'alleanza. Accettare la legge significa accettare Dio
  2. Nuovo testamento: la legge diventa una persona da seguire: Gesù Cristo come maestro di morale. A Gesù interessa che l'uomo possa comprendere il volere di Dio (diatriba con i farisei). La legge è contenuta nella volontà di Dio che è quindi più ampia. La sintesi di tutta la legge è il comandamento dell'amore di Dio e del prossimo. La legge dell'amore deve diventare legge del servizio verso il prossimo.
  3. Legge secondo l'apostolo Paolo. Contraddittorietà: in alcuni Paesi dice che la legge provoca l'ira di Dio, in altri che la legge è santa e buona come lo è il comandamento. Polemizza contro i giudei contrapponendo il tema della giustificazione che si ottiene mediante la fede in Gesù cristo e svaluta la legge dell'antico testamento. Allo stesso tempo parla della legge antica come buona e santa in quanto data dagli uomini a Dio. 3 This document is available free of charge on StuDocu.com Downloaded by Ludovica Arcuri (fds7dxxbfk@privaterelay.appleid.com)

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