Appunti di Filosofia Morale: etica, bioetica e human enhancement

Documento di Università su Appunti Filosofia. Il Pdf esplora la filosofia morale, distinguendo tra etica di senso comune ed etica critica, la bioetica e l'human enhancement. Questi appunti di Filosofia per l'Università, chiari e concisi, sono utili per lo studio autonomo e presentano un testo ben leggibile e formattazione chiara.

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15 pagine

APPUNTI FILOSOFIA
FILOSOFIA MORALE INTRODUZIONE
La filosofia morale è quella disciplina che si interroga rispetto ai concetti di bene e male all’interno dell’agire
umano e si pone degli interrogativi rispetto alla qualità di questo agire.
Due colonne in tutta la storia della filosofia:
- Aristotele: zoon politikon - provvisto di logos- bene collettivo
- Hobbes: natura asociale e violenta autoconservazione, MA con il raziocinio supera questa sua
natura.
A prescindere da questi due modelli, si afferma che il senso morale (ovvero la predisposizione naturale di
distinguere tra bene e male, tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato) sia frutto di un percorso filogenetico di
Sapiens, le cui strategie vantaggiose per il gruppo di appartenenza hanno permesso l’adattamento durante il
corso dei secoli. Per filogenetico si intende che affonda le radici anche in ambito neurologico (funzionamento
di determinate aree cerebrali).
La morale ha un duplice senso:
1) è l’esito di un percorso evolutivo di sapiens
2) è l’esito dell’agire di sapiens che si esternalizza in norme, istituzioni sociali, riflessioni scritte, etc.
Questa specifica serva a non fermarsi e superare il neuroriduzionismo o in generale il riduzionismo
naturalistico.
Infatti, al tal proposito potremmo avanzare due obiezioni:
1. Che la libertà è un elemento imprescindibile dell’arredo morale (il neuroriduzionismo apre le porte al
neurodeterminismo). È sufficiente l’auto-percezione della libertà perché
essa funzioni;
2. Che la morale ha una componente soggettiva ma anche una componente oggettiva, strutturandosi,
come ci ha insegnato Hegel, in Eticità, cioè l’insieme delle istituzioni attraverso le quali e all’interno delle quali
la concreta vita dell’uomo prende forma. Questa è la ragione per cui in un certo periodo storico è improbabile
che si verifichino certi cambiamenti morali ed è invece probabile che se ne verifichino altri.
ETICA: ha il fine di garantire a Sapiens maggiori possibilità di sopravvivenza, attraverso l’approvazione di quei
comportamenti che risultano adattivi per il gruppo di appartenenza. Quindi, si può affermare che l’Etica è
un’istituzione sociale e normativa.
- Istituzione: perché costruita ad hoc con il fine di regolamentare i comportamenti individuali.
- Sociale: perché pre-esiste agli individui e pre-esisterà alla loro scomparsa.
- Normativa: perché la sua struttura (quella dell’etica) è prescrittiva.
Diversi livelli di Eticità, nella lingua greca Ethos presenta tre significati:
- Dimora: Lo spazio familiare che consente agli individui di avere delle coordinate è l’Etico. Tali principi e
valori sono seguiti per intima convinzione.
- Tradizioni/costumi/usanze: La linfa vitale dell’Etica è questa. Gli usi, i costumi, le tradizioni consentono
di individuare principi e valori che una specifica comunità incorpora nel suo humus. Potremmo dire anche che
gli usi, le tradizioni, etc. costituiscono la nostra carta di identità e ci forniscono le coordinate per guidare il
nostro agire.
- Disposizione soggettiva.
Distinzione tra Etica (o morale) di senso comune ed Etica critica.
- Etica di senso comune: La linfa vitale dell’Etica è questa. Gli usi, i costumi, le tradizioni consentono di
individuare principi e valori che una specifica comunità incorpora nel suo humus. Potremmo dire anche che gli
usi, le tradizioni, etc. costituiscono la nostra carta di identità e ci forniscono le coordinate per guidare il nostro
agire.
- Etica critica: nel momento in cui i valori e i principi trasmessi dalla tradizione diventano oggetto di
riflessione e scrutinio critico, chiedendosi quali siano le origini, le caratteristiche, le ragioni e la liceità di
determinate norme morali, senza limitarsi ad accettarle e accoglierle come qualcosa di dato in maniera
definitiva.
L’etica critica è, per così dire, una progressione dell’etica del senso comune quando cioè, si sviluppa una
criticità rispetto a quello che fa parte dell’orizzonte culturale di ognuno di noi. L’etica critica è una nuova
postura morale che assume nell’uomo. Si può chiamare un approccio socratico: Chiedere le ragioni che sono
alla base di specifiche norme morali e non accoglierle solo perché ci sono state impartite da individui che
consideriamo autorevoli (i nostri genitori, un prete, etc.).
Se tale riflessione è condotta in maniera metodica assume la forma dell’Etica filosofica, entro la quale viene
condotta un’interrogazione sistematica e rigorosa intorno alla morale.
A cosa serve?
- Chiarire l’uso dei termini morali e in che modo costruiamo i nostri giudizi;
- A fornirci modelli normativi che guidino le nostre azioni.
- A fornirci strumenti per poter carpire e comprendere al meglio situazioni in cui sono presenti elementi
morali;
- A mettere a fuoco l’importanza della ragione e dei sentimenti nella vita morale.
L’etica filosofica si divide in:
- Etica descrittiva: comportamento umano e ragionamento morale quando l’individuo si trova davanti a
una scelta. Campo delle neuroscienze.
- Metaetica: analisi linguistica. Validità degli enunciati.
- Etica applicata: ricaduta pratica delle teorie morali. Applicabilità in specifici ambiti.
- Etica normativa: principi dell’agire umano. Scopo è definire un codice condiviso di regole e divieti che
dovrebbe fare da linee guida universale a prescindere dalla società, contesto o cultura in cui si è nati.
Vari modi di classificare le teorie morali normative: Cognitiviste e non, descrittiviste e non, teleologiche e
deontologiche.
Principali teorie etiche normative:
Consequenzialismo: conseguenze dell’azione stessa, senza prendere in considerazione le intenzioni o le
motivazioni che spingono a compiere quell’azione. In questo caso non c’è un principio valido a priori (o
standard) per valutare l’azione se non le conseguenze dell’azione specifica nello specifico caso.
Deontologismo: (IL CONTRARIO) si fonda sull’applicazioni di metodi posti a priori, a prescindere dalle
conseguenze. Questa è rappresentata dall’etica deontologica di Kant, secondo il quale la legge morale -
definita a propri - detta le azioni in maniera univoca, indipendentemente dalla situazione particolare.

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Anteprima

FILOSOFIA MORALE INTRODUZIONE

La filosofia morale è quella disciplina che si interroga rispetto ai concetti di bene e male all'interno dell'agire umano e si pone degli interrogativi rispetto alla qualità di questo agire.

Due colonne in tutta la storia della filosofia:

  • Aristotele: zoon politikon - provvisto di logos- bene collettivo
  • Hobbes: natura asociale e violenta - autoconservazione, MA con il raziocinio supera questa sua natura.

A prescindere da questi due modelli, si afferma che il senso morale (ovvero la predisposizione naturale di distinguere tra bene e male, tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato) sia frutto di un percorso filogenetico di Sapiens, le cui strategie vantaggiose per il gruppo di appartenenza hanno permesso l'adattamento durante il corso dei secoli. Per filogenetico si intende che affonda le radici anche in ambito neurologico (funzionamento di determinate aree cerebrali).

La morale ha un duplice senso:

  • 1) è l'esito di un percorso evolutivo di sapiens 2) è l'esito dell'agire di sapiens che si esternalizza in norme, istituzioni sociali, riflessioni scritte, etc.
  • Questa specifica serva a non fermarsi e superare il neuroriduzionismo o in generale il riduzionismo naturalistico.

Infatti, al tal proposito potremmo avanzare due obiezioni:

  1. Che la libertà è un elemento imprescindibile dell'arredo morale (il neuroriduzionismo apre le porte al neurodeterminismo). È sufficiente l'auto-percezione della libertà perché essa funzioni;
  2. Che la morale ha sì una componente soggettiva ma anche una componente oggettiva, strutturandosi, come ci ha insegnato Hegel, in Eticità, cioè l'insieme delle istituzioni attraverso le quali e all'interno delle quali la concreta vita dell'uomo prende forma. Questa è la ragione per cui in un certo periodo storico è improbabile che si verifichino certi cambiamenti morali ed è invece probabile che se ne verifichino altri.

ETICA: sopravvivenza e regolamentazione

ETICA: ha il fine di garantire a Sapiens maggiori possibilità di sopravvivenza, attraverso l'approvazione di quei comportamenti che risultano adattivi per il gruppo di appartenenza. Quindi, si può affermare che l'Etica è un'istituzione sociale e normativa.

  • Istituzione: perché costruita ad hoc con il fine di regolamentare i comportamenti individuali.
  • Sociale: perché pre-esiste agli individui e pre-esisterà alla loro scomparsa.
  • Normativa: perché la sua struttura (quella dell'etica) è prescrittiva.

Livelli di Eticità e significati di Ethos

Diversi livelli di Eticità, nella lingua greca Ethos presenta tre significati:

  • Dimora: Lo spazio familiare che consente agli individui di avere delle coordinate è l'Etico. Tali principi e valori sono seguiti per intima convinzione.
  • Tradizioni/costumi/usanze: La linfa vitale dell'Etica è questa. Gli usi, i costumi, le tradizioni consentono di individuare principi e valori che una specifica comunità incorpora nel suo humus. Potremmo dire anche che gli usi, le tradizioni, etc. costituiscono la nostra carta di identità e ci forniscono le coordinate per guidare il nostro agire.
  • Disposizione soggettiva

Etica di senso comune ed Etica critica

Distinzione tra Etica (o morale) di senso comune ed Etica critica.

  • Etica di senso comune: La linfa vitale dell'Etica è questa. Gli usi, i costumi, le tradizioni consentono di individuare principi e valori che una specifica comunità incorpora nel suo humus. Potremmo dire anche che gli usi, le tradizioni, etc. costituiscono la nostra carta di identità e ci forniscono le coordinate per guidare il nostro agire.
  • Etica critica: nel momento in cui i valori e i principi trasmessi dalla tradizione diventano oggetto di riflessione e scrutinio critico, chiedendosi quali siano le origini, le caratteristiche, le ragioni e la liceità di determinate norme morali, senza limitarsi ad accettarle e accoglierle come qualcosa di dato in maniera definitiva.

L'etica critica è, per così dire, una progressione dell'etica del senso comune quando cioè, si sviluppa una criticità rispetto a quello che fa parte dell'orizzonte culturale di ognuno di noi. L'etica critica è una nuova postura morale che assume nell'uomo. Si può chiamare un approccio socratico: Chiedere le ragioni che sono alla base di specifiche norme morali e non accoglierle solo perché ci sono state impartite da individui che consideriamo autorevoli (i nostri genitori, un prete, etc.).

Se tale riflessione è condotta in maniera metodica assume la forma dell'Etica filosofica, entro la quale viene condotta un'interrogazione sistematica e rigorosa intorno alla morale.

Scopi dell'Etica filosofica

A cosa serve?

  • Chiarire l'uso dei termini morali e in che modo costruiamo i nostri giudizi;
  • A fornirci modelli normativi che guidino le nostre azioni.
  • A fornirci strumenti per poter carpire e comprendere al meglio situazioni in cui sono presenti elementi morali;
  • A mettere a fuoco l'importanza della ragione e dei sentimenti nella vita morale.

Divisioni dell'Etica filosofica

L'etica filosofica si divide in:

  • Etica descrittiva: comportamento umano e ragionamento morale quando l'individuo si trova davanti a una scelta. Campo delle neuroscienze.
  • Metaetica: analisi linguistica. Validità degli enunciati.
  • Etica applicata: ricaduta pratica delle teorie morali. Applicabilità in specifici ambiti.
  • Etica normativa: principi dell'agire umano. Scopo è definire un codice condiviso di regole e divieti che dovrebbe fare da linee guida universale a prescindere dalla società, contesto o cultura in cui si è nati.

Vari modi di classificare le teorie morali normative: Cognitiviste e non, descrittiviste e non, teleologiche e deontologiche.

Teorie etiche normative principali

Principali teorie etiche normative:

Consequenzialismo: conseguenze dell'azione stessa, senza prendere in considerazione le intenzioni o le motivazioni che spingono a compiere quell'azione. In questo caso non c'è un principio valido a priori (o standard) per valutare l'azione se non le conseguenze dell'azione specifica nello specifico caso.

Deontologismo: (IL CONTRARIO) si fonda sull'applicazioni di metodi posti a priori, a prescindere dalle conseguenze. Questa è rappresentata dall'etica deontologica di Kant, secondo il quale la legge morale - definita a propri - detta le azioni in maniera univoca, indipendentemente dalla situazione particolare.Etiche della virtù. Contrattualismo.

ESEMPI: Trolley problem, Thomson e il violinista, trap- door problem, Paradosso della menzogna e i limiti dell'etica Kantiana esempio moglie e killer.

BIOETICA

La bioetica è una disciplina difficile da strutturare e categorizzare.

Ad oggi, infatti, non c'è accordo 1) sulla nascita 2) campo di applicazione 3) statuto epistemiologico, ovvero la sua natura e quale altra disciplina può essere l'asse portante 4) data di introduzione del termine

(1927) Il primo fu Fritz Jahr che in contrapposizione a Kant con il suo imperativo categorico credeva che ci fosse necessità di adottare un imperativo bioetico che riguardasse non solo Sapiens (come diceva Kant), ma anche la biosfera nel suo complesso.

(1970) Definizione di Potter per indicare la disciplina ponte tra le scienze del Bios e le Humanities (sapere scientifico e sapere umanistico). Scienza per la sopravvivenza. Per Potter la bioetica era una disciplina che, unendo l'expertise dei saperi biologici con l'expertise dei saperi umanistici (con particolare riguardo all'etica), si proponeva come obiettivo la costruzione di una nuova tavola dei valori fondati sui dati scientifici in vista della preservazione del futuro dell'umanità, ma anche le problematiche morali sollevate dall'impatto delle attività antropiche sulla biosfera (non a caso Potter parlava anche di una bioetica ecologica).

(1978) Reich nella sua Enciclopedia di Bioetica definisce la disciplina come lo studio sistematico della condotta umana nell'ambito delle scienze della vita e della salute esaminando il comportamento umano alla luce dei principi e dei valori morali.

Gilber Hottois (francese) pone l'accento sugli inevitabili dilemmi morali che possono scaturire come conseguenza del veloce progresso in campo biomedico e dell'applicazione delle nuove tecnologie in tale ambito. In tal senso la bioetica si configura come un'insieme di pratiche che hanno come oggetto la riflessione, la chiarificazione e l'eventuale risoluzione delle questioni di carattere etico che scaturiscono con l'avanzamento del sapere scientifico.

Elio Sgreccia abbraccia una posizione simile, definendo la bioetica come un ambito filosofico volto a interrogarsi sulla giustezza di interventi che interferiscono con il naturale corso della vita dell'uomo.

L'autore che maggiormente ha contribuito al dibattito relativo alla bioetica è Peter Singer. Nel tentativo di comprendere l'eziologia e le tempistiche della nascita della disciplina, Singer suggerisce di guardare alla storia dell'etica come una storia di cambi di paradigma.

L'etica "tradizionale" incapace di guidare l'agire umano in una realtà sempre più articolata e in rapido mutamento, è inevitabile che si vengano a instaurare nuovi comandamenti morali che possano fungere da bussola in un mondo sociale dalla complessità crescente. Nello specifico, l'autore sostiene che è in corso una transizione da un'etica della sacralità della vita a un'etica della qualità della vita. A favore della sua argomentazione, Singer riporta una serie di casi paradigmatici, dimostrando che il paradigma tradizionale non è in grado di fornire risposte adeguate agli scenari prospettati dai progressi della medicina moderna (un esempio di casi paradigmatici nazionali è rappresentato dalle vicende di Eluana Englaro e Fabiano Antoniani).

Vecchio paradigma: TUTTE le vite sono dotate di eguale valore. Nuovo paradigma: il valore della vita VARIA.

Macro-paradigmi morali della bioetica

La bioetica può essere suddivisa in due macro- paradigmi morali:

  • L'etica della sacralità della vita: radici cattoliche. Secondo questo paradigma la vita umana è sacra e inviolabile perché "teomorfo" (deriva direttamente da Dio) quindi ha come intrinseco una "inviolabilità" e fa parte di un progetto divino con il quale non bisogna interferire. Il libero arbitrio che Dio ha concesso all'Uomo dev'essere sfruttato dunque a favore della vita, e non contro di essa (come accade con l'aborto o l'eutanasia). La legge civile non può e non deve cadere in contraddizione con le norme universali che tutelano la dignità della persona e i valori della natura umana. Il diritto passa in secondo piano rispetto alla legge morale.
  • L'etica della qualità della vita: non è la vita in quanto tale a possedere valore, ma il grado di qualità e benessere che la contraddistingue. In bioetica è fondamentale ragionare a prescindere da Dio e da progetti divini, ma è utile spostare il focus sulla valutazione soggettiva della singola esistenza. Come suggerisce Singer, il valore della vita non è assoluto, ma subordinato alla volontà del soggetto e alla qualità di vita che conduce. Quindi, il valore non è dato dalla vita biologica, bensì biografica, ovvero la vita intesa come la narrazione di sé frutto di narrazioni, esperienze, pensieri, desideri, progetti personali.

Viene rigettata l'idea di norme universali: la validità dei principi adottati non è mai assoluta, ma si configura in modo diverso a seconda della situazione specifica. Solo nel contesto concreto in cui vengono applicati se ne può valutare la moralità.

Viene inoltre riconosciuto il pluralismo dei valori, prendendo consapevolezza rispetto al fatto che gli individui attribuiscono un senso e un valore alle proprie vite in maniera diversa dagli altri. Ciò comporta che ognuno debba essere libero di poter vivere e morire secondo i significati soggettivi che attribuisce al mondo e alla propria esistenza.

Nuovi comandamenti morali di Singer

Preso atto di tale transizione da un'etica della sacralità della vita a un'etica della qualità della vita, Singer propone l'istituzione di una nuova morale che soppianti quella tradizionale, inquadrando una serie di "nuovi comandamenti morali" che vadano a sostituire i precedenti:

  1. riconosci che il valore della vita umana varia (al posto di "tratta tutte le vite umane come dotate di egual valore")
  2. assumiti la responsabilità delle conseguenze delle tue decisioni (al posto di "non sopprimere mai intenzionalmente una vita umana innocente"
  3. rispetta il desiderio delle persone di vivere e di morire (al posto di "di non toglierti mai la vita e cerca sempre di evitare che lo facciano altri)
  4. metti al mondo bambini solo se desiderati (al posto di "crescete e moltiplicatevi")
  5. non operare discriminazioni sulla base della specie (al posto di "tratta ogni vita umana come più preziosa di ogni vita non umana).

Interpretazioni sulla nascita della Bioetica

Due interpretazioni relative alla nascita della Bioetica:

  1. Nasce sulla scia del processo di Norimberga e dalla rielaborazione del suo codice. basi della deontologia medica, gravemente compromessa a seguito della scoperta dei crimini dei medici nazisti negli anni della Germania hitleriana e della Seconda guerra mondiale. Necessità di calibrare e creare una connessione tra vecchi e nuovi valori.
  2. La bioetica nasce tra gli anni '50 e '70 grazie a tre fattori a. Rivoluzione biomedica b. Trasformazioni tessuto sociale C. Attività di filosofi morali che riflettono sulla morale tradizionale vs nuove situazioni in rapida trasformazione.

Questa divergenza di fondo sulla "nascita" della disciplina, su quando avrebbe mosso i primi passi è importante anche per distinguere, in relazione agli scopi che la disciplina si propone di perseguire due diverse idee della bioetica, l'una più tradizionalista (sposata ad esempio in area cattolica) per la quale la bioetica non è una nuova etica ma nient'altro che l'etica tradizionale, con una maggiore attenzione alla prassi concreta, che ha il compito di adattare i vecchi principi e valori ai nuovi scenari dischiusi dagli sviluppi delle scienze biomediche, l'altra anti-tradizionalista (sposata soprattutto in area laica) per la quale la bioetica è di fatto una nuova etica che si propone il compito di stilare una nuova tavola dei valori e nuovi principi per affrontare adeguatamente i nuovi scenari dischiusi dagli sviluppi delle scienze biomediche.

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