Documento di Università su Appunti Filosofia. Il Pdf esplora la filosofia morale, distinguendo tra etica di senso comune ed etica critica, la bioetica e l'human enhancement. Questi appunti di Filosofia per l'Università, chiari e concisi, sono utili per lo studio autonomo e presentano un testo ben leggibile e formattazione chiara.
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La filosofia morale è quella disciplina che si interroga rispetto ai concetti di bene e male all'interno dell'agire umano e si pone degli interrogativi rispetto alla qualità di questo agire.
Due colonne in tutta la storia della filosofia:
A prescindere da questi due modelli, si afferma che il senso morale (ovvero la predisposizione naturale di distinguere tra bene e male, tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato) sia frutto di un percorso filogenetico di Sapiens, le cui strategie vantaggiose per il gruppo di appartenenza hanno permesso l'adattamento durante il corso dei secoli. Per filogenetico si intende che affonda le radici anche in ambito neurologico (funzionamento di determinate aree cerebrali).
La morale ha un duplice senso:
Infatti, al tal proposito potremmo avanzare due obiezioni:
ETICA: ha il fine di garantire a Sapiens maggiori possibilità di sopravvivenza, attraverso l'approvazione di quei comportamenti che risultano adattivi per il gruppo di appartenenza. Quindi, si può affermare che l'Etica è un'istituzione sociale e normativa.
Diversi livelli di Eticità, nella lingua greca Ethos presenta tre significati:
Distinzione tra Etica (o morale) di senso comune ed Etica critica.
L'etica critica è, per così dire, una progressione dell'etica del senso comune quando cioè, si sviluppa una criticità rispetto a quello che fa parte dell'orizzonte culturale di ognuno di noi. L'etica critica è una nuova postura morale che assume nell'uomo. Si può chiamare un approccio socratico: Chiedere le ragioni che sono alla base di specifiche norme morali e non accoglierle solo perché ci sono state impartite da individui che consideriamo autorevoli (i nostri genitori, un prete, etc.).
Se tale riflessione è condotta in maniera metodica assume la forma dell'Etica filosofica, entro la quale viene condotta un'interrogazione sistematica e rigorosa intorno alla morale.
A cosa serve?
L'etica filosofica si divide in:
Vari modi di classificare le teorie morali normative: Cognitiviste e non, descrittiviste e non, teleologiche e deontologiche.
Principali teorie etiche normative:
Consequenzialismo: conseguenze dell'azione stessa, senza prendere in considerazione le intenzioni o le motivazioni che spingono a compiere quell'azione. In questo caso non c'è un principio valido a priori (o standard) per valutare l'azione se non le conseguenze dell'azione specifica nello specifico caso.
Deontologismo: (IL CONTRARIO) si fonda sull'applicazioni di metodi posti a priori, a prescindere dalle conseguenze. Questa è rappresentata dall'etica deontologica di Kant, secondo il quale la legge morale - definita a propri - detta le azioni in maniera univoca, indipendentemente dalla situazione particolare.Etiche della virtù. Contrattualismo.
ESEMPI: Trolley problem, Thomson e il violinista, trap- door problem, Paradosso della menzogna e i limiti dell'etica Kantiana esempio moglie e killer.
La bioetica è una disciplina difficile da strutturare e categorizzare.
Ad oggi, infatti, non c'è accordo 1) sulla nascita 2) campo di applicazione 3) statuto epistemiologico, ovvero la sua natura e quale altra disciplina può essere l'asse portante 4) data di introduzione del termine
(1927) Il primo fu Fritz Jahr che in contrapposizione a Kant con il suo imperativo categorico credeva che ci fosse necessità di adottare un imperativo bioetico che riguardasse non solo Sapiens (come diceva Kant), ma anche la biosfera nel suo complesso.
(1970) Definizione di Potter per indicare la disciplina ponte tra le scienze del Bios e le Humanities (sapere scientifico e sapere umanistico). Scienza per la sopravvivenza. Per Potter la bioetica era una disciplina che, unendo l'expertise dei saperi biologici con l'expertise dei saperi umanistici (con particolare riguardo all'etica), si proponeva come obiettivo la costruzione di una nuova tavola dei valori fondati sui dati scientifici in vista della preservazione del futuro dell'umanità, ma anche le problematiche morali sollevate dall'impatto delle attività antropiche sulla biosfera (non a caso Potter parlava anche di una bioetica ecologica).
(1978) Reich nella sua Enciclopedia di Bioetica definisce la disciplina come lo studio sistematico della condotta umana nell'ambito delle scienze della vita e della salute esaminando il comportamento umano alla luce dei principi e dei valori morali.
Gilber Hottois (francese) pone l'accento sugli inevitabili dilemmi morali che possono scaturire come conseguenza del veloce progresso in campo biomedico e dell'applicazione delle nuove tecnologie in tale ambito. In tal senso la bioetica si configura come un'insieme di pratiche che hanno come oggetto la riflessione, la chiarificazione e l'eventuale risoluzione delle questioni di carattere etico che scaturiscono con l'avanzamento del sapere scientifico.
Elio Sgreccia abbraccia una posizione simile, definendo la bioetica come un ambito filosofico volto a interrogarsi sulla giustezza di interventi che interferiscono con il naturale corso della vita dell'uomo.
L'autore che maggiormente ha contribuito al dibattito relativo alla bioetica è Peter Singer. Nel tentativo di comprendere l'eziologia e le tempistiche della nascita della disciplina, Singer suggerisce di guardare alla storia dell'etica come una storia di cambi di paradigma.
L'etica "tradizionale" incapace di guidare l'agire umano in una realtà sempre più articolata e in rapido mutamento, è inevitabile che si vengano a instaurare nuovi comandamenti morali che possano fungere da bussola in un mondo sociale dalla complessità crescente. Nello specifico, l'autore sostiene che è in corso una transizione da un'etica della sacralità della vita a un'etica della qualità della vita. A favore della sua argomentazione, Singer riporta una serie di casi paradigmatici, dimostrando che il paradigma tradizionale non è in grado di fornire risposte adeguate agli scenari prospettati dai progressi della medicina moderna (un esempio di casi paradigmatici nazionali è rappresentato dalle vicende di Eluana Englaro e Fabiano Antoniani).
Vecchio paradigma: TUTTE le vite sono dotate di eguale valore. Nuovo paradigma: il valore della vita VARIA.
La bioetica può essere suddivisa in due macro- paradigmi morali:
Viene rigettata l'idea di norme universali: la validità dei principi adottati non è mai assoluta, ma si configura in modo diverso a seconda della situazione specifica. Solo nel contesto concreto in cui vengono applicati se ne può valutare la moralità.
Viene inoltre riconosciuto il pluralismo dei valori, prendendo consapevolezza rispetto al fatto che gli individui attribuiscono un senso e un valore alle proprie vite in maniera diversa dagli altri. Ciò comporta che ognuno debba essere libero di poter vivere e morire secondo i significati soggettivi che attribuisce al mondo e alla propria esistenza.
Preso atto di tale transizione da un'etica della sacralità della vita a un'etica della qualità della vita, Singer propone l'istituzione di una nuova morale che soppianti quella tradizionale, inquadrando una serie di "nuovi comandamenti morali" che vadano a sostituire i precedenti:
Due interpretazioni relative alla nascita della Bioetica:
Questa divergenza di fondo sulla "nascita" della disciplina, su quando avrebbe mosso i primi passi è importante anche per distinguere, in relazione agli scopi che la disciplina si propone di perseguire due diverse idee della bioetica, l'una più tradizionalista (sposata ad esempio in area cattolica) per la quale la bioetica non è una nuova etica ma nient'altro che l'etica tradizionale, con una maggiore attenzione alla prassi concreta, che ha il compito di adattare i vecchi principi e valori ai nuovi scenari dischiusi dagli sviluppi delle scienze biomediche, l'altra anti-tradizionalista (sposata soprattutto in area laica) per la quale la bioetica è di fatto una nuova etica che si propone il compito di stilare una nuova tavola dei valori e nuovi principi per affrontare adeguatamente i nuovi scenari dischiusi dagli sviluppi delle scienze biomediche.