Documento di Università sulla Docimologia (D'Ugo). Il Pdf esamina la docimologia, la valutazione scolastica e la formazione degli insegnanti, con un focus sulla scuola primaria. Questo Pdf, utile per l'Università, esplora l'evoluzione storica della docimologia in Italia e le sue applicazioni pratiche.
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La valutazione non è solo un voto, è un giudizio in cui si osserva il comportamento e gli sviluppi fatti dal bambino. Spesso la valutazione è misteriosa, non si esplicita in base a cosa si dà un certo giudizio. Se le espressioni non rimandano a delle modalità valutative chiare e condivise, visto che spesso si parla della soggettività dei docenti, si rischia di mantenere in piedi una buona dose di confusione. Il grande problema della valutazione è che gli insegnanti non sanno farlo e non applicano le teorie che la docimologia porta con sé. Riflettere sul mettere dei voti può, invece, aiutare i docenti nella formazione di competenze nella valutazione scolastica. Inoltre, se non si avrà un onesto confronto sulle prassi valutative individuali, sulle visioni e idee di scuola personali, si continuerà a far permettere distorsioni valutative e forme di selezione, anche attraverso l'uso dei voti. Serve un approccio docimologico che aiuti a superare la permanenza di forme miste di votazioni, con giudizi e scale di osservazione, di voti e punteggi.
I voti e i giudizi sono la punta di un iceberg, chiamati anche verifica e valutazione scolastica, e il tema dell'equità nell'istruzione è lo sfondo problematico nel quale l'iceberg si colloca. La coesistenza di modelli valutativi diversi, di prassi individualizzate e di poca chiarezza collegiale nell'uso di standard, scale di misura e strumenti di verifica ci spinge verso un approccio docimologico.
I campi di indagine della docimologia sono:
Per arrivare a dare voti o esprimere giudizi in altre forme occorre considerare 4 dimensioni per la formazione della competenza docimologica:
Un docente competente dal punto di vista docimologico dovrà avere strumenti adeguati, sia teorici che pratici, per affrontare le diverse questioni denunciate. La messa a punto di una competenza docimologica per i docenti prevede un bagaglio esperienziale legato a:
Tutte le tecniche e metodologie docimologiche sono funzionali all'attribuzione di voti o alla formulazione di giudizi solo se inserite in un contesto della valutazione condiviso da chi valuta e da chi è valutato. Un voto o giudizio hanno senso e significato solo se chiariscono la situazione degli apprendimenti appresi e a indicare i modi per migliorarla. Spesso, durante la collegialità, è in assenza di tecniche comuni e di metodologie condivise che la soggettività prevale sull'equità.
"Docimologia" viene usato per la prima volta negli anni '30 da Pieron e deriva da vocaboli greci che significano "prova/esame" e "discorso". Inizialmente, si definisce la docimologia come uno studio destinato alla critica e al miglioramento delle votazioni scolastiche.
Nel tempo il suo significato si allarga nel 1971 con De Landsheere che la definisce una scienza che ha per oggetto lo studio degli esami, in particolare del comportamento degli esaminatori e degli esaminati. Tempo dopo aggiunge anche che dovrebbe concernere anche gli insegnanti, gli istituti e il sistema scolastico.
La docimologia, quindi, da iniziale critica dei voti assume una valenza sempre più costruttiva fino a diventare una forma di riflessione o risposta scientifica per contrastare la personalizzazione nella valutazione scolastica.
Focalizzazione su Dai primi studi ai recenti campi di interesse Dalle origini agli anni '50 - Accertare i livelli di profitto degli alunni - Testing e ricerca di strumenti oggettivi - Measurement period Dagli anni ‘50 agli anni '70 Forte innovazione delle modalità dell'insegnamento influenzanti il significato stesso della valutazione scolastica e le sue procedure L'esigenza di studiare e correggere alcune disfunzioni nelle valutazioni nasce dai piccoli cambiamenti nei sistemi scolastici europei i primi del '900: aumento Dagli anni '70 della scolarizzazione. Già da prima c'era la problematica della valutazione in contesti di esame, come dice Claparede nel 1922: molti insegnanti in Dagli anni '80 Assesment e evaluation prossimità dell'esame sovraccaricano la memoria invece di sviluppare l'intelligenza. A parte alcune eccezioni, gli esami dovrebbero essere soppressi e sostituiti da una valutazione data in base ai lavori individuali durante l'anno oppure per mezzo di studi adeguati.
L'attenzione per la docimologia si è modificata nel tempo in funzione delle culture della valutazione che si sono diffuse. Oggi, in Italia, il termine docimologia si usa in studi e ricerche specialistiche di settore, in discorsi su problematiche di misurazione in campo scolastico e per assegnare cattedre universitarie; ma le tematiche forti della docimologia, sono rimaste anche in scenari diversi.
In Italia, gli studi docimologia iniziano negli anni '50 e i due autori fondamentali sono:
Le tre fasi del controllo scolastico sono:
Gli errori e le distorsioni nelle valutazioni sono un luogo comune nella scuola e la docimologia indica i modi per correggerli o contenerli. Sono tutti gli errori che noi commettiamo quando valutiamo: errori psicologici, pregiudizi, ingiustizie e sono principalmente 7:
Le diverse distorsioni nella valutazione introducono il problema dell'affidabilità delle misurazioni,