Documento sulla paracentesi: definizione, indicazioni e ruolo diagnostico. Il Pdf, di livello universitario, esplora le condizioni di ascite refrattaria e intrattabile, con criteri specifici per la loro identificazione e la valutazione della TIPS in pazienti ascitici.
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Argomento: Paracentesi Sbobinatori: Elisabetta CIaralli, Filippo Costa, Francesca Consorti Petrei, Luna Carocci Revisionatore: Ginevra Alunno Camelia Specializzanda Francesca Biancaniello
Paracentesi: definizione, indicazioni e ruolo diagnostico
Con il termine paracentesi si intende la rimozione di liquido dalla cavità peritoneale tramite una puntura attraverso la parete addominale praticata in condizioni di sterilità.
La paracentesi a scopo diagnostico (esplorativa) è indicata:
La paracentesi a scopo terapeutico (evacuativa) è indicata:
Lo scopo di questa lezione è definire e come si svolge la paracentesi. Si parte dalla "teoria": le basi, la definizione e le indicazioni della paracentesi. La paracentesi consiste nella rimozione del liquido ascitico nella cavità peritoneale tramite una puntura attraverso la parete addominale praticata in condizioni di sterilità. Il concetto di sterilità in realtà è teorico perché è una procedura che può avvenire in due contesti: in reparto nei pz ricoverati o in day hospital, quindi non sono ambienti sterili come la sala operatoria anche se con certe accortezze si cerca di manentere una carica batterica bassa allo scopo di evitare sovra-infezioni.
La paracentesi può essere:
1Nella paracentesi esplorativa bisogna prelevare un piccolo campione (bastano pochi cc di liquido ascitico) per valutare la causa dello scompenso.
Questa ha solamente scopo terapeutico ed è indicata:
Ascite refrattaria: ascite che non viene mobilizzata dalla dose massima di diuretici (antialdosteronici 400 mg e furosemide 160 mg) associata ad adeguata restrizione idro- salina
Ascite intrattabile: ascite che non viene mobilizzata dai diuretici per insorgenza di complicanze legate alla terapia (i.e. danno renale acuto, squilibri elettrolitici, encefalopatia epatica) che ne precludono l'uso a dosaggi adeguati
Si definisce ascite refrattaria un'ascite che non viene mobilizzata dalla dose massimale di diuretici (questa dose corrisponde 400 mg di antialdosteronici e 160 mg di furosemide) sempre associata ad adeguata restrizione idro-salina: quindi il paziente cirrotico deve seguire una dieta iposodica (quindi non completamente priva di sale ma poco) e una restrizione di liquidi (al massimo 1 L al giorno di liquidi compresi quelli provenienti da frutta ,verdura etc .. ) oltre ad una adeguata somministrazione di diuretici.
Si definisce quando il pz non riesce a seguire una terapia massiva con diuretici per insorgenza di complicanze legate alla terapia: danno renale acuto, squilibri elettrolitici, encefalopatia epatica, che quindi precludono l'uso di diuretici a dosaggi massimale e adeguati. Questi sono pazienti che potrebbero necessitare di più paracentesi evacuative, anche più di 3 all'anno.
Il posizionamento di TIPS nei pazienti ascitici deve essere considerato in caso di:
2Nei pazienti con ascite refrattaria , intrattabile o ricorrente (esistono anche altre indicazioni che non vengono nominate dalla professoressa per non dilungarci) può essere indicato il posizionamento del TIPS (derivazione porto-sistemica intraepatica transgiugulare): non tutti i pazienti tuttavia possono essere sottoposti a questa procedura, che è semi-risolutiva con l'ascite, infatti bisogna fare una valutare preliminare che se da esito negativo (non è possibile posizionare), saranno dei pazienti che saranno sottoposti a più paracentesi evacuative in un anno.
A questo punto l'audio per pochi secondi va a tratti ma la professoressa sembra dire che gran parte dei pazienti sottoposti a paracentesi evacuativa o esplorativa sono cirrotici ma non sempre è così per questo è necessario un adeguato approccio al paziente.
Nella valutazione preliminare del paziente è fondamentale l'anamnesi per capire in quale contesto ci troviamo: ad esempio il paziente potrebbe avere un' ascite secondaria e questo potrebbe cambiare le modalità della procedura.
L'esame obiettivo si esegue prima di procedere ed indicare l'iter da seguire: alla percussione raggiata dell'addome tipicamente si trova un'ottusità declive mobile ai cambiamenti di decubito, talvolta difficile da identificare in pazienti in sovrappeso ed obesi in questi l'ecografia dell'addome può essere utile in quanto ci dice se è liquido o grasso.
Quella epatica serve per orientarci sul tipo di paziente; quella renale per valutare quanto bisogna "spingersi" con la procedura: nei pazienti con danno renale acuto si tende a rimuovere meno liquido rispetto ai pazienti con funzionalità renale normale.
3MATERIALE NECESSARIO PER PARACENTESI
A questo punto, dopo aver visitato il paziente e aver posto indicazione alla paracentesi sia questa evacuativa o esplorativa, bisogna preparare il materiale:
4) Disinfettante iodato non alcolico 5) Lidocaina (bastano 5 cc) e una siringa per anestesia locale 6) Nastro adesivo di seta che servirà poi a fissare la cannula da14 G (arancione) semplice oppure un kit con ago retrattile.
Dal tipo di ago che viene utilizzato dipende anche la modalità della procedura: il kit con ago retrattile funziona in modo che, non appena l'ago entra nel peritoneo, si ritrae automaticamente e rimane solo la porzione in plastica per cui non bisogna procedere alla rimozione manuale dell'ago, questo è un vantaggio in termini di sicurezza perché la retrazione appunto è automatica però presenta una punta più larga e quindi causa un trauma maggiore nella parete addominale.
Nel caso della cannula invece è il primo operatore a dover rimuovere manualmente l'ago.
Quale ago utilizzare dipende dalla conformazione anatomica del paziente e in particolar modo dallo spessore della parete addominale e dai circoli collaterali presenti sulla parete addominale:
8)Sacche per il drenaggio (se non incluse nel kit) di solito di 5 L però si possono cambiare e svuotare. 9)Provette per esami diagnostici quando la paracentesi è esplorativa (diagnostica):
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Si utilizzano provetta tappo viola, provetta tappo giallo (che viene utilizzata per il test chimico-fisico) e provette per l'esame colturale. Comunque chiaramente non tutti vengono sempre eseguiti dipende dalle indicazioni:
Si può eseguire in due diversi momenti:
L'ecografia al letto del paziente può essere utile per confermare la presenza di liquido e identificare un'area con una quantità sufficiente di liquido per l'aspirazione, diminuendo così l'incidenza sia dell'aspirazione non riuscita che delle complicanze. L'ecografia aumenta il tasso di successo della paracentesi e aiuta a prevenire una procedura invasiva non necessaria in alcuni pazienti.
La procedura può essere eseguita dopo aver marcato il sito di inserimento o in tempo reale facendo avanzare l'ago sotto guida ecografica diretta.
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