Documento dall'Università degli Studi di Firenze su Riassunto esame Ergonomia, prof. Tosi, Rinaldi, Brischetto. Il Pdf esplora i concetti chiave di Ergonomia e Design, con focus sull'interazione uomo-computer e la qualità dell'esperienza utente, includendo i livelli di elaborazione emotiva di Donald Norman e la soddisfazione di Hassenzahl.
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Università degli Studi di Firenze 40 pag.
Document shared on www.docsity.com Downloaded by: maria-larisa-morariu (marialarisa.morariu@stud.unifi.it)Lab. di Ergonomia prof. Brischetto - Libro: Ergonomia e Design, di Francesca Tosi
NA STU + FL SITA AVER UNIVERSITÀ DEGLI STUDI FIRENZE DIDA DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA DESIGN CAMPUS
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Document shared on www.docsity.com Downloaded by: maria-larisa-morariu (marialarisa.morariu@stud.unifi.it)6.1 Introduzione 6.2 I metodi dello Human-Centred Design 6.2.1 Contesto d'uso, requisiti del progetto, soluzioni progettuali 6.2.2 Fasi di verifica e validazione
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La IEA (International Ergonomics Association) definisce l'Ergonomia come la disciplina scientifica che studia l'interazione tra le persone e gli elementi di un sistema, e la professione che applica i principi teorici, i dati e i metodi di progettazione con l'obiettivo di ottimizzare il benessere delle persone e la performance complessiva del sistema. Al centro dell'attenzione c'è l'interazione che le persone stabiliscono con gli altri elementi di un sistema complesso del quale fanno parte esse stesse. L'obiettivo è ottimizzare sia il benessere degli individui che la performance complessiva del sistema, centrando l'attenzione non sulla qualità del sistema in sé, ma sulla qualità effettivamente sperimentata dallo specifico gruppo di persone che vi entrano in rapporto (con le loro caratteristiche, capacità, bisogni e aspettative) e dalle variabili che, caso per caso, possono condizionare quel rapporto. Con il termine prodotto ci si riferisce al significato letterale di "risultato dell'attività umana" e, nel caso dei prodotti industriali, ai risultati di un processo di progettazione e produzione; si tratta quindi di oggetti d'uso, ambienti, servizi, e più in generale sistemi sia fisici che virtuali. Con il termine esigenze ci si riferisce a "ciò che è necessario allo svolgimento di qualcosa", ovvero all'insieme dei bisogni, delle necessità, delle aspettative e dei desideri che le persone esprimono rispetto all'uso di un prodotto o al rapporto con un sistema.
Alla base di questo rapporto si trova la definizione di Human-Centred Design: si tratta di un approccio progettuale finalizzato alla qualità dell'interazione tra le persone e i sistemi, basato sulla raccolta e l'elaborazione delle informazioni essenziali alla comprensione delle esigenze delle persone, attraverso metodi d'indagine e di valutazione strutturati e verificabili; l'obiettivo è quello di rendere i sistemi più usabili e utili, ponendo al centro dell'attenzione gli utenti, i loro bisogni e le loro esigenze, in modo da incrementare l'efficacia e l'efficienza, il benessere degli individui e la loro soddisfazione, nonchè l'accessibilità e la sostenibilità. Numerosi sono i settori d'intervento nei quali l'Ergonomia opera, ed è per questo che la stessa disciplina può essere considerata come un approccio metodologico, uno strumento di lavoro che permette di condurre ogni intervento di valutazione e progettazione a partire dalla conoscenza DESIGN E SOSTENIBILITÀ SOSTENIBILITÀ dei bisogni e delle aspettative delle DESIGN persone. Moltissimi sono i campi di applicazione e le specializzazioni dei ERGONOMIA DESIGN FOR ALL singoli ricercatori e/o professionisti: dalla SICUREZZA SUL LAVORO sicurezza sul lavoro alla Human SICUREZZA IN SANITA Computer Interaction, dalla gestione del rischio clinico alla User Experience, dallo HUMAN COMPUTER INTERACTION 3
Document shared on www.docsity.com Downloaded by: maria-larisa-morariu (marialarisa.morariu@stud.unifi.it)studio delle organizzazioni al progetto di prodotti d'uso. La IEA individua tre aree di specializzazione dell'Ergonomia, articolate e spesso in stretta collaborazione tra loro:
I mutamenti che la definizione di Ergonomia ha assunto nel tempo riflettono la progressiva evoluzione dei suoi contenuti e dei suoi campi di intervento, per quanto le differenze si riferiscano alla delimitazione dei confini della disciplina, e non ai suoi principi e obiettivi di base. Fin dalla sua prima definizione di "adattamento del lavoro all'uomo", si delineò come un approccio rivoluzionario che invertiva il rapporto tra uomo e macchina, andando contro ai metodi di progettazione di inizio Novecento. Carattere fondamentale dell'Ergonomia, fin dalla sua nascita, è l'interdisciplinarietà che ne configura la fisionomia come ambito di studio e di intervento in cui si integrano conoscenze e strumenti provenienti da settori diversi, in un insieme dinamico che si evolve adattandosi al cambiamento del lavoro umano nel tempo. Ed è proprio il lavoro, inteso come insieme delle attività dell'uomo, a rappresentare la seconda parola-chiave: l'adattamento di tale attività alle esigenze dell'utente introduce un radicale cambiamento di prospettiva, spostando l'interesse sull'effetto che le caratteristiche di un sistema producono sull'individuo. La complessità dell'approccio ergonomico si basa sulla conoscenza e l'interpretazione del contesto d'uso, ossia di tutte le variabili che concorrono a definire l'interazione tra le persone e il sistema in cui operano, con un punto di vista globale che cerca di non trascurare nessun particolare; il focus è l'utente all'interno del contesto in cui opera, e non più l'uomo genericamente inteso: alle conoscenze antropometriche, fisiologiche e psico-percettive, si affiancano conoscenze sulle capacità e i bisogni dello specifico individuo, le verifiche sulla sicurezza, sull'Usabilità dei prodotti, e sull'esperienza d'uso. L'adattamento delle condizioni e degli strumenti del lavoro alle esigenze dell'uomo non è ovviamente una scoperta dell'Ergonomia: si possono definire ergonomici gran parte degli oggetti d'uso tradizionali, che nel corso del tempo sono stati affinati nella forma e nelle caratteristiche tecniche, come risultato di una conoscenza non scientifica delle caratteristiche dell'uomo e delle sue esigenze. È l'industrializzazione del lavoro, e con essa la parcellizzazione delle fasi produttive e delle mansioni che il lavoratore è chiamato a svolgere, a richiedere un'azione di controllo e di verifica del processo di progettazione e realizzazione dei prodotti.
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