Il pensiero criminologico: origini e filoni principali all'Università eCampus

Slide dall'Università degli Studi eCampus sul pensiero criminologico. Il Pdf esplora le origini e i filoni principali della criminologia, come la scuola classica, analizzando concetti giuridici fondamentali per studenti universitari di Diritto.

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Corso di Laurea:
Insegnamento:
Lezione n°:
Titolo:
Attività n°:
SERVIZI GIURIDICI PER L'IMPRESA (D.M. 270/04)
CRIMINOLOGIA
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Il pensiero criminologico
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Il pensiero criminologico
Corso di Laurea:
Insegnamento:
Lezione n°:
Titolo:
Attività n°:
SERVIZI GIURIDICI PER L'IMPRESA (D.M. 270/04)
CRIMINOLOGIA
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Il pensiero criminologico
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Le prossime due lezioni sono sicuramente le più
complesse di tutto il corso per la loro ricchezza di dati.
Lo studente si concentri sui principi generali delle
varie scuole di pensiero piuttosto che sui nomi dei
vari esponenti delle scuole e delle date.
Non sono riportate tutte le teorie ma solamente quelle
più importanti per arrivare agli inizi degli anni 70.

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Anteprima

Introduzione al pensiero criminologico

Le prossime due lezioni sono sicuramente le più complesse di tutto il corso per la loro ricchezza di dati. Lo studente si concentri sui principi generali delle varie scuole di pensiero piuttosto che sui nomi dei vari esponenti delle scuole e delle date. Non sono riportate tutte le teorie ma solamente quelle più importanti per arrivare agli inizi degli anni '70.

Origini e filoni della criminologia

Fino dalle sue origini la criminologia si è andata sviluppando secondo due filoni: quello sociologico e quello incentrato sull'individuo (antropologico) sorto con la scuola lombrosiana. Questi due indirizzi si sono affiancati a lungo, spesso proponendosi in una visione contrapposta nella interpretazione dei fatti criminosi. La semplicistica attribuzione delle responsabilità del delinquere alla società, così come all'opposto alle anomalie del singolo soggetto, comporta che in ogni caso nessuno abbia né merito né demerito per le proprie azioni, e impedisce che la collettività possa chiedere a ciascuno di render conto della propria condotta. Solo dunque una visione integrata che tenga conto sia dei fattori sociali sia, contestualmente, del diverso modo (variabile da individuo ad individuo) di rispondere ai fattori ambientali sfavorenti e di effettuare le proprie scelte, può consentire una valutazione serena della condotta criminale e suggerire quegli interventi sociali e individuali idonei a contenere il suo continuo incremento.

La scuola classica

Principi fondamentali dell'Illuminismo

I principi dell'Illuminismo, nei primi anni del XIX secolo, caratterizzarono la scuola di pensiero che prese il nome di «Scuola classica». Alla base di tale scuola c'era il libero arbitrio, l'uomo veniva considerato assolutamente libero delle proprie azioni e si basava su tre principi fondamentali: La volontà del colpevole effettuare l'azione delinquenziale; L'imputabilità, cioè la capacità del colpevole di comprendere il valore delle proprie azioni e di determinarsi quindi a compierle; Il senso retributivo della pena che doveva essere: afflittiva, proporzionata, determinata ed inderogabile.

Principi giuridici riconosciuti

Indubbiamente alla scuola classica si deve riconoscere di aver posto in essere alcuni principi giuridici che ancor oggi hanno la loro validità, quali: Il principio di legalità: non si può punire una azione se non prevista espressamente come reato; Il principio della non punibilità per analogia: non è punibile un comportamento non espressamente previsto come reato solamente perché assimilabile ad altri reati; Il principio garantistico: con norme riguardanti il principio della difesa e di presunzione d'innocenza; Il principio di certezza del diritto: che toglie totalmente la discrezionalità nell'irrogazione della pena

Il determinismo sociale

Furono proprio i primi studi statistici che permisero di giungere alla conclusione che il crimine non dipendeva solo dalla volontà del singolo, ma che su di esso agivano anche fattori legati alla società. Si studiarono gli autori di reati in relazione allo loro età, genere, professione, istruzione, condizione economica etc. Nasce così la visione deterministica della condotta criminosa. Con tale visione vi era la convinzione che era all'interno della società che dovevano ritrovarsi i fattori determinanti il crimine che non erano più riconducibili alla sola volontà del singolo. Importante è sottolineare che il determinismo sociale non giunse ad escludere totalmente il fattore «libertà di scelta» dell'individuo come, invece, fece invece successivamente il Determinismo Biologico

Il delitto come fatto sociale

Il delitto iniziò ad essere inteso come fatto sociale. «Rappresentava qualunque sistema o fenomeno che fosse generale in tutte le società di un tipo particolare, a un particolare stadio del loro sviluppo. Un fenomeno che rispondesse a tali caratteristiche doveva essere considerato come scientificamente «normale»: la normalità era uno stato di fatto, non un giudizio morale o filosofico; il fatto sociale non era soltanto un'idea soggettiva: era una cosa esistente di per sé, una parte inevitabile di un tipo particolare di struttura sociale» Durkheim 1897

Cesare Lombroso: la criminologia dell'individuo e il determinismo biologico

Cesare Lombroso (1835-1909), nell'epoca del positivismo scientifico, dell'evoluzionismo darwiniano iniziò i suoi studi sulla persona del delinquente legando le caratteristiche fisiche anatomiche dell'individuo a quelle «morbose>> che lui riteneva fossero alla base del comportamento criminoso. Uno dei capisaldi dei principi lombrosiani fu quello della teoria dell'Atavismo, con la quale si riteneva che il delinquente era un individuo primitivo succube di una regressione primordiale. Un selvaggio ipoevoluto che scaricava i suoi istinti e le sue pulsazioni nel delitto. Questa teoria si scontrava con un principio dell'epoca che le donne si collocassero ad un gradino inferiore della scala evolutiva rispetto all'uomo. Non sapendo come giustificare l'anomalia che le donne, ad un gradino più basso di tale scala, in realtà commettevano percentualmente meno reati, dapprima Lombroso si imbarcò in una spiegazione di come la donna era in effetti meno evoluta ma la sua minore tore mene propensione al crimine era dovuta al suo lere immobilismo visto che l'ovulo era meno mobile dello spermatozoo. Poi cambiò la sua teoria con l'affermazione che la delinquenza femminile sfocia nella prostituzione, appareggiando finalmente i conti.

Teoria del delinquente nato

Un'altissima percentuale dei più gravi e recidivi delinquenti possiede diposizioni congenite, presenti fin dalla nascita, che li renderebbero inevitabilmente antisociali indipendentemente dalle condizioni ambientali. Alcune delle particolari caratteristiche, sia anatomiche che fisiologiche e psicologiche, che permettevano di identificare il delinquente nato erano: · Scarsezza dei peli; · La poca capacità cranica; • La fronte sfuggente; • La precocità ai piaceri venerei ed al vino; • L'accidia; · La superstizione. Altre cause di innata tendenza al delitto il Lombroso le attribuì nell'epilessia ed altre patologie cerebrali.

Critiche e sviluppi successivi

Suoi studi comportarono il superamento delle precedenti visioni esclusivamente legali, morali o sociali del diritto, allora dominanti. Applicò per primo i metodi di ricerca biologica per lo studio del singolo autore del reato e diede il via ad un indirizzo organico e sistematico nello studio della delinquenza (Scuola di antropologia criminale), cosicché la criminologia come scienza si impose. Lombroso riconobbe anche l'esistenza dei delinquenti occasionali. I suoi studi vennero comunque molto criticati, sia durante che dopo, per la poca scientificità di come erano portati avanti. Lo studio sui delinquenti venne effettuato esclusivamente su quelli presenti nelle carceri, quindi con la presunzione che tutti quelli che delinquono vengono condannati, e poi non usò un gruppo di controllo per verificare le sue teorie. I Studi successivi (Goring 1913) verificarono che alcuni particolari fisici che Lombroso riteneva strettamente legati alla delinquenza e quindi presenti nel suo gruppo d'analisi delinquenziale, vennero riscontrati anche in un gruppo di controllo preso da ragazzi di un college inglese.

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