Storia dell'India e dell'Asia del Sud, Università degli Studi di Torino

Documento dall'Università degli Studi di Torino su Storia Dell'India e Dell'asia del Sud - Ludden. Il Pdf esplora l'evoluzione delle civiltà antiche e medievali, la formazione degli imperi Maurya e Gupta, e l'influenza delle religioni, utile per lo studio della Storia a livello universitario.

Mostra di più

43 pagine

Storia DELL' India E DELL'ASIA DEL SUD - Ludden
Storia e culture dell’India (Università degli Studi di Torino)
Scansiona per aprire su Studocu
Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo.
Storia DELL' India E DELL'ASIA DEL SUD - Ludden
Storia e culture dell’India (Università degli Studi di Torino)
Scansiona per aprire su Studocu
Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo.
Scaricato da Chiara Vignozzi (ys7kftbwfn@privaterelay.appleid.com)
lOMoARcPSD|47773390
STORIA DELLÕINDIA E DELLÕASIA DEL SUD - DAVID LUDDEN
CAPITOLO PRIMO
INVENZIONE DI UNA CIVILTË ANTICA
La storia dellÕAsia del Sud non ha unÕunicitˆ dÕinizio, nŽ di cronologia, nŽ di intreccio o narrazione.
Non • pertanto una storia unica bens“ unÕinsieme di molte storie.
Non molto tempo fa si riteneva che la storia dellÕAsia del Sud fosse iniziata in un determinato
momento del II millennio a.C., allÕepoca della composizione dei Veda, i testi pi• antichi a noi noti.
Il primitivo flusso di cultura si sarebbe coagulato in una civiltˆ classica completamente sviluppata
negli antichi imperi delle dinastie Maurya e Gupta, fioriti lungo le rive del fiume Gange. Essi
prescrivevano la suddivisone della societˆ in strati rituali (varna), contenenti gruppi sociali (jati). La
tradizione classica, dunque, sembrava fornire il modello della societˆ catastale, ancora vigente in
epoca moderna. Dopo il crollo dellÕimpero Gupta, determinato, sarebbe, dallÕurto delle invasioni
straniere, la frammentazione politica avrebbe caratterizzato lÕepoca medievale.
In questa visione ormai obsoleta della storia antica risuonano gli echi del nazionalismo moderno,
convinto che sia stata la resistenza indigena allÕinvasione straniera a stimolare la formazione degli
imperi del lontano passato.
Dal 1290 al 1947, musulmani e cristiani hanno esercitato il potere sulla maggior parte delle terre di
civiltˆ indica. Nel periodo compreso tra il 1757 e il 1947, gli ultimi dominatori stranieri furono i
britannici. Tocc˜ quindi al nazionalismo moderno unificare, in maniera definitiva, le popolazioni
autoctone contro i conquistatori stranieri.
Questa narrazione di ampio respiro della storia dellÕAsia meridionale, fondata sullÕidea di una
cultura indigena originaria che dovette far fronte alle invasioni straniere, stata il primo quadro di
riferimento della storiografia moderna. Ha pervaso le culture e le identitˆ nazionali. Ha perpetuato
lÕidea che hindu, buddisti, musulmani e cristiani appartengano a civiltˆ diverse, ciascuna dotata di
propri territori antichi.
LÕAsia meridionale ha sempre ospitato un gran numero di popoli e culture con proveniente e
parabole storiche differenti.
LÕAsia meridionale fu un mondo profondamente differente nei millenni anteriori allÕassunzione di
quello che ne • il carattere moderno.
Il paesaggio in cui vissero le popolazioni premoderne apparirebbe molto strano allÕuomo
contemporaneo. Per gran parte della sua storia, lÕAsia del Sud fu scarsamente popolata, con
innumerevoli piccole comunitˆ molto disperse. In epoca antica e medievale, il territorio era perlopi•
ricoperto da foreste popolate da animali selvatici e soltanto in minima parte da fattorie, villaggi,
piccole e grandi cittˆ.
TERRA E ACQUA
LÕAsia meridionale occupa la parte sud-occidentale dellÕAsia monsonica. Comprende Himalaya e
Sri Lanka e si estende dallÕAfganistan alla Birmania. Le ore centrali del giorno sono piuttosto calde
durante lÕintero anno; ma le temperature variano tra estate e inverno, in particolare al Nord, con
inverni abbastanza freddi e massime stive torride. Tuttavia a caratterizzare le stagioni sono le
piogge.
Scaricato da Chiara Vignozzi (ys7kftbwfn@privaterelay.appleid.com)
lOMoARcPSD|47773390

Visualizza gratis il Pdf completo

Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.

Anteprima

Storia e Culture dell'India

studocu
Storia DELL' India E DELL'ASIA DEL SUD - Ludden
Storia e culture dell'India (Università degli Studi di Torino)
Scansiona per aprire su Studocu
Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo.
Scaricato da Chiara Vignozzi (ys7kftbwfn@privaterelay.appleid.com)STORIA DELL'INDIA E DELL'ASIA DEL SUD - DAVID LUDDEN

Invenzione di una Civiltà Antica

La storia dell'Asia del Sud non ha un'unicità d'inizio, né di cronologia, né di intreccio o narrazione.
Non è pertanto una storia unica bensì un'insieme di molte storie.
Non molto tempo fa si riteneva che la storia dell'Asia del Sud fosse iniziata in un determinato
momento del II millennio a.C., all'epoca della composizione dei Veda, i testi più antichi a noi noti.
Il primitivo flusso di cultura si sarebbe coagulato in una civiltà classica completamente sviluppata
negli antichi imperi delle dinastie Maurya e Gupta, fioriti lungo le rive del fiume Gange. Essi
prescrivevano la suddivisone della società in strati rituali (varna), contenenti gruppi sociali (jati). La
tradizione classica, dunque, sembrava fornire il modello della società catastale, ancora vigente in
epoca moderna. Dopo il crollo dell'impero Gupta, determinato, sarebbe, dall'urto delle invasioni
straniere, la frammentazione politica avrebbe caratterizzato l'epoca medievale.
In questa visione ormai obsoleta della storia antica risuonano gli echi del nazionalismo moderno,
convinto che sia stata la resistenza indigena all'invasione straniera a stimolare la formazione degli
imperi del lontano passato.
Dal 1290 al 1947, musulmani e cristiani hanno esercitato il potere sulla maggior parte delle terre di
civiltà indica. Nel periodo compreso tra il 1757 e il 1947, gli ultimi dominatori stranieri furono i
britannici. Toccò quindi al nazionalismo moderno unificare, in maniera definitiva, le popolazioni
autoctone contro i conquistatori stranieri.
Questa narrazione di ampio respiro della storia dell'Asia meridionale, fondata sull'idea di una
cultura indigena originaria che dovette far fronte alle invasioni straniere, è stata il primo quadro di
riferimento della storiografia moderna. Ha pervaso le culture e le identità nazionali. Ha perpetuato
l'idea che hindu, buddisti, musulmani e cristiani appartengano a civiltà diverse, ciascuna dotata di
propri territori antichi.
L'Asia meridionale ha sempre ospitato un gran numero di popoli e culture con proveniente e
parabole storiche differenti.
L'Asia meridionale fu un mondo profondamente differente nei millenni anteriori all'assunzione di
quello che ne è il carattere moderno.
Il paesaggio in cui vissero le popolazioni premoderne apparirebbe molto strano all'uomo
contemporaneo. Per gran parte della sua storia, l'Asia del Sud fu scarsamente popolata, con
innumerevoli piccole comunità molto disperse. In epoca antica e medievale, il territorio era perlopiù
ricoperto da foreste popolate da animali selvatici e soltanto in minima parte da fattorie, villaggi,
piccole e grandi città.

Terra e Acqua

L'Asia meridionale occupa la parte sud-occidentale dell'Asia monsonica. Comprende Himalaya e
Sri Lanka e si estende dall'Afganistan alla Birmania. Le ore centrali del giorno sono piuttosto calde
durante l'intero anno; ma le temperature variano tra estate e inverno, in particolare al Nord, con
inverni abbastanza freddi e massime stive torride. Tuttavia a caratterizzare le stagioni sono le
piogge.
This document is available on
studocu
Scaricato da Chiara Vignozzi (ys7kftbwfn@privaterelay.appleid.com)

Geografia Aperta a Spostamenti e Comunicazioni

L'Asia meridionale offre una varietà climatica assai più ampia di quelle presentiate stesse latitudini
nel resto del mondo. A ovest, gli ambienti continentali sono uniformante secchi; a est
uniformemente umidi. In Asia del Sud sono presenti entrambi.
Geograficamente l'Asia del Sud è sempre stata aperta a spostamenti e comunicazioni attraverso
quelle che ne sono le frontiere attuali.
I primi indizi di coltivazione del riso nell'Asia meridionale sono all'incirca contemporanei a quelli
dell'Asia sub-orientale. Nel XVIII secolo, migranti provenienti dall'Arakan (Birmania) hanno
effettuato la maggior parte del durissimo lavoro di dissodamento.
Dai tempi antichi, elementi culturali di tutti i generi si sono diffusi in ogni direzione attraversando
confini nazionali che oggi separano e delimitano i territori degli Stati. Troviamo templi Hindu e
testi sanscriti in Cambogia e in Indonesia. Il buddismo conobbe una maggior fioritura nell'Asia
orientale e sud-orientale. L'islam si diffuse via terra in Asia meridionale nelle regioni
dell'entroterra, e via mare nei porti dell'oceano indiano.
Per comprendere la storia dell'Asia meridionale occorre uscire dai confini costruiti dalle frontiere
moderne che racchiudono e separano le civiltà ed esplorare un mondo più ampio nel quale tali
frontiere sono state inventate, contestate, difese e ridisegnate nel corso della storia.

Società Preistoriche

La presenza degli esseri umani nell'Asia meridionale potrebbe risalire a mezzo milione di anni fa.
Mehrgarh, nel Baluchistan centrale, è il sito più antico in cui l'archeologia fornisca testimonianza di
una popolazione utilizzatrice di strumenti microlitici capace di realizzare una complessa società
coltivatrice. Nelle terre di confine aride e montuose tra valle dell'Indo e Afganistan i reperti si
conservano assai meglio che nelle zone umide. Tra VII e IV millennio, a Mehrgarh si ebbe uno
sviluppo tecnologico.
Le città lungo l'Indo vantavano un'idrogeologia e un'architettura progredite. La scarsa popolazione
dell'Asia meridionale preistorica si componeva principalmente di cacciatori, raccoglitori, pastori e
agricoltori che vivevano in insediamenti minuscoli normalmente temporanei. Gli animali selvatici
erano di gran lunga più numerosi degli uomini.
Nelle zone umide, le fitte foreste tropicali erano naturalmente dotate di riserve di cibo usufruibili
dagli uomini, ma pullulavano di animali e di microrganismi in grado di ucciderli.
Prima dell'avvento degli utensili in ferro introno al 1200 a.C., la giungla rese puntualmente vani gli
sforzi di creare insediamenti agricoli permanenti.
In caso di siccità, uomini e animali si spostavano alla ricerca dell'acqua. Allevamento del bestiame
e nomadismo si accompagnavano abitualmente con caccia, guerra e commercio su ampi territori. I
nomadi allevavano animali che le comunità di agricoltori stanziali utilizzavano per il concime e per
l'aratura, come carne commestibile, per ricavarne latte, pellame, pellicce e lana. I pastori nomadi
ratinavano anche il commercio e trasportavano prodotti dell'artigianato e attrezzi tra comunità
lontane.
Nel Punjab, una cultura preistorica non ha lasciato resti materiali ma ha prodotto testi rituali
conservati per millenni dai sacerdoti. Stiamo parlando della cultura ariana. La sua élite sia
autodefiniva "Arya" (pura) e guidava gruppi parentali organizzati in tribù nomadi dedite
all'allevamento equino. Denominati Veda, i testi rituali ariani sono scritti in lingua sanscrita.
Nel IV secolo a.C., il corpus dei testi sanscriti antichi esprimeva una cultura del bramanesimo
vedico nella quale i rituali sociali prescrivevano ai governanti di proteggere e imporre un
ordinamento stratificato basato su quattro varna: bràmani (sacerdoti), kshatriya (guerrieri), Vaisya
(marcanti/commercianti) e Sudra (lavoratori/braccianti).
Scaricato da Chiara Vignozzi (ys7kftbwfn@privaterelay.appleid.com)

La Trasformazione Antica

La preistoria si trasforma lentamente in storia man mano che la documentazione antica diventa
databile come maggior certezza. Un processo iniziato nel VI secolo a.C. durante il regno Magadha.
Nel I millennio di storia attestato dell'Asia meridionale, la trasformazione creò nuovi ambienti
sociali. Le società preistoriche erano numerose ma piccole e prive di istituzioni che la cementassero.
Nel lungo millennio della trasformazione antica, compreso tra il 500 a.C. e il 500 d.C., si generò
l'ordine nuovo denominato in seguito "classico". I cambiamenti verificatisi in questo arco di tempo
furono così ampi, complessi e scarsamente documentati, che non saremo mai in grado di spiegarli in
maniera adeguata.

Inventare l'Impero

Chandragupta Maurya nacque in questa antica terra in fase di cambiamento dove, nel VI secolo
a.C., i sovrani del Magadha avevano imbracciato le armi e, effettuato grandi conquiste, avevano
creato il più grande Stato delle regione.
Il regno di Magadha si trovava al margine esterno della cultura ariana, e proprio qui, a est, Gautama
Buddha aveva delineato un percorso spirituale ed etico differente dal bramanesimo ariano.
Gli eserciti del Magadha avanzarono in direzione ovest, dove affrontarono le armate achemenidi
che attraversavano la Persia. Sia i soldati acheminidi di origine greca che marciavano verso est, sia
le truppe del Magadha avanzavano in direzione ovest sapevano di seguire gli antichi percorsi dei
viaggi di lunga distanza.
L'Indo divenne il confine occidentale simbolico di una regione che i greci denominarono "India".
Chandragupta marciò verso est, sottomise i suoi feudatari e diventò il primo imperatore dell'Asia
del Sud. Oltre all'apparato bellico, l'impero elaborò un'ideologia e un'infrastruttura etiche. Oltre
alla percezione dei tributi, i funzionari imperiali furono presenti localmente per mantenere le strade
aperte.

Inventare la Civiltà

Nei nuovi territori dell'impero e di formazione dell'élite, bramanesimo, buddismo e gianismo si
presentarono come tre soluzioni ai problemi di fondo dell'esistenza umana e dell'ordinamento
politico. Esse avevano molto in comune: dalle idee complesse sulla reincarnazione e sul karma.
Inoltre nacquero tutte e tre nel bacino del Gange dalla commistione della cultura ariana con altre
culture.
Negli ultime secoli precedenti all'età volgare, alcuni elementi dell'ideologa ariana vennero adottati
dalle élite (si arianizzarono).
Svariati gruppi che ambivano alla promozione sociale collaborarono con i bramani per elevare il
proprio status. Il bramanesimo consentì ai gruppi parentali di formare gruppi castali (jati)
assegnando un varna a ciascun gruppo.
Gianisti e buddisti si opposero all'immutabile stratificazione sociale del bramanesimo vedico,
all'autorità dei bramani e al potere del rituale vedico.
Gianismo e buddismo sorsero nei dintorni del Magadha, dove Mahavira e Gautama Buddha
iniziarono a predicare. I mercanti relegati in varna inferiori diventarono forti sostenitori dei monaci
buddisti e gianisti che predicavano il potere spirituale dell'apprendimento, della pietà, del merito,
della disciplina e dei valori etici.
This document is available on
studocu
Scaricato da Chiara Vignozzi (ys7kftbwfn@privaterelay.appleid.com)

Non hai trovato quello che cercavi?

Esplora altri argomenti nella Algor library o crea direttamente i tuoi materiali con l’AI.