Documento da Semplicemente Yoga Academy su Dharana e Dhyana. Il Pdf esplora i concetti di concentrazione e meditazione nello Yoga, con un sommario dettagliato e un'appendice sui mantra. Questo Pdf di formazione professionale è utile per gli insegnanti di Yoga.
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La Concentrazione e la Meditazione Formazione Insegnanti Yoga 1 DI 43 SempliceMenteYoga Academy
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Stiamo così volgendo vero al termine di questo percorso snodato in 8 passi, arrivando così al sesto e settimo passo, ovvero il Dharana (la Concentrazione) e il Dhyana (la Meditazione). La parte finale del percorso yogico, lo Yoga interno (antaryoga 3R), è costituito dalla triade dharana - concentrazione (fissare l'attenzione su un singolo oggetto), dhyana - meditazione (intensa e prolungata contemplazione della natura dell'oggetto della meditazione), samādi - estasi (fusione della coscienza con l'oggetto della meditazione). Triade che costituisce l'ausilio, lo strumento interno (antaranga 37R$). Nel loro legame sono definiti come samyama HyH, processo che conduce dalla concentrazione alla beatitudine/ estasi. Negli Yogasūtra Patanjali introduce dharana, dhyana, samādhi nel secondo pāda, dedicato alla Sādhana:
यमनियमासनप्राणायामप्रत्याहारधारणाध्यानसमाधयोऽष्टावङ्गानि।।२९।। yama-niyam-āsana-prāņāyāma-pratyāhāra-dhāraņā-dhyāna-samādhayo'stavangani Prendendo in esame i sutra nei quali sono descritti, iniziamo con l'osservare che dharana, la concentrazione, è introdotta con il sutra 53, subito dopo il pranayama, prima del prathyiara (sūtra 54-55), con il quale si conclude il Sadhanapāda, evidenziando così la funzione di preparazione del pranayama: "Dopo aver padroneggiato l'āsana, il pranayama è l'arresto del movimento dell'inspiro e dell'espiro. Il pranayama è esterno, interno o sospeso, regolato da luogo, tempo, numero, divenendo prolungato e sottile. Il quarto pranayama è quello che trascende sia l'oggetto interno sia quello esterno. In tal modo si dissolve ciò che copre la Luce. Rendendo la mente idonea per la concentrazione."(sūtra 49-53). Formazione Insegnanti Yoga 3 DI 43 SempliceMente Yoga Academy
Il Sādhanapāda si conclude poi con pratyāhāra (sūtra 54-55): In tal modo, mediante pratyahara, si realizza il più elevato controllo sugli organi di senso. Possiamo osservare che, così come pratyahara costituisce il punto di snodo tra yoga esterno e yoga interno, dharana è il ponte tra Sadhanapāda e Vibhūtipāda dove sono descritti dhyāna, samādhi. Solo ritirando l'attenzione dai sensi e dall'ambiente esterno la mente può volgersi verso l'interno, al processo meditativo che conduce allo scopo vero ed ultimo dello yoga, che non dobbiamo perdere di vista: योगश्चित्तवृत्तिनिरोधः ॥२ ॥ yogaścittavrttinirodhab | | 2 | | Di cui rammento la traduzione: "Lo Yoga è l'acquietamento delle fluttuazioni mentali". Secondo l'insegnamento Tradizionale, dobbiamo affrontare un passaggio fondamentale del percorso che richiede la preliminare realizzazione di un livello adeguato dello yoga esterno (bahiryoga), ovvero di yama, niyama, āsana, pranayama e prathyara. Da qui scaturisce la domanda, basata sulla realtà che ci circonda e nella quale (soprattutto in Occidente) siamo immersi: "illudersi di essere nelle condizioni di praticare la meditazione (nel migliore dei casi come complemento diretto ad āsana e un po'di pranayama) avendo omesso yama, niyama e pratyāhāra e dhāraņā, ha un legittimo fondamento ovvero è l'origine di un equivoco dagli esiti potenzialmente negativi?" Formazione Insegnanti Yoga 4 DI 43 SempliceMente Yoga Academy
Fatte queste considerazioni preliminari, prendiamo in esame il Vibhūtipāda, dedicato allo yoga interno, (antaryoga). Qui troviamo descritti dharana, dhyana e samadhi
देशफन्धश्चित्तस्म धायणा॥१॥ Deśabandhaścittasya dhāraņā | | 1 | | Concentrazione (dhāraņā) è la fissazione (bandhah) della mente (cittasya) su un punto (deśa) | | 1 | | La concentrazione è vincolare la psiche in un punto.
तत्र प्रत्यमैकतानता ध्यानम्॥२॥। Tatra pratyayaikatānatā dhyānam | | 2 | | In questo(tatra) [in Dhāraņā], il flusso continuo di simili (ekatānatā) modifiche mentali (pratyaya) è la Meditazione (dhyānam) | | 2 | | In ciò, meditazione è la continuità, senza interruzioni, del flusso di coscienza.
तदेवाथ्यमात्रननबायसां स्वरूनशून्यमभव समाधध् ।।३।। Tadevārthamātranirbhāsam svarūpasūnyamiva samādhiņ | | 3 | | La perfetta concentrazione/estasi (samādhi) è solo (eva) quella (condizione) (tad) in cui solo (mātra) l'oggetto (di concentrazione) (artha) risplende (nirbhāsam), e il sé (sva-rūpa) è assente (šūnyam), per così dire (iva) | | 3 | | Quando il Se cessa di essere presente e risplende esclusivamente l'oggetto della concentrazione, quello stato dell'Essere diviene enstasi. Unificati nel processo meditativo, in samyama, Formazione Insegnanti Yoga 5 DI 43 SempliceMente Yoga Academy
त्रमभेकत्र सांमम्॥४॥ Trayamekatra samyamah | | 4 | | La triade (trayam) [Dhāraņā, Dhyāna e Samādhi] unificata (ekatra) è Samyama (samyamah) | | 4 I tre, fusi in uno, sono samnyama Da cui l'esito:
तज्जयात्प्रज्ञालोकः ॥५॥ Tajjayātprajñālokaņ | | 5 | | Attraverso la conquista (jayāt) di quello [ Samyama] (tad), la luce (ālokah) della Sapienza (prajñā) | | 5 | | Da quella maestria deriva lo splendore della Coscienza Suprema/ Sapienza.
तस्म बूमभषु तवननमोग्॥ ६।। Tasya bhumişu viniyogah | | 6 | | (Ci deve essere) applicazione (viniyogah) di quello (tasya) alle fasi (degli stati sottili della pratica) (bhūmişu) | | 6 | | La Luce della Sapienza dovrà essere utilizzata negli stati sottili dell'Essere. Formazione Insegnanti Yoga 6 DI 43 SempliceMente Yoga Academy
त्रमभन्तयङ्गां नूवेम्म् ।।७।। Trayamantarangam pūrvebhyah | | 7 | | La triade (trayam) [Dhāraņā, Dhyāna e Samādhi] (costituisce la pratica) interna (antarangam) rispetto alle precedenti [Yama, Niyama, Āsana, Prāņāyāma e Pratyāhāra] (pūrvebhyah) | | 7 | | Dhāraņā, Dhyana e Samadhi rappresentano la pratica interna, rispetto a Yama, Niyama, Āsana, Prāņāyāma e Pratyāhāra. La Via, comunque, non si esaurisce, in quanto:
तदत्तन वदहयङ्गां ननवीजस्म ॥ ८॥ Tadapi vahirangam nirbījasya | | 8 | | (A sua volta,) quella stessa triade (tad api) è esterna (vahirangam) rispetto alla Nirbīja o meditazione senza semi (nirbījasya) [Asamprajñātayoga] | | 8 | | Anche il flusso meditativo costituito dalla triade Dharana, Dhyana e Samadhi è esterno rispetto alla meditazione senza 'semi' (priva di qualsiasi supporto, oggetto). Prima di proseguire, è utile soffermarci sulle possibili traduzioni dei termini samnyama e vibhuti, che, al di là del significato letterale, vanno compresi a livello esperienziale ed esistenziale.
Possiamo ora leggere l'insieme dei sutra, con la consapevolezza che la traduzione è solo un'approssimazione del loro Significato profondo: "Dopo aver padroneggiato l'asana, il pranayama è l'arresto del movimento dell'inspiro e dell'espiro. Il pranayama è esterno, interno o sospeso, regolato da luogo, tempo, numero, divenendo prolungato e sottile. Il quarto pranayama è quello che trascende sia l'oggetto interno sia quello esterno. In tal modo si dissolve ciò che copre la Luce. Rendendo la mente idonea per la concentrazione. In tal modo, mediante pratyahara, si realizza il più elevato controllo sugli organi di senso. La concentrazione è vincolare la psiche in un punto. In ciò, meditazione è la continuità, senza interruzioni, del flusso di coscienza. Quando il Se cessa di essere presente e risplende esclusivamente l'oggetto della concentrazione, quello stato dell'Essere diviene estasi (samadhi) . I tre, fusi in uno, sono samyama . Da quella maestria deriva lo splendore della Coscienza Suprema/ Sapienza. Formazione Insegnanti Yoga 8 DI 43 SempliceMente Yoga AcademyLa Luce della Sapienza dovrà essere utilizzata negli stati sottili dell'Essere. Dharaņā, Dhyana e Samadhi rappresentano la pratica interna, rispetto a Yama, Niyama, Āsana, Prāņāyama e Pratyahara. Anche il flusso meditativo costituito dalla triade Dharanā, Dhyana e Samadhi è esterno rispetto alla meditazione senza 'semi' (priva di qualsiasi supporto, oggetto)".
A questo punto possiamo porci alcune domande:
Nel caso in cui le risposte fossero, anche in parte, negative dovremmo identificare il metodo operativo che possa essere di aiuto. In questo caso la lettura dell'insegnamento dei grandi Maestri realizzati costituisce un ausilio importante. Come punto di partenza, diamo per acquisito un sufficiente livello di avanzamento rispetto ad Yama, Niyama, Āsana, Prāņāyāma, escludendo per ora Pratyāhāra. Infatti si tratta di una pratica particolarmente potente e complessa, che interviene nella sfera più profonda dell'individuo, cui avvicinarsi con estrema cautela. Non è probabilmente a caso che Patanjali abbia introdotto la concentrazione (dharanā nel sūtra 53) prima del distacco dai sensi (pratyāhāra nei sutra 54-55). Risulta utile porre in rilievo come dalla lettura dei sutra di Patanjali emergano i vari aspetti di Dharana, la concentrazione:
Formazione Insegnanti Yoga 9 DI 43 SempliceMente Yoga Academy