La comunicazione verbale, non verbale e paraverbale: aspetti e cinesica

Slide sulla comunicazione verbale, non verbale e paraverbale. Il Pdf esplora i vari aspetti della comunicazione, distinguendo tra verbale, non verbale e paraverbale, con un focus sulla cinesica e le espressioni facciali, utile per lo studio universitario di Psicologia.

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16 pagine

La comunicazione verbale, non verbale, para
verbale.
Prof.ssa Chiara Grammatico
I presupposti della comunicazione
La flessibilità: nel momento in cui comunichiamo dobbiamo
tenere conto del contesto in cui ci troviamo e della persona o ente
con cui ci relazioniamo. Un buon comunicatore è in grado di essere
flessibile e cambiare modali comunicativa in base al feedback
che ottiene.
Prof.ssa Chiara Grammatico

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Anteprima

I presupposti della comunicazione

La comunicazione verbale, non verbale, para verbale. Prof.ssa Chiara GrammaticoI presupposti della comunicazione La flessibilità: nel momento in cui comunichiamo dobbiamo tenere conto del contesto in cui ci troviamo e della persona o ente con cui ci relazioniamo. Un buon comunicatore è in grado di essere flessibile e cambiare modalità comunicativa in base al feedback che ottiene.

I presupposti della comunicazione

Prof.ssa Chiara GrammaticoI presupposti della comunicazione Stare sulla persona concentrati nel qui ed ora. Interrompere il dialogo interno. Respirazione quadrata Centratura con fascio di luce.

La comunicazione paraverbale, non verbale e verbale

Prof.ssa Chiara GrammaticoPARA-VERBALE 38% NON-VERBALE 7% VERBALE 55% presupposti della comunicazione Negli anni '70. lo psicologo e antropologo Albert Mehrabian studiando la comunicazione giunge alla conclusione che in realtà il contenuto di quello che comunichiamo sia molto meno importante di tutti gli altri elementi coinvolti nella comunicazione.

La comunicazione verbale

Prof.ssa Chiara GrammaticoLa comunicazione verbale Si riferisce a un tipo di comunicazione che prevede l'uso di segni linguistici: unità minime del discorso dotate di significato, aventi una componente grafica e una fonetica. Questo tipo di comunicazione avviene in due modalità: orale attraverso l'uso delle parole, o scritta, con la rappresentazione grafica dei segni. Nella comunicazione verbale orale è necessario che i soggetti coinvolti condividano lo stesso codice affinché ci sia uno scambio di informazioni.

La comunicazione verbale scritta

Prof.ssa Chiara GrammaticoLa comunicazione verbale scritta Si intende l'espressione di idee attraverso un codice scritto, permanente e verificabile dai destinatari. Viene utilizzato per trasmettere ed archiviare. Non c'è interazione diretta tra mittente e destinatario quindi il mittente non vede la reazione del destinatario. Permette correzioni e miglioramenti.

La comunicazione paraverbale orale

Prof.ssa Chiara GrammaticoLa comunicazione paraverbale orale Come si veicola il messaggio durante l'espressione orale. I componenti sono:

  • Volume;
  • Tono;
  • Timbro;
  • Fluenza verbale/ritmo;
  • Velocità:
  • Pause/silenzi.

La comunicazione paraverbale scritta

Prof.ssa Chiara GrammaticoLa comunicazione paraverbale scritta Gli elementi principali della comunicazione paraverbale scritta sono:

  • Distribuzione spaziale;
  • Punteggiatura;
  • Carattere/dimensione.
  • ESEMPIO anva Questa foto di Autore sconosciuto è concesso in licenza da CC BY-NC

La comunicazione non verbale

Prof.ssa Chiara GrammaticoLa comunicazione non verbale È innata autonoma e involontaria. Mehrabian le attribuisce un'importanza del 55% nel processo comunicativo. I suoi elementi sono:

  • L'aspetto esteriore ( abbigliamento, trucco, capelli etc .. )
  • La cinesica (mimica facciale, movimenti, gestualità e postura)
  • La prossemica (relazione spaziale tra le persone)

La comunicazione non verbale: la cinesica

Prof.ssa Chiara GrammaticoLa comunicazione non verbale la cinesica _ La cinesica studia il significato dei movimenti e dei gesti compiuti mentre ci muoviamo. Il termine cinesica (dal greco kinesis, movimento) è stato utilizzato per la prima volta da Ray L. Birdwhistell, antropologo americano. La cinesica comprende:

  • Espressioni facciali.
  • Sguardo.
  • Gestualità
  • Postura del corpo.

La cinesica: le espressioni facciali

Prof.ssa Chiara GrammaticoLa comunicazione non verbale la cinesica _ Paul Ekman e il FACS: le espressioni facciali. Le espressioni e le micro-espressioni facciali sono spesso un tipo di comunicazione inconsapevole che però veicola emozioni. Paul Ekman nel 1967 si reca in Papua Nuova Guinea per studiare il comportamento non verbale del popolo Fore, tribù isolata dal mondo civilizzato e con usi e costumi risalenti dall'età della pietra. Sviluppa un meccanismo di codifica assegnando codici numerici ai vari movimenti muscolari e un meccanismo di decodifica associando i codici alla specifica emozione.

Le emozioni primarie

Prof.ssa Chiara GrammaticoLe emozioni primarie

  • Sorpresa;
  • Gioia;
  • Paura;
  • Rabbia;
  • Tristezza;
  • Disgusto. SORPRESA PAURA COLLERA DISGUSTO TRISTEZZA FELICITA

La cinesica: la gestualità

Prof.ssa Chiara GrammaticoLa comunicazione non verbale la cinesica _ La gestualità La gestualità può avere natura culturale o psicologica. Gesti manipolatori: servono per gestire le emozioni che non vogliamo esprimere, toccando il nostro corpo o un oggetto. (quando ci strofiniamo le mani, tocchiamo i capelli, giochiamo con un anello etc .. ). Gesti illustratori: aiutano a trasmettere l'emozione che vogliamo il destinatario percepisca. (l'indice puntato verso l'alto per indicare su/sopra). Gesti regolatori: si utilizzano per facilitare l'interazione comunicativa con gli altri. (Annuire con il capo, il contatto visivo etc .. ). Gesti emblematici: Sostituiscono il messaggio verbale, sono emessi intenzionalmente e in modo chiaro. (fare un cerchio con pollice e indice per dire ok).

La cinesica: la postura

Prof.ssa Chiara GrammaticoLa comunicazione non verbale la cinesica _ La postura La postura può esprimere personalità, stati emotivi e relazione con l'interlocutore. Possiamo adottare due tipi di postura: Aperta: le braccia e le gambe distese in apertura verso l'interlocutore, la testa alta e il busto eretto. Trasmette sicurezza, gioia e vicinanza al'altro. Chiusa: il corpo si ripiega su se stesso, le spalle sono all'ingiù, le braccia conserte e il petto ricurvo verso l'interno. Può esprimere disinteresse, paura, sofferenza, insicurezza. Esempi: Il padrino, Nothing Hill.

La comunicazione non verbale: la prossemica

Prof.ssa Chiara GrammaticoLa comunicazione non verbale la prossemica La Prossemica, termine coniato dall'antropologo Edward T.Hall nel 1966. È la relazione spaziale tra le persone. Esistono 4 zone prossemiche:

  1. La distanza intima (0-45cm): spazio riservato alle persone con cui si ha più intimità.
  2. La distanza personale (45-120cm) è quella che viene coperta se allunghiamo un braccio, propria degli incontri di lavoro, conversazioni tra amici etc ..
  3. La distanza sociale (da 1,2 a 3,5m) la distanzia che si tiene con estranei: clienti, fornitori, insegnante-allievo etc ..
  4. La distanza pubblica (oltrei i 3,5m) si utilizza nelle pubbliche relazioni, quando dobbiamo rivolgerci ad un gruppo di persone.

La comunicazione non verbale: l'aspetto esteriore

Prof.ssa Chiara GrammaticoLa comunicazione non verbale l'aspetto esteriore L'abito fa il monaco? Gli esseri umani hanno da sempre avuto l'esigenza di capire quando una situazione è pericolosa o no. Questo aspetto primitivo, decisivo per la sopravvivenza è rimasto in noi, quindi avviene che quando vediamo una persona ci mettiamo meno di 7 sec per farci una prima impressione. Dobbiamo prendere molto seriamente il modo in cui vogliamo che gli altri ci percepiscano, è importante trasmettere fiducia. L'immagine è il primo messaggio che mandiamo.

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