Compiti di sviluppo in adolescenza: autonomia e moralità

Documento di Università su Compiti di sviluppo in adolescenza. Il Pdf, di Psicologia e destinato a studenti universitari, esplora lo sviluppo dell'autonomia e della moralità, discutendo concetti come autodeterminazione e le fasi dello sviluppo morale secondo Piaget e Kohlberg.

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Compiti di sviluppo in adolescenza
Cap 2 mameli
L’autodeterminazione è il concetto chiave il quale fa riferimento all teoria di Deci e Ryan, dice che tutti sono
mossi da una spinta all’autodeterminazione (auto determini, determino io chi voglio essere e i miei
obbiettivi). Per autodeterminarci tutti dobbiamo soddisfare tre bisogni psicologici fondamentali:
1 competenti -> abbiamo bisogno di sentirci competenti in qualcosa.
2: autonomia -> si riferisce alla capacità, di un adolescente, di pensare, sentire, prendere decisioni e agire per
conto proprio, autogovernanti (Non bisogna confonderla con l’indipendenza la quale si riferisce
generalmente alla capacità di “fare da soli”, coi propri mezzi. È una parte del diventare autonomi).
3 relazionalità/connessione -> si riferisce a relazioni interpersonali stabili, durature e reciprocamente
soddisfacenti. Quindi poter contare su relazione significative che sono caratterizzate da vicinanza emotiva
con l’altro.
In adolescenza la dialettica autonomia-connessione diviene particolarmente pregnante.
Il concetto di autonomia è molto più ampio, infatti ne esistono di diversi tipi per Steinberg (2002):
1. Autonomia emotiva: cercare le proprie soluzioni a problemi emotivi; o chiedere supporto ad amici o
adulti al di fuori della famiglia (decido da solo come gestire i miei stati emotivi, ho l autonomia emotiva,
in che modo gestire la situazione o su chi riversare le mie emozioni, chi amare).
2. Autonomia comportamentale: prendere decisioni e assumersene la responsabilità, senza farsi troppo
influenzare da altri (decido come comportarmi, decido di impegnarmi a scuola o decido che a scuola non
vado perché non ho studiato). La responsabilità comporta che rispondo poi alle azioni ( ma gli
adolescenti fanno fatica in questo, “non è colpa mia”— confusione tra colpa e responsabilità).
3. Autonomia valoriale: avere principi personali che stabiliscono ciò che e giusto e non è giusto, resistendo
alle pressioni sociali. L’adolescente rispetto al bambino passa più tempo a riflettere sui valori e decide a
che valori aderire— i valori poi vanno a influenzare le azioni .
Per Noom, Dekovic e Meeus (2001):
1. Autonomia emotiva
2. Autonomia attitudinale: si riferisce ad una dimensione cognitiva, capacità di pensare/immaginare
obbiettivi e scopi (decido come voglio essere da grande).
3. Autonomia regolatoria: o funzionale, strategie di azione finalizzate al raggiungimento degli obbiettivi )
(decido io come fare per raggiungere gli obbiettivi).
Sviluppo dell’autonomia come processo discontinuo/continuo di separazione
Come si sviluppa l’autonomia?(quando decide che vuole fare una determinata cosa o non vuole farla)
Avviane un abbandono delle concezioni idealizzate (onnipotenza vs limiti e fallibilità), a un certo punto il
genitore “cade dal piedistallo” in quanto prima veniva considerato come un supereroe -> prima sapevano
sempre cosa fare (per noi) poi diventa un genitore vulnerabile.
Per poi iniziare a percepire una differenza tra sé e i genitori -> È importante la separazione dal genitore
(Secondo la prospettiva teorica questa ricerca è inquadrabile di un processo discontinuo di separazione).
Prendendo sempre più importanza le relazioni coi pari.
Prospettive teoriche a confronto:
Processo discontinuo -> capacità della adolescente di fare affidamento su se stesso va considerato come un
evento improvviso, una sorta di discontinuità emotiva; questo evento si accompagna a una conflittualità
con il genitore. (A. Freud, P. Blos)
Modello discontinuo: P.blos dice che l autonomia non è altro che la somma di un processo di individuazione
(progressiva costruzione di un sé competente e autonomo) e separazione (presa di distanza dai genitori, più
o meno conflittuale) che porta a loro volta allo sviluppo del carattere dell’individuo (corrisponde alla
personalità, ovvero il modo in cui l’individuo risponde a stimoli interni e esterni). Sviluppo dell’autonomia
nel momento in cui riesce a definirsi come individuo, riuscendo a prendere decisioni per se ma anche
separarsi dai genitori (Presa di distanza dal genitore). Accade in maniera molto rapida.
Per va Blos il carattere si sviluppa attraverso il superamento di 4 sfide:
1. Rielaborazione dei traumi infantili -> saper rielaborare le inevitabile esperienze traumatiche dell’infanzia
(es lutto in famiglia o traumi minori come nascita di un fratello).
2. Continuità dell’io -> acquisire e mantenere il senso dell’io pur nei cambiamenti (Riconoscere che l’io
sedicenne è diverso dall’io infantile, nell’evoluzione del tempo).
3. Formazione identità sessuale -> riconoscersi come uomo o donna
4. Processo di separazione e individuazione -> Nell'arco della vita ne riscontriamo due, il secondo è più
importante.
Il primo avviene nella prima infanzia, dove la separazione si connota come superamento della fusione
simbiotica con la madre e riconoscimento di un sé separato (quando il bambino si rende conto che è separato
dalla madre, che è diverso); mentre l’individuazione si connota come identificazione di questo sé separato
(cos’è, quali sono le sue caratteristiche individuali).
Il secondo richiede una presa di distanza (psicologica) dalle immagini interiorizzate dai genitori. Man mano
che l’adolescente sente consolidarsiivl suo senso di identità personale, i conflitti con i genitori diminuiscono
progressivamente (presa di distanza psicologica e capire chi sono). Alla presa di distanza dai genitori,
corrisponde un identificarsi dei rapporti coi coetanei che fungono da sostegno. Esito: acquisizione di un
stabile, minore dipendenza delle fonti esterne di sostegno.
Processo continuo -> a partire dagli anni ’70 il modello psicoanalitico dello sviluppo adolescenziale è stato
oggetto di numerose critiche: il conflitto genitori-figli adolescenti non è così diffuso, ne inevitabile. Il 75%
degli adolescenti si sente vicino ai propri genitori (Cicognani e Zani, 2003). Gli autori ritengono che sia un
processo graduale e che dura tanto tempo di acquisizione dell’autonomia. Gradualità (come
trasformazione, rinegoziazione della relazione con i genitori, progressivamente più paritaria e reciproca) e
continuità. I genitori hanno un ruolo nel facilitare o ostacolare l’autonomia dei figli; un buon clima
familiare promuove sia la coesione nel nucleo sia l’individuazione dei vari membri.
Gli autori che si collano in questa prospettiva fanno riferimento a ricerche più recenti che ci dicono che la
conflittualità tra genitori e figli c’è sempre , vale per alcuni individui non per tutti. Molti adolescenti si
sentono vicini ai genitori (Quindi la separazione di Bloss non si riscontra).
Laura Fruggeri dice che un grande cambiamento totale, non è altro che l’esito di piccoli cambiamenti
impercettibili, che avvengono nelle pratiche quotidiane all interno delle famiglie, è qualcosa di continuo.
-
Modello continuo: grotevant e Cooper dicono che questo modello ruota intorno alla dialettica
individualità vs connessione, all’interno della relazione genitori adolescenti (focus sui legami anziché
sull’individuo). L autonomia e un processo che avviene in termini relazionali, quindi all intento degli
scambi famigliari.
Due processi -> individualità fa riferimento ai processi di differenziazione del sé (descriversi, individuare
le proprie caratteristiche), la quale a sua volta ruota attorno a due microprocessi: autoaffermazione
(capacità di mostrare il proprio punto di vista e comunicarlo con chiarezza) e separatezza (capacità,
dell’adolescente e del genitore, di cogliere ed esprimere la differenza tra sé e gli altri, consente di far
emergere l’individualità) e connessione che coinvolge i processi che legano il sé agli altri (collega
l’adolescente con i genitori e viceversa), è strettamente legata all’individualità e anch’essa si divide in:
permeabilità (apertura alle idee degli altri, cercare di comprendere e ascoltare) e mutualità (fa riferimento
alla sensibilità e al rispetto verso le opinioni degli altri, specialmente quando si esprime il proprio punto
di vista, genuino rispetto per l opinione altrui.
-
Il modello di youniss e smollar: riscontrano anche loro la dialettica fra individuazione e legame coi
genitori, vanno a sottolineare l importanza del conflitto genitori e figli, il quale permette la crescita
psicologica dell’adolescente, rispetto a una condizione precedente, in cui i genitori prendono tutte le
decisioni riguardanti il bambino, l’adolescente inizia a rivendicare maggiore libertà decisionale (il
rapporto da asimmetrico si fa più paritario). Tende a essere visto con preoccupazione ma è molto
importante perché possono avvenire le microtransizioni e si possono trovare le soluzioni.
3 possibili esiti della dialettica individuazione-separazione:
1. Soluzione adattiva: l’aumento di battibecchi, discussioni genitori-figli non minaccia la loro coesione
affettiva quando all’interno di una famiglia abbiamo dei conflitti che servono per rinegoziare i ruoli. Si

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Compiti di Sviluppo in Adolescenza

Capitolo 2: Mameli e l'Autodeterminazione

L'autodeterminazione è il concetto chiave il quale fa riferimento all teoria di Deci e Ryan, dice che tutti sono mossi da una spinta all'autodeterminazione (auto determini, determino io chi voglio essere e i miei obbiettivi). Per autodeterminarci tutti dobbiamo soddisfare tre bisogni psicologici fondamentali:

  1. competenti -> abbiamo bisogno di sentirci competenti in qualcosa.
  2. autonomia -> si riferisce alla capacità, di un adolescente, di pensare, sentire, prendere decisioni e agire per conto proprio, autogovernanti (Non bisogna confonderla con l'indipendenza la quale si riferisce generalmente alla capacità di "fare da soli", coi propri mezzi. È una parte del diventare autonomi).
  3. relazionalità/connessione -> si riferisce a relazioni interpersonali stabili, durature e reciprocamente soddisfacenti. Quindi poter contare su relazione significative che sono caratterizzate da vicinanza emotiva con l'altro.

In adolescenza la dialettica autonomia-connessione diviene particolarmente pregnante.

Tipi di Autonomia secondo Steinberg (2002)

Il concetto di autonomia è molto più ampio, infatti ne esistono di diversi tipi per Steinberg (2002):

  1. Autonomia emotiva: cercare le proprie soluzioni a problemi emotivi; o chiedere supporto ad amici o adulti al di fuori della famiglia (decido da solo come gestire i miei stati emotivi, ho l autonomia emotiva, in che modo gestire la situazione o su chi riversare le mie emozioni, chi amare).
  2. Autonomia comportamentale: prendere decisioni e assumersene la responsabilità, senza farsi troppo influenzare da altri (decido come comportarmi, decido di impegnarmi a scuola o decido che a scuola non vado perché non ho studiato). La responsabilità comporta che rispondo poi alle azioni ( ma gli adolescenti fanno fatica in questo, "non è colpa mia" - confusione tra colpa e responsabilità).
  3. Autonomia valoriale: avere principi personali che stabiliscono ciò che e giusto e non è giusto, resistendo alle pressioni sociali. L'adolescente rispetto al bambino passa più tempo a riflettere sui valori e decide a che valori aderire- i valori poi vanno a influenzare le azioni .

Autonomia secondo Noom, Dekovic e Meeus (2001)

Per Noom, Dekovic e Meeus (2001):

  1. Autonomia emotiva
  2. Autonomia attitudinale: si riferisce ad una dimensione cognitiva, capacità di pensare/immaginare obbiettivi e scopi (decido come voglio essere da grande).
  3. Autonomia regolatoria: o funzionale, strategie di azione finalizzate al raggiungimento degli obbiettivi ) (decido io come fare per raggiungere gli obbiettivi).

Sviluppo dell'Autonomia: Processo Discontinuo/Continuo

Sviluppo dell'autonomia come processo discontinuo/continuo di separazione Come si sviluppa l'autonomia?(quando decide che vuole fare una determinata cosa o non vuole farla) Avviane un abbandono delle concezioni idealizzate (onnipotenza vs limiti e fallibilità), a un certo punto il genitore "cade dal piedistallo" in quanto prima veniva considerato come un supereroe -> prima sapevano sempre cosa fare (per noi) poi diventa un genitore vulnerabile. Per poi iniziare a percepire una differenza tra sé e i genitori -> È importante la separazione dal genitore (Secondo la prospettiva teorica questa ricerca è inquadrabile di un processo discontinuo di separazione). Prendendo sempre più importanza le relazioni coi pari.

Prospettive Teoriche a Confronto

Prospettive teoriche a confronto:

  • Processo discontinuo -> capacità della adolescente di fare affidamento su se stesso va considerato come un evento improvviso, una sorta di discontinuità emotiva; questo evento si accompagna a una conflittualità con il genitore. (A. Freud, P. Blos)

Modello Discontinuo di P. Blos

Modello discontinuo: P.blos dice che l autonomia non è altro che la somma di un processo di individuazione (progressiva costruzione di un sé competente e autonomo) e separazione (presa di distanza dai genitori, più o meno conflittuale) che porta a loro volta allo sviluppo del carattere dell'individuo (corrisponde alla personalità, ovvero il modo in cui l'individuo risponde a stimoli interni e esterni). Sviluppo dell'autonomianel momento in cui riesce a definirsi come individuo, riuscendo a prendere decisioni per se ma anche separarsi dai genitori (Presa di distanza dal genitore). Accade in maniera molto rapida.

Le 4 Sfide per lo Sviluppo del Carattere secondo Blos

Per va Blos il carattere si sviluppa attraverso il superamento di 4 sfide:

  1. Rielaborazione dei traumi infantili -> saper rielaborare le inevitabile esperienze traumatiche dell'infanzia (es lutto in famiglia o traumi minori come nascita di un fratello).
  2. Continuità dell'io -> acquisire e mantenere il senso dell'io pur nei cambiamenti (Riconoscere che l'io sedicenne è diverso dall'io infantile, nell'evoluzione del tempo).
  3. Formazione identità sessuale -> riconoscersi come uomo o donna
  4. Processo di separazione e individuazione -> Nell'arco della vita ne riscontriamo due, il secondo è più importante.

Il primo avviene nella prima infanzia, dove la separazione si connota come superamento della fusione simbiotica con la madre e riconoscimento di un sé separato (quando il bambino si rende conto che è separato dalla madre, che è diverso); mentre l'individuazione si connota come identificazione di questo sé separato (cos'è, quali sono le sue caratteristiche individuali). Il secondo richiede una presa di distanza (psicologica) dalle immagini interiorizzate dai genitori. Man mano che l'adolescente sente consolidarsiivl suo senso di identità personale, i conflitti con i genitori diminuiscono progressivamente (presa di distanza psicologica e capire chi sono). Alla presa di distanza dai genitori, corrisponde un identificarsi dei rapporti coi coetanei che fungono da sostegno. Esito: acquisizione di un sé stabile, minore dipendenza delle fonti esterne di sostegno.

Processo Continuo di Acquisizione dell'Autonomia

  • Processo continuo -> a partire dagli anni '70 il modello psicoanalitico dello sviluppo adolescenziale è stato oggetto di numerose critiche: il conflitto genitori-figli adolescenti non è così diffuso, ne inevitabile. Il 75% degli adolescenti si sente vicino ai propri genitori (Cicognani e Zani, 2003). Gli autori ritengono che sia un processo graduale e che dura tanto tempo di acquisizione dell'autonomia. Gradualità (come trasformazione, rinegoziazione della relazione con i genitori, progressivamente più paritaria e reciproca) e continuità. I genitori hanno un ruolo nel facilitare o ostacolare l'autonomia dei figli; un buon clima familiare promuove sia la coesione nel nucleo sia l'individuazione dei vari membri.

Gli autori che si collano in questa prospettiva fanno riferimento a ricerche più recenti che ci dicono che la conflittualità tra genitori e figli c'è sempre , vale per alcuni individui non per tutti. Molti adolescenti si sentono vicini ai genitori (Quindi la separazione di Bloss non si riscontra). Laura Fruggeri dice che un grande cambiamento totale, non è altro che l'esito di piccoli cambiamenti impercettibili, che avvengono nelle pratiche quotidiane all interno delle famiglie, è qualcosa di continuo.

Modello Continuo di Grotevant e Cooper

  • Modello continuo: grotevant e Cooper dicono che questo modello ruota intorno alla dialettica individualità vs connessione, all'interno della relazione genitori adolescenti (focus sui legami anziché sull'individuo). L' autonomia e un processo che avviene in termini relazionali, quindi all intento degli scambi famigliari.

Due processi -> individualità fa riferimento ai processi di differenziazione del sé (descriversi, individuare le proprie caratteristiche), la quale a sua volta ruota attorno a due microprocessi: autoaffermazione (capacità di mostrare il proprio punto di vista e comunicarlo con chiarezza) e separatezza (capacità, dell'adolescente e del genitore, di cogliere ed esprimere la differenza tra sé e gli altri, consente di far emergere l'individualità) e connessione che coinvolge i processi che legano il sé agli altri (collega l'adolescente con i genitori e viceversa), è strettamente legata all'individualità e anch'essa si divide in: permeabilità (apertura alle idee degli altri, cercare di comprendere e ascoltare) e mutualità (fa riferimento alla sensibilità e al rispetto verso le opinioni degli altri, specialmente quando si esprime il proprio punto di vista, genuino rispetto per l opinione altrui.

Modello di Youniss e Smollar

  • Il modello di youniss e smollar: riscontrano anche loro la dialettica fra individuazione e legame coi genitori, vanno a sottolineare l importanza del conflitto genitori e figli, il quale permette la crescita psicologica dell'adolescente, rispetto a una condizione precedente, in cui i genitori prendono tutte le decisioni riguardanti il bambino, l'adolescente inizia a rivendicare maggiore libertà decisionale (il rapporto da asimmetrico si fa più paritario). Tende a essere visto con preoccupazione ma è molto importante perché possono avvenire le microtransizioni e si possono trovare le soluzioni.

Esiti della Dialettica Individuazione-Separazione

3 possibili esiti della dialettica individuazione-separazione:

  1. Soluzione adattiva: l'aumento di battibecchi, discussioni genitori-figli non minaccia la loro coesione affettiva quando all'interno di una famiglia abbiamo dei conflitti che servono per rinegoziare i ruoli. Sirichiede dei nuovi spazi di autonomia e rinegoziare come sono fatte le dinamiche all'interno della famiglia.
  2. Invischiamento: in cui non c'è spazio per l'individualità. Qui non c'è il conflitto proprio perché c'è troppa connessione e l'adolescente rischia di perdersi e non trovarsi, non fa quelle esperienze e non sente il bisogno di farle, anche se gli permetterebbero di conquistare l autonomia. Figli che raccontano tutti ai genitori-> problema perché il genitore diventa un confidente. Il figlio si lascia controllare senza ribellione.
  3. Distacco totale: dai genitori, in cui non è possibile la connessione. Il conflitto segna il distacco, l'adolescente si chiude, avviene una separazione (come se non ne volesse più sapere). Succede anche in famiglie funzionali (distacco temporaneo) ma può accadere in maniera più definitiva.

Autonomia e connessioni sono diverse nelle persone. La ricerca mostra che su alcune aree l'autonomia è più precoce (vestiario, igiene, tempo libero) in altre è più tardiva ( regole di casa, uscite, ore di rientro serale); inoltre si è visto che i ragazzi hanno più autonomia delle ragazze ( socializzazione differenziale). Gli adolescenti tendono ad attribuirsi più autonomia di quanto ne riconoscano i loro genitori.

Profili Relazionali di Lamborn e Steunberg

La ricerca sui profili relazioni di Lamborn e Steunberg: cerca di differenziare dentro campioni molto grandi, gruppi diversi di persone però omogenei al loro interno. Utilizzano variabili psicologiche; individuano configurazioni tipiche di autonomia e connessione al fine di esaminare il modo in cui questi processi si associano all'adattamento psicosociale degli adolescenti. Svolta in USA su ragazzi tra i 14 3 i 18 anni, indagando autonomia emotiva e supporto genitoriale percepito. Emergono 4 profili incrociando alto autonomia/ basa autonomia e alto supporto/basso supporto:

  • Individuati -> alta autonomia alto supporto, presentano alti livelli di sviluppo psicosociale, alta competenza scolastica, alto malessere psicologico (individuazione come processo emotivamente stressante) sentono di riuscire a compiere delle scelte ma allo stesso tempo hanno un'alta connessione con la famiglia. L'alto malessere psicologico si presenta in quanto risulta faticoso prendere decisioni, capire cosa voglio fare ecc .. sono adolescenti che si fanno delle domande.
  • Connessi -> alto supporto basso autonomia, alto sviluppo psicosociale, alta competenza scolastica, basso malessere (un po' dipendenti-immaturi, a rischio invischiato) perché non si fanno troppe domande.
  • Distaccati -> basso supporto alta autonomia, malessere psicologico, scarsa competenza scolastica, basso sviluppo psicosociale (connessione come fondamentale per l'adattamento psico-sociale) non sono abituati a vivere la relazione-> il fatto di avere relazione su cui contare è importantissimo.
  • Ambivalenti -> basso supporto basso autonomia, basso sviluppo psicosociale, basso malessere perché vivono in maniera molto superficiale, qualsiasi cosa gli va bene non sanno cosa vogliono e non gli interessa, bassa competenza scolastica (immaturi, indifferenti, "in process" verso l'individuazione.

Autonomia e Connessione nelle Ricerche Cross Culturali

Autonomia e connessione nelle ricerche cross culturali Autonomia e connessione si declinano diversante nelle varie culture e acquisiscono un significato diverso. Possibile relazione con individualismo e collettivismo (principali descrittori dei valori culturali). Le culture individualiste si orientano verso l'individualismo, permettendo una grossa spinta all'autonomia che diventa un grande valore, in quanto gli individui sono principalmente motivati a raggiungere i propri obbiettivi personali e fanno affidamento sulle proprie risorse. Mentre nelle culture collettiviste la rete delle relazioni sociali, in primis la famiglia, riveste un ruolo centrale; l'individuo è in stretta connessione con il sistema sociale (legame familiare e rispetto dell'autorità viene prima del singolo individuo).

Modelli di Interazione Familiare di Kagitcibasi (2002)

Kagitcibasi (2002) -> propone modelli d'interazione familiare che sintetizzano valori di varie culture, distingue tra famiglie:

  • Famiglie con interdipendenza totale -> tipica delle culture collettiviste, l'autonomia è vista come una minaccia.
  • Famiglie con indipendenza -> tipica delle culture individualiste, in cui l'alta connessione è vista con sospetto.
  • Un nuovo modello faigliare ->una sorta di ibrido, in cui c'è ricerca di connessione emotiva ma anche di autonomia (es. economica) dei membri, modello più adattivo in diversi paesi non solo occidentali.

L'individuo può avere autonomia senza rinunciare a degli aspetti di connessione. I risultati di varie ricerche mostrano che cvi sono effettivamente differenze fra culture rispetto all'autonomia:

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