Documento dall'Università degli Studi di Udine su La nuova costituzione economica di Sabino Cassese. Il Pdf è un riassunto dettagliato del libro, esplorando i significati della costituzione economica e l'evoluzione storica dei rapporti tra Stato ed economia in Italia, utile per studenti universitari di Diritto.
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Diritto pubblico dell'economia/ Public economy law (Università degli Studi di Udine) Studocu non è sponsorizzato o supportato da nessuna università o ateneo. Scaricato da Giulio Sartoretti (xgiulio54@gmail.com)LA NUOVA COSTITUZIONE ECONOMICA Presentazione: "Alla fine del secolo XX agli Stati si sono sostituite, nella disciplina dell'economia, istituzioni sovrannazionali; l'ordinamento nazionale è divenuto parte di quello europeo, al quale deve adeguarsi. Nell'ultima parte del XX w in quella iniziale del XXI secolo, si sono sviluppate due tendenze opposte, dapprima una riduzione della sfera pubblica (privatizzazioni), poi una sia riespansione, prodotta dalla crisi economica iniziata nel 2008 (salvataggi statali di imprese)."
L'espressione "costituzione economica" può essere intesa in 3 sensi:
Lo studio della costituzione economica è compiuto in 3 modi diversi:
Per capire la nuova costituzione economica bisogna prima capire la "vecchia costituzione economica" e l'analisi verterà su 4 periodi storici:
La nuova costituzione economica, le cui premesse sono legate alla nascita della Comunità europea, si afferma specialmente negli anni '80 del XX.
In questo primo periodo sono determinanti 3 aspetti:
This document is available free of charge on studocu Scaricato da Giulio Sartoretti (xgiulio54@gmail.com)2) la difesa del mercato verso l'esterno; 3) le privatizzazioni e il liberismo.
condizione essenziale per la costituzione di un mercato nazionale è l'unificazione legislativa: se non vi è un corpus normativo uniforme si sviluppano particolarismi giuridici che costituiscono un impedimento ai traffici e ai commerci e, più in generale, allo sviluppo economico. In Italia, l'unificazione legislativa è avvenuta con l'adozione del Codice civile del 1865 e del codice di commercio dello stesso anno (poi sostituito nel 1882) e, nel 1861, con l'estensione della legislazione piemontese all'ex Regno delle due Sicilie e allo Stato pontificio.
ovvero un mercato unico i cui confini corrispondono a quelli dello Stato-Nazione. Ma occorre anche che i confini stessi del mercato vengano protetti. Questa protezione viene realizzata attraverso le tariffe doganali del 1878 e del 1887: le tariffe doganali, caricando i prodotti stranieri di imposte all'entrata, li rendono meno competitivi rispetto a quelli nazionali. Le tariffe doganali però accentuano gli squilibri nazionali. L'eliminazione della concorrenza esterna, infatti, provocò l'accentuarsi della concorrenza interna, specialmente tra le imprese del Nord e le iniziative industriali appena nascenti nel Sud. Ci sono quindi numerose contraddizioni: un lato vi è il bisogno di creare un mercato nazionale, dall'altro il mercato si sviluppa su un'economia dualistica, a due velocità.
il liberismo si manifesta in 3 modi:
In questo periodo sono determinanti 4 aspetti:
a) la differenziazione legislativa; b) la politica dei lavori pubblici; c) le imprese pubbliche; d) la previdenza sociale.
viene abbandonata l'uniformità legislativa tipica del periodo precedente; le leggi speciali per Napoli, la Calabria e la Basilicata, introducono nell'ordinamento italiano il principio della differenziazione legislativa che si realizza in 3 modi: aumento degli interventi infrastrutturali nelle aree meno sviluppate, introducendo leggi speciali e istituendo organi speciali.
si verifica un forte incremento degli investimenti infrastrutturali, il maggiore dei quali riguardante la rete ferroviaria, con il riscatto delle concessioni ferroviarie e l'istituzione, nel 1905, dell'Azienda delle Ferrovie dello Stato. La politica dei lavori pubblici, comportava l'aumento dei contratti stipulati con privati per l'esecuzione delle opere pubbliche (strade, ponti, dighe), con la conseguente immissione di risorse pubbliche nell'economia privata ._
vengono costituite numerose imprese pubbliche: Azienda delle Ferrovie dello Stato; Impresa per la telefonia interurbana; Istituto Nazionale delle Assicurazioni-INA; Istituto Nazionale del Credito per la Cooperazione, poi Banca Nazionale del Lavoro-BNL, ecc. Si ha quindi un numero cospicuo di imprese pubbliche operanti prevalentemente in 2 settori fondamentali: quello delle telecomunicazioni, più in generale dei servizi pubblici, e quello del credito. Aspetto fondamentale di questo periodo è dunque la crescita dell'intervento dello Stato.
Scaricato da Giulio Sartoretti (xgiulio54@gmail.com)d. La previdenza sociale: muove i primi passi lo Stato del benessere, cioè lo Stato che cura le prestazioni sociali, con le leggi sull'emigrazione e, soprattutto, con l'istituzione della Cassa nazionale di previdenza (1898) e la successiva iscrizione obbligatoria. In questo periodo si ha il passaggio da un sistema mutualistico, basato sulle cosiddette società mutualistiche, che rappresentavano una sorta di assicurazione volontaria e collettiva dei lavoratori, ad un sistema previdenziale, fondato sull'istituzione di organismi pubblici (Istituti di previdenza) e sulla trasformazione di un fatto volontario in un fatto obbligatorio, che coinvolge non solo i lavoratori ma anche i datori di lavoro (contributi obbligatori). Si crea così un rapporto tripolare: lo Stato obbliga i privati a fornire risorse finanziarie a favore di enti pubblici che, a loro volta, erogano prestazioni a favore di altri privati.
Le istituzioni economiche di questo periodo sono caratterizzate da 3 fattori:
in quest'epoca si colloca una nuova codificazione: nel 1942 viene abbandonata la distinzione tra codice civile e codice di commercio e viene adottato il codice civile oggi esistente. Una differenza rilevante tra il vecchio e il nuovo codice sta nel fatto che il codice è scritto come una sorta di costituzione economica, un atto che contiene non solo gli "statuti" degli istituti di base (come la proprietà, l'imprenditore e l'azienda), ma anche i principi delle discipline di settore (come quella della proprietà edilizia e della proprietà agricola).
in questo periodo si sviluppa il regime che gli economisti chiamano del monopolio e che i giuristi definiscono di "riserva originaria" che trovo le seguenti applicazioni: il trasporto marittimo e per il sevizio di telefonia; per il trasporto aereo; per le miniere e per la radiodiffusione; per le acque. Con la riserva disposta da queste leggi, lo Stato esclude i privati e assume la gestione o in via diretta o indiretta, tramite concessione. Contemporaneamente al sistema delle riserve si estendono anche le autorizzazioni: molte attività imprenditoriali passano da un regime di accesso libero ad uno di accesso controllato (controllo dell'entrata). In questo periodo, inoltre, nasce un nuovo regime di intervento dello Stato nell'economia: si afferma il dirigismo economico attuato mediante vere e proprie pianificazioni (es. pianificazione urbanistica; ordinamento sezionale del credito) che conferiscono allo Stato di stabilire una disciplina minuziosa delle attività private relative.
una ulteriore caratteristica di questo periodo è la costituzione di un gran numero enti pubblici. Accanto agli enti pubblici vennero istituiti anche enti ordinati in forma di società per azioni con partecipazione statale di cui i primi furono l'AGIP (Azienda generale italiana petroli) e la ROMSA (Raffinerie olii minerali società per azioni), entrambe nel 1926. In questo modo lo Stato assunse il ruolo di azionista in società di diritto comune, con altri azionisti. Una maggior diffusione delle società per azioni con partecipazione pubblica si ha nel 1993, quando viene istituito. Prima come ente provvisorio, poi, nel 1937, come ente definitivo, l'IRI (Istituto per la ricostruzione industriale), creato per il salvataggio delle imprese in crisi (storia dell'IRI p.17). Per completare l'analisi di quest'epoca, si deve ricordare l'esperienza del corporativismo fascista: venne istituito il Ministero delle corporazioni e l'adozione di un atto di indirizzo denominato Carta del lavoro (1926); l'istituzione di 22 corporazioni, che si collegavano nel Consiglio nazionale delle corporazioni, nel cui ambito fu istituito il Comitato corporativo centrale. I rappresentanti del Consiglio nazionale delle corporazioni, insieme con i rappresentanti del Partito nazionale fascista, diventarono parte di un nuovo organo politico-rappresentativo, la Camera dei fasci e delle corporazioni, che sostituì la Camera dei deputati. L'ordinamento corporativo ebbe una struttura piramidale: alla base vi erano i sindacati (un sindacato per i lavoratori e uno per i datori di lavoro in ogni singolo settore della produzione). Questo apparato doveva assolvere essenzialmente due funzioni: risolvere i conflitti sindacali di lavoro e governare l'economia.
Il periodo è caratterizzato da:
a) approvazione della Costituzione repubblicana; b) completamento del sistema delle partecipazioni statali e nazionalizzazione elettrica; c) Stato finanziatore; d) Stato pianificatore; e) Stato del benessere.
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