SISTEMA SANITARIO REGIONALE
ASL ROMA 6
TOR VERGATA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA
Corso di Farmacologia
AA 2024/2025
Dott. Ivan Fantini
Dirigente Farmacista - UOS Galenica Oncologica
UOC Farmaceutica Ospedaliera
ASL ROMA 6
CHEMIOTERAPIA ANTIMICROBICA
DEFINIZIONE
Con il termine antibiotico si definiscono sostanze prodotte da batteri o funghi in
grado di inibire la crescita di altri microrganismi. Attualmente molte molecole
vengono prodotte per via sintetica o semisintetica.
La caratteristica degli antibiotici è di risultare tossici esclusivamente nei confronti
dei microrganismi e non nei confronti delle cellule dell'ospite (eucariotiche) per
l'assenza in queste ultime di particolari siti che rappresentano il bersaglio
dell'azione degli antibiotici (es. parete cellulare).
TOSSICITA' SELETTIVA
Gli antibiotici devono la loro tossicità selettiva a:
- Presenza della parete cellulare ricca di peptidoglicano, assente invece nella
cellula eucariotica.
- Differente capacità di penetrazione del farmaco tra le cellule eucariotiche e
procariotiche (es. tetracicline).
- Diversa affinità del farmaco per strutture simili funzionalmente, ma non
strutturalmente (es. antibiotici che bloccano la sintesi proteica per la diversa
struttura del ribosoma procariotico).
CLASSIFICAZIONE - TIPO D'AZIONE
- L'azione dell'antibiotico può essere:
- Batteriostatica: l'antibiotico blocca la riproduzione dei batteri.
- Battericida: l'antibiotico determina la morte dei batteri.
- L'azione batteriostatica o battericida di un antibiotico dipende dal meccanismo
d'azione: saranno battericidi gli antibiotici che agiscono su strutture fondamentali
per la cellula batterica (es. la parete cellulare o gli acidi nucleici).
- Per valutare se un antibiotico è batteriostatico o battericida si determinano la
minima concentrazione inibente (MIC) e la minima concentrazione battericida
(MBC).
MIC e MBC
- MIC o minima concentrazione inibente è la minima concentrazione di antibiotico
in grado di impedire lo sviluppo dei microrganismi (ug/ml).
- MBC o minima concentrazione battericida è la minima concentrazione di
antibiotico in grado di portare a morte le cellule batteriche (ug/ml).
- Se l'antibiotico è battericida i valori di MIC e MBC coincidono.
- Se l'antibiotico è batteriostatico i valori di MIC e MBC sono differenti (MBC > MIC)
MIC
MIC = 2 µg/ml
Antibiotic
(mg/ml)
8
4
2
1
0
MBC from agar
plates = 4 µg/ml
MBC
MBC = 4 µg/ml
Antibiotic
(pg/ml]
8
4
2
1
0
MBC from agar
plates = 4 µg/ml
ANTIBIOTICO-RESISTENZA
- E' la capacità dei batteri di essere o di diventare resistenti nei confronti degli
antibiotici.
- Maggior problema dell'antibiotico-terapia.
- Problema di grande attualità e di profondo impatto pratico.
- Condiziona la scelta, l'impiego, il futuro della chemioterapia.
Si possono distinguere due differenti modalità di resistenza alla chemioterapia
infettiva: esistono infatti meccanismi di resistenza intrinseca (o naturale) e
meccanismi di resistenza acquisita.
RESISTENZA INTRINSECA
- Rappresenta l'insensibilità costituzionale di un microrganismo nei confronti di
determinati antibiotici.
- È geneticamente determinata; è immutabile nel tempo; si manifesta in tutti i
ceppi di una stessa specie.
- Dipende:
Mancata penetrazione del farmaco all'interno del microrganismo
Presenza di sistemi di efflusso specifici e aspecifici
Presenza di enzimi inattivanti l'antibiotico
Assenza del bersaglio
RESISTENZA ACQUISITA
- È dovuta alla comparsa di ceppi che, nell'ambito di una specie microbica
originariamente sensibile ad un chemioterapico, hanno perduto la sensibilità
verso concentrazioni del farmaco terapeuticamente raggiungibili in vivo e
inizialmente efficaci.
- E' favorita dall'elevata velocità con cui i batteri si riproducono.
MECCANISMI DELL'ANTIBIOTICO RESISTENZA
MECCANISMI DI RESISTENZA AGLI ANTIBIOTICI
2
Espulsione
dell'antibiotico
Modifica della
proteina
"bersaglio"
3
Inattivazione
mediante
enzimi
4
Impermeabilità
della membrana
Antibiotico
1
- Ridotta permeabilità cellulare
- Aumentato efflusso
- Alterazione del bersaglio
- Produzione di enzimi inattivanti
(es. beta-lattamasi)
CLASSIFICAZIONE - MECCANISMO D'AZIONE
- Antibiotici che inibiscono la sintesi della parete cellulare.
- Antibiotici che inibiscono la sintesi proteica.
- Antibiotici che inibiscono il meccanismo di replicazione e di trascrizione degli
acidi nucleici.
- Antibiotici che agiscono come antimetaboliti.
Antibiotici che inibiscono la sintesi della
parete cellulare
- Rappresentano il gruppo più numeroso, più noto e maggiormente utilizzato di
antibiotici, grazie alla loro elevata efficacia e manegevolezza.
- Comprendono: penicilline, cefalosporine, carbapenemi e monobattami
- Caratteristiche: presenza dell'anello beta-lattamico nella loro struttura
- Identico meccanismo d'azione
- Azione battericida
- Possibilità di inattivazione da parte di enzimi (beta-lattamasi)
CH2-CH2
-NH
Gram positivo
Parete cellulare
Peptidoglicano
Membrana plasmatica
Micrococcus luteus
Proteina di membrana
Acido lipoteicoico
Porina
Gram negativo
Parete cellulare
Proteina
Polisaccaride
Fosfolipide
Membrana
esterna
Peptidoglicano
Membrana
plasmatica
Escherichia coli
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PENICILLINE
- Meccanismo d'azione: le penicilline (e anche le cefalosporine) interferiscono col processo
di formazione del peptidoglicano (agiscono al terzo stadio di tale processo), impedendo
la formazione dei legami crociati della parete cellulare; la formazione di tali legami è
catalizzata da un gruppo di enzimi [PBP: penicillin binding proteins] localizzati sulla
faccia esterna della membrana.
- Gli antibiotici beta-lattamici inibiscono le PBP mediante un meccanismo non competitivo;
sono erroneamente riconosciuti come veri substrati dagli enzimi, pertanto si scinde il
legame beta-lattamico, l'antibiotico si fissa covalentemente all'enzima formando un
complesso acil-enzima assai stabile.
- Gli enzimi, così bloccati, non sono più in grado di catalizzare le reazioni di sintesi del
peptidoglicano; il loro blocco si accompagna a modificazioni nella forma dei
microrganismi che ne determina rapida lisi. Il blocco delle PBP attiva enzimi autolitici
(autolisine) presenti nella cellula in grado degradare definitivamente il peptidoglicano.
Gram-positive
ß-lactamase enzyme
Peptidoglycan strand
nē
Penicillin-binding protein
rea
-Cytoplasmic membrane
Lipopolysaccharide
phospholipid-
Gram-negative
Porin
ß-lactamase enzyme
Outer membrane
Periplasmic space
Penicillin-binding protein
-Cytoplasmic membrane
PENICILLINE NATURALI
- Penicillina G o benzil-penicillina: scoperta casualmente da Alexander Fleming nel 1928
dopo aver osservato le proprietà battericide del fungo Penicillium notatum; nel 1939 fu
isolata e purificata da un gruppo di chimici inglesi (Florey, Chain et al.); nel 1940 dimostrò
di essere efficace in prove cliniche. Nel 1943 la penicillina G venne prodotta in
grandissime quantità per via fermentativa dal Penicillium chrysogenum.
- Risulta essere battericida
verso cocchi
Gram+
(stafilococchi,
streptococchi,
pneumococchi, Clostridium tetani, Corynebacterium diphteriae), pochi cocchi Gram-
(meningococco) e spirochete. Acido-sensibile (somministrazione esclusiavemente per via
parenterale, IM o EV); sensibile alle beta-lattamasi; emivita breve (30-45 minuti), 4
somministrazioni/die (ogni 6h).
- Penicillina benzatina (penicillina G + benzatina) è somministrato per via IM come
«forma ritardo» nelle infezioni croniche; somministrazione: una volta/settimana o una
volta/mese.
PENICILLINE SEMISINTETICHE
- Hanno caratteristiche migliori rispetto alla penicillina G.
- Meticillina: è stata la prima penicillina sintetizzata per fronteggiare l'ondata di
resistenza alla penicillina G da parte dei cocchi Gram+ grazie alla capacità di
resistere all'azione delle beta-lattamasi; somministrazione solo parenterale
perché è instabile e si decompone nell'ambiente acido dello stomaco.
- Oxacillina, cloxacillina, flucloxacillina: non sono degradate dalle beta-lattamasi;
somministrazione orale per via della stabilità a pH acido; utilizzate nelle infezioni
non gravi da stafilococchi e streptococchi produttori di beta-lattamasi.
PENICILLINE AD AMPIO SPETTRO - Aminopenicilline
- Ampicillina: prototipo di questa classe; spettro d'azione ampio, attivo sia sui
Gram+ che sui Gram- (Salmonella, E. coli, Haemophilus influenzae); sensibilità alle
beta-lattamasi; somministrazione orale (farmaco gastro-resistente) 4 volte al
giorno; emivita breve (1-2h); parziale biodisponibilità orale (40%).
- Bacampicillina: profarmaco dell'ampicillina; molto più biodisponibile per OS; è
assorbito in misura maggiore nell'intestino (in virtù dell'aumentata lipofilia
rispetto all'ampicillina); una volta in circolo è metabolizzata ad ampicillina.
- Amoxicillina: idrossi-derivato dell'ampicillina con biodisponibilità orale superiore
(95% vs 40%).
- Amoxicillina + acido clavulanico (inibitore delle beta-lattamasi): per aumentare
l'efficacia contro i batteri resistenti produttori di beta-lattamasi.
PENICILLINE AD AMPIO SPETTRO - Antipseudomonas
- Gruppo di penicilline con uno spettro d'azione più ampio grazie alla loro attività nei
confronti anche dei batteri Gram-, incluso ceppi di Pseudomonas aeruginosa.
- Carbossipenicilline: carbenicillina, ticarcillina
- Sulfossipenicilline: sulbenicillina
- Ureidopenicilline: piperacillina
- Sono suscettibili all'azione delle beta-lattamasi.
- Somministrate tutte per via parenterale a causa della loro instabilità al pH acido dello
stomaco.
- L'associazione carbossipenicilline + un inibitore delle beta-lattamasi, ad es. ticarcillina +
acido clavulanico, amplia lo spettro d'azione includendo microrganismi produttori di
beta-lattamasi resistenti all'azione delle sole carbossipenicilline.
PENICILLINE - Tossicità
La tossicità acuta è estremamente ridotta. Gli effetti indesiderati sono molteplici, i
più noti sono:
- Intolleranza locale: si può verificare dolore nel punto d'inoculo.
- Neurotossicità: alcune penicilline, se somministrate a dosi elevate in soggetti con
precedenti neuropsichici, possono provocare convulsioni.
- Reazioni allergiche: sono possibili reazioni allergiche di tipo I, II, III, IV; le reazioni
potenzialmente più gravi sono quelle di tipo I che possono culminare nello shock
anafilattico.
- Reazioni gastrointestinali: possono danneggiare la microflora batterica
intestinale, provocando dismicrobismo intestinale, che a sua volta può causare
diarrea.