Sociologia: fondamenti, metodologie e teorie di Marx

Documento di Università su Sociologia. Il Pdf esplora i fondamenti della sociologia, definendone l'ambito e le metodologie di studio. Il Pdf analizza i concetti di "Mondo I e Mondo II", le prospettive del positivismo e dell'ermeneutica, e le teorie di Marx, con una critica al funzionalismo e l'introduzione del materialismo storico.

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47 pagine

SOCIOLOGIA
1* Lezione 3/10/24
(SQ par 4.6 e 4.7)
COS’E’ LA SOCIOLOGIA E DI COSA SI OCCUPA
La sociologia è la scienza che studia la società intesa come vita sociale. Il primo obiettivo
delle scienze sociali (empiriche) è descrivere ed interpretare fenomeni ed eventi sociali,
nelle scienze sociali un fenomeno spiega un altro fenomeno, si crea così una catena senza
fine. Lo studio di tali eventi concatenati passa attraverso la descrizione e l’interpretazione.
La società è un insieme di fenomeni in cui nulla è casuale, gli attori sociali potrebbero non
avere coscienza di tale situazione non causale, ma ciò è irrilevante.
La sociologia è quindi lo studio di tali fenomeni che costituiscono la società, cerca di capire
perché avviene un dato evento o fenomeno.
Le società sono entità storiche, ciò significa che cambiano storicamente nel tempo e nello
spazio in continuazione, tale continuo mutamento si riflette sul cambiamento dei modi con
cui gli individui si relazionano fra loro, cambia la fenomenologia delle relazioni sociali, come
nell’economia, nella politica e nella cultura. Questi cambiamenti fanno comprendere che le
società sono sempre in mutamento.
A causa di ciò, il lavoro dello scienziato sociale è difficile in quanto descrivere i fenomeni e la
loro complessità è complicato perché siamo immersi nei cambiamenti che viviamo, quindi
risulta difficoltoso guardare a tali cambiamenti con distacco.
Si possono distinguere tre campi principali di cambiamento nella società:
-economia
-politica
-cultura
La sociologia è lo studio sistematico di tali cambiamenti, essa studia la società moderna. Le
domande che si pone sono:
-quali sono le caratteristiche della nuova società (società moderna)?
-come si formano i nuovi legami sociali?
-perché quella moderna è una società diversa da quella del passato?
La società è un’entità artificiale data da convenzioni, routine, modelli di comportamento,
saperi sociali e cultura di senso comune. Essa cambia perché gli elementi sopracitati
cambiano nel tempo.
La sociologia è dunque la scienza che vuole decostruire i comportamenti dati per scontati
nella vita quotidiana, si propone di ricostruire i sottostanti ragionamenti pratici partendo dal
presupposto che la società sia un’entità artificiale frutto di convenzioni, routine e modelli
comportamentali dati per scontati e costruiti dagli uomini. La sociologia si propone di
problematizzare la dimensione data per scontata della vita sociale.
2* Lezione 4/10/24
(SQ par 4.6 e 4.7)
MONDO I E MONDO II
La sociologia è una forma di sapere (scienza), il sapere procede attraverso descrizione ed
interpretazione. La descrizione procede attraverso categorie, le quali permettono di costruire
teorie, ovvero delle ipotesi di lavoro. Tali categorie hanno un linguaggio specifico, ovvero il
linguaggio causa-effetto, per cui molte cause convergono verso un evento, in sociologia vi
sono quindi delle dinamiche che causano il mutamento sociale.
La società è fatta da individui, i quali variano storicamente, perciò la natura umana è detta
plastica, è il contesto sociale che definisce le caratteristiche dei nostri comportamenti e ciò
avviene attraverso il processo di socializzazione.
Gli individui svolgono numerose attività, le quali costituiscono il vissuto quotidiano degli
individui stessi, le società cambiano poiché tali attività cambiano, cambiano le procedure con
cui svolgiamo tali attività. Le società sono quindi l’insieme di tali infinite attività che gli
individui svolgono giorno dopo giorno. Per studiare tali attività bisogna conoscere le regole
che le governano. Per ricostruire e portare alla luce le regole nascoste che governano
queste attività, si distinguono il mondo I e il mondo II:
-mondo I: il mondo degli eventi, della realtà empirica quotidiana e della vita immediata in cui
viviamo e in cui accadono gli eventi. Si tratta di un mondo che già ha un'interpretazione, in
quanto la realtà allo stato naturale non esiste, è sempre presente un’interpretazione. Si fa
riferimento infatti ad una cultura di senso comune (come la maggior parte delle persone
pensa), ovvero una prima conoscenza del mondo, la quale non per forza deve essere
convincente, se fosse già di per sempre convincente non esisterebbe il mondo della
scienza (mondo II). Il senso comune è quindi una spiegazione immediata o pre-teorica.
Nel mondo I si parla quindi di conoscenza primaria e si procede attraverso costrutti di primo
grado, si passa al mondo II tramite ipotesi e teorie arrivando ad una conoscenza secondaria
in cui si procede tramite costrutti di secondo grado.
-mondo II: mondo della scienza, noi trasponiamo la realtà empirica dal mondo I al mondo II,
costruendo dei ragionamenti che ci permettono di interpretare ciò che accade nel mondo I.
Tale trasposizione è detta epistemologia o teoria della conoscenza, essa rappresenta la
riflessione sugli strumenti utilizzati per ricollocare la realtà del mondo I nel mondo II.
In opposizione al senso comune, nel mondo II si ha il sapere scientifico, dato da spiegazioni
complesse che derivano da un’indagine sistematica. A causa della vastissima complessità
del mondo, il mondo della scienza è ridotto, siamo costretti a ridurre la complessità del
mondo.
Dato che la società è un’entità artificiale basata su convenzioni che storicamente cambiano,
un veicolo di tale cambiamento è che la produzione della conoscenza da parte delle scienze
sociali modifica la società stessa, si parla dunque di doppia ermeneutica. La doppia
ermeneutica fa riferimento al fatto che fra il sapere scientifico e quello del senso comune
intercorre una reciproca permeabilità, perciò le conoscenze elaborate delle scienze sociali
entrano nella cultura di senso comune trasformando la stessa realtà empirica, ciò però
richiede alle stesse scienze sociali di ridefinire anche le proprie categorie, per cui se il
mondo I cambia in virtù del sapere prodotto dalle scienze sociali, analogamente anche le
scienze sociali devono trasformarsi in continuazione.
POSITIVISMO ED ERMENEUTICA COMPRENDENTE
L’evento che caratterizza le scienze sociali è la rivoluzione scientifica, tramite la quale si fa
strada l'idea che le nostre affermazioni devono essere basate sull’osservazione.
L’osservazione ci permette poi di verificare se la deduzione logica che compiamo è corretta
o meno. Tale avvento caratterizza per prima la filosofia tramite l'illuminismo, secondo la
quale la ragione umana può spiegare gli eventi. Qui si crea una divisione dalla teologia, in
quanto qualsiasi sistema religioso implica un sistema teologico caratterizzato da verità
indimostrabili. Dal punto di vista sociologico, non ci si chiede se le verità teologiche siano
vere o meno, ma il fatto che esse siano un modello di comportamento. La sociologia si

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SOCIOLOGIA

1* Lezione 3/10/24
(SQ par 4.6 e 4.7)

COS'E' LA SOCIOLOGIA E DI COSA SI OCCUPA

La sociologia è la scienza che studia la società intesa come vita sociale. Il primo obiettivo
delle scienze sociali (empiriche) è descrivere ed interpretare fenomeni ed eventi sociali,
nelle scienze sociali un fenomeno spiega un altro fenomeno, si crea così una catena senza
fine. Lo studio di tali eventi concatenati passa attraverso la descrizione e l'interpretazione.
La società è un insieme di fenomeni in cui nulla è casuale, gli attori sociali potrebbero non
avere coscienza di tale situazione non causale, ma ciò è irrilevante.
La sociologia è quindi lo studio di tali fenomeni che costituiscono la società, cerca di capire
perché avviene un dato evento o fenomeno.
Le società sono entità storiche, ciò significa che cambiano storicamente nel tempo e nello
spazio in continuazione, tale continuo mutamento si riflette sul cambiamento dei modi con
cui gli individui si relazionano fra loro, cambia la fenomenologia delle relazioni sociali, come
nell'economia, nella politica e nella cultura. Questi cambiamenti fanno comprendere che le
società sono sempre in mutamento.
A causa di ciò, il lavoro dello scienziato sociale è difficile in quanto descrivere i fenomeni e la
loro complessità è complicato perché siamo immersi nei cambiamenti che viviamo, quindi
risulta difficoltoso guardare a tali cambiamenti con distacco.
Si possono distinguere tre campi principali di cambiamento nella società:

  • economia
  • politica
  • cultura

La sociologia è lo studio sistematico di tali cambiamenti, essa studia la società moderna. Le
domande che si pone sono:

  • quali sono le caratteristiche della nuova società (società moderna)?
  • come si formano i nuovi legami sociali?
  • perché quella moderna è una società diversa da quella del passato?

La società è un'entità artificiale data da convenzioni, routine, modelli di comportamento,
saperi sociali e cultura di senso comune. Essa cambia perché gli elementi sopracitati
cambiano nel tempo.
La sociologia è dunque la scienza che vuole decostruire i comportamenti dati per scontati
nella vita quotidiana, si propone di ricostruire i sottostanti ragionamenti pratici partendo dal
presupposto che la società sia un'entità artificiale frutto di convenzioni, routine e modelli
comportamentali dati per scontati e costruiti dagli uomini. La sociologia si propone di
problematizzare la dimensione data per scontata della vita sociale.

MONDO I E MONDO II

2* Lezione 4/10/24
(SQ par 4.6 e 4.7)

La sociologia è una forma di sapere (scienza), il sapere procede attraverso descrizione ed
interpretazione. La descrizione procede attraverso categorie, le quali permettono di costruire
teorie, ovvero delle ipotesi di lavoro. Tali categorie hanno un linguaggio specifico, ovvero il
linguaggio causa-effetto, per cui molte cause convergono verso un evento, in sociologia vi
sono quindi delle dinamiche che causano il mutamento sociale.
La società è fatta da individui, i quali variano storicamente, perciò la natura umana è detta
plastica, è il contesto sociale che definisce le caratteristiche dei nostri comportamenti e ciò
avviene attraverso il processo di socializzazione.
Gli individui svolgono numerose attività, le quali costituiscono il vissuto quotidiano degli
individui stessi, le società cambiano poiché tali attività cambiano, cambiano le procedure con
cui svolgiamo tali attività. Le società sono quindi l'insieme di tali infinite attività che gli
individui svolgono giorno dopo giorno. Per studiare tali attività bisogna conoscere le regole
che le governano. Per ricostruire e portare alla luce le regole nascoste che governano
queste attività, si distinguono il mondo I e il mondo II:

  • mondo I: il mondo degli eventi, della realtà empirica quotidiana e della vita immediata in cui
    viviamo e in cui accadono gli eventi. Si tratta di un mondo che già ha un'interpretazione, in
    quanto la realtà allo stato naturale non esiste, è sempre presente un'interpretazione. Si fa
    riferimento infatti ad una cultura di senso comune (come la maggior parte delle persone
    pensa), ovvero una prima conoscenza del mondo, la quale non per forza deve essere
    convincente, se fosse già di per sé sempre convincente non esisterebbe il mondo della
    scienza (mondo II). Il senso comune è quindi una spiegazione immediata o pre-teorica.
    Nel mondo I si parla quindi di conoscenza primaria e si procede attraverso costrutti di primo
    grado, si passa al mondo II tramite ipotesi e teorie arrivando ad una conoscenza secondaria
    in cui si procede tramite costrutti di secondo grado.
  • mondo II: mondo della scienza, noi trasponiamo la realtà empirica dal mondo I al mondo II,
    costruendo dei ragionamenti che ci permettono di interpretare ciò che accade nel mondo I.
    Tale trasposizione è detta epistemologia o teoria della conoscenza, essa rappresenta la
    riflessione sugli strumenti utilizzati per ricollocare la realtà del mondo I nel mondo II.
    In opposizione al senso comune, nel mondo II si ha il sapere scientifico, dato da spiegazioni
    complesse che derivano da un'indagine sistematica. A causa della vastissima complessità
    del mondo, il mondo della scienza è ridotto, siamo costretti a ridurre la complessità del
    mondo.
    Dato che la società è un'entità artificiale basata su convenzioni che storicamente cambiano,
    un veicolo di tale cambiamento è che la produzione della conoscenza da parte delle scienze
    sociali modifica la società stessa, si parla dunque di doppia ermeneutica. La doppia
    ermeneutica fa riferimento al fatto che fra il sapere scientifico e quello del senso comune
    intercorre una reciproca permeabilità, perciò le conoscenze elaborate delle scienze sociali
    entrano nella cultura di senso comune trasformando la stessa realtà empirica, ciò però
    richiede alle stesse scienze sociali di ridefinire anche le proprie categorie, per cui se il
    mondo I cambia in virtù del sapere prodotto dalle scienze sociali, analogamente anche le
    scienze sociali devono trasformarsi in continuazione.

POSITIVISMO ED ERMENEUTICA COMPRENDENTE

L'evento che caratterizza le scienze sociali è la rivoluzione scientifica, tramite la quale si fa
strada l'idea che le nostre affermazioni devono essere basate sull'osservazione.
L'osservazione ci permette poi di verificare se la deduzione logica che compiamo è corretta
o meno. Tale avvento caratterizza per prima la filosofia tramite l'illuminismo, secondo la
quale la ragione umana può spiegare gli eventi. Qui si crea una divisione dalla teologia, in
quanto qualsiasi sistema religioso implica un sistema teologico caratterizzato da verità
indimostrabili. Dal punto di vista sociologico, non ci si chiede se le verità teologiche siano
vere o meno, ma il fatto che esse siano un modello di comportamento. La sociologia si
chiede quindi come un sistema di credenze religiose incida sul nostro comportamento,
nonostante essa si basi su dei dogmi indimostrabili. La religione però per l'appunto non si
pone nel campo della scienza. La rottura quindi si crea in quanto la filosofia opera tramite il
ricorso alla ragione che diventa uno strumento di spiegazione.
Ci si chiede quindi come si possa costruire la conoscenza, ci sono due modelli
epistemologici principali:

  1. positivismo (Durkheim): l'erede più naturale della rivoluzione scientifica moderna e dei
    principi delle scienze naturali. Secondo il positivismo i fenomeni sociali sono reali come i
    fenomeni naturali, quindi esistono a priori e hanno una propria autonomia e natura oggettiva,
    la società pre-esiste all'individuo ed egli ne è esterno, subisce le leggi sociali senza essere
    in grado di intervenire sulla realtà. Secondo i positivisti esistono delle leggi naturali che
    governano la nostra vita sociale e il loro obiettivo è ricercarle e comprenderle. Esse fanno
    riferimento ad un'uniformità di comportamento, per cui se in tutte le società si nota
    un'uniformità di comportamento allora essa diviene una legge naturale universale.
    Le scienze sociali quindi sono intese come delle scienze naturali della società, le quali
    vanno in cerca di leggi che governano i nostri fenomeni, attraverso l'osservazione oggettiva
    della realtà. Per osservazione oggettiva della realtà si fa riferimento al fatto che non contano
    le opinioni del ricercatore e dell'individuo, il quale non deve influire sulla conoscenza, in
    quanto la realtà è oggettiva.
    L'obiettivo del positivismo è una sorta di naturalismo, simile a quello delle scienze naturali,
    per cui per i positivisti la realtà è oggettiva e autonoma, ed essi si prefiggono di scoprire
    delle leggi prestabilite che la regolano. La conoscenza può essere una fotocopia della realtà.
  2. ermeneutica comprendente o sociologia interpretativa (Weber): è una prospettiva molto
    diversa dal positivismo. Innanzitutto i fenomeni sociali sono diversi dai fenomeni naturali, per
    cui essi non sono comparabili e i metodi delle scienze naturali non possono essere utilizzati
    anche dalle scienze sociali.
    Ogni fenomeno è unico e non si ripete due volte negli stessi termini, perciò non possono
    esistere delle leggi generali, quindi le società non sono governate da delle leggi. Il significato
    di un fenomeno inoltre non è oggettivo ed a priori e il ricercatore non deve quindi tentare di
    decifrarlo, bensì il significato del fenomeno è costruito dal ricercatore tramite un
    procedimento interpretativo. Tale procedimento prevede che il ricercatore, almeno
    inizialmente, selezioni degli aspetti che secondo lui sono più rilevanti di altri, in questo modo
    si semplifica la complessità dei fenomeni costruendo un tipo ideale del fenomeno studiato, tale tipo ideale è quindi una rappresentazione semplificata del fenomeno stesso. Il tipo
    ideale è però solo un punto di partenza che la comunità scientifica discute, l'oggettività è
    raggiunta tramite l'osservazione e la discussione razionale partendo da dati.
    L'obiettivo dell'ermeneutica comprendente è di costruire la realtà partendo da un tipo ideale
    tramite un procedimento interpretativo, per cui la conoscenza non è una mera fotocopia
    della realtà.
    In conclusione quindi:
  • 1)positivismo:
  • realtà sociale-> oggettiva e autonoma
  • criteri di scientificità-> simili a quelli delle scienze naturali
  • spiegazione dei soggetti e punti di vista dei ricercatori-> irrilevanti
  • 2)ermeneutica comprendente:
  • realtà sociale-> prodotta dall'azione dei soggetti
  • criteri di scientificità-> autonomi da quelli delle scienze naturali
  • spiegazioni dei soggetti e punti di vista dei ricercatori-> punti di partenza dell'indagine

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