Schemi sulla Sinistra Hegeliana e Feuerbach. I Riassunti approfondiscono la filosofia, confrontando i concetti di "cosa in sé", "volontà", "religione" e "alienazione" in Kant, Schopenhauer, Hegel e Feuerbach, utili per lo studio universitario di Filosofia.
Mostra di più17 pagine


Visualizza gratis il Pdf completo
Registrati per accedere all’intero documento e trasformarlo con l’AI.
in KANT è noumeno in quanto contrapposto al fenomeno, cioè alla realtà quale oggetto di conoscenza da parte di un soggetto
in SCHOPENHAUER è noumeno in quanto contrapposto alla rappresentazione, cioè alla percezione illusoria e soggettiva della realtà
è desiderio di qualcosa e subito un nuovo e quindi sazietà e noia dolore per una mancanza e quindi che se colmata, provoca piacere
NELL'OPERA IL MONDO COME VOLONTÀ E RAPPRESENTAZIONE Schopenhauer distingue tra fenomeno (la realtà così come appare) noumeno (la realtà in sé)
la rappresentazione di un oggetto al soggetto l'essenza segreta di tutte le cose ovvero
consiste nel concepire la vita di tutti gli esseri come un pendolo
sono l'arte la morale l'ascesi
36 che è ovvero una sorta di «velo di Maya», cioè apparenza illusoria
attribuisce centralità alla concretezza dell'esistenza individuale, contro l'impostazione universalistica di Hegel alla categoria della possibilità, cifra dell'esistenza umana che genera indecisione alla scelta, che determina il modo di essere del singolo
per Kierkegaard sono la vita estetica la vita etica la vita religiosa che implica che implica
generano nell'essere umano angoscia (nel rapporto dell'io con il mondo) disperazione (nel rapporto dell'io con sé stesso) che si superano mediante la -> fede - che è riconoscimento della propria finitezza e abbandono totale e fiducioso a Dio
in HEGEL è il momento in cui lo spirito assoluto acquista coscienza di sé nella forma della rappresentazione esprime il medesimo contenuto della filosofia (lo spirito), ma in forma non ancora concettuale
in FEUERBACH è la proiezione o oggettivazione illusoria di qualità umane in un presunto "essere divino" esprime i desideri dell'essere umano, ma in forma non consapevole è una prima comprensione (seppure distorta) dell'essenza umana quindi deve essere risolta e interpretata nell'antropologia
si dividono in Destra hegeliana (Göschel, Conradi, Gabler) caratterizzata da -> Sinistra hegeliana (Strauss, Bauer, Ruge, Feuerbach)
consiste in un rovesciamento dei rapporti idealistici di predicazione tale per cui vero soggetto è l'essere umano concreto (e non il pensiero) vero predicato sono le produzioni culturali e spirituali umane
per Feuerbach è -> il prodotto di un meccanismo di alienazione cioè oggettivazione e "deificazione" di qualità umane realizzazione illusoria di desideri umani espressione dell'umano sentimento di dipendenza dalla natura pertanto occorre approdare all'ateismo ovvero a una nuova forma di umanismo
in HEGEL è il momento dello sviluppo dello spirito in cui l'Idea diventa "altro da sé" facendosi natura è un momento fisiologico della vita dello spirito, che sfocia necessariamente nel ritorno dell'Idea in sé stessa
in FEUERBACH è il processo mediante il quale l'uomo "scinde" sé stesso, proiettando la propria essenza al di fuori di sé e identificandola con una potenza superiore e divina è una condizione patologica dell'essere umano, che occorre superare con l'ateismo, inteso come riappropriazione della propria essenza da parte dell'uomo
in MARX è la condizione dell'operaio salariato, "scisso" da sé in quanto espropriato del proprio lavoro e della propria umanità è una condizione patologica della società capitalistica, che occorre superare con la rivoluzione proletaria, che abolirà la proprietà privata e instaurerà la nuova società comunista
è costituita da -> conoscenze tecniche e scientifiche determina o condiziona
è costituita da -> rapporti giuridici, forme dello Stato, le dottrine etiche, religiose, filosofiche ecc.
Il pensiero di Karl Marx (1818-1883) è costituito da un'analisi globale della società e della storia, che si contraddistingue per la volontà di tradurre la teoria fi- losofica in prassi. La riflessione marxista è fortemente influenzata dalla filosofia hegeliana, dalla quale tuttavia Marx prende le distanze, poiché la considera una forma di · misticismo logico espressione usata da Marx per al- ludere polemicamente al metodo di Hegel, che, capo- volgendo il rapporto tra il soggetto e il predicato del reale, trasforma le entità empiriche e concrete in alle- gorie mistificanti di un'entità spirituale e astratta (l'Idea) che abiterebbe occultamente "dietro" di esse, fungendo così da loro "significato" e loro "giustifica- zione" speculativa. Gli altri principali elementi della filosofia di Marx sono la critica dello Stato liberale moderno, che a suo av- viso è caratterizzato da una frattura tra la società civile (sostanzialmente individualistica) e lo Stato (che garan- tisce i diritti di tutti soltanto da un punto di vista formale), e la critica dell'economia borghese (la teoria econo- mica di stampo liberistico di Smith e Ricardo), che ac- cusa di considerare il capitalismo come "il" sistema economico naturale, senza scorgerne la struttura con- traddittoria.
Le analisi degli "economisti borghesi" vengono corret- te da Marx a partire dal concetto di "alienazione", che il filosofo mutua da Feuerbach, attribuendogli tuttavia un duplice significato. Da un lato egli accoglie la conce- zione feuerbachiana dell'alienazione religiosa, speci- ficando però che la religione non è un meccanismo "naturale" umano, ma piuttosto una sorta di «oppio dei popoli», che "addormenta" gli esseri umani illu- dendoli di poter sperare in una vita migliore oltre la morte. Dall'altro lato, Marx afferma che il meccanismo dell'a- lienazione non costituisce soltanto la natura profonda delle credenze religiose, ma anche la struttura portan- te della società capitalistica, in quanto condizione degli operai che sono costretti a vendere la propria forza-lavoro in cambio di un salario. Marx elabora dun- que la seguente nozione di · alienazione nella società borghese e capitalistica, la condizione dell'operaio salariato, che risulta scisso o separato: 1. rispetto al prodotto della sua attività (che appartiene al capitalista); 2. rispetto alla sua stessa attività (che assume la forma di un lavoro costrittivo, in cui l'operaio è strumento di fini estranei); 3.rispetto alla propria essenza (che sarebbe quella di un lavora- tore libero e creativo); 4. rispetto al suo prossimo (in- nanzitutto al capitalista e, di conseguenza, all'intera umanità). L'operaio si trova insomma in una condizione di alie- nazione e dipendenza rispetto a una potenza "estra- nea" (il capitale) che egli stesso contribuisce continua- mente a produrre con il proprio lavoro. La causa dell'alienazione operaia risiede dunque nel fatto che i lavoratori salariati non possiedono né gli strumenti di produzione, né il prodotto della loro atti- vità lavorativa, e da questa condizione deriva la loro estraniazione da sé stessi, dal loro lavoro e dalla loro essenza di uomini. Pertanto, secondo Marx l'uomo può (e deve) riappropriarsi della propria autentica natura e di una vita dignitosa mediante l'abolizione della pro- prietà privata e l'instaurazione di una società in cui i beni siano utilizzati a beneficio di tutti.
Oltre che l'idealismo hegeliano e gli economisti bor- ghesi, la critica di Marx colpisce anche quei filosofi che egli chiama «ideologi», i quali dimenticano la storicità del reale e la centralità dell'economia rispetto alle idee, secondo la seguente definizione di · ideologia nel significato più forte e tipicamente marxi- sta, una rappresentazione falsa o deformata della re- altà, derivante da specifici interessi di classe. La lotta contro l'ideologia costituisce uno degli scopi primari del marxismo, il quale presenta sé stesso come «scienza reale e positiva», che individua le reali forze motrici della società e della storia non in principi oentità di natura spirituale o coscienziale, bensì in mec- canismi materiali o socio-economici. Si parla a que- sto proposito di · materialismo storico la teoria di Marx secondo cui «non è la coscienza che determina la vita, ma la vita [concreta ed economica] che determina la coscienza» (L'ideologia tedesca, I). In ogni società, secondo Marx, è possibile infatti iden- tificare due elementi di fondo: · le forze produttive tutto ciò che è indispensabile al processo di produzione, ossia: 1. gli uomini che pro- ducono (la forza-lavoro); 2. i «mezzi di produzione», cioè i mezzi (terra, fabbriche, macchine ecc.) utilizza- ti per produrre; 3. le conoscenze tecniche e scientifi- che utilizzate per ottimizzare e incrementare la pro- duzione; · i rapporti di produzione i rapporti che gli uomini in- staurano tra loro nel corso della produzione, e che trovano la loro espressione giuridica nei rapporti di proprietà. Le forze produttive e i rapporti di produzione costitui- scono quella che Marx chiama · struttura lo "scheletro" economico, o la base econo- mica, storicamente determinata, di una data società, cioè il complesso sistema delle forze produttive e dei rapporti di produzione (il «modo di produzione»]. Dalla struttura si distingue la · sovrastruttura l'insieme delle istituzioni giuridico- politiche e delle teorie morali, religiose, filosofiche ecc. legate a una determinata struttura economica. Il processo storico nasce dalla dialettica tra le forze in gioco nella struttura, e periodicamente sfocia in uno stato di contraddizione e in un evento rivoluzionario. Analizzando le rivoluzioni storiche, Marx individua quattro grandi · formazioni economico-sociali l'insieme degli ele- menti strutturali e sovrastrutturali che contraddistin- guono una determinata società storica. Le formazioni economico-sociali sono totalità organiche, la cui spi- na dorsale è costituita da uno specifico modo di pro- duzione. Per Marx le grandi formazioni economico-sociali della storia sono: la società asiatica (talvolta descritta come una forma di comunismo primitivo), quella antica (di tipo schiavistico), quella feudale e quella borghese, a cui si aggiunge la futura società comunista, quale meta finale della storia.
Nel Manifesto del partito comunista (1848, scritto con Engels) Marx, dopo aver analizzato la vicenda storica della borghesia, riconosce che essa è giunta al proprio termine e che ora spetta al proletariato, la classe op- pressa della società borghese, lottare per l'instaurazio- ne della società comunista. Del resto il vero motore della storia è individuato da Marx nella · lotta di classe il conflitto tra classi sociali in cui cicli- camente e necessariamente si concretizza lo squili- brio tra le forze produttive e i rapporti di produzione. Nell'esortare i proletari di tutto il mondo a unirsi e lottare per eliminare la proprietà privata e instaurare la società comunista, Marx analizza nel Manifesto anche i vari tipi di socialismo teorizzati precedentemente, definendoli · falsi socialismi tutte quelle dottrine (dal socialismo reazionario a quello conservatore o borghese, a quel- lo critico-utopistico) che ancora non riescono a pre- sentarsi come autentiche forme di · socialismo scientifico un tipo di socialismo che: 1. si trasforma in programma di auto-emancipazione del proletariato e si configura pertanto come la "scienza" della rivoluzione proletaria; 2. cessa di essere un "idea- le", per divenire una necessità storica, derivante dall'i- nevitabile tramonto del capitalismo; 3. analizza la so- cietà e la storia grazie ad un "metodo scientifico" (il materialismo storico e la critica dell'economia politica).
Nel Capitale Marx analizza scientificamente il «modo di produzione» della società borghese-capitalistica, che si fonda sulla produzione, da parte dell'operaio, di un «plusvalore» (v.) grazie al quale il capitalista au- menta i propri profitti. Le nozioni fondamentali pre- senti nell'opera sono le seguenti: capitalismo sistema economico caratterizzato dall'ac- cumulazione di capitale e dalla scissione di proprietà privata e mezzi di produzione dal lavoro salariato. Un ta- le sistema, per Marx, si regge sullo sfruttamento degli operai a vantaggio del profitto del capitalista; · merce l'elemento basilare del capitalismo (che infat- ti Marx definisce come un'«immane raccolta di merci»), e di conseguenza il concetto fondamentale dell'intero Capitale. "Merce" è tutto ciò che può essere scambiato con qualcos'altro, e che pertanto presenta un valore d'uso (corrispondente alla sua concreta utilità I LIMITÀ 2