Documento da Wondershare Pdfelement su Demenze. Il Pdf, utile per studenti universitari di Psicologia, esplora le demenze, la diagnosi differenziale e la fisiopatologia delle malattie neurodegenerative, con un focus specifico sulla malattia di Alzheimer e la sua sintomatologia.
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La demenza può essere definita come una perdita progressiva di abilità in più domini cognitivi rispetto a livelli precedenti di funzionamento con conseguente riduzione nella capacità di fronteggiare le comuni richieste della vita quotidiana e conseguente riduzione dell'autonomia; importante rapportarsi al familiare o al caregiver per capire le capacità di svolgere le attività semplici e complesse nella vita quotidiana. La demenza si può associare ad alterazioni del comportamento e della personalità, agitazioni psicomotorie, affettività e ideazione e percezione (idee fisse e ripetitive a cui il paziente fa continuamente riferimento). È importante anche la valutazione della sintomatologia prodromica.
In termini generali è stata ridefinita la condizione patologica di demenza, che include sintomi cognitivi e/o neuropsichiatrici che:
Vengono classificate in primarie degenerative tra cui abbiamo:
e in secondarie tra cui:
La prevalenza della demenza, considerata in tutte le sue forme, viene stimata intorno al 6,4% nella popolazione ultrasessantacinquenne e raddoppia ogni cinque anni, fino ad interessare circa il 40% degli ultra-ottantacinquenni; quindi, l'età deve essere considerata il fattore di rischio più importante di malattia. Altri fattori di rischio sono:
Il disturbo cognitivo o comportamentale deve coinvolgere almeno due disordini tra:
NB! La differenza tra la condizione di mild cognitive impairment e la demenza rimane nell'interferenza che i diversi deficit hanno sul funzionamento sociale e lavorativo del paziente.
Nelle persone anziane può essere complicato discriminare sintomi cognitivi causati primariamente da un processo neurodegenerativo da quelli secondari alla presenza di un disturbo depressivo. In quest'ultimo caso si tende a parlare di "pseudodemenza".
La diagnosi differenziale può essere chiarita da un'attenta valutazione delle modalità di insorgenza del disturbo, della sequenza cronologica dei sintomi depressivi e cognitivi, del decorso della malattia, della storia familiare e della risposta al trattamento.
La demenza si accompagna generalmente ad una storia premorbosa di declino delle funzioni cognitive, mentre il soggetto con disturbo depressivo presenta solitamente uno stato cognitivo premorboso relativamente normale ed un brusco declino delle funzioni cognitive associato alla depressione. Anche la risposta al trattamento è sostanzialmente differente:
Le malattie neurodegenerative sono caratterizzate dalla progressiva distruzione e perdita di cellule neuronali e di sinapsi in aree particolarmente vulnerabili del sistema nervoso centrale.
Fattori genetici e ambientali e l'invecchiamento rappresentano i più importanti meccanismi responsabili del processo di neurodegenerazione.
Alla base di molte malattie neurodegenerative possono essere presenti diversi meccanismi patogenetici correlati:
Nelle cellule, le popolazioni di proteine sono mantenute in uno stato di equilibrio dinamico attraverso un complesso network di processi che regolano l'omeostasi proteica, denominato proteostasi.
La proteostasi comprende diversi pathway che controllano la sintesi, il ripiegamento (folding), il traffico, l'aggregazione e la degradazione proteica.
Il folding è un processo fisiologico di conversione delle proteine neosintetizzate in molecole funzionali ed è controllato da chaperones molecolari che impediscono un ripiegamento inappropriato (misfolding) dovuto all'interazione tra polipeptidi non nativi e promuovono il corretto folding di proteine erroneamente ripiegate. Mutazioni della sequenza genetica o alterazioni dell'ambiente cellulare possono portare ad un parziale misfolding della proteina nativa, causando:
Il progressivo accumulo intracellulare di aggregati proteici può essere determinato da vari fattori, quali anomalie nella sintesi proteica e nelle interazioni con altre proteine, compromissione del turnover e della degradazione proteica, alterazioni post-traduzionali delle proteine neosintetizzate, insufficiente attività delle proteine chaperones e/o compromissione del trasporto proteico intracellulare.
Le differenti proteine, capaci di formare aggregati, hanno una comune caratteristica struttura amiloidea ed i disordini ad esse correlati possono essere raggruppati come amiloidosi cerebrali.
a-Sinucleina:
Piccola proteina solubile di 140 aminoacidi, originariamente unfolded, che viene prevalentemente espressa nei neuroni del sistema nervoso centrale, dove è localizzata al terminale presinaptico in stretta associazione con le vescicole presinaptiche.
È coinvolta nella modulazione della trasmissione sinaptica, delle vescicole sinaptiche, della plasticità neuronale e nel folding/refolding di altre proteine sinaptiche.
Filamenti di a-sinucleina di 10-15 nm sono la principale componente strutturale delle inclusioni patologiche delle sinucleinopatie.
Queste inclusioni possono essere sia localizzate nel corpo cellulare, come i corpi di Lewy (LB) osservabili nei neuroni di pazienti affetti dalla malattia di Parkinson (PD) e dalla demenza a corpi di Lewy (DLB), sia nei processi cellulari dando luogo alla formazione di neuriti distrofici o di rigonfiamenti assonali detti sferoidi neuroassonali.
La sovraespressione e le mutazioni della a-sinucleina determinano l'acquisizione di una conformazione anomala che promuove l'oligomerizzazione, caratterizzata da una struttura prevalentemente a ß-sheet. Questo processo vede la formazione di diversi oligomeri e polimeri con attività tossica, dovuta all'alterazione della permeabilità delle membrane.
I corpi di Lewy si accumulano all'interno dei neuroni o dei dendriti delle cellule dopaminergiche determinandone degenerazione (all'interno dei neuroni sottoforma di corpi di Lewy , sottoforma di nidi di Lewy se precipitano all'interno dei dendriti).
La patologia neuritica di Lewy's bodies è in grado di avere una trasmissione trans-cellulare, e di andare quindi ipoteticamente ad "infettare" le cellule vicine determinando un ampliamento del processo di degenerazione.
NB! Sebbene le mutazioni e le ripetizioni del gene dell'a-sinucleina siano la causa della maggior parte dei casi di Parkinson familiare, l'a-sinucleina è comunque espressa ad alti livelli in tutto il cervello, quindi la sua semplice presenza non può essere l'unica ragione per la morte selettiva dei neuroni dopaminergici.
Infatti il misfolding e l'oligomerizzazione dell'a-sinucleina potrebbero essere accelerati da diversi fattori, come la presenza di derivati aldeidici altamente reattivi della dopamina e l'esposizione ai metalli.
Metalli come ferro e rame stimolano l'aggregazione dell'a-sinucleina, che a sua volta ne determina un accumulo nei neuroni.
ß-Amiloide (AB)
La proteina Aß è il maggiore costituente delle placche senili tipiche della malattia di Alzheimer (AD) ed è prodotta e secreta dalle cellule nervose in seguito al taglio della proteina precursore della ß-amiloide (APP),