Pdf dall'Università degli Studi di Verona su L'evoluzione storica dell'industria: il confronto tra i processi di industrializzazione italiano e francese dal 1850 al 1915. Il Materiale, utile per lo studio della Storia a livello universitario, analizza gli effetti dell'industrializzazione sull'economia italiana e l'impatto dell'emigrazione, supportato da tabelle finanziarie e demografiche.
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Corso di Laurea in Lingue e culture per il turismo e il commercio internazionale Elaborato finale L'EVOLUZIONE STORICA DELL'INDUSTRIA: IL CONFRONTO TRA I PROCESSI DI INDUSTRIALIZZAZIONE ITALIANO E FRANCESE dal 1850 al 1915 Relatore Chiar.mo Prof. Claudio Marsilio Candidato Costanza Corso Matr. VR459752 Anno Accademico 2022-2023UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONAUNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA
Introduzione 1
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40 Conclusioni 42 BIBLIOGRAFIA 44 SITOGRAFIA 44UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONAUNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA
Nella presente tesi, verrà affrontato il tema dell'industrializzazione in Europa, con un focus specifico sull'Italia e sulla Francia. L'industrializzazione rappresenta un processo di trasformazione socioeconomico di grande rilevanza, che ha avuto un impatto significativo sulla storia e sullo sviluppo di molte nazioni europee. Questa prima sezione dell'introduzione prevede una presentazione del tema dell'industrializzazione, fornendo una panoramica generale delle sue caratteristiche e implicazioni. Inoltre, sarà fornita una definizione di industrializzazione, insieme a un contesto storico dell'industrializzazione a livello europeo, per comprendere meglio il contesto in cui si sono svolti i processi di industrializzazione in Italia e in Francia. L'industrializzazione può essere definita quindi, come il processo di trasformazione di un'economia basata principalmente sull'agricoltura e sulla produzione artigianale in un'economia dominata dalla produzione industriale e dall'utilizzo di macchinari e tecnologie avanzate. Questo sviluppo produce una serie di cambiamenti strutturali, sociali ed economici che portano alla crescita del settore manifatturiero, all'aumento della produzione industriale e all'introduzione di nuove forme di organizzazione del lavoro. L'industrializzazione ha avuto origine nella seconda metà del XVIII secolo nel Regno Unito, durante la cosiddetta Rivoluzione Industriale. Questo periodo è stato caratterizzato da importanti innovazioni tecnologiche, come l'invenzione della macchina a vapore e la diffusione delle fabbriche. Questi cambiamenti hanno portato a una trasformazione profonda dell'economia e della società britannica, aprendo la strada alla moderna produzione industriale su larga scala. Successivamente, il processo di industrializzazione si è diffuso in altre parti dell'Europa continentale, con alcune variazioni temporali e regionali. Paesi come la Germania, la Francia, l'Italia e il Belgio hanno sperimentato un'intensa industrializzazione nel corso del XIX secolo, guidata da fattori come la disponibilità di risorse naturali, l'espansione delle infrastrutture e il ruolo delle istituzioni finanziarie. Quest'evoluzione ha avuto un impatto significativo sull'economia europea, trasformando le strutture produttive, generando nuove opportunità di lavoro e modificando le condizioni di vita delle persone. Ha anche avuto importanti implicazioni sociali, come la crescita delle città, l'emergere di una classe operaia industriale e i cambiamenti nei rapporti di potere tra le classi sociali. 1UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA L'obiettivo della ricerca sarà quello di analizzare il processo di industrializzazione in Italia e in Francia, esaminando primariamente le fasi, poi i fattori che l'hanno reso possibile e infine gli effetti che essa ha avuto sulle rispettive economie nazionali. Nella prima sezione, si esplorerà lo sviluppo dell'industrializzazione in Italia, focalizzandosi sulle diverse fasi che hanno caratterizzato questo processo, dall'Unità d'Italia fino alla Grande Guerra. Saranno identificati i principali cambiamenti economici e sociali che hanno accompagnato l'industrializzazione italiana. Inoltre, verranno analizzati i fattori chiave dello sviluppo, come ad esempio le risorse naturali, le innovazioni tecnologiche e gli investimenti esteri. Sarà posta particolare attenzione agli effetti che l'industrializzazione ha avuto sull'economia italiana, come la crescita del settore dell'industria pesante, l'aumento della produzione industriale e le conseguenze sulle condizioni di lavoro e sulle dinamiche sociali. La seconda sezione si concentrerà sul processo di industrializzazione in Francia, focalizzandosi sul periodo compreso tra il 1850 e la Grande Guerra. Saranno esaminate le diverse fasi che hanno caratterizzato l'industrializzazione francese, evidenziando le principali trasformazioni economiche e sociali. Verranno identificati i fattori che hanno l'hanno messa in atto, come ad esempio la disponibilità di risorse, gli investimenti in infrastrutture e il ruolo dell'educazione e della formazione. Saranno analizzati gli effetti dell'industrializzazione sull'economia francese, come l'aumento della produzione industriale, lo sviluppo di settori chiave e le conseguenze sulla società francese. Nella terza sezione, verrà effettuato un confronto tra i processi di industrializzazione in Italia e in Francia. Verranno evidenziate le similarità e le differenze tra i due paesi, sia in termini di fasi di industrializzazione che di fattori che ne hanno favorito lo sviluppo. Inoltre, si analizzeranno gli effetti dell'industrializzazione sui due paesi, sia dal punto di vista dell'economia che del progresso sociale e tecnologico. Sarà preso in considerazione anche l'impatto delle politiche economiche adottate durante questo periodo e il loro ruolo nel promuovere o ostacolare i processi di industrializzazione in Italia e in Francia. Infine, nelle conclusioni, verranno sintetizzati i principali risultati emersi dalla ricerca, evidenziando le somiglianze e le differenze tra l'industrializzazione italiana e francese. Sarà valutato l'impatto di tali processi sullo sviluppo economico, sociale e tecnologico dei due paesi. Per concludere saranno formulate delle considerazioni finali sulle relazioni tra questi due Stati nel contesto sia storico che attuale. 2UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA
In questo primo capitolo si analizza il processo di industrializzazione italiana considerato peculiare dalla letteratura, visto il suo tardo inizio rispetto ad altre potenze europee del XIX secolo. L'industrializzazione italiana si delinea a partire dal 1861, data della nascita della Nazione e dell'inizio di politiche unitarie miranti al miglioramento economico della penisola. Prima di descrivere gli anni salienti di questo processo, è utile ricordare il periodo rinascimentale italiano, in cui l'Italia è protagonista nel campo tecnologico con diverse innovazioni istituzionali sperimentate e ideate nel contesto delle città-stato. Un Paese a lungo frammentato e con diverse realtà ma che possiede un elevato potenziale, soprattutto per quanto riguarda il settore manifatturiero.1 Il processo di industrializzazione italiano può essere diviso in tre fasi che saranno di seguito illustrate. Dal 1861 al 1880, il Paese getta le basi per la sua crescita puntando all'espansione dell'agricoltura. Durante questa prima fase, il Regno è politicamente molto fragile, preso dai conflitti per completare l'unificazione e impegnato a consolidare l'unità nazionale che è quasi del tutto inesistente. Essendo basata prevalentemente sull'agricoltura, l'Italia risulta essere il Paese più arretrato tra i grandi paesi europei. Su 26 milioni di abitanti, il 44% di essi vive sotto la soglia di povertà2 e la speranza di vita alla nascita è di 30,5 anni, rispetto a Germania e Gran Bretagna in cui è di 42 anni. 3 La politica si prefigge l'obiettivo di creare le basi di uno stato moderno e lo fa tramite riforme della pubblica amministrazione, delle finanze pubbliche e con massicci investimenti nelle infrastrutture dei trasporti. La disomogeneità prodotta da una storia frammentata tra popoli crea però, una diversità di istituzioni, norme culturali e prassi. Caratteristico di quest'epoca è il tasso di analfabetismo della popolazione del 78%. 4 Questo dato è fondamentale perché, letto in chiave economica dalla teoria di Bowman e Anderson, rivela che per consentire l'avvio di un processo di sviluppo economico, è necessario che almeno il 40% della popolazione sappia leggere e scrivere.5 Nel 1861 si ha solo il 22% di persone istruite sottolineando la difficoltà che questo comporta per un processo di sviluppo. Si delinea un'Italia debole e senza una base industriale, ben distante dal costituire un sistema economico coeso e integrato in un unico mercato nazionale. Come risalta dalla letteratura di Colli e Amatori: "Non si tratta solo della scarsa dotazione infrastrutturale che caratterizza quasi tutti gli Stati 1 Zamagni V., Perché l'Europa ha cambiato il mondo - Una storia economica, 2018, Il Mulino, p. 100. 2 Felice E., Ascesa e declino: storia economica d'Italia, 2015, Il Mulino, pp. 114-116. 3 Zamagni, V., Introduzione alla storia economica d'Italia, 2005, Il Mulino. 4 Genovesi G., Storia della scuola in Italia dal Settecento a oggi, 2010, Laterza, La scuola in Italia, Il Mulino. 5 Zamagni V., Istruzione e sviluppo economico, il caso italiano 1861-1913, 1978, in Toniolo (a cura di), L'economia italiana 1861-1940, Laterza, p. 168. 3